#Sozzani e sozzoni: il primo Matteo, troppo ottimista io – 422

il mio post di ieri, https://corpus15.wordpress.com/2019/09/17/mattei-state-sereni-418/, è sbagliato su un punto:

sulla base delle notizie che circolavano avevo calcolato in 5 i senatori del Partito Democratico che avrebbero potuto aderire a Italia Viva, il nuovo partito di Renzi, e dunque li consideravo non determinanti per le sorti del governo; secondo la lista presentata oggi, invece, sono 12, a parte una 13esima proveniente da Forza Italia; questo significa che, togliendoli dalla maggioranza di 169 per la fiducia, ne restano 157, 4 in meno della maggioranza necessaria di 161; vero che 3 potrebbero venire dalla Suedtiroler Volkspartei, che alla fiducia si è astenuta, ma non basterebbero ancora, e in ogni caso il governo sarebbe molto ballerino.

ma quello che potrà fare il nuovo partito di Renzi lo si è visto bene poco fa: non che sia una novità: il Ghino di Tacco di Rignano sull’Arno ha sempre amato le imboscate a voto segreto.

la Camera ha infatti detto no, con 309 voti contro 245, alla richiesta dei giudici di utilizzo delle intercettazioni e degli arresti domiciliari per il deputato di Forza Italia Sozzani, indagato per illecito finanziamento dei partiti e corruzione. 

. . .

e la vera porcata non sta tanto nel rifiuto degli arresti domiciliari, che in fondo cambia poco, ma in quello dell’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, che toglie alla magistratura delle prove decisive per la condanna.

alcune intercettazioni, del resto, si conoscono già, nell’Italia dei pulcinella:
“L’eventuale tuo aiuto quanto potrebbe essere? Perché devo fare il … la cifra finale”.
“Io sto cercando i soldi perché è fatica, credimi! 15 anni fa qualcuno veniva lui di sua sponte da me, a dirmi ‘se entri in quel partito, che posso fare?’ Adesso non si può più mettere le mani (…) Mi inginocchio per chiedere tre lire! Tremila, cinquemila, diecimila, quando avevo bisogno centomila”.

quanto contano penalmente? non lo sapremo mai.

lo intercettavano perché non era ancora deputato, ma adesso Forza Italia l’ha fatto eleggere e dunque il parlamento ha coperto, perfino retroattivamente, le intercettazioni di un membro della casta mafiosa.

. . .

la Giunta per le Autorizzazioni della Camera, che usa il voto palese, aveva detto di sì, col voto contrario di Fratelli d’Italia, della Lega per Salvini e di Forza Italia.

sono questi i partiti che si sono schierati per la difesa ad oltranza della corruzione politica.

forse, invece di gridare Bibbiano Bibbiano, la gente ai loro comizi dovrebbe gridare Sozzani Sozzani.

per non dire: sozzoni, sozzoni.

sozzone-significato

. . .

voto altamente simbolico che chiarisce da subito che neppure questo governo può sperare di riuscire davvero a correggere la situazione politica italiana:

come aspirante erede di Berlusconi, Renzi si pone a garanzia del sistema corrotto costruito dalla Democrazia Cristiana nel dopoguerra, proseguito da Craxi e sistematizzato da Berlusconi.

ma il suo non è neppure un caso isolato.

. . .

e a quelli che come me non votano, o meglio annullano motivatamente la scheda, per non esprimere nessuna forma di consenso alla dittatura del malaffare, rimane soltanto la consolazione di dire: che schifo.


6 risposte a "#Sozzani e sozzoni: il primo Matteo, troppo ottimista io – 422"

    1. è un po’ che non scrivi, eh? sul tuo blog, intendo.

      non ho un ricordo personale diretto di Craxi, che pure vidi abbastanza da vicino a un comizio in Piazza Loggia a Brescia negli anni Novanta, prima della caduta quasi improvvisa, quando sembrava il padrone d’Italia, e ne feci anche un piccolo video, finito chissà dove.
      l’anno della sua caduta, invece, a Roma per gli esami di stato, passai la prima notte all’Hotel Raphael (rimborsava lo stato), dietro piazza Navona, dove lui aveva vissuto per anni e dove era avvenuta la famosa contestazione delle monetine, che fu il segnale del crollo; ero curioso, di conoscere il posto e di viverlo emotivamente: appartato in uno spiazzo quasi segreto, era un hotel dignitoso, ma tutto sommato di medio livello e non straordinariamente lussuoso.
      mi capitò anche di passare per Hammamet, in seguito, dove c’era la sua famosa e mitizzata villa tunisina, o meglio villetta, dove lui morì; anche qui niente lussi straordinari.
      di qui una convinzione di pelle, molto indiziaria, o meglio ancora subliminale, che Craxi non si sia particolarmente arricchito personalmente con la politica, a differenza di quello che è diventato male comune dopo Mani Pulite, e che effettivamente rubasse per il bene del partito, cioè per mantenere il potere.

      era un uomo prepotente e antipatico, ma aveva una visione politica; pagò caro lo sgarbo all’America, come ho scritto qui sopra, e venne sostituito da Berlusconi, che dava maggiori garanzie di flessibilità ed era privo di qualunque strategia.

      rimarrà sempre a merito indiscutibile di Craxi di essere stato l’unico politico italiano a cercare di salvare Moro sinceramente e senza secondi fini, perfino contro il suo stesso interesse di partito; fu infatti la morte di Moro che gli spianò la strada, decretando la fine immediata del tentativo di compromesso storico.

      – colgo l’occasione qui per dire le mie perplessità molto forti sul giudizio su Cossiga che hai espresso nel tuo ultimo post: troppo legato alle impressioni sul personaggio (che era poi un presidente della repubblica notoriamente disturbato psichicamente e fuori controllo, che negli ultimi anni usò il suo ufficio in modo insopportabilmente fazioso e come strumento di lotta ai nemici politici veri o presunti), ma politicamente fu sempre l’uomo degli americani in Italia e dei loro servizi segreti, e uno strumento non secondario della liquidazione di Moro.

      le sue esternazioni così schiette non possono essere disgiunte da questo quadro politico e, destabilizzando il quadro politico, e dunque anche Craxi, Cossiga faceva consapevolmente il gioco degli americani.

      in ogni caso un presidente della repubblica che compare quasi tutte le sere ai telegiornali a insultare i politici del momento, lo vedo come l’inizio della degenerazione politica in Italia e come la premessa del berlusconismo.

      ecco alcuni esempi delle sue esternazioni picconatrici: salto i nomi degli interessati perché qui non contano:
      «bugiardo, gradasso, il solito boss di provincia»
      «se sta al mare fa un gran bene al Paese»
      «un analfabeta»
      «un analfabeta di ritorno»
      «non infierirò mai chiamandolo camorrista o amico di camorristi come per anni hanno fatto i comunisti»
      «un povero ragazzo, uno sbandato, che danneggia l’unità della lotta alla mafia, mal consigliato da un prete fanatico che crede di vivere nel Paraguay del ‘600»
      «uno zombie con i baffi»
      «piccolo arrampicatore sociale, uomo senza radici, parvenu della politica»
      «un piccolo Viscinski»
      «figlio impudente e imprudente d’un galantuomo»
      «un ragazzino»
      «irresponsabile e cretino».

      come si può giudicare bene un presidente della repubblica che parla così?
      si fosse dimesso prima, almeno…; lo fece solo alla fine, pochi mesi prima della scadenza naturale.
      ci fu persino un procedimento per la destitutione, allora.

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      1. In effetti, come ho scritto anche nei commenti al mio post, il mio Cossiga preferito non era quello che sparava insulti e basta, ma quello che criticava argomentando in maniera puntuale e precisa: lì dimostrava di avere un’abilità oratoria davvero insuperabile.
        Riguardo al procedimento per la destituzione, gli altri politici ci hanno provato mille volte a intimidirlo e a mettergli la museruola, ma lui è sempre andato avanti per la sua strada.
        Per questo mi è venuto spontaneo paragonarlo al protagonista di Giorno maledetto. Dai una chance a questo film, non te ne pentirai.
        Grazie mille per la ricchissima risposta! 🙂

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        1. grazie a te per lo spunto: ad un vecchietto fa sempre piacere rimettere in sesto i suoi ricordi personali su qualche argomento. e grazie anche per il suggerimento del film, che cercherò.

          le capacità di Cossiga sono indubitabili, ma il suo ruolo politico di fondo resta quello che ho detto: anche nel non dirigere bene le indagini sui rapitori di Moro, di farsi consigliare dall’uomo mandato dalla CIA per liquidarlo e in ultima analisi – nonostante le sue lacrime di coccodrillo – sull’essere il principale responsabile della sua morte; e fu premiato con la elezione alla presidenza della repubblica più plebiscitaria della nostra storia; sul resto non mi ripeto: appartengo pur sempre alla generazione che scriveva Kossiga sui muri con la kappa e che si ricorda dell’omicidio di Giorgiana Masi da parte della sua polizia nel 1977. 😉

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      2. Durante una delle mie numerose scarpinate per Roma (la città che meno di tutte, secondo me, merita il turismo di massa) mi capitò casualmente di ritrovarmi davanti al Raphael. Feci un pensiero strano: quanti miei coetanei, o anche quante persone più anziane, avrebbero saputo che quel posto aveva significato qualcosa per la storia della repubblica?

        Mi astengo dal giudizio su Renzi. Ormai mi sembra un cattivo da fumetto.

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        1. Renzi sta rifacendo Craxi molto da vicino, per voi giovincelli che non l’avete conosciuto… 🙂
          poi il cerchio si chiude dicendo che Craxi era l’agente politico operativo di Berlusconi, che dovette prendere direttamente il suo posto in politica quando quell’altro cadde, ma purtroppo politicamente era un incapace.
          Renzi è stato invece l’agente politico di Marchionne e ora deve contare sulle proprie forze, visto che il dominus è venuto meno: fuoco di paglia.
          è una ironia della storia che al Senato riesca a farsi il suo gruppo di trasformisti aderendo al Partito Socialista, giusto per tornare ad essere il Ghino di Tacco craxiano; col che l’Italia trasformista ha già seppellito con un escamotage il nobile regolamento nuovo fatto approvare da Grasso, che cercava di arginare il trasformismo dei senatori.

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