sal-IVA (con le mani nelle tasche, degli italiani) – 437

che cosa voglio dire con questo titolo strano?

siccome l’IVA non pare che salirà, neppure per i prodotti di lusso o per quelli anti-ecologici, il mio gioco di parole non è quello della destra che fa agitazione contro il governo strillando nelle piazze che le tasse aumentano.

sono da tempo convinto che le tasse dovrebbero aumentare per i ricchi e colpire i loro consumi che contribuiscono ad ammazzarci ecologicamente, ma pare che questo sia diventato anti-economico.

perfettamente economico è soltanto il crasso suicidio ecologico, strafogati nei lussi inutili.

da tempo, anzi, le banche centrali fanno la politica opposta e  nemica del risparmio (che pure nella nostra Costituzione è dichiarato un valore da difendere): stimolare i consumi stampando moneta e cercando di metterla nelle tasche dei consumatori per invogliarli a buttare via i soldi in consumi inutili.

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era diventato l’inno di una generazione il vecchio slogan di Berlusconi: Non metterò le mani nelle tasche degli italiani (come se gli italiani fossero tutti uguali e avessero tutti le stesse tasche), ma oggi è completamente superato perché lo stato le mani nelle tasche ce le mette, sì, ma non soltanto per portare via i soldi, con una mano, ma anche per metterceli, con l’altra.

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e se dite che questa è schizofrenia pura, avete ragione: mi pare che ben pochi abbiano notato sinora che pensare l’unico modo per fare aumentare i consumi è di aumentare i soldi che ci sono in giro significa ammettere che c’è un grande bisogno di consumismo inutile e che non ci sono veri motivi per comperare altro.

nello stesso tempo si evita accuratamente di aumentare i redditi di chi vive lottando con la fine del mese, e sono gli unici che aumenterebbero davvero le spese utili al sostegno del PIL, se di questo dobbiamo parlare.

agli altri è inutile dare più soldi, visto che poi se li mettono da parte o li impiegano in qualche speculazione finanziaria; e allora, dai con i tassi negativi, perfino: non vuoi spendere? vuoi tenere i soldi in banca? e allora questo lusso di essere economicamente inutile te lo paghi!

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dunque, se dico sal-IVA intendo qualcos’altro, cioè proprio quello che si legge: saliva, saliva, la secrezione della bocca buona anche per usi servili.

e, per restare in tema, parlerò, come mio solito, senza peli sulla lingua.

al momento è una gara tra populisti a chi riesce a produrre più salIVA: sarà Salvini, il populista numero uno? oppure saranno i grilletti a 5Stelle?

ma da destra avanza il populista nuovo, quello che ha fondato un partito che si chiama Italia viva, e fa sempre rima con saliva, e lo scopo è sempre quello di tenere gli italiani in uno stato di irresponsabilità economica puerile.

quest’ultimo poi, il nostro amatissimo Renzi, cerca di raccogliere l’eredità di Berlusconi; manca solo che cominci a raccontare le barzellette sporche e poi l’imitazione sarà perfetta.

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così, sotto il tiro dei ricchissimi populismi italici rampanti, mi pare che il governo stia perdendo l’occasione di fare una buona manovra economica.

l’anno scorso siamo stati per qualche mese alla sceneggiata dello scontro con l?Europa, perché noi volevamo fare il 2,4% di deficit contro le regole europee, e alla fine abbiamo mediato al 2,04% – tanto il popolo non conosce il valore dei decimali.

quest’anno, invece, dicono che abbiamo mediato con l’Europa al 2,1%, e – tanto per non smentirci – partiamo col 2,2%: chissà, forse qualcuno pensa che i decimali non li conoscano neppure a Bruxelles, oppure che neppure lì si impiccheranno a un decimale.

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lettori miei sparuti e cari, e tanto più cari quanto più siete sparuti, non penserete forse che io possa dirmi contento soltanto perché non c’è più Salvini al governo, vero?

contrario ero l’anno scorso al 2,4%, e contrario sono quest’anno al 2,2%: contrario ero l’anno scorso a scostarmi dalle regole europee del 3,96%; contrario sono quest’anno a scostarmi dell’1%.

sono soltanto un po’ meno contrario: ed esattamente del 2,96%… 🙂

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vero anche che la situazione globale è diversa: gli scricchiolii di una crisi senza ritorno si fanno sempre più forti in Occidente, e l’unico rimedio elaborato dal famoso sistema è quello descritto all’inizio di questo post vagamente circolare: indebitarsi di più, indebitarsi tutti.

indebitarsi può anche andar bene (non ditelo a me che vivo restituendo debiti fatti per investimento da quando campo): ma è la finalità del debito che conta, e non è sano indebitarsi soltanto per fare una vita più lussuosa, quando la prossima alluvione, il prossimo uragano o la prossima estate di siccità bussano già alla porta.

non è sana questa follia collettiva, e scusate se per dirlo uso un buonsenso così anti-economico: stiamo scaricando i debiti sulle generazioni che verranno, che dovranno già vedersela con la catastrofe climatica.

in ogni caso io non vorrei essere un creditore del futuro: forse chi stimola tanto il debito pubblico e privato si sta scavando la fossa da solo.

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ma dire la semplice verità nel frastuono mediatico è sempre meno popolare.

e io di tutta questa sal-IVA ho le tasche già piene.

 

 


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