siamo tutti figli di Toba? perché le razze umane non esistono – 438

non sono un tuttologo; sono soltanto un uomo curioso: raccolgo notizie dove le trovo e, se mi pare che aiutino a capire il mondo dove viviamo, me le segno nel blog, che è il mio scartafaccio pubblico di appunti di persona pensosa – e lo confesso come se fosse un difetto, visto che probabilmente lo è.

. . .

ecco che leggo questo:  

Circa 74.000 anni fa l’eruzione del supervulcano Toba ha emesso nuvole di anidride solforosa nell’atmosfera, riducendo la luce solare del 90%.
Secondo un’analisi, quell’inverno vulcanico potrebbe avere ridotto la popolazione umana globale ad appena 3.000 persone.

https://nyuscholars.nyu.edu/en/publications/volcanic-winter-in-the-garden-of-eden-the-toba-supereruption-and-

ed ecco la traduzione dell’abstract di questo articolo, integrato da me con la corrispondente voce di wikipedia, sostanzialmente conforme.

. . .

quello chiamato Toba è un lago vulcanico di 100 km di lunghezza e 30 km di larghezza, situato nella parte settentrionale dell’isola di Sumatra, in Indonesia.

Featured-Lake-Toba-and-Medan-Itinerary

è il risultato di una immane catastrofe naturale: l’eruzione esplosiva di Toba (circa 73.500 a.C.), la più grande nelle ultime centinaia di migliaia di anni di vita del nostro pianeta.

ne sentii parlare già prima del mio viaggio indonesiano del 2013, ma non avevo pensato allora di raggiungere questa zona, peraltro molto lontana dalle zone più abitate di quello stato, accontentandomi di andare sul luogo della terribile, ma ben più modesta, esplosione del vulcano Krakatau del 1883, udita fino a 5.000 km di distanza, che polverizzò i due terzi di un’isola lunga 9 km e produsse uno tsunami di 40 metri di altezza.

Krakatoa_evolution_map-en

e se pensiamo anche allo tsunami del 2005 e all’ulteriore eruzione del Krakatau dell’anno scorso che, pur piccola ha fatto più di 500 tra morti e dispersi, possiamo certamente dire che questa è la zona tettonicamente più inqueta della Terra.

. . .

niente di neppure lontanamente paragonabile, comunque, all’eruzione vulcanica di Toba di 75.000 anni prima: basta pensare che allora l’eruzione durò più settimane e alla fine l’intera regione collassò lasciando un grande cratere lungo appunto 100 km e largo 30, che si riempì d’acqua e al centro ebbe una nuova montagna, un vulcano, ovviamente, che oggi raggiunge i 1.600 metri di altitudine.

questo lago dunque è una caldera vulcanica, completamente ricoperta di ignimbrite; le ceneri che l’eruzione emise si trovano sparse in un raggio di 3.000 km, fino alla Malaysia e all’India, e se ne trovano anche sul fondo dell’oceano Indiano, nel Golfo del Bengala.

il volume del materiale eruttato era all’incirca di 2.800 km³: circa 2.000 km³ di ignimbrite e 800 km³ di ceneri, che seppellirono l’intera regione sotto numerosi metri di depositi: nella regione attorno al vulcano questi raggiunsero un’altezza superiore ai 400 metri e sedimenti di oltre 4 metri sono presenti in molte regioni indiane.

ma le conseguenze non si limitarono a questo: Toba produsse da 1 a 10 milioni di miliardi di polvere stratosferica e di acido solforico in aerosol, e i dati ricavabili dai ghiacciai ci dicono che questa densa nuvola rimase nell’atmosfera globale per sei anni.

fu il tempo di un “inverno vulcanico” planetario, con un raffreddamento di 3-5° C (e forse anche maggiore) per diversi anni e bruschi raffreddamenti regionali fino a 15° C: si era già in piena era glaciale, ma Toba produsse un ulteriore grave raffreddamento durato un millennio, con abbassamento delle temperature degli oceani e aumento del ghiaccio marino e della copertura nevosa in tutto il pianeta.

La vegetazione tropicale fu quasi completamente distrutta e la riduzione delle temperature della prima stagione di crescita di ≥10 ° C a latitudini più elevate uccise probabilmente la maggior parte delle foreste temperate e subartiche: la poca vegetazione sopravvissuta richiese tempi di recupero di decenni; invece una grave siccità sarebbe stata provocata nella fascia della foresta pluviale tropicale e nelle regioni monsoniche.

troviamo le prove di questi bruschi cambiamenti ambientali nei registri palinologici, nelle barriere coralline e nelle carote di ghiaccio.

. . .

ovviamente tutto questo non rimase privo di conseguenze sulla evoluzione umana: dagli studi sulla genetica della nostra specie sappiamo che qualche tempo prima di ca. 60.000 anni, alcuni dicono più esattamente circa 75.000 anni fa, fa gli umani hanno subito un grave collo di bottiglia nella popolazione (probabilmente ridottasi solo a 3.000-10.000 persone in tutto il pianeta), seguito infine da un rapido aumento della popolazione, innovazioni tecnologiche e migrazioni.

è molto probabile che questo sia dovuto agli effetti climatici dell’eruzione parossistica di Toba; anche alcune popolazioni di scimpanzé sembrano aver subito un tale collo di bottiglia ca. 70.000-60.000 anni fa.

. . .

ma qui la catastrofe di Toba viene a coincidere con osservazioni provenienti dal campo delle genetica umana: secondo queste ricerche tutti gli uomini (maschi) viventi sulla Terra oggi discenderebbero dal cosiddetto Adamo Y-cromosomiale; alcuni lo datano tra 100.000 e 200.000 anni fa, cioè allo stesso periodo al quale viene fatta risalire anche l’Eva mitocondriale, l’unica tra i circa 20.000 individui della sua specie viventi allora, che avrebbe prodotto una linea di figlie ininterrotta e tuttora esistente; altri, invece, datano l’Adamo mitocondriale, il capostipite maschile di tutti gli esseri umani viventi, a 75.000 anni fa.

e in questo caso la coincidenza cronologica con la catastrofe di Toba è di nuovo così stringente da indurci a pensare che fu proprio quella immane eruzione vulcanica a fare in modo che tutti gli esseri umani viventi oggi discendano da quell’unico maschio sopravvissuto in modo fecondo allora.

e indubbiamente in Africa, considerando che Oceania e Americhe erano ancora prive di popolazione umana e dunque l’Africa fu la zona che poté risentire relativamente meno della catastrofe, in quanto più lontana e più calda.

dalle successive migrazioni africane nel resto del mondo nacque l’umanità.

. . .

difficile dire se questo scenario è assolutamente certo; sicuramente è tuttavia molto probabile e ci dice con chiarezza fino a che punto la nostra specie e la cultura umana sia frutto estremo del caso.

e quanto sia assurdo parlare di razze biologiche in una specie animale che ha cominciato a differenziarsi da un progenitore comune soltanto 75.000 anni fa.

. . .

di Toba e della sua eruzione avevo già parlato più vagamente, anzi in un semplice accenno, qui:

https://bortocal.wordpress.com/2012/11/18/559-sempre-piu-stupidi-sempre-piu-intelligenti/


3 risposte a "siamo tutti figli di Toba? perché le razze umane non esistono – 438"

    1. perfetto. siamo un po’ meno abituati a pensarlo anche della nostra esistenza come specie: anzi la vediamo come lo scopo stesso per cui esiste l’universo. e come specie siamo tutt’altro che umili e felici…

      "Mi piace"

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.