se l’Italia in Siria difende in campo i turchi, che a parole critica – 451

il secondo giorno dell’invasione turca della Siria: orientarsi aldilà del rifiuto della guerra e riuscire a capire qualcosa di più non è facile: le analisi si moltiplicano, ma qualche punto diventa più chiaro.

diventa anche più forte lo schifo e il fastidio per una politica internazionale tanto più caotica quanto più diventa cinica e ammantata da dichiarazioni umanitarie.

a proposito, chi ha fretta, vada direttamente al punto 6.

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1. gli USA hanno posto il veto all’ONU ad una condanna dell’invasione: questo chiarisce che il loro appoggio all’azione di Erdogan è sostanziale; che parlino di sanzioni economiche è soltanto la copertura di un comportamento immondo; se volevano davvero sanzionare economicamente la Turchia, che cosa di meglio che farle approvare dall’ONU?

2. quale è il vero scopo che persegue l’America appoggiando Erdogan (che probabilmente Obama aveva cercato di scalzare, con l’appoggio al colpo di stato militare dell’estate di tre anni fa)? semplice simpatia tra autocrati? oppure un disegno più profondo? le due opzioni non si escludono a vicenda: l’appoggio ad Erdogan è per stroncare l’esperienza del Kurdistan, democratico e tendenzialmente laico, pluri-religioso; ma gli obiettivi potrebbero essere più vasti e globali.

pochi dubbi, allora, che l’azione, diretta contro Damasco, ha in realtà come obiettivo generale le forze democratiche e l’Europa in particolare; rivelatore è il commento sprezzante di Trump sul fatto che l’eventuale ripresa dell’ISIS non sarebbe un problema per gli USA, ma soltanto per l’Europa; quindi, occorre essere consapevoli che l’operazione mira a rilanciare il terrorismo islamista in Europa, investendola contemporaneamente con una massa di profughi nuova, di centinaia di migliaia di persone in fuga: vantaggio collaterale, l’ulteriore rafforzamento della fobia anti-islamica su cui costruisce le proprie fortune la destra europea alleata di Trump.

3. la Merkel che è andata il 4 ottobre ad Ankara a cercare di rabbonire Erdogan, perché trattenga nei suoi campi i 4 milioni di profughi siriani entrati in Turchia, potrà mai assumere una posizione anti-turca veramente decisa?

4. ma se una nuova ondata di profughi si riverserà dalla Siria verso l’Europa, te la saluto la redistribuzione dei migranti richiesta a gran voce da Salvini, e in coda da quasi tutti gli altri partiti: bisognerà dimenticarsela in fretta.

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questo sul piano dell’analisi generale; ma vediamo anche altri due aspetti del problema, secondari, ma non poi tanto:

5. l’avanzata turca in questa prima giornata di guerra è lenta e prudente, e non priva di qualche perdita; un dato emerge a sorpresa, ed è una strana debolezza dell’esercito turco, sulla carta il più potente della NATO dopo quello degli USA: la mancanza di piloti; più di 300 piloti militari su circa 1.200, quindi un numero molto elevato, sono infatti stati radiati con l’accusa di essere stati favorevoli al tentato colpo di stato del 2016, che in effetti partì dall’aeronautica; tanto che a settembre Erdogan emise un decreto per imporre a 330 piloti passati all’aviazione civile, di rientrare in servizio per quattro anni entro 15 giorni: preparava l’invasione, evidentemente.

6. nonostante le vibranti dichiarazioni anti-turche da parte di tutte le forze politiche italiane, con una unanimità decisamente straordinaria, emerge un particolare altrettanto sconcertante: la Turchia è nostra alleata NATO, no? che poi, come alleato cerchi di farci del male, questo appartiene alla follia che da tempo si è impadronita delle relazioni internazionali; ma allora quale meraviglia se anche noi siamo presenti sui campi di battaglia con l’Operazione Active Fence? è una missione Nato, votata a luglio da tutti i partiti, quindi anche da PD e 5Stelle, votò contro soltanto LeU: la Turchia è uno Stato Nato e si sentiva minacciato dalla Siria: quindi ecco un nostro contingente di 130 soldati, una batteria di missili terra aria Aster SAMP/T e alcuni veicoli logistici proprio al confine tra la Turchia e la Siria, e rimarranno fino a dicembre a difendere l’esercito turco, e in particolare la sua aviazione dalla contra-aerea, mentre i turchi attaccano i civili curdi.

i trattati NATO prevedono l’intervento a favore degli alleati soltanto per guerre difensive, ma secondo Erdogan anche la sua giuerra contro i curdi lo è, e non sia mai che la scellerata azione turca provochi una guerra allargata con qualche altro stato della regione, noi ci troveremmo a dovere combattere a fianco dei turchi invasori.

vero che per noi italiani storicamente non è mai stato un problema smentire i trattati e passare dall’altra parte…

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lo scopo dichiarato dell’invasione turca è di interrompere le comunicazioni tra i curdi che abitano all’interno della Turchia e quelli che abitano in Siria, lungo un confine lungo 400 km.

anche la Turchia costruirà un muro? come quello voluto da Trump ai confini del Messico, che lui dichiara inviolabile ed è stato scalato in un minuto a mani nude da una bambina di otto anni?

perfino col muro l’obiettivo è totalmente irrealizzabile…

una volta esisteva il muro di Berlino ed indignava i popoli; Kennedy, poco prima di essere ammazzato, andò ai suoi piedi a proclamare: Ich bin ein Berliner.

oggi il pianeta va a fuoco per il riscaldamento globale e i politici che abbiamo messo ai vertici stanno impegnati a costruire muri dappertutto per difenderci da chissà chi, mentre ci stiamo suicidando.


6 risposte a "se l’Italia in Siria difende in campo i turchi, che a parole critica – 451"

  1. Non puoi certo fermare il secondo esercito della Nato così facilmente. Soprattutto quando a guidarlo è un pazzo razzista che vede il suo potere messo in pericolo.

    Il resto dell’Europa farebbe bene a predisporre un piano di difesa. Il Turco potrebbe attaccare anche a ovest se ci prende gusto.

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    1. gli unici che possono fermare il secondo esercito della Nato, quello turco, sono i turchi stessi.

      per predisporre un piano di difesa, contro Erdogan, ma anche contro l’America trumpista e Putin, e in prospettiva più lontana, la Cina stessa, l’Europa deve inevitabilmente armarsi: quanto siamo preparati ed effettivamente disposti a questa scelta?

      Trump ci impone di portare le spese militari al 2% del nostro PIL, assieme a tutto il resto dell’Unione Europea; attualmente in Italia spendiamo 25 miliardi di euro l’anno su 2.000 circa di PIL, quindi circa l’1,2%, e dovremmo portare la spesa a 40 miliardi di euro; gli Stati Uniti ne spendono ogni anno 1.000, cioè circa il 5% del loro PIL, che è attorno ai 20.000 euro l’anno.

      sulle possibili velleità turche di ritorno a occidente, paiono lontane, ma l’Albania e la Bosnia islamiche hanno già risvegliato qualche interesse; ma soprattutto il tallone d’Achille europeo sta nella consistente immigrazione turca in Germania, 3 milioni di persone, di cui un po’ più di metà ha conservato la cittadinanza turca e su cui Erdogan esercita una forte influenza e pressione, anche se di recente (2017) gli è stato vietato di tenere comizi in quel paese per le elezioni turche e lui ha accusato il governo tedesco di essere nazista per questo.

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      1. pare che ci sia l’accordo dei curdi con Assad che si sta muovendo contro la Turchia. Putin avrà la sua vendetta per l’aereo abbattuto qualche anno fa.

        La Nato non dovrebbe intervenire perché l’agressore primo è la Turchia.

        L’Europa dovrebbe dotarsi di un suo esercito. Le spese potrebbero essere più basse se uno pensasse solo a tecnologie di difesa e non soprattutto di attacco.

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        1. 1. grazie di avermi segnalato il primo parziale accordo tra Assad e i curdi per opporsi ai turchi: non ne avevo ancora letto.
          ovviamente ci si attende che, se l’offensiva truca continuerà, questo accordo diventi molto più stretto e l’asse tra Russia Iran e Siria si rafforzi, fino ad abbracciare anche i curdi.
          però non mi è chiaro – non sono un esperto – quanto questo potrà mettere in discussione certe intese tra Turchia e Russia, ad esempio in merito a forniture di armi della seconda alla prima.
          da quando la forza delle ideologie è così tramontata nel mondo post-moderno (caduta del muro di Berlino e poi del comunismo) la politica internazionale è diventata un campo caotico di alleanze e controalleanze variabili non soltanto nei rapporti tra un paese e l’altro, ma perfino nei rapporti tra due diversi paesi nelle diverse dimensioni di questi rapporti.

          2. la Turchia presenta la sua azione militare come dovuta a necessità difensive; è vero che è una bufala per nascondere che è il primo aggressore; ma questo in teoria le permetterebbe perfino di richiedere l’appoggio militare esplicito degli altri paesi NATO come aggredito; ovvio che la richiesta non avrebbe seguito. però…

          3. esistono davvero tipologie di investimenti militari di difesa e non di attacco? la miglior difesa è l’attacco è un detto passato in proverbio, che non ha neppure un autore preciso. qualcuno ha anche aggiunto che questo è soprattutto vero quando sei debole.
          tu qui ne sai sicuramente più di me, ma sistemi missilistici difensivi sono costosissimi e danno scarsissime garanzie di efficacia; in particolare nell’epoca delle armi nucleari, è la deterrenza la forma di difesa privilegiata.
          a proposito: la dottrina militare americana è recentemente cambiata, ed oggi ammette anche l’attacco nucleare come primo colpo in caso di esigenze estreme di difesa, e non soltanto come reazione di difesa ad un attacco nucleare subito.

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  2. La fiera dell’ipocrisia, del cinismo e tradimento.
    Una vergogna planetaria.
    Non per fare un paragone, ma quando cade un razzetto su Israele apriti cielo, condanne indignate (e rappresaglia sanguinosissima)… qui c’è l’aggressione ad un popolo che ha combattuto certamente per la propria vita ma anche per tutto il mondo libero, e si sentono solo dei sussurri…
    Faranno (e faremo) fare a Erdogan quello che vuole, dopodiché quando lui deciderà di smettere l’America avrà il coraggio di dire che è merito loro (e noi ci accoderemo).
    E’ vergognoso anche come i tg danno le notizie: I ribelli siriani che aprono la strada all’esercito turco… I tagliagole delle bande jihadiste che la Turchia ha appoggiato fin dall’inizio, altro che ribelli..
    E l’Isis, sconfitto (grazie alla Russia ed ai curdi più di tutto) che rialza la testa, a cominciare dagli attentati che sta già facendo.
    Uno schifo totale, di cui dovremmo rifiutare in ogni modo di essere conniventi. Non ci faremo ricattare, dice Conte… Bene, vediamo di dimostrarlo da subito

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    1. hai detto anche troppo bene, con la giusta indignazione.
      il Non ci faremo ricattare serve soprattutto a far credere all’opinione pubblica che facciamo bombardare i curdi soltanto perché qualcuno ci ricatta e non perché siamo pronti a bombardarli anche noi: punto 6 del post, tenuto nascosto all’opinione pubblica.
      perché, in Libia ci sta ricattando qualcuno? e lì lasciamo attaccare persino i nostri soldati…
      se avessimo tutti assieme quella lucidità di pensiero che la confusione ci toglie, ci renderemmo conto che, sotto i nostri occhi, dall’Iraq all’Afghanistan, dalla Siria alla Libia e allo Yemen si sta svolgendo un massacro sistematico di arabi e musulmani, che ha poi al proprio centro maligno lo stato di Israele e la sopravvivenza dei sionisti nel Medio Oriente, oltre che il controllo del petrolio e, nel caso afgano, di quell’altro petrolio che è il commercio di eroina, derivata dall’oppio.
      la guerra del nazismo durò solo meno di sei anni, questa dura da decenni, e con distruzioni e perdite di vite umane paragonabili.

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