cor-pus 15

sogna la vita, mentre la vivi, intatta. uno sguardo sul mondo, a cominciare da quello vissuto, per continuare con quello vissuto e sognato.

le mie valli resilienti – bortoblog 40

chi lo sapeva che ero venuto a stare in una delle due valli resilienti, quando sono arrivato in questa frazioncina da nulla di uno dei più piccoli comuni della Val Sabbia?

lo avevo già esplorato due anni prima alla ricerca di una casa, esclamando a mio figli che mi ci aveva portato: qui? mai! – tanto mi era sembrato povero di attrattive nel mio modo di guardare ancora cittadino, allora – e mi ci aveva riportato – era il 2004 – un annuncio su internet di una casa pur sempre abitabile a un prezzo decisamente buono, in apparenza.

l’esordio poi era stato così grottesco l’1 gennaio 2015, un mese appena dopo il rientro dal giro del mondo di 5 mesi in solitaria: ci arrivavo in macchina con le mie prime cose salendo per le Coste di Sant’Eusebio, un basso passaggio tra le due valli che si affaccia sul punto più alto sul lontano lago di Garda; ma scendo dall’auto per fare una foto che immortali il momento, e resto chiuso fuori dallo scatto automatico delle sicure, con le chiavi all’interno!

e invece questa definizione di resilienti che si sono date la Valle Sabbia e la Valle Trompia era già tutto un programma: resistenza allo spopolamento, all’abbandono, alla fuga di una umanità oramai totalmente urbanizzata verso i fondovalle già saturi di capannoni e di case fatte in serie, e più ancora verso la città, a volere chiamare città davvero quel grosso borgo molto provinciale nei rapporti che è Brescia.

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la mia era già la resilienza di chi sceglie di vivere tra le capre, a sfida di Sgarbi, che proprio qui sotto ha un suo piccolo feudo nel MUSA, il museo che gestisce nella sempre fascisteggiante Salò, a cui le nostalgie littorie non impediscono di essere tuttora bellissima, all’ombra del suo duomo sproporzionato e velleitario, che doveva servire da fulcro di una nuova diocesi autonoma che non ci sarebbe stata mai.

salvo appunto che la stessa cittadina, dalla lunga tradizione di antisemitismo cattolico, divenne addirittura la capitale della mezza Italia della Repubblica Sociale, qui attirata quasi dalla vicina villa dannunziana del Vittoriale, alle cui pendici venne a trascorrere i suoi ultimi giorni il maestro socialista di Predappio che aveva rubato il posto di duce all’immaginifico di Pescara.

in anno e mezzo di fama straordinaria, ma anche di vergogna, in cui questa striscia di case lungo la riva del lago, quasi tutte ricostruite dopo il terremoto devastante del 1901, diede addirittura il nome popolare al ricostituito regime ora nazi-fascista e per contrappasso si trasformò poi nel set dell’ultimo lugubre e postumo film di Pasolini che la accostò alla Sodoma di Sade e alle sue 120 giornate.

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ma questo non è soltanto il post che introduce l’annotazione settimanale delle mie sempre più scarse interazioni al di fuori del mio blog, ma un vero e proprio manifesto turistico pubblicitario, perché le due valli resilienti hanno appena inaugurato una straordinaria ciclovia di 3.500 km, tra i loro monti: la Greenway delle Valli Resilienti.

è una rete di 74 percorsi cicloturistici tra paesaggi poco conosciuti e che consideriamo minori solamente perché sono in Italia e si trovano a competere con altri ambienti straordinari per la bellezza e la ricchezza d’arte, ma che hanno dalla loro parte proprio l’essere appartate e poco coinvolte dal turismo di massa: e offrono dunque un nuovo modo di organizzarsi le vacanze o comunque il contatto con la natura.

e se qualcuno volesse domandarmi: stai per caso cercando di invitarci a venirti a trovare, magari portandoci anche una bici?… – be’, avrebbe indovinato, ho una casa spaziosa e una gran voglia di chiacchierare.

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ma ecco il sito internet della Greenway: cliccate sul link stesso.

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i  miei commenti fuori da questo blog:

https://riccoespietato.wordpress.com/2019/10/25/mi-spiace-ha-sbagliato-numero/
Curioso […] come la fanciulla abbia scelto di informare non respiro muoio addio eccetera non il 112, ma la sua mamma. E che la mossa vincente non sia venuta in mente nemmeno a quest’ultima. […]

bortocal15 26 ottobre 2019 alle 01:21
tu in Vietnam avresti saputo che numero chiamare? e, anche sapendolo, avresti saputo lanciare l’allarme in vietnamita?
le cose non sono mai così semplici come possono sembrare.
tanto è vero che la notizia a me pare perfino che potrebbe essere una bufala: che scheda telefonica aveva la ragazza? e si riesce a mandare SMS prendendo la linea da dentro un container? oppure il messaggio è arrivato addirittura dopo?
sappiamo bene che la Cina è la sede preferita delle bufale.
ma poi questi dettagli che si smentiscono l’uno con l’altro, servono a qualcosa? oppure soltanto a distrarci dal nucleo vero ed importante del fatto?

ricco&spietato 26 ottobre 2019 alle 08:24
in questo blog nessuno si preoccupa MAI della veridicità di quanto vi viene commentato; e meno ancora della veridicità di quanto vi viene scritto
(ciò, a pensarci bene, fa di questo blog una vera “testata giornalistica” dei giorni nostri, e forse dovrei riesumare quella excusatio patetica che andava di moda sui blog pretenziosi qualche tempo fa).

corpus05 26 ottobre 2019 alle 08:31
ma non è che il tuo post non sia veridico nel riferire i fatti: è proprio sbagliato nell’interpretarli…
comunque, invece, bellissima è la tua risposta e anche azzeccatissima nell’interpretazione (sempre a mio modo di vedere…)
– ah, sono sempre io, anche se ho cambiato nick: nel blog ho tre diversi nick avatar, ma sono un blogger solo: come il Dio cristiano, praticamente.

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http://www.asiablog.it/2019/10/24/bangladesh-bruciata/

bortocal15 24/10/2019 at 11:11 am
non posso linkare mi piace su questo post.
posso soltanto dire che mi ha scosso.

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https://aldoanghessa.org/2019/10/24/caso-mifsud/
Sulla vicenda che – parzialmente – fa capo al Professore Mifsud, attiro l’attenzione dei “miei “lettori(in quanto tali non sono degli ingenui infanti!).
Un po’ di giornali, televisioni e media, tendono a far apparire Mifsud come un piccolo mestatore in cerca di visibilità (e chissà, quattrini).
Invece il “nostro“ ha un curriculum, direi, di alto profilo, non soltanto cattedratico ma di relazioni pubbliche e politiche affatto secondarie.
Secondo punto: certo Mifsud ha “molto“ frequentato l’Italia – e sicuramente i ns servizi (cosa fisiologica).
Terzo: l ‘origine del professore – Malta – e le sue relazioni “basiche“ sono nel Regno Unito (con relativa intelligence!…. non credo necessario rammentarvi che sono alleati primari degli Stati Uniti…), mentre la “Italietta” non è a quel “LIVELLO “ – sic!!.
Quarto: in questo momento i servizi di tutto il pianeta… lo cercano (con interessi i più contrastanti!!!). Visto che non si trova… O È MORTO E SEPOLTO… oppure è “PROTETTO“ (volente o nolente).
Infine: il “tentativo“ ?? di coinvolgere il ns paese… è il solito refrain!
Puttanate??? ecco gli Italiani!!!!
Pari pari la faccenduola dell’uranio a Saddam (io c’ero! mi è costato un pranzo – carissimo – su un lago! c’erano TUTTI!!! Io, essendo su un lago, non abboccai all’amo…
Se entro il mese entrante non viene fuori il professore… occupatevi dei funerali (a spese del tesoro americano).

bortocal15 24 ottobre 2019 alle 11:47
finalmente un tuo intervento sul tema, lo aspettavo.
– d’accordo con te, per quel che posso capire io, che il “tentativo“ – nostro, aggiungo e di nessun altro – di coinvolgere il ns paese è il solito refrain! Puttanate – all’italiana.
siccome l’ho anche già scritto da me, mi fa piacere che anche tu sia dello stesso parere: mi sento confortato.
– chiudo con una domanda: se Mifsud è protetto (una delle ipotesi…), da chi?
verrebbe ovvio rispondere: da chi lo ha usato sinora, ma essendo lui, forse?, probabilmente?, un doppiogiochista, chi potrebbe proteggerlo? e come?
oppure lui è in grado di proteggersi, cioè di nascondersi, anche da solo?
– certo, se Mifsud è morto – e credo che Putin avrebbe saputo bene come farlo, senza lasciare traccia – ma non solo lui – , lo scandalo diventerebbe enorme.
altro che Mohammad bin Salman e Jamal Khashoggi, il giornalista da lui fatto assassinare nel consolato saudita di Istanbul.
invece non mi pare che Trump avesse avuto interesse a farlo sparire, anzi, semmai vorrebbe tanto averlo a disposizione per interrogarlo: oppure questa è invece soltanto una messa in scena per distogliere i sospetti e in realtà l’ha fatto liquidare lui?
– devi reclutare un correttore di bozze, Aldo! anche se indubbiamente la tua punteggiatura assurda fa parte del fascino blogghistico del tuo personaggio…

aldoanghessa ottobre 2019 alle 13:03
Correttore? Ben di più… gli è che scrivo “alla Trump“, ho poco tempo e gli argomenti – interessanti – sono complicati.
Perché “l ‘assassino” deve! essere Putin??
La lista è molto lunga e ben frequentata.
Trump non vuole (secondo me) Mifsud… ha quel bischerotto di Papadopoulos!!
Il gioco è grosso, i giocatori il mondo intero… anche i servizi delle isole Tonga!!!
(Immagini il Botto!!??)
Mifsud NON PUÒ nascondersi!! o qualcuno (grosso!) lo “detiene “oppure è il buon Dio che si occupa di lui (scorta di “angeli “o demoni)!!

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https://aldoanghessa.org/2019/10/20/ansia-da-48/
”Love you, my Saad” (ti amo mio Saad!) è la password allegata alle coordinate bancarie che la (splendida) indossatrice di… bikini, Candice Van der Merwe, ha inviato al miliardario e primo ministro libanese Saad Hariri, il quale in risposta ha accreditato sul conto 15milioni di $. […]
Il tutto mentre in Libano ci sono manifestazioni, tumulti, violenze per i rincari che Hariri ha “ritirato “per placare gli animi (senza riuscirvi) dopo avere proclamato lo stato di emergenza economica.
Il “trasferimento“ equivale più o meno alla manovrina italiana per l’IVA.
Il giornale Al Modon ha calcolato che avrebbe potuto offrire ai tre milioni di libanesi 5,33 milioni di hamburger (Trump deciderà sanzioni per aver sfavorito la Mc Donald)…..
forse nel 1848 era più serio fare rivoluzioni. Oggi niente è più SERIO!!

bortocal 20 ottobre 2019 alle 23:03
15 milioni di dollari sono un’enormità lo stesso, ma non sono 15 miliardi di dollari (a proposito dell’IVA).
ciao!

Anghessa 20 ottobre 2019 alle 23:18
Sono d’accordo…
ma ridurre l’Iva con delle indossatrici di bikini meglio che vedere Di Maio in mutande…
io preferisco la indossatrice

NB: un lettore mi ricorda che 15 milioni son ben poca cosa, rispetto all’Iva, faccio ammenda (quantitativa), ma sono più “perfido” suggerendo – nascostamente – di arruolare indossatrici e belle signore, chissà un “piccolo“ sacrificio e risolviamo i problemi – evitando l’orrore di vedere Di Maio in mutande – oramai si presenta ad ogni occasioni per esternare…
peggio di Berlusconi dei tempi d oro. …
Di Maio con le tette???? orrore!!

bortocal 21 ottobre 2019 alle 21:12
sono d’accordo sulla scelta, ma mi colpisce questa tua dichiarazione sull’IVA che, nonostante ogni apparenza, potrebbe essere considerata filo-governativa, ahah

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ed ecco i post che mi sono piaciuti questa settimana:

Presidenziali americane

https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/2019/10/24/il-gattopardo/

https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/10/23/andare-a-farci-un-giro/

https://bakayasashii.wordpress.com/2019/10/22/かぐや姫の物語-kaguya-hime-no-monogatari/

Mako

https://massimobotturi.wordpress.com/2019/10/20/diseguali/

https://riccoespietato.wordpress.com/2019/10/19/povere-gabbane-2/

https://ilbandolodelmatassa.wordpress.com/2019/10/19/il-dodicesimo-comandamento/

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to be continued


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