plastica e coca – 487

se mettono la tassa sulla plastica, perdono le elezioni regionali in Emilia Romagna?

68796264

così dicono: ma, tranquilli, le perdono lo stesso.

un furore determinato attraversa il turpe mondo benestante: contro l’ecologia, contro la lotta all’effetto serra.

un ceto ingrassato e parassitario, vezzeggiato come il bambino viziato di massa che è, rifiuta ogni controllo sulle merendine: ah, il cugino di Harry Potter!

qualcuno li ha convinti che l’effetto serra riguarderà le prossime generazioni, e loro quindi se ne sbattono: non conta niente che ce l’hanno sotto gli occhi, non lo vedono, se non gliene parlano i media.

. . .

del resto non fanno figli, o se ne fanno, guarda caso, sono già in crisi di astinenza…

nessuno si è accorto che la Nutella di Salvini è una metafora della coca?

e quando gli elettori – o una loro parte importante – sono drogati, la democrazia è morta, se non toglie il diritto di voto ad alcolizzati e tossici.

e forse anche ai fumatori, va’: oggi mi voglio rovinare…

non puoi chiedere ai fumatori se vogliono che aumenti la tassa sul fumo…

. . .

del resto, governi seri non aumenterebbero la tassa sulla plastica, la proibirebbero dove è davvero possibile farlo.

in Germania, invece, se la restituisci, te la pagano: le bottiglie.

forse è per questo che i Verdi lì rischiano di diventare il primo partito alle prossime elezioni?

e qui sono – siamo – travolti dall’indignazione del popolo.

 


14 risposte a "plastica e coca – 487"

  1. I contenitori in vetro, coccio…non si usano più? questi sarebbero dei veri vuoti a rendere.
    E potenziare senza dubbio la vendita di prodotti liquidi (tipo varichina, detersivi, etc) così da poter riutilizzare il contenitore originario in materiale durevole…

    semplice no?

    "Mi piace"

  2. A forza di togliere il voto a questo e poi a quello si finisce per avere una dittatura.
    Forse il problema sta solo nel riformare l’educazione in modo che non cancelli lo spirito critico a favore di verità assolute di semplice comprensione.

    "Mi piace"

    1. d’accordissimo sul secondo punto (però bisogna pur sempre fare i conti col fatto che una parte importante degli esseri umani al pensiero critico non arriva proprio – età mentale media del pubblico televisivo 12 anni, documentati scientificamente -, e non soltanto perché proprio non gli interessa, anzi lo considerano (giustamente) soltanto una fonte di guai, ma proprio perché non hanno una struttura cerebrale adatta al pensiero astratto piuttosto sofisticato che è necessaria per arrivarsi).
      ma non sono d’accordo con te sul primo punto, anche se fai bene ad evidenziare un certo pericolo.
      dovrei fare un discorso ben argomentato (giusto per restare coerenti col secondo punto), ma non posso abusare della tua pazienza.
      mi sento soltanto di dire che, se accettiamo che il voto sia esercitato da cani e porci, non possiamo poi aspettarci altro che decisioni degne di cani e porci.
      storicamente la democrazia è sempre stata – prima dell’invenzione di quella parlamentare – un esercizio di responsabilità collettiva, riservato a chi dimostrava di essere responsabile.
      per una alternativa attuale possibile a questo stato di cose, dai un’occhiata, se hai voglia – al modello di democrazia popolare adottato dai curdi:
      https://corpus15.wordpress.com/2019/11/02/manifestare-per-il-rojava-cioe-per-loccidente-e-per-la-democrazia-diretta-bortoblog-42/
      ciao!

      "Mi piace"

      1. qualche anno fa sostenevo esattamente la necessità di verificare gli elettori prima del voto tramite un test. Tu invece sostenevi il contrario, la necessità che tutti possano votare per essere rappresentati. Quindi se non possiamo fare il test l’unica via è quella di svegliare l’elettore. Una via impossibile.
        Devo ancora capire cosa c’è di speciale nelle associazioni create dai curdi e quanto a lungo potranno durare le assemblee locali quando non ci sarà più la guerra e inizieranno a formarsi interessi privati dei singoli.

        "Mi piace"

        1. sai che non ricordo questa discussione tra noi?
          strano, perché oggi penso esattamente come te, cioè che servirebbe un test preliminare e un certificato elettorale a punti, come la patente, per poter votare; magari addirittura con un valore del voto calibrato sul punteggio: si vede che mi hai convinto!
          e del resto, chi diceva che solo gli imbecilli non cambiano opinione? spero che non fosse Renzi… 🙂

          riassumendo: oggi mi va bene il test, ma credo anche che dal test vadano esclusi a priori evasori fiscali ed altri gruppi.

          comunque non credo ad una concezione della democrazia in cui ciascuno vota per i propri interessi privati, veri o presunti: cioè non credo nella democrazia capitalistica in cui basta essere un consumatore per votare.
          devono votare i cittadini consapevoli e informati; gli altri fanno solo danno.
          i dubbi sulle forme di democrazia diretta sono legittimi; ma certamente la critica di questa democrazia lo è ancora di più.

          "Mi piace"

          1. ma penso non fosse una singola discussione, bensì un periodo più lungo. In ogni caso non penso che hai cambiato idea, già allora saresti stato d’accordo con il test ma in quel periodo tornava più utile che tutti votassero. Non chiedermi il motivo 🙂

            infatti. La situazione dei curdi è dettata dalla condizione di guerra. Interessi propri in seconda linea, sopravvivenza e sostegno reciproco più importanti. Finita la guerra ciascuno penserà a come migliorare la propria individuale condizione. Le assemblee faranno gli interessi dei più furbi. Viceversa… potrebbero diventare una specie di Svizzera, anche se in realtà o giocatori più grossi se lo stanno spartendo per bene.

            "Mi piace"

            1. pian pianino, ripubblicando i blog, credo che ci ritornerò su, e allora ti dirò: vedi che non era proprio così? – almeno spero, dato che dalla tua ricostruzione non ho capito bene che cosa ricordi che io avessi detto. 🙂 🙂

              sì, uno dei punti deboli della democrazia diretta è che funziona bene in epoche di crisi, dove la collaborazione collettiva è indispensabile, e dopo svacca rapidamente.
              tuttavia, il riscaldamento globale potrebbe fornire il collante necessario e creare l’emergenza giusta, non trovi? 😉

              "Mi piace"

              1. sono curioso anch’io di sapere il motivo per cui diffendevi il diritto di voto a prescindere… speriamo per te che io ricordi male 😀

                il riscaldamento globale è diverso. In una guerra si combatte un gruppo avversario umano che pretende di prendere il tuo posto. Con la natura non c’è nulla da combattere… è la terra sotto i piedi che viene meno. Tu dici che le persone si metteranno tranquillamente a collaborare autolimitandosi? E perché non eliminare il prossimo e fare un po’ di spazio? Gli esseri umani scelgono sempre la via facile vedrai, come tutti gli animali.

                "Mi piace"

                1. due punti distinti:

                  1. ci sono molti motivi astratti per difendere il voto universale indifferenziato, ma, appunto, sono astratti, e soprattutto questa idea dipende, filosoficamente, dall’avere ridotto il cittadino a consumatore, altrettanto indifferenziato; può darsi che io abbia ricordato, discutendo con te, le radici di questa visione della democrazia e che l’abbia intesa come una mia posizione personale?
                  mi sembra strano avere difeso questa idea come un valore assoluto, in quanto;
                  a) nelle democrazie storicamente esistite il voto non è mai stato assoluto ed indifferenziato, ma sempre discriminato nei modi più diversi e la democrazia funziona meglio quando è l’alleanza di un gruppo contro altri: per esempio, perfino nella civilissima Svizzera le donne furono escluse dal voto federale fino al 1970 e da quello di alcuni cantoni fino al 1990 e qui per una sentenza della Corte Costituzionale; il voto popolare (maschile) rifiutò il voto alle donne ancora in un referendum del 1959; gli antichi romani votavano, fino a che lo fecero, per censo, e il piccolo gruppo dei più ricchi aveva più voti di tutto il resto delle popolazione; gli ateniesi escludevano dal voto gli immigrati (come del resto facciamo anche noi, anche se pagano le tasse e la cosa contrasta con i principi stessi della democrazia borghese; b) nel pensiero radicale democratico di Ottocento e Novecento si è sempre parlato di una democrazia dei lavoratori: solo chi lavorava aveva diritto di voto, secondo Marx, e ovviamente questa cosa mi è sempre stata presente e sinceramente la condivido tuttora.

                  2. su come il riscaldamento globale potrebbe fornire un input alla collaborazione umana credo di essere sostanzialmente d’accordo con te: anche qui ponevo soltanto una domanda un pochino provocatoria, per spingerti a rispondere, ma non intendevo affatto sostenere che questa alleanza si realizzerà di fatto: è una potenzialità teorica, ma molto difficile.
                  è vero che questo pensiero ha un precursore molto autorevole, Leopardi, che nella poesia La ginestra scriveva, quasi profeticamente:
                  Nobil natura è quella
                  Che […] – la natura –
                  chiama inimica; e incontro a questa
                  Congiunta esser pensando […]
                  L’umana compagnia,
                  Tutti fra se confederati estima
                  Gli uomini, e tutti abbraccia
                  Con vero amor, porgendo
                  Valida e pronta ed aspettando aita
                  Negli alterni perigli e nelle angosce
                  Della guerra comune. Ed alle offese
                  Dell’uomo armar la destra, e laccio porre
                  Al vicino ed inciampo,
                  Stolto crede […]

                  ma questa sua posizione risulta astratta, sia perché oggi alla rovina del genere umano contribuiscono in via principale gli uomini stessi, sia perché è facile, come dici anche tu, unire gli uomini contro altri uomini, ma più difficile unirli contro un pericolo naturale che appare ancora astratto e lontano.
                  questo non impedisce l’unione operosa e collaborativa in certi momenti critici, ma purtroppo occorre una catastrofe in atto per vedere una comunità che si unisce per difendersi da un’alluvione, dagli esiti di un uragano, da un incendio.
                  con la mia domanda un pochino ironica di sopra, io intendevo riferirmi soprattutto a momenti di questo genere, cioè a momenti in cui la solidarietà contro il riscaldamento globale servirà in realtà a poco o niente.

                  "Mi piace"

      1. Il problema è che francamente ignoro se si possa riutilizzare una bottiglia di plastica, e nel quantificare l’impatto ecologico (processi di sterilizzazione eccetera) che questo potrebbe avere. Posto che anche riciclare è inquinante.

        "Mi piace"

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.