il muratore della domenica, io, e la caccia ai cinghiali – bortoblog 43

tutti lavorano durante la settimana e, mal che vada, si riposano la domenica, spesso anche il sabato; io sono pensionato, non lavoro mai (a meno che non vogliate considerare un lavoro il blog, ma sappiate che per me è soltanto un piacere – vero che per me era un piacere, per alcuni aspetti, anche lavorare, quando potevo ancora farlo, ma questo allargherebbe troppo il discorso).

ma la domenica molto spesso passa da me il muratore che come impresario mi ha ristrutturato la casa, ma che l’anno scorso, non facendocela più, a lavori non ancora del tutto finiti, ha preferito passare a lavoratore dipendente di una ditta di costruzioni, ma viene da me nei weekend per le rifiniture che ha lasciato in sospeso: ancora, un anno dopo? ebbene sì.

la conseguenza secondaria di questa strana situazione è che la domenica io lo aiuto, faccio – direi quasi – il manovale, se la parola non fosse eccessiva; direi meglio: il piccolo, se non avesse un suono sarcastico, considerando i miei settanta passati; ma insomma, lavoro.

e la cosa è terribilmente piacevole per un uomo della mia generazione (ma so che dovrei vergognarmi a dirlo, pare…).

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non sono grandi cose: oggi, ad esempio, ho caricato dietro casa cinque carriolate di detriti, avanzati da una demolizione, e li ho scaricati  nelle capaci fauci di una ruspetta sua che li ha trasportati sul camion; altre volte il mio compito si limita ad andare a prendergli gli attrezzi o qualche materiale che gli serve per le operazioni che sta eseguendo lui; oggi ho anche pulito la terrazza su cui stavano i detriti e, assieme a suo padre e a mio figlio – distolto un attimo dalla preparazione di un concorso che dovrà affrontare venerdì -, ho aiutato a trasportare, sollevare ed inserire nella parete di vecchi sassi del soggiorno un pezzo di base di marmo di un camino lungo m. 1,76 che ho fatto tagliare e che servirà da architrave del medesimo.

solo che il camino non può più funzionare, dato che la canna fumaria è stata irrimediabilmente chiusa col cemento armato in una ristrutturazione degli anni Settanta; e allora, al posto del fuoco io ho invece aperto una finestra che dà sul prato dietro la casa, e presto dai due sedili su cui una volta ci si godeva il calore delle fiamme, quando saranno ripristinati, si potrà guardare il cielo settentrionale e la montagna qui dietro.

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quella montagna che risuonava oggi da lontano delle grida degli uomini e dell’abbaiare dei cani per la caccia al cinghiale.

si tocca un tema scottante, a parlare di cinghiali, qui: ieri il muratore ne ha ammazzato uno, piuttosto grosso, ma poi la bestia è stata assegnata ad altri della squadra che partecipava alla battuta; è andata molto meglio ad un’altra squadra, la settimana scorsa, che ne ha ammazzati addirittura 60: lui mi ha mostrato la foto sul cellulare, ma a me sembrava di vedere piuttosto le battute di caccia dei Savoia di fine Ottocento, solo che allora c’erano i camosci al posto dei cinghiali.

130095a

re Umberto I alla fine di una battuta di caccia allo stambecco

qui mi fermo: qualunque cosa io possa dire, in un senso o nell’altro, verrebbe usata contro di me…

ma…

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passiamo piuttosto a commenti miei ad altri e alla segnalazione nei prossimi giorni, qui di sotto, di quelli che mi saranno piaciuti nella settimana che viene.

però, notate bene che da questa settimana parte una nuova rubrica, i post che NON mi sono piaciuti, eredità forse della mitica “Da leggere e da non leggere” dei Quaderni Piacentini di cinquant’anni fa.

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https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/11/13/tutto-era-gia-stato-scritto/

bortocal15 November 13, 2019 at 6:55 am
sopravvissuto!
ma è mattina presto e le ore del mattino si sa che cos’hanno in bocca.
mi sono ritrovato in alcune delle tue contorsioni, e scusa se mi abbandono ad un po’ di autobiografismo senile: una trentina d’anni fa fui stuzzicato a scrivere un giallo dal fatto che un alunno del mio liceo che ne aveva scritto e pubblicato uno ambientato nella mia scuola; naturalmente avevo in mente di dimostrare che la sua indagine era sbagliata e che il vero assassino era il preside, cioè io. ma non andai oltre le prime quattro facciate: un giallo esige una forma di alienazione mentale completa che non fa per me.
anni dopo mi andò un po’ meglio quando cominciai a scrivere un giallo a puntate sul blog: era l’analisi di un oscuro fatto di cronaca vera, che lasciava sospettare torbidi intrighi politico-mafiosi.
non era previsto all’inizio, ma l’interazione con i lettori, e in particolare con una lettrice di Napoli, dove si svolgeva la storia e dove si era svolta, cominciò a deformare la prospettiva e il giallo divenne la storia di un blogger che cercava di scrivere un giallo online, ma alla fine abbandonava l’impresa, lasciando tutto irrisolto.
chissà se avevo scardinato il genere.
nel primo caso credevo di sì, se fossi riuscito a scriverlo, ma scopro, leggendoti, che davvero tutto è già stato scritto – ma il problema non riguarda solamente il genere giallo, ma qualunque tipo di scrittura, perfino la lista della spesa; e in ogni caso qualcuno dovrebbe pure affrontare il problema del senso della scrittura letteraria in tempi di riscaldamento globale.
nel secondo caso, direi forse di sì, se in realtà non avessi invece abbandonato il genere e alla fine scritto una specie di racconto comico sulla scrittura nel blog, che all’inizio fingeva di essere un giallo, ma senza esserlo davvero.

gaberricci November 13, 2019 at 8:06 am
Mi avevi già raccontato queste storie, ma le tue considerazioni aggiuntive sono molto interessanti. Forse si potrebbero fondere insieme (mi ci ha fatto pensare il tuo riferimento a Napoli) le due cose che da sempre mi piacerebbe scrivere: un giallo ed una guida di viaggio.
P.S.: questo testo non è pensato per fare effetto immediato. “La giustizia non è mossa dalla fretta, e quella di Dio ha secoli a disposizione” (cit. Del Nome della rosa, ovviamente 🙂 ).

bortocal15 November 13, 2019 at 6:04 pm
mi pare che abbiamo avuto una sintesi della ripetitività senile mia, dovuta all’indebolimento della memoria, con alcuni guizzi residui del pensiero, ma di pura reazione agli stimoli che avevi offerto tu.
grazie della pazienza; lascio a te lo sviluppo dell’ulteriore idea: l’assassino che invita l’investigatore ad una specie di caccia al tesoro, in cui il premio in palio è lui, seminando indizi che portano di luogo in luogo.
ma, a proposito, una storia del genere non è forse già stata scritta? Inferno, di Dan Brown: Firenze, Venezia, Istanbul… – il romanzo che rubai, in edizione francese, ad una casa particular di Vinales, Cuba, partendo, perché non potevo rinunciare a finire di leggerlo…, ahah

gaberricci November 14, 2019 at 9:05 am
Ovviamente, anche questo è già stato scritto :-).
A me personalmente viene in mente “La caccia al tesoro” di Camilleri ed un racconto di Borges ambientato (ovviamente) a Buenos Aires, di cui non ricordo il titolo ma alla perfezione la trama, che per altro ha ispirato anche un romanzo breve dello stesso Camilleri (che credo fosse un lettore accanito dello stesso Borges… come dargli torto, considerando che parliamo di uno dei migliori scrittori di sempre :-).

la coda dei commenti da gaberricci si chiude qui e lui non ha accolto in passato il mio suggerimento di modificarla nelle impostazioni del suo blog.

non mi resta che rispondergli qui, ma dubitando molto che lui leggerà la replica e, dunque, rispondendo a me stesso, più che a lui:

bortocal 14 novembre 2019 13:58:
vero! ricordo anche io adesso di avere letto qualcosa di simile di Camilleri, anche se non saprei più ridirne il titolo, ma mi pare fosse un romanzo breve, all’interno di un trittico.
non ricordo di avere letto niente di simile in Borges, invece. 😦

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https://rossatinta3puntozero.wordpress.com/2019/11/12/il-mio-primo-romanzo/

bortocal15 12 novembre 2019 alle 7:44 am
assolutamente geniale!!! 😉

Joker 12 novembre 2019 alle 10:57 am
Potresti scrivere di una che non ha mai scritto un romanzo, ma che finge di averlo scritto!
Magari ci fai un pacco di soldi!
😜

Rossatinta 12 novembre 2019 alle 10:58 am
Grazie.
Ogni tanto mi scappa di scrivere in modalità vi stupirò con effetti speciali.
Però poi mi passa.

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https://veronicaiovino.com/trekking-in-norvegia/

corpus05 Novembre 11, 2019 at 7:54 am
ti do un segnale anche qui di questa mia risposta al tuo commento di là, o, meglio ancora te la ricopio anche qui. 🙂
“oh, Veronica, non sai come mi fa piacere questo tuo commento; davvero mi stavo chiedendo che cosa ti fosse successo, e pensavo ad una fase della tua vita diversamente orientata, da rispettare nelle sue scelte.
anche a me mancano i nostri commenti e un poco anche i progetti abbozzati; lo sai che nel frattempo è stata inaugurata una ciclovia tra Val Sabbia e Val Trompia? ma proprio per questo ha completamente trascurato questo lato della valle verso il lago di Garda.
il periodo non è facile, come puoi immaginare, però credo che sto reagendo abbastanza bene, buttandomi nelle cose; venerdì prossimo presento l’esperienza di un viaggio in India assieme ad un ex studente che ha fatto lo stesso percorso dieci anni dopo; ne parlerò sull’altro blog.
e tu, che cosa stai combinando di bello? immagino molto, anche se non ne parli qui, sul tuo blog.
un abbraccio forte ricambiato.

corpus05 Novembre 12, 2019 at 7:23 am
nuovo commento, di là.
vediamo se arriva la notifica: di quello, di questo, di tutti e due… 😉

Veronica 14/11/2019 at 08:11
Arrivatooooo finalmente😜❤😘

Veronica 14/11/2019 at 08:12
Ti ho risposto dall’altra parte ❤⚘😘

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https://zariele.wordpress.com/2019/11/11/ne-uccide-piu-la-disinformazione-della-peste-nera/

bortocal15 novembre 11, 2019 alle 10:07 am
non è che questo post mi piace soltanto: lo condivido! anche nel senso letterale della parola.
ciao!

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post che mi sono piaciuti questa settimana:

Ascolto e accoglienza

L’addio

https://zariele.wordpress.com/2019/11/14/cepu-il-capitano-starebbe-seguendo-un-corso-accelerato-per-presidente-del-consiglio/

https://giomag59.wordpress.com/2019/11/14/affidiamo-venezia-agli-olandesi/

https://zariele.wordpress.com/2019/11/14/perdita-di-coscienza/

https://rupestreblog.wordpress.com/2019/11/14/plastiche-e-mareggiate/

https://ilbandolodelmatassa.wordpress.com/2019/11/12/la-colpa/

http://www.pangea.news/fake-news-storia-fasanotti/
LA GRANDE CIVILTÀ DELLE “FAKE NEWS”: DAL PRETE GIANNI AI PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION, LE BUFALE CHE HANNO FATTO LA STORIA

https://nonsonoipocondriaco.wordpress.com/2019/11/12/quando-tentai-lazzardo/

Silenzi

Bolivia

Se sei

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ed ecco un assaggio dei post che proprio NON mi sono piaciuti questa settimana, anzi, peggio: mi hanno infastidito:

forse un revival meramente soggettivo della rubrica Da leggere e da non leggere dei mitici Quaderni Piacentini, la più tipica rivista del Sessantotto?

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https://ilsaltodirodi.com/2019/11/14/tanto-evidente-tanto-ignorato/

questo blog che cito adesso è un monumento alla politica schifiltosa di chi ne sa più degli altri e non si sporca le mani col ciarpame; raramente mi capita di condividere un’analisi, e quando succede mi preoccupo; per fortuna di solito scuoto la testa col compatimento che si deve a chi si dà tanto da fare per dimostrare la propria inarrivabile superiorità.

questa volta si cita Mario Tronti, già leader dell’operaismo ideologico sessantottino – il che dovrebbe bastare per un giudizio -, che però gli permise di diventare docente universitario, poi entrato nel PCI di Berlinguer, e da ultimo ridottosi a firmare emendamenti cattolici alla legge Cirinnà per impedire l’adozione alle coppie omosessuali.

a Tronti fanno schifo i grillozzi e vorrebbe che un PD puro e duro che li manda a quel paese e si chiude in una splendida posizione di isolamento, aspettando il sol dell’avvenire, e intanto facendo governare la destra che vuole il potere assoluto.

io invece sono convinto che ogni partito abbia l’obbligo di dire con chi vorrebbe allearsi per governare, indicando una maggioranza possibile – dico scherzando che metterei quasi l’obbligo in Costituzione – visto che gli elettori lo votano, credo, proprio per questo.

e mi piacerebbe che quel blog dicesse anche con chi dovrebbe allearsi il PD per governare in questo parlamento: con Berlusconi, suppongo, secondo loro; peccato per loro che neppure così basterebbe.

. . .

http://www.pangea.news/marlon-brando-biografia/

Pangea è una rivista online molto ben fatta (a più mani) e straordinariamente documentata sulla letteratura mondiale, ma scritta sempre in tono insopportabilmente isterico.

questo articolo non fa eccezione: basterebbe leggere il titolo:
“SOPRA IL SUO TORACE DA TITANO C’ERANO LE OPERE DI FREUD”. ESCE UNA NUOVA BIOGRAFIA DI MARLON BRANDO, L’INCOMMENSURABILE. MITOLOGICA L’INTERVISTA DI TRUMAN CAPOTE
e l’esordio:
Scavare nella vita di un attore è come guardare sotto le sottane di un dio: un gesto che ricama eresia.

umoristico, no?

ma, santo cielo, è possibile che ci sia molta più verità sull’uomo Marlon Brando nel post che scrissi io anni fa?
https://corpus0blog.wordpress.com/2016/02/15/79-06-la-vita-inverosimile-di-marlon-brando-15-febbraio-2006-cor-pus-74/

. . .

to be continued


10 risposte a "il muratore della domenica, io, e la caccia ai cinghiali – bortoblog 43"

  1. Innanzitutto complimenti per il bel localino che stai allestendo. Non mi convince molto il lampadario, troppi pendagli da spolverare. Sui cinghiali il troppo stroppia, secondo me, e questi si riproducono a velocità pazzesche e diventano parecchio intraprendenti (un mio amico poche settimane fa se ne è trovato uno in giardino, e non abita in montagna come te ma appena in periferia di Como…). Non sono cacciatore ma non ho niente contro chi ne fa brasato e salsiccie e ragù, che tra l’altro con le pappardelle “è la morte sua”.
    Coraggiosa la rubrica dei post che assolutamente non ti sono piaciuti, spero di non finirci mai ma se dovesse capitare non ti porterò rancore, mi limiterò a scatenarti Olena e la sua banda.

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    1. ti dirò, la casa l’ho comperata arredata e il lampadario c’era, anzi è in effetti l’ultima cosa rimasta del vecchio arredamento di quella stanza; anche il salotto è quello della venditrice, ma era in un’altra stanza. non mi convince il pavimento anni Settanta, ma per il momento resta, per raggiunti limiti di fondi.

      sui cinghiali (di qualunque specie) siamo sinistramente d’accordo, ahaha.

      quanto alla rubrica malmostosa, il massimo sarebbe ricevere delle piccate risposte, ma non ci conto; però, tranquillo, che potrebbe capitare anche a te; anzi, ora che ci penso, potresti essere uno dei pochi a reagire, una bella tentazione; se poi arriva anche Olena, meglio, ahha.

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  2. Peccato non si possa il camino 😦 (ma una canna fumaria esterna, tutta nuova?)
    mah…
    La finestra non è male ma avrei scelto il camino, l’immagine del fuoco acceso è altrettanto bella e accogliente.

    Anche da noi i cinghiali sono in aumento e ogni tot. anni la regione sardegna organizza delle battute di caccia proprio per evitare che si creino disequilibri, danni e pericoli diversi.

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    1. condivido l’osservazione, ma a questo punto devo dare dei chiarimenti sulle dimensioni davvero un poco scandalose della mia casa: questa stanza, dove c’è già una bella stufa a legna, peraltro, si trova tra un tinello con cucinino, riscaldato con termosifone, dove c’è già un bellissimo camino tradizionale, e un grande locale nella parte ristrutturata dove c’è un secondo camino, progettato da me, sulla base di una vecchia pietra comperata da un rigattiere in Trentino.

      mi piacerebbe fartelo vedere, ma nei commenti non si può: quindi lo aggiungerò in coda al post, e ce lo lascerò fino a che non mi dirai di averlo visto, poi lo toglierò: è una foto che mi ha fatto mio figlio sabato sera, per mandarla alla cerchia della famiglia.

      qui abbiamo davvero modo di godercelo il fuoco e lo facciamo anche abbastanza spesso: la legna, un deposito immane dopo la demolizione della vecchia casa. non ci manca proprio e ne abbiamo una stalla stracolma!

      credo che rimodernizzare il camino lì avrebbe voluto dire demolirlo e rifarlo, e sarebbe stato un peccato perdersi quella parete antica di sassi, dopo averla riscoperta quattro anni fa, nascosta dietro una tramezza, che poi è stata demolita, scoprendone la vecchia base di pietra fatta a pezzi!

      – davvero mi pento di non avere raccontato, giorno per giorno, il romanzo di questa casa…

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        1. non è che devi indietreggiare: il tuo nuovo commento è un andare avanti, invece… 😉

          piuttosto mancano le foto dell’altro, il primo, quello originario, che la mia povera amica Anita definiva la mia “televisione”…

          questo non è ancora finito del tutto, come si vede dalla foto che adesso toglierò: il fabbro deve ancora fargli la seconda copertura in ghisa che formerà una intercapedine per raccogliere l’aria calda: sapendo che ha impiegato tre anni a fare la prima cappa, mi domando se la vedrò mai.

          però, tira già benissimo; l’altro invece tende ad affumicare la stanza.

          la casa è ancora in fase di trasloco, come vedi, e vado sistemando le mie cose lentamente… (tra un post e l’altro, in poche parole…).

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  3. Da noi, io abito sul lago Maggiore, la caccia ai cinghiali è indispensabile per il mantenimento dell’ecosistema e, fustigatemi pure, un bel brasato di cinghiale io non lo disdegno di sicuro.
    Ad ogni buon conto l’idea della finestra è geniale.
    Sorrisi volanti

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    1. to’, la pensiamo alla stessa maniera sulla caccia ai cinghiali: solo che tu hai saputo dirlo in una frase incisiva e io poco fa, nella risposta al commento di zariele ho impiegato una vagonata di parole.

      grazie per l’apprezzamento per la mia idea del camino con vista: ci sono stati dibattiti e punti di vista differenti; qualcuno guarda quell’apertura ancora con sguardo molto perplesso. 🙂

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  4. Passo lunghi periodi dell’anno nel mio casale all’isola d’Elba. In alcuni momenti ho degli incontri molto ravvicinati con diverse famiglie di cinghiali.
    Spesso arrivo e mi sembra di sbarcare sulla luna, tanti sono i “crateri” nei miei campi (che mi sono rifiutato di recintare).
    Ma non sarei mai capace di sparare a un cinghiale.
    A dire il vero non sparerei a nessun altro animale.
    Soprattutto per sport.
    Non amo i cacciatori.
    Per la maggior parte esseri rozzi, ignoranti, e senza alcun rispetto per la proprietà altrui.
    E anche gli individui che sembrano decenti, quando imbracciano un fucile, si trasformano in assatati Mr Hyde.
    Fosse per me vieterei la caccia.

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    1. scusa, caro amico, hai espresso bene una falsa visione ecologista che va molto di moda, ma che è profondamente sbagliata, a mio parere ovviamente.
      non discuto i tuoi argomenti, che sono tutti validi, ma tutti molto soggettivi, come se la decisione sulla caccia potesse dipendere dalle nostre preferenze personali.
      la vita, ci piaccia oppure no, è fondata sulla selezione naturale: se questa viene a mancare, si creano degli squilibri ambientali pesanti, che vanno a danno sia della specie che viene “protetta”, o almeno così si crede, sia delle altre: nella prima sopravvivono esemplari deboli e malati, che forse riescono anche a riprodursi, con danno della specie; le altre specie, se meno forti, vedono il loro habitat compromesso e rischiano l’estinzione.
      nel mio ambiente di mezza montagna prealpina ad esempio, il dilagare dei cinghiali mette a rischio la sopravvivenza dei tassi, che occupano una nicchia ecologica troppo vicina.
      tra parentesi: neppure io recinto i miei orti, e vengono saccheggiati (con mia sottaciuta simpatia) da un tasso, non dai cinghiali, che per ora non si azzardano ad avvicinarsi troppo alle case.
      se partiamo da questo punto di vista, dato che abbiamo sterminato i grandi carnivori, o reintroduciamo i leoni sulle nostre montagne, per limitare i cinghiali, oppure ammettiamo che ci siano dei cacciatori ad ammazzarli – e a farne salami, per altro ottimi.
      il discorso che sto facendo implica peraltro che la caccia, ovviamente, sia rigorosamente e scientificamente controllata nel numero degli esemplari da abbattere per mantenere l’equilibrio ecologico, e che siano duramente perseguiti bracconaggio e caccia di frodo.
      da aggiungere, infine, che sono i cacciatori, almeno qui, che di fatto si preoccupano della buona salute del bosco e della conservazione dei sentieri: gli escursionisti della domenica non mi risulta che lo facciano.
      temo di essermi giocato se non la tua amicizia la tua simpatia; del resto su queste opinioni ho contrasti con intransigenti anti-caccia anche in famiglia, ma non amo l’ecologismo disneyano: se l’ecologismo significa amore per la natura e non per i propri buoni sentimenti, la natura va vista e trattata per quello che è: un mondo senza caccia è destinato ad estinguersi.
      vedi, è come l’effetto serra: se si perde il controllo delle nascite umane, si finisce in un suicidio di massa; non mi pare una buona ricetta applicare la stessa follia suicida anche al mondo animale.
      ovviamente, con questo non pretendo di convincerti: so bene che sono in ballo insuperabili fattori emotivi e identitari che creano un blocco insuperabile da argomenti di questo tipo.
      ciao, e grazie del commento: ne aspettavo uno per dire il mio impopolare punto di vista almeno in coda al post,,e senza rendermi troppo visibile in queste idee anomale.

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