ci sono Rotoli (del Mar Morto) che vanno a rotoli – 505

dalla stampa tedesca, sempre molto più attenta della nostra alla storia delle origini cristiane, ecco una notizia sconcertante che prolunga virtualmente di duemila anni l’ombra delle falsificazioni che stanno distruggendo la cultura del nostro tempo.

si parla dei famosi Rotoli del Mar Morto, i circa 15.000 frammenti di papiro scoperti a partire dal 1947 in alcune grotte vicine alla riva nord-occidentale di quel lago salato e anche alle rovine di un edificio circondato da un cimitero: questo è stato identificato come la sede di una comunità essena, anche se non esistono prove veramente definitive di questa ipotesi, che è anzi contestata da alcuni (pochi) studiosi.

quei papiri, scritti fra il 250 e il 70 d.C.,  contengono i manoscritti più antichi della Bibbia ebraica e di alcuni testi religiosi simili, però non compresi nel canone ebraico, oltre a documenti relativi ad una setta religiosa, che è indubbiamente quella essena, che presenta qualche punto di contatto con alcuni aspetti di quel che sappiamo del cristianesimo delle origini.

purtroppo, o per fortuna, del Vaticano, non vi è però nessun diretto riferimento al cristianesimo vero e proprio, che pure doveva essersi già formato secondo la cronologia costruita a posteriori negli anni successivi (l’avventuroso tentativo di scoprire in un frammentino di poche lettere un passo del Vangelo secondo Marco è privo di ogni credibilità); vi sono tuttavia molte analogie culturali.

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i Rotoli del Mar Morto sono fondamentali dunque sia per l’ebraismo sia per il cristianesimo (e a maggior ragione per il loro silenzio sul suo fondatore, che dovrebbe essere stato contemporaneo ai loro prodotti ultimi); è come se fossero l’equivalente scritto della città di Gerusalemme, nella sua dimensione storica ed architettonica.

a loro sono dedicati musei, studi, polemiche, invenzioni: sono diventati un caso politico, per le accuse alla chiesa cattolica di aver voluto tenerli nascosti per decenni o per il fondamento che, al contrario, hanno dato alla rivendicazione degli ebrei della autenticità incorrotta dei loro testi sacri, che in effetti sono sostanzialmente identici ai manoscritti che se ne avevano prima, successivi di un millennio o più.

ultima, estrema manifestazione di questa importanza anche politica che i Rotoli del Mar Morto hanno assunto, la fondazione nel novembre 2017 a Washington del Museo della Bibbia, dove sono stati esposti anche 16 frammenti di papiro, che passarono nelle mani di collezionisti privati ​​attraverso commercianti locali negli anni ’50: iniziativa di Steve Green, miliardario evangelico americano, proprietario di una catena di arredamento, coinvolto nel 2017 in contrabbando di antichità dall’Iraq e condannato per questo ad una multa di tre milioni di dollari; è stato lui a donare al museo quei frammenti.

museum_bible

da una presentazione in internet sappiamo che il grandioso museo è costato qualcosa intorno a 500 milioni di dollari: quattro piani di alta tecnologia che offrono al visitatore un viaggio virtuale nell’Antico e nel Nuovo Testamento: grazie alle più moderne tecnologie importate da Hollywood si può “camminare” nel mondo della Bibbia, al quarto piano seguendo le orme di Gesù di Nazareth e facendo esperienza dello stile di vita della prime comunità cristiane; volendo, la visita si può concludere a teatro per assistere a un vero e proprio musical di Broadway intitolato “Amazing grace”; e qui si entra gratis: occorre un biglietto, ma solo per calcolare il numero degli ingressi: più di 560mila in sei mesi.

ma questo non è un museo scientifico dedicato alla storia della Bibbia, è un banale e grossolano strumento di indottrinamento ideologico e di diffusione gratuita di bubbole.

ora rigorose indagini di laboratorio hanno accertato che 5 dei frammenti esposti sono contraffazioni moderne; per altri tre pezzi dubbi l’analisi non è ancora completa; ma si prospettano ulteriori indagini anche sui frammenti rimanenti della raccolta, mentre i frammenti già risultati certamente falsi sono stati precipitosamente ritirati dalle vetrine.

https://www.sueddeutsche.de/wissen/qumran-schriftrollen-von-wegen-biblisches-alter-1.4183833

insomma, a Steve Green è capitata coi papiri la stessa cosa che a Paul Getty con le presunte statue greche che comperava a gran prezzo sul mercato antiquario come trafugate in scavi clandestini: sono semplicemente dei falsi (alcuni kouroi esposti a Malibù, nella villa gigantesca simil-romana e mostruosamente kitsch costruita da quel miliardario, sono risultati levigati a macchina!).

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tornando ai Rotoli, questo non mette in discussione, sia chiaro, l’autenticità complessiva di una delle scoperte archeologiche del secolo scorso, ma rivela bene quale coacervo oscuro di interessi economici e di manipolazioni politiche si agiti anche dietro questa scoperta e come essa venga strumentalizzata da ogni parte, sia dai sionisti sia dai movimenti “evangelici” per imbottire le menti acritiche di idee balorde.

non si tratta semplicemente di miliardari fatti fessi, ma anche di miliardari che vogliono far fessi.

manipolazione e fake news non sono un’esclusiva di questi ultimi anni, ma l’umanità ci convive da quando si è data una cultura, e chi vuole diffondere fideismo e superstizione non si fa scrupolo di falsificare neppure i testi sacri, che del resto, ebraici o cristiani, sono nati a loro volta da una serie di massicce falsificazioni.


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