il MOSE e l’enigma dell’elettore leghista – 506

sarà che abbiamo speso 5 miliardi di euro per un MOSE che non funziona e in queste ore se ne parla un po’ poco.

non parliamo abbastanza di Galan, il penultimo presidente del Veneto, già anche ministro delle politiche agricole alimentari e forestali (2010-2011) e dei beni e delle attività culturali (2011) nel Governo Berlusconi IV: condannato in primo grado per corruzione, concussione e riciclaggio, in relazione agli appalti del MOSE (vi dice niente?).

secondo la sentenza ha percepito “uno stipendio di un milione di euro l’anno più altri due milioni una tantum per le autorizzazioni” necessarie all’opera; sono state scoperte “cospicue operazioni commerciali nel Sud Est asiatico” nell’ordine di 50 milioni di dollari, trovate in documenti in possesso del ‘prestanome’ Paolo Venuti.

Galan: arrestato, dichiarato decaduto da deputato, condannato a restituire 5,8 milioni di euro, oltre ai 2,5 milioni di euro restituiti per patteggiamento in un altro procedimento giudiziario; sempre per giri di tangenti, favori, e insomma corruzione varia e in varie forme per la costruzione di quella specie di diga che doveva proteggere Venezia dalle alluvioni: fino a che l’effetto serra non farà salire il mare di metri e allora te la saluto Venezia, ma anche ben altre città lungo le coste.

però, restando in Italia e alla Lega, la cosa a me ha suscitato qualche sforzo di memoria…

. . .

va be’, cari leghisti ostinati, avete avuto Bossi, per qualche anno, che vi ha illusi con la Padania che non è arrivata mai: ma errare humanum est.

poi è arrivato il figlio Trota, la maturità strappata con una commissione d’esami ad personam, la laurea in Albania, e l’impiego in Regione a 12.000 euro al mese, e voi niente.

peggio: è saltato fuori che quella laurea l’avete pagata voi, con denaro pubblico, malversato: in poche parole che era un ladro il padre come il figlio.

silenziosamente lo avete sostituito con Maroni, prima, ma come presidente della Lombardia ha avuto le sue rogne anche lui, visto che portava in giro la morosa a spese della Regione e favorendola negli incarichi: humanum anche questo?

detto con tutta calma, sia chiaro, e quasi quasi in amicizia…

sistema

ah, questa immagine, come vedete, viene da un sito 5Stelle, ma non infieriamo su questo…

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passiamo ai 49 milioni di euro di rimborsi elettorali della Lega impiegati per le spese personali di Bossi o per speculazioni finanziarie e spariti, a quanto si dice nel nulla: condannati a restituirli (parzialmente) a 100mila euro ogni semestre per 80 anni.

Salvini, che era già segretario quando quei fondi sono spariti, dice di non saperne nulla; ma forse sarebbe interessante guardare meglio come è stata finanziata e fatta favorire l’ascesa spettacolare del Capitone nei sondaggi: un perfetto imbecille che diventa il più amato degli italiani: miracolo! ma che c’entrino cospicui finanziamenti e corruzione di giornalisti e altri opinion maker?

e non parliamo, no, del caso Savoini e della trattativa con i russi per una tangente del 4% su una fornitura di 250.000 tonnellate di gas all’ENI al mese per tre anni: la madre di tutte le tangenti, che avrebbe permesso davvero a Salvini di comperarsi i pieni poteri e costruire un regime indiscusso: e forse il governo è caduto proprio perché quella trattativa non è andata in porto.

adesso tocca a un’ex deputata europea (di Forza Italia, vero, ma è l’alleato storico, no?), arrestata per truffa ai danni del Parlamento europeo, ma ancora ufficialmente innocente fino alla condanna definitiva; per un giro di giochi contabili con i rimborsi, che coinvolge molte altre persone oltre a lei, e delinea un quadro di malvivenza abituale in larga parte della classe dirigente che gravita attorno a questo partito.

. . .

una domanda a questo punto: ma gli elettori della Lega non sanno queste cose? non sanno di essere sfruttati da una banda di affaristi senza scrupoli che da decenni approfitta della loro ingenuità o disinformazione per arricchirsi anche alle loro spalle?

era la stessa domanda che per anni veniva da fare anche agli elettori di Berlusconi, che ora pare però che si siano stufati e che siano oramai quasi tutti passati a Salvini.

forse dipende dal fatto che gli elettori sono abituati a pensare che l’ideologia viene prima di tutto e che, visto che rubano tutti, è meglio un ladro razzista che uno buonista?

Ufficio presidenza Lombardia originario - Nonleggerlo

ma forse la domanda da fare è un’altra, almeno per alcuni: siccome lo sanno benissimo, perché coprono da decenni le ruberie di questa nuova banda Bassotti?

perché sperano di parteciparvi anche loro?


10 risposte a "il MOSE e l’enigma dell’elettore leghista – 506"

  1. Che poi per costruire una “roba” colossale come il MOSE chissà che non abbiano smosso il fondale va a capire come, e che questo non finisca per favorire gli eventi estremi…

    Fa niente che rubano, basta che non facciano rubare i comunisti. Il pensiero su per giù è questo, no?

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    1. ma non hanno anche costruito dei canali profondi per agevolare il traffico petrolifero a Marghera?

      sul MOSE non ho conoscenze specifiche sufficienti per un giudizio personale e in questo caso abbandono la mia presunzione e mi prendo una persona di riferimento che mi pare attendibile: Cacciari.

      in ogni caso, forse è il caso di terminarlo, oramai, visto che manca poco; e vediamo davvero a che cosa serve.

      altrimenti chiamiamo gli olandesi, perché se Amsterdam può vivere senza problemi a 2 metri sotto il livello del mare, forse ci insegneranno come far sopravvivere Venezia che è a 50 cm sopra…

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      1. Ti confesserò, anche se non pretendo l’assoluzione, che se questo rigurgito di fascismo dovesse diventare troppo incombente e pervasivo, pur non amando le armi e la violenza, sento che potrei anche imbracciare il fucile. Oltretutto ci vedo ancora piuttosto bene. D’altronde, ho detto che non sparerei ai cinghiali per puro sport, ma…

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        1. operato ad un occhio di cataratta, oltretutto con operazione andata male e tre tentativi di distacco dalla retina, l’altro occhio attende un’operazione simile, ma per ora non se ne parla proprio, visti i precedenti.

          non so se come alibi funziona, ma comunque non mi pare più tempo di lotte armate, neppure al fascismo, o quanto meno non al fascismo parolaio e da barzelletta dei meloni salvini, una nuova variante di meloni.

          io resto col sessantotto e con la risata che li seppellirà, per il momento.

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          1. Se per lotta armata intendiamo i moti e le rivoluzioni sono d’accordo: non esiste né motivazione (pancia vuota) né praticabilità tecnica.
            Credo invece che ci sia ancora spazio per scontri armati, che potrebbero sfociare in una guerra civile.
            Il problema del fascismo caratteriale, genetico, non si risolverà mai con la buona volontà e all’interno del sistema democratico.
            E quando il dialogo, le parole, non servono o non bastano più, presto o tardi, sono le armi a parlare. Il riso arriva fino a un certo punto. A chi è fatto di pasta diversa dalla nostra, il riso non fa nemmeno il solletico ai calli.
            Spero sinceramente di sbagliarmi. Nel ’68 era diverso, almeno per me: eravamo noi e l’establishment…
            A meno di grossi cedimenti strutturali (personali), credo avremo modo di continuare il discorso.
            A proposito, ti auguro di cuore di risolvere il tuo problema agli occhi. Non vorrei trovarmi a dover imbracciare due fucili.
            Buona serata.

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            1. i due fucili li lascio imbracciare volentieri a te, occhi funzionanti oppure no (tra parentesi l’udito mi funziona anche peggio): ma forse è perché ci vedo bene, non perché ci vedo male… 🙂
              ma sul tema non è lecito scherzare: il fatto è che a prepararsi alla lotta armata sono attualmente i gruppi fascisti, come del resto è ovvio pianificazione di attacchi e attentati a moschee e ad altre istituzione di immigrati tanto in Germania, quanto in Italia.
              del resto il riscaldamento globale porterà inevitabilmente a questo e a ben altro.
              non vedo la possibilità di una lotta armata democratica come nel secolo scorso, almeno non nei nostri paesi; e quando saremo costretti a difenderci con le armi, non noi personalmente, spero, ma i democratici fra qualche anno, allora sarà il segno conclusivo che il pensiero democratico sarà morto.

              per quello in cui credo non è possibile sparare, ma quando chi crede in quello in cui credo sarà costretto a farlo, allora quello in cui credo oggi non avrà proprio più alcun senso.

              ma, d’accordo con te: discutiamone ancora, fino a che possiamo.

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