chi vuole prescrivere la prescrizione – 7

ho già scritto altre volte il mio parere sostanzialmente positivo sulla nuova legge Bonafede sulla prescrizione, entrata in vigore l’1 gennaio, ed oggi oggetto di contestazione dalla destra italiana; l’unica critica che mi sento di condividere è che non ha nessun senso che la prescrizione sia interrotta anche per chi è assolto in primo grado.

ma cresce il numero di coloro che si battono contro l’abolizione della prescrizione dopo la condanna di primo grado – un provvedimento perfino piuttosto blando, visto che in altri paesi, più rigorosi di noi, la prescrizione è sospesa all’avvio dell’azione penale o al rinvio a giudizio – e oggi coinvolge anche persone che hanno goduto finora di una certa stima, che a questo punto devo presumere immeritata.

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passi per Calenda, che è una nuova variante del demagogo politico di destra che ostenta idee di sinistra: una bella copia di Renzi oppure una nuova brutta copia di un Blair italianizzato, fate voi a vostro piacimento; e di Renzi non dico nulla perché è da tempo immeritevole perfino di ogni critica.

Calenda dice: “Quella sulla prescrizione è una battaglia che merita assolutamente di essere combattuta. Questa riforma non migliora l’efficienza del sistema giustizia ma porterà a processi più lunghi. Senza capire che essere sotto processo per il cittadino è già scontare una pena”.

scusate uno sfogo personale sull’ultimo punto: io veramente, prima di essere assolto dalla Cassazione senza rinvio, anzi con le lodi al mio comportamento di padre nella sentenza, dopo due condanne in primo e secondo grado dal Tribunale di Brescia per un abuso d’ufficio che avrei commesso come preside contro mia figlia, che frequentava la mia scuola, su denuncia pretestuosa della mia ex-moglie e come ritorsione contro il divorzio, sono stato sotto processo e a rischio licenziamento per sette anni, dal 1996 al 2003, a prescrizione vigente, prima di andarmene in Germania, stomacato dagli aspetti personali, professionali e civili di questa vicenda; e non mi pare che la prescrizione mi abbia minimamente ridotto i disagi di un calvario giudiziario palesemente inconsistente, che poteva e doveva essere smontato dai giudici bresciani in cinque minuti, se non avessero avuto una vendetta trasversale da compiere.

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ma allora che dire della Bonino? straparla peggio di Calenda e del tutto a vanvera, tirando in ballo questioni che non c’entrano:
Questa è una battaglia fondamentale, se si scivola al primo gradino non si sa mai dove si va a finire. Il tema della giustizia giusta mi accompagna sin da ragazza, da Tortora in poi. Non cederemo neanche questa volta. Oggi siamo in un momento determinante, non è questa l’ultima barbarie, ce ne sono altre, ma se lasciamo passare questa la certezza del diritto è quasi del tutto scomparsa”.

ma in che mani siamo? sarebbe barbarie giuridica quella di Germania, Francia e della generalità degli altri paesi che si regolano appunto come secondo la legge entrata in vigore dall’1 gennaio?

Tortora fu forse condannato innocente per via della non prescrizione? che tra l’altro, invece, c’era e non impedì quel clamoroso errore giudiziario.

Amanda Knox si è forse fatta, innocente, alcuni anni di carcere prima di essere definitivamente assolta dalla Cassazione, dopo otto anni, per via della non prescrizione, che invece c’era?

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ma collegare la prescrizione alla ragionevole durata dei processi, richiesta anche dalla Costituzione, è come parlare di cavoli a merenda: non importa se a dire una sciocchezza simile è anche l’Unione delle Camere Penali: “la prescrizione del reato rappresenta irrinunciabile rimedio alla patologia di indagini e processi che durano decenni”.

salvo smentirsi subito dopo dicendo invece: “Si tratta di rafforzare la funzione di filtro dell’udienza preliminare; di rilanciare il patteggiamento estendendone casi e premialità; di indicare diversi parametri per l’ammissione della prova in sede di giudizio abbreviato condizionato; di intervenire con una nuova depenalizzazione in materia contravvenzionale. Si debbono anche rendere certi il tempo delle indagini e dell’eventuale esercizio dell’azione penale e prevedere il controllo giurisdizionale sulla data di iscrizione delle notizie di reato”.

esatto! la durata dei processi si riduce intervenendo sulle procedure, sugli obblighi dei giudici, correggendo la mania delle sentenze fiume ed obbligando i giudici a sentenze scarne e concise, intervenendo sul delirio normativo con semplificazioni drastiche che rendano più agevole anche le procedure della giustizia.

non con la mancata condanna dei colpevoli, con casi come quello di Andreotti, che viene riconosciuto colpevole di associazione mafiosa, ma senza condanna per la prescrizione intervenuta.

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è del tutto evidente a chiunque abbia anche solo un barlume di mente critica che è scellerato, per non dire criminale, un patto tra lo stato, che impiega anni ad arrivare a sentenza, e l’accusato, che dica: siccome, in quanto stato, non sono in grado di giudicarti velocemente e tu non puoi essere giudicato a vita, allora ti abbuono la condanna anche se arrivo a dimostrare che eri colpevole, ma troppo tardi.

è un patto che privilegia i criminali che la fanno franca e danneggia le vittime, che non vedono riconosciute le loro buone ragioni.

quindi difendere questo patto è indegno, non bastassero i ripetuti richiami dell’Unione Europea all’Italia perché riveda questo suo monstrum giuridico, senza troppi confronti nel mondo, che è una delle basi della repubblica del malaffare.

se i processi sono lunghi, ci sono modi per sveltirli, e il primo e più drastico è l’abolizione del processo di appello, proposta anche da un autorevole ex-magistrato come Caselli, con una riduzione dei gradi di giudizio a due: primo grado e Cassazione.

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ma poi non va fatta confusione sulla motivazione autentica della prescrizione, che di solito è pari, per durata, al massimo della pena prevista: che non è quella di abbreviare i processi, ma quella di rinunciare a perseguire reati di minore portata sociale, quando sia passato dal tempo in cui sono stati commessi un tempo pari alla durata della condanna possibile.

che la prescrizione non abbrevi affatto i processi, ma li allunghi è del resto evidente, per il fatto che crea un interesse dell’indagato a tirarla per le lunghe il più possibile, soprattutto se consapevole della propria colpevolezza, nella speranza di farla franca.

eliminando la prescrizione anche soltanto dopo una prima condanna, si stimola invece un interesse contrario a chiudere in fretta almeno l’appello; e meglio ancora sarebbe stato eliminarla dopo il rinvio a giudizio, perché verrebbe un interesse piuttosto a scegliere il rito abbreviato, anche nel primo grado, con una riduzione dei tempi della condanna.

Guida_pratica_alla_nuova_prescrizione_penale._Bastianello_Alessandro_e_De_Riso_Angelo_Giuffrè_2007

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altri post miei sul tema:

https://corpus15.wordpress.com/2018/11/06/prescrizione-dimenticare-leuropa-400/

https://corpus15.wordpress.com/2019/12/04/mes-come-si-controlla-linformazione-mandandola-in-prescrizione-540/ – alla fine del post

https://corpus15.wordpress.com/2019/12/05/chi-prescrive-la-prescrizione-542/


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