lettera aperta al blogger bortocal su Trump e l’Iran – 10

caro blogger bortocal,

io sono uno dei tuoi lettori, oltre che il tuo autore – e non intendo dire che ti leggo mentre ti scrivo, perché questa lettura dell’autore non conta, è troppo offuscata dal narcisismo dello scrivano -, ma che ti leggo quando ricevo un commento o, in mancanza, un like, cercando di capire l’effetto che quel che hai scritto può avere fatto su quel lettore (e magari con l’occasione ti rifinisco, così che spesso rimane sul blog un post che nessuno ha letto in quella forma precisa), e dunque ti leggo proprio come lettore, o almeno cerco di farlo – e devo dirti che i tuoi ultimi tre post su Trump e l’Iran non mi sono piaciuti affatto.

hai oscillato tra punti di vista incoerenti, hai fatto da cassa di risonanza acritica ed emotiva all’interessato tambureggiare guerresco dei media, hai poi cercato di attribuire la tua confusione di giudizio alla situazione difficile da interpretare.

ma alla fine i tuoi allarmismi si sono rivelati di carta, perché, in apparenza almeno, ammazzato Soleimani, l’escalation non è scattata, dopo la salva di missili iraniani di risposta – che ha abbattuto per errore un aereo ucraino, così che gli unici a rimettersi sono stati i 170 innocenti che ci viaggiavano su, se non mettiamo di conto anche le decine di iraniani che si sono schiacciati fra loro nella calca dei suoi funerali.

nota 10 gennaio 2020:
credo di dovere una rettifica ai lettori.
avevo considerato molto importante il fatto, enfatizzato dai media, che l’Iran si rifiutava di consegnare la scatola nera (o le scatole?), che pareva un indizio di colpevolezza.
in realtà, apprendo oggi, le scatole nere non si consegnano mai, ma si esaminano sul posto, e l’esame è già iniziato, anche con la ditta costruttrice dell’aereo; aggiungi che dal modo in cui avevo recepito la notizia sembrava che l’incidente fosse stato quasi concomitante al bombardamento delle basi americane, mentre è avvenuto diverse ore dopo.
evidentemente la notizia è stata dai media in modo tendenzioso; ecco come si può cadere vittime della propaganda mediatica perfino in un post dove si cerca di prendere le contromisure necessarie per non cascarci.
incentivo molto forte ad ascoltare Wittgenstein, direi…

ma, come mi scrive un blogger, che preferisce commentarmi via mail:
Io non mi fiderei tanto di Trump. Oggi pare abbia un po’ mollato ma in realtà è una trappola. Chiaramente l’Iran non può limitarsi a lanciare qualche razzo e dichiarare vendetta compiuta. Lui invece si presenta come quello che vuole la pace così che possa fare la vittima a breve. Ce li vedi gli americani che fanno la valigia e lasciano il Medio Oriente?

. . .

posso giustificarti pensando che come padre sei piuttosto agitato dal fatto di avere una figlia ad Abu Dhabi, praticamente nel teatro stesso di una eventuale guerra futura, e anche preoccupato per il fatto che intendi andarla a trovare il mese prossimo, e dunque potresti trovarti in zona di guerra anche tu, ma – devo dirtelo senza acrimonia -, al netto di tutti questi fattori, mi pare che il tuo acume critico stia perdendo smalto e non sia più quello di una volta, ammesso che sia poi stato mai brillante – anzi, a pensarci bene, non eri certamente più lucido qualche anno fa e ti sei bevuto molte bufale propagandistiche.

non ti pare quindi il caso di fermarti a riflettere?

forse c’è qualche fattore globale della tua confusione che ti sfugge: forse, è andato in crisi proprio il cosiddetto pensiero critico, a cui tu tanto tieni e di cui vorresti dare un esempio modesto, ma non del tutto trascurabile…

prova a pensare a questo punto: che senso ha il pensiero critico individuale, ma anche di gruppo, nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale? – la scrivo con le maiuscole come doveroso, in segno di rispetto, verso la nuova divinità.

sei davvero sicuro di potere competere col tuo QI inevitabilmente corroso dagli anni e comunque non al livello della genialità, con la potenza di calcolo quasi illimitata delle reti neuronali artificiali che oramai decidono tutto quello che veramente conta nell’interesse di chi le possiede?

non ti pare che oramai la scena delle vicende umane, di cui anche tu scrivi, sia ridotta ad uno spettacolino per infanti da intrattenere in qualche modo, mentre le vere decisioni vengono prese altrove?

pensi che alla rete che governa il mondo faccia davvero qualche differenza se un particolare generale iraniano è vivo oppure morto oppure se l’imperatore pro tempore è uno squilibrato oppure no?

. . .

e tu, perché non provi a mettere d’accordo l’analisi pessimista della realtà del potere con la voglia adolescenziale di contestarla?

hai risposto poco fa ad un commentatore intelligente che ti faceva notare il tuo errore:
Per gli Stati Uniti la scelta [di uccidere il generale iraniano Soleimani] è senza dubbio razionale, soprattutto finché le perdite continuano ad essere di altri.
con una tua presa di posizione piuttosto romantica:
d’impulso vorrei dirti che hai ragione, anche perché ho l’impressione che i miei post su questa vicenda siano tutti sbagliati tranne che sul punto fondamentale, cioè che Trump è un omicida, assassino politico, in pratica un terrorista autorizzato.
però – errori miei di valutazione a parte – mi trattengo.
e non per il fatto che è oggi che apprendo che 700 psichiatri americani hanno scritto una lettera al Congresso chiedendo di sottoporre ad un esame clinico il presidente, dato che ad una osservazione empirica appare loro caratterizzato da instabilità mentale; in fondo questa definizione è troppo labile, non capisco bene che cosa intenda e soprattutto mi pare che la forza del potere imperiale sia tale da reggere bene anche le bizze caratteriali dell’imperatore, come bene dimostra la storia; anzi, forse gli imperatori che hanno realizzato le imprese più grandiose sono stati sempre i più instabili.
peggio ancora, ritengo che chi si candida a gestire un impero debba necessariamente avere qualche grave turba psichica, quanto meno debba essere anafettivo, ma tutto il resto può venire in più, come accessorio: ritengo che il potere politico sia necessariamente psicotico.
e qui siamo al motivo fondamentale per il quale vorrei dirti di no: perché è terribile questa riduzione della politica a pura violenza psicotica, e può pure avere successo nel breve periodo, chi dice di no è un illuso, anche se in tempi storici è sempre e comunque destinata alla sconfitta: non esiste impero che non sia crollato attraversando i secoli, ma a volte anche soltanto i decenni o gli anni: Napoleone e Hitler, Stalin è durato un poco di più.
ma certamente l’impero che lotta contro tutti e che si fa circondare muore più in fretta.
dici che non è vero?
comunque non mi importa: voglio essere un illuso, sono un disadattato, non accetto il potere psicotico come si dovrebbe fare se si avesse un briciolo di buon senso.

. . .

prendo atto delle tue scenografiche dichiarazioni finali, ma qui mi pare che hai usurpato il mio posto: sono io, il tuo autore, che sono un illuso e un disadattato rispetto a questo mondo, ma tu puoi permettertelo?

io ti rispondo di no, che a te come personaggio che reciti la parte dell’autore del mio blog non intendo permetterlo, io, che ne sono l’autore vero; già stai scrivendo un blog tanto pretenzioso quanto poco specializzato in quasi nulla e, anche dove sfrutti i resti invecchiati dei tuoi antichi studi universitari di cinquant’anni fa, fuori da ogni credibilità accademica; smettila di diffondere paure inutili, frammenti di analisi, previsioni peraltro incerte: se anche paure, previsioni e analisi fossero giuste, non servirebbero a cambiare il corso delle cose.

una antica scritta millenaria su un vaso del museo di Shanghai, che ho visto dieci anni fa, dice: Delle cose del cielo non si deve parlare; la bibbia ebraica ci ha lasciato detto: Non nominare il nome di Dio inutilmente; Wittgenstein ha allargato ancora un poco il campo: Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere.

Seminario Wittgenstein_Conant-a

non ti pare che questa frase fosse profetica e tanto più valida oggi che il mondo è diventato post-umano, come in fondo chiedeva Nietsche? senza neppure immaginare che il superamento dell’umano sarebbe avvenuto attraverso il trionfo della tecnologia, che tanto disprezzava.

mi sembra molto vicino anche per te, come per tutti noi, il momento di tacere.


27 risposte a "lettera aperta al blogger bortocal su Trump e l’Iran – 10"

  1. La lettera di questo tuo lettore mi ha fatto chiedere, in quel passaggio, se l’Intelligenza Artificiale è effettivamente intelligenza. Essere intelligenti significa comprendere, non calcolare; e anche sotto quel punto di vista, il nostro cervello è ancora parecchio più potente del più potente dei computer.

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    1. mi devo essere espresso in modo ambiguo: non è la lettera di un lettore, ma un dialogo con me stesso, in cui recito la parte del dissociato (ma ogni esame di coscienza, in fondo, è una evidente operazione di dissociazione dell’io…).
      quanto all’intelligenza, la possiamo valutare solamente dai risultati, dato che nessuno di noi è in grado di entrare in nessuna altra intelligenza, naturale o artificiale, per dire se “comprende” oppure no: certo, nella parola comprensione, per noi, è irresistibilmente compresa la coscienza, come fattore, e non abbiamo ben chiaro che la coscienza è semplicemente la registrazione mnemonica del vissuto psichico; quindi le intelligenze artificiali di ultima generazione, che autoapprendono e per farlo devono registrare mnemonicamente le loro esperienze, indubbiamente hanno anche una coscienza, e indubbiamente apprendono, cioè comprendono.
      inoltre la loro coscienza è molto più sviluppata della nostra, nel senso che la loro potenza di conservazione dei dati è gigantesca rispetto alla nostra: noi siamo costretti a dormire, per cancellare dati e mantenere libero il cervello, per quasi un terzo del nostro funzionamento mentale, dati i limiti di capienza di quel nostro hardware che chiamiamo cervello; gli archivi digitali non hanno raggiunto ancora i loro limiti e immagazzinano ricordi senza i nostri limiti.
      sono tranchant, lo so, mi scuso di esserlo, ma – posta in questi termini – la questione mi sembra chiara.
      naturalmente ne viene anche che la coscienza non è qualcosa che o c’è o non c’è, e invece è più o meno ampia, cioè consapevole: si misura; e vi è però un salto di qualità, ad un certo livello, quando le esperienze vengono ordinate anche cronologicamente, il che crea un “io” storico.
      può essere – anzi, ne sono quasi sicuro (ma non del tutto) – che questa particolare organizzazione dei dati non sia stata ancora applicata alle intelligenze artificiali, che dunque avrebbero sì una coscienza, e anche molto ampia, ma non nella forma umana della consapevolezza di un sé storico.
      in questo solo senso, si può negare alle intelligenze artificiali non tanto una coscienza, ma, probabilmente e soltanto per ora, un io.
      si può essere consapevoli, senza avere un io? dipende dalla definizione che diamo della consapevolezza; secondo me, secondo l’uso della parola che propongo, si può essere consapevoli della realtà anche senza essere consapevoli del sé che la mente costruisce, in modo alquanto barocco e ridondante nel nostro caso umano.

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        1. Non è confusione, ma una “consapevole” 😁 proposta di correzione del loro uso. Vedo che concordiamo che consapevolezza è un termine sinonimo. Io dico che essere consapevole di qualcosa significa anche potere ricordarla: essere consapevole di sé, invece, significa avere coscienza, cioè essere presente, ricordare, la storia del proprio io. Collego quindi consapevolezza e memoria, e metto fuori gioco l’anima o i suoi sinonimi. In questo modo scopro che l’intelligenza artificiale può avere consapevolezza e in prospettiva anche coscienza anche se non ha la cosiddetta anima. Insomma la coscienza la vedo come una forma di organizzazione della memoria, che è chiaramente anche artificiale.

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          1. Secondo me è vero il contrario, è la memoria che è organizzazione (e spesso distorsione) della conoscenza, così come la coscienza è organizzazione (e spesso distorsione) della realtà.

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            1. Ci vorrebbe una risposta molto articolata, che non riesco a fare dal tablet di emergenza dal quale digito.

              Costretto alla sintesi, replico che la base della conoscenza è la memoria.

              Quanto alla realtà che starebbe a monte della conoscenza per una petizione di principio indimostrabile, rientra nell’ambito dell’inconoscibile, e dunque diciamo pure con Wittgenstein (ma anche con Occam, con Berkeley e con Kant) che non se ne deve proprio parlare.
              È un atto di fede e come tale chiunque ha il diritto di crederci, ma non per questo è possibile farne uso in una discussione razionale, a mio parere.

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              1. Stiamo rispondendo da due punti di vista diversi, tu filosofico, io fisiologico. Non credo potremmo giungere ad un punto. Quel che da questa risposta mi chiedo è: stiamo parlando di coscienza o di conoscenza?

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                1. giusta osservazione, ma anche la fisiologia muove da un punto di vista filosofico, solo che non lo dice o forse
                  addirittura non lo sa.
                  assumere che la coscienza sia prodotta da una realtà esterna è un punto di vista utile praticamente ed anche efficace, ma è come la fisica galileiana rispetto a quella einsteiniana, e come quella einsteiniana rispetto alla prossima fisica che verrà: sono approssimazioni.
                  se la discussione non ha fini pratici e operativi, assumere questa affermazione come vera porta fuori strada per l’accumulo progressivo dell’errore infinitesimale.iniziale.

                  più nel merito: c’è coscienza senza conoscenza? direi di no; e c’è conoscenza senza coscienza? in ambito umano no; per altri esseri invece sì, la coscienza non è indispensabile; questo porta a pensare che la coscienza sia una forma potenziata, o semplicemente particolarmente complessa, di conoscenza.
                  e come la conoscenza è riproducibile artificialmente, così anche la coscienza, una volta che si conquistino le capacità operative ipercomplesse necessarie.
                  ma non è il caso che adesso ripeta affermazioni già fatte: per questo ritengo la costruzione di forme di coscienza artificiale molto prossima, se non già realizzata.

                  non è affatto necessario che giungiamo ad una concordanza: non credo che sia questo lo scopo di questa discussione; mi piace molto di più pensare che essa serve a perfezionare i rispettivi punti di vista, che possono anche restare ben distinti.

                  ciao!

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                    1. Non è questione di insistenza, ma credo che non riusciremmo davvero a trovare una quadra su questo argomento. O forsesono io che non ho i presupposti filosofici per affrontarlo.

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                2. al solito: ora che ho risolto artigianalmente da me e in modo creativo il problema tecnico del guasto dello schermo del mio netbook, eccomi alle prese con wordpress, che mi cambia l’identità ogni volta che commento… grrr.

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    1. la verità è impegnativa, ma la probabilità è più facile da individuare.

      ora vedo che anche Trump ha scoperto l’argomento e si è lanciato; mi spiace che lo stia facendo, ma questo non cambia la mia opinione.

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      1. be’, allora come blogger analista politico sono salvo; me la sarei cavata comunque, ma malamente e per il rotto della cuffia, grazie a smentite e contro-smentite e rettifiche sparse qua e là.
        non sarebbe stata la stessa cosa…
        quello che ne è uscito meglio, alla fine, sei stato tu.

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  2. Secondo me è presto per fare autocritica. Tutto è in movimento, e potresti dover fare autocritica dell’autocritica.
    Se poi volevi dire semplicemente che non capisci più niente di quello che sta succedendo sei in buona compagnia, non preoccuparti eccessivamente. Tanto anche a capirlo cambia poco…
    (tra parentesi chi ha detto che l’aereo ucraino è stato abbattuto dagli iraniani?)

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    1. rispondo solo alla parentesi, perché il resto del tuo commento dice in forma sintetica ed efficace quello che io ho scritto sbrodolando, come sempre.
      non ce l’ha detto nessuno che l’aereo ucraino è stato abbattuto da un missile iraniano, anzi hanno provato a dirci il contrario, che è stato un guasto tecnico in miracolosa coincidenza temporale, ma poi hanno ritirato in fretta questa affermazione abbastanza fantasmagorica.
      lasciamo perdere che gli aerei ucraini hanno una strana propensione a farsi abbattere nelle guerre locali, ma quando l’Iran fa sapere che non consegnerà la scatola nera dell’aereo alla compagnia per le necessarie ricerche, questa non ti pare una chiara ammissione di colpa?
      ma certo, a nessuno interessa stavolta gettare benzina sul fuoco, adesso; in altri momenti avremmo avuto commissione di indagine internazionale e grida mediatiche altissime: oggi pace ai sepolti e passiamo ad altro…
      ma magari tra qualche tempo tornerà buono e se ne riparlerà.

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    2. Mi inserisco nella discussione. Ci sono buone probabilità che l’aereo sia stato abbattuto perché scambiato per aereo militare usa. Prima cosa che fa un pilota in difficoltà è lanciare l’emergenza. Qualcuno deve sapere quanto prima che sei in difficoltà, offrirti assistenza come per esempio spostare tutti gli altri aerei dal tuo percorso, allertare i soccorsi e cercarti. Il pilota non l’ha fatto. Perdere un motore non ti fa precipitare o quantomeno non dovrebbe farti perdere i controlli del velivolo. Un aereo può planare anche con entrambi i motori spenti. Era solo a 8000 piedi quindi il margine di manovra era ridotto ma avrebbe comunque potuto tentare di trovare un area aperta per un atterraggio d’emergenza. Non è stato fatto. L’aereo nel filmato che c’è su internet (autentico?) è già in fiamme prima dell’impatto a suolo. Le scatole nere pare siano danneggiate (lo dice l’Iran). Può succedere se l’aereo è andato a schiantarsi completamente fuori controllo. Le scatole nere in genere sono nella parte posteriore dell’aereo, area più sicura in caso di impatto frontale.
      Forse a questo punto è arrivato il momento di dotare anche gli aerei civili di diffese antimissile come la compagnia aerea israeliana El Al. Non a caso tra le più sicure del mondo.

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    3. credo di doverti una rettifica, e non solo a te, ma anche ai lettori.
      avevo considerato molto importante il fatto, enfatizzato dai media, che l’Iran si rifiutava di consegnare la scatola nera (o le scatole?), che pareva un indizio di colpevolezza.
      in realtà, apprendo oggi, le scatole nere non si consegnano mai, ma si esaminano sul posto, e l’esame è già iniziato, anche con la ditta costruttrice dell’aereo; aggiungi che dal modo in cui avevo recepito la notizia sembrava che l’incidente fosse stato quasi concomitante al bombardamento delle basi americane, mentre è avvenuto diverse ore dopo.
      evidentemente la notizia è stata dai media in modo tendenzioso; ecco come si può cadere vittime della propaganda mediatica perfino in un post dove si cerca di prendere le contromisure necessarie per non cascarci.
      incentivo molto forte ad ascoltare Wittgenstein, direi…
      e grazie della pazienza.

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      1. Non si consegnano al produttore dell’aereo sicuramente. Ma non si può negare la sua partecipazione all’inchiesta, così come l’Iran aveva inizialmente fatto. Se sono in grado di leggerle non le devono consegnare a nessuno, devono però consegnare i dati ricavati dalle scatole nere. Siccome non erano in grado di leggerle hanno deciso di darle ai francesi, unici disponibili a prenderle. Quindi sarà compito dei francesi leggere e inviare i dati a chi è coinvolto nell’inchiesta.

        A me è parso di capire che i media abbiano reso chiaro il fatto che l’abbattimento era avvenuto alcune ore dopo. Infatti tutti cercavano di separare i due eventi per paura di una escalation. Però era chiaro che l’Iran che aveva appena attaccato gli USA era in massima allerta. Sicuramente la situazione sarebbe andata avanti per qualche giorno. Solo perché sono passate 4 ore non puoi dire pericolo scampato ed andare a dormire.

        Ovviamente ora sarà condannato il soldato e il suo superiore. In realtà c’è un unico colpevole. Chi doveva prendere la decisione di chiedere lo spazio aereo ai voli civili. Se è uno dei loro capi politici o militari probabilmente non faranno nulla e manderanno a morte il soldato, che ha preso la decisione in pochi secondi e sotto massima tensione.

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        1. i media, a quel che ho visto, hanno drammatizzato artificialmente il normale rifiuto di consegnare le scatole al produttore e per giunta a un paese terzo, facendolo passare per un rifiuto assoluto di mettere a disposizione i dati, che invece non c’era (ci sono cascato anche io)…

          tutto si è sgonfiato in fretta: restano, ovviamente, le vittime.

          non credo che i responsabili iraniani saranno puniti tanto duramente, sarebbe una follia; gli iracheni, se – come pare – erano stati avvisati all’ultimo momento degli attacchi, certamente dovevano pensare loro anche a chiudere il loro spazio aereo, indubbiamente; ma allora sarebbe stato come rendere universalmente noto in anticipo palesemente l’attacco; lo hanno fatto privatamente, con gli americani, permettendogli di non avere perdite, sembra; ma allora tanto valeva chiudere anche lo spazio aereo subito: insomma, un grande pasticcio da tutte le parti, ma anche tensione e fretta hanno avuto la loro parte, come giustamente sottolinei anche tu.

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          1. beh… inizialmente il rifiuto di coinvolgere la Boeing e gli americani in qualunque forma c’è stato. Non si capiva invece se volevano coinvolgere qualcun altro nell’inchiesta.

            L’aereo è caduto in Iran. L’Irak non c’entra nulla. E poi l’incidente è avvenuto 4 ire dopo gli attacchi. Avevano tutto il tempo per chiudere lo spazio aereo dopo gli attacchi senza svelare nulla, a meno che gli americani non si fossere ancora resi conto dj essere stati attaccati dall’Iran.

            C’è un altro problema ora. Altri voli sono partiti dallo stesso aeroporto prima di quello abbattuto. Per quale motivo questo è stato preso di mira e gli altri no? Non ha senso e c’è da sperare che non sia stato intenzionale. Magari è stato scelto l’aereo sbagliato. Chissà se su gli altri c’erano più passeggeri americani.

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            1. Sull’aeroporto, che era Tehran e non Baghdad, ho proprio sbagliato, mi domando come ho fatto: perdita di concentrazione?

              Sul resto, non so: la mente umana ha la tendenza irresistibile di vedere una logica anche dove invece domina soltanto il caos irrazionale.
              Anche tu, di fronte a un fatto che dici senza senso, cerchi poi una spiegazione intenzionale.
              Ammettere che possa non esserci crea molta più insicurezza.

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