io tifo per Ratzinger, il distruttore – 13

l’ultima bomba lanciata da Ratzinger, il dinamitardo, contro la chiesa cattolica è nella dichiarazione di queste ore contro il superamento del celibato dei preti, discusso recentemente al sinodo dell’Amazzonia come possibile e molto parziale rimedio alla crisi delle vocazioni sacerdotali; e ha firmato una dichiarazione contraria, anticipata alla stampa, assieme al cardinale Sarah, responsabile della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, praticamente del Ministero vaticano addetto al tema.

la cosa è strana, considerando che i primi apostoli, anche a tenere per buone le leggende sulle origini del cristianesimo, erano prevalentemente sposati – per non dire del fondatore stesso, di cui qualche vangelo, poi non riconosciuto dalla Chiesa, racconta che baciava sulla bocca Maria Maddalena, e questo sarebbe stato bene strano se lei non fosse stata sua moglie.

ma Ratzinger afferma, con una affermazione veramente curiosa perché nessuna norma cattolica richiede la castità giornaliera per accedere alla comunione, che dalla celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, che implica uno stato permanente di servizio a Dio, sorse spontaneamente l’impossibilità di un legame coniugale.

in realtà il celibato ecclesiastico si affermò come regola, decisamente opportuna, quando la Chiesa sostituì come istituzione di potere l’impero romano, almeno in Occidente, e questa fu la misura – non a caso sconosciuta nella chiesa ortodossa orientale – con la quale si cercava di impedire una trasmissione dinastica del potere.

«Si può dire che l’astinenza sessuale funzionale si è trasformata in astinenza ontologica», senza che questo sia «la conseguenza di un disprezzo per la corporeità e la sessualità». Anche nella Chiesa del primo millennio, del resto, «gli uomini sposati potevano ricevere il sacramento dell’Ordine solo se si erano impegnati a rispettare l’astinenza sessuale» con le loro mogli.
La Chiesa «ha sempre considerato il matrimonio come un dono concesso da Dio dal paradiso terrestre. Tuttavia, lo stato civile riguarda l’uomo nel suo insieme e poiché il servizio del Signore richiede anche il dono totale dell’uomo, non sembra possibile raggiungere entrambe le vocazioni contemporaneamente». Pertanto, «la capacità di rinunciare al matrimonio per rendersi completamente disponibile al Signore è diventata un criterio per il ministero sacerdotale».

. . .

non è la prima volta che Ratzinger rumoreggia contro papa Bergoglio, e non starò a ricordare l’intervento velenoso e ipocrita dello scorso anno per smentire che Bergoglio – che non ha mai concluso il suo dottorato in teologia – non avesse basi teologiche.

talmente dirompente da costringere il Vaticano a censurarlo e a una conseguente brutta figura planetaria.

in altri casi il compito di agitare le acque viene svolto dal suo segretario, il prefetto della Casa Pontificia, Gaenswein.

ma quest’ultima sortita è indubbiamente la più grave, al punto da denunciare una crisi verticale della chiesa cattolica: tanto più che papa Bergoglio non si sogna affatto di mettere in discussione il celibato ecclesiastico.

essa appare piuttosto l’ultima trovata di questo enfant terrible di 93 anni che da tempo sta operando per devastare l’istituzione vaticana, portandola ad un perfetto suicidio di coerenza e tetragona, per non dire teutonica, intransigenza quasi hitleriana.

come non tifare per lui, per chiunque è ateo e nemico delle ipocrisie clericali?

vai avanti, Ratzinger, e che la Forza sia con te!

joseph_ratzinger

. . .

quel che segue è per documentare alcune affermazioni di qui sopra che appaiono sorprendenti per essere troppo sincere e violare gli obblighi della censura del pensiero imposti dalla fede.

quando Ratzinger si dimise, nel Concistoro dell’11 febbraio 2013, attribuì la causa della sua sorprendente decisione non allo scandalo di una chiesa pedofila che lo aveva messo alle corde personalmente, ma “alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”; “il vigore sia del corpo, sia dell’animo, […] negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”.

aveva allora 85 anni, era stato eletto pontefice a 77 anni, nel 2005 – la stessa età che aveva papa Roncalli quando fu eletto nel 1958, e la stessa alla quale fu eletto il suo successore Bergoglio, e ci furono anche papi eletti anche più anziani: Celestino V, che lo precedette nella rinuncia al papato, fu eletto probabilmente a 85 anni – e aveva guidato la chiesa cattolica, a modo suo, per quasi otto anni.

mi si dirà che non tutte le vecchiaie sono uguali, ma che senso ha dimettersi perché troppo vecchi senza mettere in discussione che si viene eletti papi a vita?

eletti giovani oppure no – senza arrivare al caso limite di quello che fu nominato papa a 12 anni, ma erano i tempi bui del Medioevo nel quale il papato si comperava e il modo più ovvio di abbandonare la carica era di finire ammazzati – è nell’ordine delle cose che, se non si muore giovani, una parte importante del pontificato sarà gestita nella vecchiaia, e neppure necessariamente in una vecchiaia sana, come mostra proprio il caso del predecessore di Ratzinger, quel Wojtyla che consumò gli ultimi tempi nella lotta vana e resa quasi pubblica contro il morbo di Parkinson, che ha anche importanti conseguenze di ordine mentale.

Ratzinger stava criticando Wojtyla, allora, che non si era dimesso, pur devastato dalla malattia? o predecessori suoi come papa Leone XIII, morto papa felicemente regnante a 93 anni?

insomma: con queste dimissioni Ratzinger lanciò una prima bomba contro l’istituzione del papato a vita: ma senza rendersene conto, si direbbe…

. . .

ma, pur se aveva dichiarato vacante la sede pontificia e detto necessario un nuovo conclave per eleggere il suo successore, Ratzinger nel dimettersi ha ingarbugliato le cose come meglio poteva, smentendo quel che disse allora: anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

infatti, con sottile perfidia, diede le dimissioni con questa formula: dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, ma, per la prima volta nella storia dei pochi pontefici dimissionari, Ratzinger ha voluto assumere il titolo di “papa emerito”, non previsto da nessuna normativa interna della chiesa cattolica; anzi, il Codice di Diritto Canonico, canone 402 afferma: §1: Il Vescovo, la cui rinuncia all’ufficio sia stata accettata, mantiene il titolo di emerito della sua diocesi.

quindi, a rigore, Ratzinger avrebbe dovuto essere definito vescovo emerito di Roma, e non pontefice emerito, ma ha preteso di continuare a vestire la veste bianca da pontefice ed è rimasto in Vaticano: questo genera una pericolosa confusione di ruoli.

illustri studiosi di diritto canonico hanno contestato queste scelte: uno ha detto: «giuridicamente di papa ce n’è soltanto uno; un “papa emerito” non può esistere»; un altro: «colui che cessa dal ministero pontificio non a causa di morte, pur evidentemente rimanendo vescovo, non è più papa, in quanto perde tutta la potestà primaziale, perché essa non gli era venuta dalla consacrazione episcopale».

ma qualcun altro ha notato che Ratzinger non ha rinunciato al munus petrinus (“incarico di successore di Pietro”), ma solo al suo esercizio: dunque è in una specie di posizione sospesa: è ancora papa, ma non attivo.

. . .

questo permette agli ultimi oramai sparuti papaboys dei tempi della sua elezione di sostenere tuttora che il vero papa è lui, fino a che rimane in vita, e che Bergoglio sarebbe soltanto una specie di supplente precario.

se questo non è distruggere le basi stesse del cattolicesimo, proprio mentre ci si presenta come il difensore più ortodosso e tetragono della tradizione!

viva Ratzinger, papa situazionista.

Benedetto-XVI_cartellone-Viaggio-Apostolico-Portogallo


11 risposte a "io tifo per Ratzinger, il distruttore – 13"

  1. Passerà anche Ratzinger…
    come ben sai due galli in un pollaio sono troppi: la saggezza millenaria della Chiesa in casi di impossibilità in genere dava un aiutino, magari con bevande utili.
    I preti non fanno voto di castità; le vocazioni calano e già ora diaconi sposati, anche in Italia, reggono in pratica delle parrocchie.
    E sarà così sempre più, piaccia o no a Ratzinger…
    in quanto al ghanese conosco diversi preti africani ed in genere sono molto ma molto conservatori…

    "Mi piace"

    1. è evidente che la chiesa cattolica non ha scampo e deve decidersi ad accettare il matrimonio dei preti, come la chiesa ortodossa e quelle protestanti.
      ma questo significa semplicemente mettere in discussione la Controriforma e quel folle rigorismo sessuofobico sul quale ha costruito la sua identità negli ultimi quattro secoli.
      vedi anche la questione del divorzio, che era tranquillamente ammesso fino ad allora, anzi in alcuni casi giudicato moralmente consigliabile, fino a che il concilio di Trento non calò una proibizione assoluta e privo di veri fondamenti teologici. salvo qualche giochino di parole del tipo di quelli di cui Ratzinger ha dato qualche esempio qui sopra.

      ma adesso sono arrivati a dire che Ratzinger è autore del libro senza saperlo! questo conferma l’enormità dell’accaduto.

      "Mi piace"

      1. Ieri sera su Rai Tre c’è stata una bellissima puntata di Presa Diretta di Riccardo Iacona sugli attacchi a Papa Francesco dall’interno della Chiesa.
        Tu non hai la televisione ma se hai modo di vederla (magari su Rai Play, ma adesso bisogna registrarsi e poi non vorrei che ti chiedano il canone…) te la consiglio.
        Riguardo alla questione dei preti sposati, a parte che già adesso esistono, il sinodo dell’Amazzonia ha richiesto il diaconato alle donne e l’ordinazione di uomini sposati. Benedetto può dire quel che vuole (il Signore spero lo richiami presto a Lui), ma il Papa è Francesco, e sarà lui a decidere se accogliere la richiesta (che non è universale, ma specifica per quella realtà: ma aprirebbe naturalmente le porte anche agli altri…
        in Germania ad esempio si sta preparando un sinodo che ha tra i punti principali l’atteggiamento verso la sessualità _ non solo dei preti _ e il ruolo delle donne…) .
        Le resistenze saranno fortissime, sicuramente… basti pensare alla Chiesa Americana (parlo dei cattolici, non delle sette protestanti), piena di fuori di testa peggio dei talebani, con una grandissima disponibilità economica…

        "Mi piace"

        1. la cosa assurda è che la caduta di Ratzinger è venuta dall’America, allora obamiana, anche se non direttamente dalla chiesa cattolica americana, e i conservatori sognano di fare altrettanto adesso.
          Ratzinger è sopravvissuto ad Obama quattro anni e ha mollato al momento della sua rielezione.
          vedremo che succede dopo la rielezione di Trump; certo le munizioni per un attacco obiettivamente sono inferiori e gli avversari di Bergoglio, attaccando lui, distruggono se stessi, cioè l’idea che la Chiesa cattolica sia un’istituzione divina e del papa come fonte indiscutibile di verità: in fondo lavorano per una vera democratizzazione della Chiesa, cioè per distruggerla, lasciamoli fare, si lasceranno alle spalle un deserto di macerie.

          quanto a quella trasmissione, vedi fortuna mia: non solo mi risparmio la schiavitù televisiva (e il canone), ma quando passa qualcosa di veramente interessante, non manca mai qualche amico di blog che me lo segnala.
          la trasmissione è facilmente recuperabile qui: http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/page/Page-053c03ed-0ef6-4b0c-9e6f-9801066c32d8.html.
          è bastato dargli la mail e non mi hanno neanche chiesto lo SPID!
          il pistolotto iniziale non mi entusiasma…, né mi piace l’acritica ripetizione della definizione di papa emerito, ma – a parte questo, e vista con attenzione la prima ora e la seconda saltando qua e là – trovo la prima parte fatta effettivamente molto bene; l’immagine arricchisce molto il discorso, anche se indubbiamente condiziona.

          certo, mi rimane un grosso dubbio, alla fine: che senso ha un blog come il mio per chi guarda la tv? non ti chiedo di rispondere, ovviamente.

          "Mi piace"

            1. il blog è un hobby per chi lo scrive, ma potrebbe essere un servizio per chi lo legge. 🙂

              (io mantengo le mie riserve sulla comunicazione audiovisiva, troppo pervasiva: che è un bene, ma anche un male: è molto più difficile difendere il proprio senso critico dalla comunicazione scritta, che ha una minore potenza emotiva; però a volte questa potenza, che alla parola manca, serve).

              "Mi piace"

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.