l’intelligenza infelice. borforismi 355 – 16 giugno 2010

cor-pus-zero

wordpress mercoledì 16 giugno 2010 – 6:21

non mi risulta l’esistenza di studi scientifici sul rapporto fra intelligenza e depressione, ma sono sicuro che vi è una relazione e che un quoziente di intelligenza più alto facilita l’instaurarsi della depressione.

in altre parole, chi capisce di più ha più probabilità di essere scontento e la stupidità rende più probabile una relativa felicità o almeno l’acquietamento nella propria condizione.

chi sa è necessariamente infelice, chi conosce soffre, e chi non sa e non conosce vive beato.

in altre parole ancora, il quoziente di intelligenza misura anche la propensione all’infelicità.

. . .

commenti:

firdis 16 giugno 2010 alle 10:17
solo se non hai ancora scoperto che far finta di essere intelligenti non si puo’, ma di essere stupidi si che si puo’…
buona giornata Bortocal.

bortocal 16 giugno 2010 alle 10:24
come non si può?
conosco stupidi che fanno finta di…

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2 risposte a "l’intelligenza infelice. borforismi 355 – 16 giugno 2010"

  1. Dal 2010 ad oggi magari qualcuno l’ha poi fatta, questa ricerca, vai a sapere.
    A me sembra sia logico: la beata ignoranza si diceva un tempo.
    Sei talmente stolto che non riesci a percepire la tua pochezza.
    Ci sta, come ragionamento.
    Ho la sensazione, tuttavia, che ci siano anche parecchie persone stupide ancorché depresse. Confesso di sentirmene parte, spesso e volentieri.

    "Mi piace"

    1. sicuro, e mi ricordo benissimo che ci scrissi anche un post quando saltò fuori, appunto da una simile ricerca, che esiste una correlazione positiva fra QI e depressione – ma adesso non so come ritrovarlo.

      veramente pensavo addirittura di aggiungere una noticina al vecchio post, per dirlo; ma poi ho deciso di contare su qualche commento intelligente, ed infatti, eccoti qua| 😉

      in ogni caso mi capita di citare abbastanza spesso il caso oramai un poco lontano di un ragazzino dall’intelligenza mostruosa, assolutamente eccezionale, che purtroppo a quattordici anni si suicidò: forse per avere visto troppo chiaro.

      è vero, comunque che l’intelligenza aiuta a deprimersi, per evidenti motivi, ma che la scarsa intelligenza non impedisce per niente di cascarci lo stesso.

      quindi né dobbiamo sentirci stupidi perché siamo felici (quando ci succede), anche se un salutare dubbio è sempre meglio tenerselo vicino, ma neppure possiamo sentirci intelligenti per il semplice fatto che abbiamo il morale a pezzi.

      non sto a smentire la tua ultima frase, altrimenti rischio di dovermi sentire stupido (e felice) anche io, visto che i tuoi racconti mi piacciono molto.

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