un nuovo capitolo tossico nella storia del petrolio – 21

il generale Haftar, che controlla la Cirenaica, annuncia che sospende la produzione di quella parte del paese –  7-800mila barili di petrolio al giorno su circa 1,2 milioni -, per fare pressioni sulla conferenza di Berlino che sta per aprirsi e dovrà decidere anche del suo futuro.

la mossa assomiglia molto a quella del marito che voleva fare un dispetto alla moglie, ma colpisce in modo selettivo, visto che il generale è islamico e forse ha molte mogli:  la maggior parte del greggio libico, dal 70 all’80 per cento, infatti è destinato all’Europa, in particolare a Italia, Germania e Francia; e siamo noi ad essere colpiti di più.

noi italiani, in particolare, dipendiamo dal petrolio libico per il 12% delle nostre importazioni e per il 10% del gas, che ci arriva a Gela tramite un gasdotto: questo Haftar non lo controlla, ma vorrebbe bloccarlo lo stesso.

infatti con l’occasione scopriamo una cosa amena: che i due governi libici contrapposti si fanno una guerra feroce di bombardamenti e morti, ma non hanno smesso finora di collaborare nel vendere gli idrocarburi spartendosi i profitti secondo percentuali ben definite, attraverso la gestione della Banca Centrale libica.

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ma dove dovrà andare a prendere gas e petrolio l’Europa, se il blocco dovesse assurdamente continuare?

la risposta è stranamente semplice: dagli Stati Uniti! 

a metà del mese di dicembre gli Stati Uniti hanno infatti assunto per la prima volta lo status ufficiale di paese esportatore di petrolio, grazie all’estrazione con fracking, devastante per l’ambiente, ma non per le tasche di chi lo produce in questo modo; e forse qualcuno ricorderà la richiesta di Trump all’Europa, qualche mese fa, di comperare il gas americano (più caro), da trasportare liquefatto per nave.

l’Europa fece letteralmente orecchie da mercante, e Trump ottiene il risultato con altri metodi.

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pensate ad un commerciante che tiene alti i prezzi di quel che vende dando fuoco ai negozi della concorrenza, e potrete avere un’immagine chiara della politica americana di questi tempi e forse anche un inedito punto di vista sull’omicidio dell’iraniano Soleimani: ottimo per mantenere alti i prezzi di petrolio e gas (che infatti…).

qui oramai si fa la guerra direttamente ai concorrenti e non più soltanto per tenere sotto controllo i fornitori.

e i metodi non sono diversi da quelli dell’ISIS che in Libia ha occupato alcuni campi petroliferi, solo con armi più rudimentali.

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da quando gli Stati Uniti vendono petrolio oltre che continuare a comperarlo, la storia petrolifera del mondo, questa specie di saga di Harry Potter senza magheggi, ha inaugurato un nuovo capitolo: quello nel quale la guerra diventa un altro modo di vendere, non soltanto di comperare.

del resto, da tempo la guerra è una variante non soltanto della politica, come diceva von Clausewitz, ma dell’economia, e del resto questo è normale, dove la politica è soltanto economia fatta con altri mezzi.

il mondo è il teatro di una guerra di gangster che si sparano fra loro per lo spaccio di quella droga planetaria che sono gli idrocarburi; l’umanità è un gruppo di tossici che si ammazzeranno con questa droga, e non vedo molta speranza che le energie rinnovabili su cui punta l’Europa possano fermare la corsa planetaria al suicidio:

mi pare l’alternativa di chi oppone all’eroina di petrolio e metano la marijuana del solare e dell’eolico, coltivata in terrazza ai raggi del sole.

 


3 risposte a "un nuovo capitolo tossico nella storia del petrolio – 21"

  1. Hai toccato un punto importante negli equilibri scenari mondiali: l’export di gas americano.
    Io lo dico da anni che gli USA stanno lavorando fortemente per venderci (all’europa) il loro gas e quindi staccarci progressivamente dai vari gasdotti che terminano in europa da sud e da est, da quelli russi in primis. Poi il gas sarà commerciato solo per navi gasiere.
    Per gli usa il gas è un di piu, nel senso che è un sottoprodotto del fracking e che comunque loro preferiscono usare petrolio e distillati. Un’auto a metano, per fare un’esempio un po sciocco, è per gli americani una cosa inconcepibile, da terzo mondo, come per noi un fornello a sterco di vacca essiccato.
    Trump sarà anche un ma chi gli organizza il lavoro da dietro è tanto malefico quanto lungimirante. Lavorano su obiettivi pluridecennali di cui pochi si rendono conto.

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