ho avuto un incubo: il troll. – 24

un troll era uscito dal mondo virtuale, dev’essere perché sto leggendo il ciclo di Harry Potter per recuperare i miei ritardi culturali.

era grasso di quella grassezza che è allo stesso tempo ottusità e tracotanza; non me ne vogliano le persone grasse: di solito la ciccia è la base materiale della paciosità, la pinguedine sinonimo di delicatezza; è  la serena esuberanza molle dei budda che ridono e sorridono, in pace con se stessi e poco disposti ad aggredire gli altri.

ma in lui non c’era questo tipo di grasso, ma una carne irsuta, un poco piena di sudore, che non era muscolo, ma era prepotente lo stesso: era volgare, attaccabrighe, ruffiano, e girava con una scorta pagata dai cittadini per offendere e fare del male.

non ce l’aveva direttamente con me, non mi conosce, ma era capace di aggredire con la nutella e qualche mix alcoolico l’intero mio mondo migliore: quello della civiltà, della buona educazione, della solidarietà umana.

. . .

io non credevo ai miei occhi quando arrivata a suonare a un campanello, guidato da una donnina isterica, per dire: mi faccia salire, voglio vedere se Lei spaccia, mi dicono di sì.

voce del popolo, o del popolino, voce di Dio.

o cafone, come ti permetti, perdio, chi ti credi di essere.

a un ragazzino che ti risponde, per giunta minorenne?

un uomo del genere, preso di peso da qualche commediaccia dell’arte, un po’ Balanzone, un po’ Brighella, che pretende di governare?

. . .

mi agitavo nel sonno: non era possibile un sogno del genere; che cosa avevo mangiato di così indigesto?

la gallina più bella del mio pollaio dissanguata dalla faina con un piccolo buco nel collo, non ancora…

perfino come incubo quello spettacolo era troppo.

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. . .

poi ho capito che era inutile che mi agitassi, tirando calci alle lenzuola, come se volessi uscire dal sonno: non potevo svegliarmi.

quello non era un incubo; se volevo sfuggirgli dovevo piuttosto provare ad addormentarmi.

quella era la realtà: e più di metà degli italiani sono pronti a votare per un simile ceffo?

no, io non ci credo, non ci posso credere: ricoveratemi.


12 risposte a "ho avuto un incubo: il troll. – 24"

  1. Lifting shadows off a dream, cantavano i Dream Theater…

    Mi permetto di correggerti su un punto: Salvini, almeno per i dati delle ultime elezioni, gode dell’appoggio di massimo il 25% degli aventi diritto al voto. Che è molto meno del 50% degli italiani.

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    1. sì, lo so , gaber, e l’ho sostenuto per più di un anno anche io, che è un fienomeno mediatico montato.

      ma qui io parlo di quello schieramento di destra, chiaramente maggioritario in Italia oggi, che è comunque disposto a votare lui, o Berlusconi o Al Capone (che poi non fa molta differenza) e Rijna, insomma chiunque, pur di sconfiggere la sinistra.

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        1. sì, concordo pienamente: sconfiggere la sinistra e il misterioso comunismo da tempo defunto è proprio il modo di difendere il loro egoismo individualistico.

          la cosa tragica è che questo egoismo è talmente stupido che, difendendolo, si fanno veramente molto male da soli, ma neppure arrivano a capirlo.

          chi è TROPPO egoista è autolesionista!

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            1. verissimo, ma è l’ampiezza di questa solidarietà che oggi è in questione.
              in passato bastava la solidarietà per la ristretta cerchia dei vicini e simili (“ama il prossimo”, cioè sii solidale con chi ti è vicino), o addirittura la solidarietà si fermava alla cerchia della famiglia, per quanto allargata.
              oggi, via via che il potere della tecnica si estende, ci viene chiesta una solidarietà planetaria, che è il minimo vitale per la specie, mentre la maggior parte degli uomini non è pronta ad una solidarietà così allargata, anzi le famiglie si sono talmente ristrette, quando non sono diventate addirittura mononucleari, che è difficile per molti voler bene ad altri che a se stessi.

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    1. mi pare evidente che lo stanno pompando da due anni in tutti i modi.
      la cosa tragica è che lo sto montando pure io, perfino con un post come questo.
      la grande sperimentazione di massa sui modi più efficaci di governare le menti è iniziata molto prima, da noi quando Craxi fece un decreto d’urgenza per legalizzare le trasmissioni di Berlusconi che allora erano illegali e che erano state bloccate dalla magistratura, ma forse ce ne siamo dimenticati.
      per questo oggi lo santificano.
      per questo oggi la prima mossa minima di autodifesa – anche se insufficiente – è rottamare la tv e mandare la disdetta.

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