bufale da coronavirus – 40

tra i bufalari più insistenti e convinti sul coronavirus, ecco i media vagamente filo-renziani o meglio filo-calendiani (lasciamo che i due galletti si spennino fra loro nello stesso pollaio), tanto più sonori nel segnalare le bufale altrui quanto più spudorati nel diffondere le proprie, con un atteggiamento risibile di arroganza intellettuale.

– chi non lo avesse fatto dia un’occhiata, come premessa, al mio borbottio di qualche minuto fa:
https://corpus15.wordpress.com/2020/01/31/fake-borforismi-5/

a cui aggiungo questa postilla qui: che non conosco bufalari più arroganti e fastidiosi di certi anti-bufale per vocazione, come, ad esempio, i vaccinisti ottusi che neppure capiscono il significato esatto di alcune critiche alla legge vaccinista; ma va be’, viviamo in un mondo dove complottisti ed anticomplottisti sono fatti della stessa pasta, pare…

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ecco il quotidiano online L’inkiesta, degradatosi rapidamente sotto la nuova direzione che ha gettato la maschera, dopo aver cercato di arpionare lettori con una linea più intelligente, ed un suo articolo dal titolo di inquietante stupidità: Il coronavirus arriva in Italia e con esso le bufale (ecco come evitarle).

sì, lo avete capito: siamo nel filone editoriale che chiamerei delle vacanze intelligenti, dove si catturano gli stupidi che vogliono sentirsi più intelligenti degli altri.

allarmismi e notizie false, informazioni inaccurate o totalmente sbagliate, che tendono alla superstizione e che hanno l’effetto di fuorviare le persone, mettendo scompiglio sui possibili rimedi.

bello eh?

. . .

ma forse si riferisce a chi ha raccontato che il virus era nato nel mercato di Wuhan, dove notoriamente si mescolano i genomi di serpenti e pipistrelli, e ha diffuso l’incredibile bufala di un virus che nella realtà si trasmette per via aerea, ma che sarebbe nato invece nel primo essere umano per via alimentare…

e siccome queste notizie sono venute direttamente dalle stesse autorevoli fonti che ora cercano di discreditare ipotesi alternative, a chi non viene in mente la prima regola aurea della disinformazione? che è questa:

se proprio devi dare una notizia che potrebbe farti scoprire perché stai facendo qualcosa di improprio, dalla  in modo da distorcere fin dall’inizio l’attenzione su qualcun altro: perché è la prima impressione emotiva che resta e anche accertamenti razionali successivi non cancelleranno la forza del primo turbamento che resterà dentro chi l’ha ricevuto.

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eccole, come le dà Linkiesta, queste bufale:

1. Un virus creato in laboratorio: la fonte principale di questa notizia falsa, ripresa anche da siti italiani (Virus Cina, il dubbio inquietante: sfuggito da un laboratorio militare?), è il quotidiano super conservatore Washington Times, che cita un esperto di guerra batteriologica. La persona in questione, Dany Shoham, ha prontamente smentito: l’epidemia non è stata generata volontariamente in un laboratorio segreto. E se è vero che a Wuhan esiste un laboratorio specializzato, il Wuhan National Biosafety Laboratory, questo piuttosto si occupa di studiare la prevenzione e il controllo delle malattie infettive emergenti. Nessuna teoria del complotto valida, dunque.

troppo facile e puerile: non basta smentire che il virus sia stato creato in un laboratorio militare e neppure che sia stato diffuso intenzionalmente: questo non cancella niente di uno scenario altro: di una ricerca effettivamente in corso a Wuhan, in un laboratorio che lavora anche per la Bill Gates Foundation, a fin di bene e per preparare vaccini; e che il virus si sia diffuso fuori del laboratorio accidentalmente.

2. l’audio di un italiano che vive in Cina e che sostiene che a Wuhan c’è un laboratorio segreto. L’inkiesta nega che ci sia; ed ha ragione soltanto in questo: che quel laboratorio non è affatto segreto: quindi chi sta diffondendo bufale è L’inkiesta, in questo caso.

3. in quell’audio si dice che attorno a Wuhan sono stati posizionati militari pronti a sparare e L’inkiesta denuncia la bufala; salvo dire subito dopo che effettivamente ci sono posti di blocco delle forze dell’ordine nei pressi delle stazioni e delle vie principali: dove è la bufala, allora? forse che i militari dei posti di blocco sono disarmati?

4. seguono i riferimenti ad altre fake news, effettivamente tali, tra cui non poteva mancare l’idiota col cervello di Nutella che sostiene che i migranti diffondono il coronavirus, quando si tratta invece, semmai, di danarosi turisti cinesi (ma difficile cogliere la differenza, da quelle parti).

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ma come giudicare chi in nome della lotta alle bufale di questo genere mescola le smentite di affermazioni palesemente deliranti assieme a quelle di fatti oggettivi?

certamente da approfondire (perché nessuno ha in questo momento la verità in tasca su come è davvero nata questa epidemia e abbiamo bisogno di tutta la nostra libertà di critica per riuscire a scoprirlo).

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ma in un articolo successivo, dove L’inkiesta se la piglia anche con le bufale dei media russi, capita di trovare questa ulteriore notizia:
“Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti il ​​23 giugno 2015 ha rilasciato agli scienziati del Pirbright Institute (precedentemente Animal Health Institute, Inghilterra) il brevetto n. 10.130.701 per l’invenzione di ‘coronavirus attenuato vivo contenente un gene variante della replicasi codificante polipoteine ​​contenenti una mutazione in una o più proteine ​​non strutturali (nsp) -10, nsp-14, nsp-15 o nsp-16’.
Quindi, i biologi molecolari hanno visto dettagli strutturali simili al 2019-nCoV sull’immagine del microscopio elettronico dell’’invenzione inglese’»

questa notizia è vera oppure no?

perché hai voglia a parlare di bufale, allora.


5 risposte a "bufale da coronavirus – 40"

  1. Ritiro quello che ho scritto su linkiesta. Non lo aprivo da anni e sono rimasto sorpreso: è diventata quasi una testata vera! O me lo sto confondendo con alti siti di news? Comunque sia me lo metto tra i preferiti.

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  2. Linkiesta è per da anni sininimo di bufale o perlomeno di 0 serietà. Cancellato da anni.
    Però devo rimarcare che questo stile assurdo di dare le non notizie (vive a contatto con gli ammalati e si ammala) o smentire quello che non è necessario smentire (il virus non ha origini aliene) o notizie neppure degne di apparire nei titoli (incontra un malato e la reazione è stupefacente) sta contagiando anche testate piu serie. Ieri ho comperato il corriere cartaceo e bene o male si leggeva, ma la versione on line è disgustosa.

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    1. non ne avevo un’impressione così negativa un anno fa quando l’ho scoperta, ed era direttore Cancellato; oggi concordo, almeno per qualche articolo.
      raramente oramai compero giornali all’edicola, vedo solo le versioni online, per comodità, e l’impressione è veramente orrenda.
      chissà perché online preferiscono adeguarsi alle puttanate internettiane anziché offrire un’alternativa (in Italia); i giornali tedeschi online sono molto più seri.

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