la farfalla di Borges nel mio viaggio – bortolindie 13 – 69

adesso sono abbastanza sereno, comunque, nel riflettere su quel che è successo dopo avere finito di chattare su whatsapp con mia figlia, e mi pare l’effetto di una serie di impalpabili scelte sbagliate via via, di piccoli o grandi errori che alla fine si sono sommati a fare una valanga; e questo serva come filosofia globale di vita: siamo così esposti all’errore che mi viene in mente Borges e il suo battito d’ali della farfalla che determina una tempesta tropicale in Amazzonia.

. . .

è passata mezzanotte quando rientro dal giro al supermercato; inizia il giovedì 20 e con lui la mia ultima giornata a Dubai che è anche quella della partenza per lo Sri Lanka, e i tre ragazzi con cui condivido la stanza, un giordano e due indiani, sono sveglissimi: nei giorni scorsi mi hanno fatto fare delle strane considerazioni sulla capacità di dormire della giovinezza e diminuito di molto i miei sensi di svalutazione per me, dato che io mi alzavo alle 11, ora locale, ma loro dormivano ancora della grossa, e senza neppure un jet lag di tre ore come il mio sulle spalle.

Anche l’indiano che ieri sembrava scorbutico, oggi è sorridente ed allegro, e si comincia a parlare, ciascuno di sé, senza neppure bisogno di interviste; il giordano sembra più pensoso, forse il colloquio di lavoro del giorno prima non gli è andato bene come sembrava, ma non ho il coraggio di chiederglielo.

Quanto all’indiano che parla per la prima volta, racconta che lavora in Iraq, e prima ha lavorato in Afghanistan: fa l’autista e lo pagano molto bene, perché rischia la pelle; una volta una bomba gli è caduta molto vicina e per diversi minuti ha avuto le orecchie che gli fischiavano.

Ride nervoso per la morte scampata; il suo sogno è di mettere da parte abbastanza soldi per andare a studiare in Inghilterra: le tasse di iscrizione sono di 22.000 sterline l’anno; e poi emigrerà in Canada, che è un paese molto aperto e dove si vive molto bene (a chi non lo sapesse, ricordo che lì il ministro della difesa un sikh indiano, che gira col turbante; giusto per ricordare che cosa miserabile e rattrappita è diventata l’Italia).

Si comincia a parlare di ragazze, naturalmente, e io li faccio ridere con la storia della tunisina che mi ha agganciato la mattina, mentre i tre confrontano le abitudini dei diversi paesi; io non capisco troppo bene, vuoi per la pronuncia, vuoi ancor di più per il mio inglese molto elementare, ma loro vorrebbero sapere se in Italia è normale che le ragazze facciano l’amore anche prima del matrimonio; io dico che una volta era giudicato molto sconveniente (ricordo ancora da bambino la storia della povera Silvana, figlia di un’amica di mia madre, sedotta da un uomo sposato e rovinata per sempre), anche se la Chiesa lo proibisce ancora, ma sempre con meno convinzione, con buona pace di Ratzinger e di Bergoglio.

Ma a proposito, mi domanda uno dei due indiani, quello grassottello, che è del Kerala, è vero che il Vaticano è uno stato?certo! molto piccolo, però, e con google glielo mostro sulla carta e anche in una veduta dall’alto; ma allora occorre il passaporto per entrare?

Vagli a spiegare bene le particolarità, in inglese: che nella piazza e nella basilica si può entrare, che nei musei entri se paghi il biglietto, e per il resto non può entrare nessuno perché è l’appartamento del papa, a meno che non sei il suo segretario privato, come il fratello di mio nonno, al tempo di papa Sarto, Pio X.

Il più interessato è l’indiano del Kerala, che a questo punto si scopre che è cattolico, come il 40% degli abitanti di quello stato, ma non deve essere stato molto a dottrina, visto che vuole sapere come si elegge il papa; e io mi diverto a raccontare che i cardinali vengono chiusi a chiave finché non ne scelgono uno, ma adesso c’è una situazione strana perché di papi ce ne sono due, perché uno ha dato le dimissioni, ma poi vuole restare un poco papa lo stesso, e dire al successore che cosa deve fare: cose mai viste, aggiungo qui, un papa, campione dei conservatori, che ha devastato la tradizione come peggio non si poteva.

Non ricordo bene come si sia sviluppato il discorso a questo punto: mi hanno chiesto se ero stato in India e quando gli detto delle mie sette volte, elencando gli stati, e della prossima ottava, mi hanno detto ridendo che la conoscevo più di loro.

mi hanno anche chiesto per che squadra tenevo (nessuna) e di che religione ero io e non ho potuto fare a meno di dire che I am atheist, mentre l’altro indiano approvava calorosamente e, incoraggiato forse da me, ha voluto sapere dal giordano se loro credono che il Corano sia caduto dal cielo, già scritto perfettamente.

Lui ha negato, naturalmente, e io gli ho dato ragione: assieme abbiamo spiegato che Dio diceva le sue cose all’Arcangelo Gabriele, che le dettava a Mohammed, che però non sapeva scrivere e dunque le diceva a voce, e dopo che lui è morto chi lo aveva ascoltato si è riunito e ha scritto le sue parole esatte che miracolosamente ricordava; l’indiano ha detto che questo non era possibile, e io ho provato a spiegare la differenza tra il cristianesimo che considera i libri sacri ispirati da Dio, e dunque sacro è il loro significato generale e non la lettera, e dunque serve l’interpretazione, mentre il Corano va letto letteralmente.

Il giordano ha detto che la differenza principale sta nel fatto che il cristianesimo pensa che dio abbia un figlio e l’islam no; ma io ho fatto una bella figura ricordando che il dio dell’islam non ha un figlio, ma ha una cammella, Sura numero 91, Il Sole; e siccome uomini malvagi gliela avevano uccisa, dovevano morire anche loro.

Lui non ci credeva, ma siamo andata a leggerla e ha dovuto arrendersi, ma poi mi ha fatto tradurre da google un commento che diceva che questi versi andavano interpretati ed erano soltanto un modo di dire; allora gli ho risposto: vedi? stai diventando cristiano anche tu…, e ho aggiunto che l’islam è venuto per ultimo, e si è fondato sulla Bibbia ebraica e sul cristianesimo, anche per provare a convertire meglio i loro seguaci, come avevano fatto i cristiani con la religione del Sole, facendo nascere Jeshu nello stesso giorno del loro dio: ma così ha costruito sulla sabbia di vecchie idee sbagliate.

E c’era stato Giordano Bruno, morto bruciato, per avere detto che ci sono infiniti mondi; la Chiesa non accettava l’idea che la Terra gira attorno al Sole, perché nella Bibbia sta scritto il contrario; e l’indiano che lavora in Iraq, purtroppo non ricordo il suo nome, ha insistito chiedendo che cosa dice la Bibbia dei dinosauri…

ma l’altro voleva sapere allora come si poteva spiegare la nascita di Adamo; e quando abbiamo provato a spiegargli la teoria dell’evoluzione, si vede che non ne aveva mai sentito parlare e cadeva dalle nuvole; spettacolo impressionante e rivelatore della penosa arretratezza del sistema scolastico e culturale della Giordania, ma – credo – anche della maggior parte dei paesi islamici di oggi.

e quando ha chiesto come è nato il mondo, allora?, io ho provato a dire che tutti i mondi sono possibili, ma diventano reali soltanto quelli dove si forma il pensiero, perché è il pensiero che rende reale il mondo, e l’indiano dell’Iraq mi ha dato calorosamente ragione.

ma poi abbiamo continuato, su loro richiesta, a parlare delle origini del cristianesimo, ma io risparmio ai miei lettori la ripetizione delle mie tesi che conoscono già, se vogliono; ma la cosa più sconcertante è che a questo punto l’indiano ha detto per conto suo le cose che anche io ho pensato sulla storia come costruzione soltanto verosimile, e non come accertatrice impossibile di una verità assoluta – l’ho scritto nell’abbozzo di un post prima di partire e non l’ho ancora pubblicato qui, lo farò al ritorno; ma lui sembrava che lo avesse perfino già letto, tanto la coincidenza delle idee era impressionante.

alla fine l’indiano mi chiede perfino il link del mio blog e se lo segna sul cellulare: ho acquistato un nuovo lettore!

che serata meravigliosa; è per questi momenti che per me viaggiare per ostelli e viaggiare sono una cosa sola.

faccio fatica ad addormentarmi, perfino, tanto piacevolmente in fermento è la mia mente, ma alle due stacchiamo.

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mi sveglio presto alle sei, nonostante questo, e per prima cosa mi accorgo di non avere il portafoglio nella solita tasca: che sia scivolato fuori durante la notte? ribalto tutto, in tutti i modi: come è possibile, cristo…

mi devo arrendere alla fine, e il primo pensiero che mi viene in mente, purtroppo, è che mi sia stato rubato durante la notte: ma da chi? da uno dei miei compagni di stanza? ma no, e, anche se dormiamo senza chiudere a chiave la porta, chi potrebbe essere entrato a colpire proprio me, e risparmiando invece la Canon molto più appetibile; aggiungo che, per sicurezza, il portafoglio lo tengo in una tasca esterna piccola a mezza gamba del pantalone, assieme al passaporto, e che ci vuole un bello sforzo a tirarlo fuori; e oi il passaporto c’è ancora, almeno lui.

via via che mi rassegno all’idea mi si fa più chiara la disperazione di tutti i documenti italiani persi, dei 1.100 euro residui in contanti e dei 50 appena cambiati in dirham per la giornata, quelli che resteranno li lascerò a mia figlia…

dunque posso averlo perso, ma sono andato solo al mercato, ieri sera…, corro lì, è aperto 24 ore su 24: no, nessun portafoglio; poi mi richiamano: sir, sir; respiro, ma no,  purtroppo non è il mio.

. . .

finalmente qualcuno alla reception dell’ostello, la ragazza africana, disponibilissima, che vuole cercare di nuovo nella camera; escludo tassativamente i sospetti sui compagni di camera, l’indiano dell’Iraq a questo punto si è svegliato…: non è stata la tunisina, per caso?ma no, ce l’avevo ancora ierisera quando sono uscito per mangiare…

con lei andiamo di nuovo insieme al supermarket, ma si rifiutano di controllare le riprese fatte con la videocamera oppure non ce l’hanno, non mi è chiaro; io ho già controllato anche i cestini dei rifiuti della zona dove mi sono seduto a mangiare, ma sono già stati svuotati e se era finito lì dentro oramai addio.

mi diventa sempre più chiaro che al supermercato ho tolto il portafoglio della tasca di sicurezza, e poi non l’ho usato, avendo pagato con i dirham in moneta…; istintivamente l’ho rimesso nella maledetta tasca normale, visto che ero a 200 metri da casa; o, peggio, nel sacchettino di cibo e bevande comprato; in questo scenario preoccupante di demenza senile sono stato io a buttarlo nel cestino, e in effetti mi era sembrato un po’ pesante il sacchetto, ma non avevo pensato a controllare come mai; nell’ipotesi più ovvia e naturale era scivolato fuori dalla tasca quando mi ero seduto a mangiare sulla panchina per godermi il fresco e non portare il cibo in camera.

la ragazza della reception del resto fa visionare le riprese all’ingresso del palazzo e dopo poco rientra col custode a farmele vedere: ecco io che esco a mezzanotte con la tasca del pantalone rigonfia, e che rientro un’ora dopo, con la tasca vuota…

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che catastrofe: whatsapp a mia figlia ad Abu Dhabi, che questa volta è pronta e rispondere, e non senza commenti taglienti, ma insomma manda alla reception via banca dei soldi, che loro mi rigirano in contanti per arrivare almeno a Dubai; e qui respiro un poco.

devo tornare a casa, dice, ma prima andare dalla polizia a fare denuncia; giusto, per l’assicurazione…

un taxi per andare alla stazione più vicina, sperduta nel niente, e un taxi poi per andare alla fermata dell’autobus per Abu Dhabi, senza avere concluso niente.

la stazione è moderna ed asettica, si fa la fila per arrivare allo sportello informazioni e da lì mi mandano all’ufficio smarrimenti; un poliziotto scocciato mi spiega che loro accettano solo denunce di smarrimenti di documenti, non si occupano del resto; e, per i documenti persi, devo dare il numero, meglio una foto sul cellulare, e per ogni documento da denunciare si devono pagare quasi 50 euro.

dovevo forse andare all’ufficio furti? ma onestamente come posso qualificare come furto la mia dabbenaggine? rinuncio, mi sento terribilmente in colpa…

. . .

quei contanti eccessivi mi servivano per indicare visivamente, quasi, il limite del mio budget residuo per il viaggio, da sommare alle spese per biglietti aerei e visti; è chiaro che a questo punto il budget originario  è  esaurito, ma tornare a casa, no.

ecco i battiti d’ali della farfalla che hanno determinato una tempesta tropicale su mio budget:

  1. non avere ritrovato dopo il trasloco degli ultimi mesi il trolley già pronto per il viaggio successivo con dentro la tasca ascellare nella quale tengo sempre i miei soldi in ogni viaggio
  2. essermi portato via troppi soldi in contanti, come se andassi in Giappone, dove i gli sportelli ATM non accettano le nostre tessere bancomat, allo scopo di tornare a casa a soldi visibilmente finiti (che idiozia!)
  3. non avere separato in portafogli distinti la tessera bancomat e le diverse carte di credito, come buona regola nei viaggi
  4. avere steso sul balcone i miei pantaloni da viaggio con tasche adeguate ed essermeli fatti portare via dal vento
  5. non avere notato che i nuovi pantaloni regalati dalla figlia avevano taschine piccole da cui ogni cosa cade fuori continuamente, perfino le monete quando mi sedevo sul metrò
  6. essermi agitato troppo per le difficoltà di telefonare a mia figlia e quindi avere perso lucidità anche dopo
  7. non avere rimesso con cura il portafoglio nella tasca giusta quando lo avevo tirato fuori al supermercato
  8. essermi seduto a mangiare di notte su una panchina all’aperto, per il piacere del fresco (relativo) invece che salire in camera, per non disturbare…
  9. essermi entusiasmato per la discussione nella camera dell’ostello ed essermi addormentato senza accorgermi subito che il portafoglio non l’avevo più: forse, se me ne fossi accorto la notte stessa, sarei ancora riuscito a ritrovarlo.

ma la peggiore di tutte, fuori catalogo: viaggiare, come sempre ho fatto, con la testa nelle nuvole e una grande sicumera: e che regolarmente questa venga smentita dagli incidenti più vari, non cambia il mio modo di viaggiare, perché dovrebbe cambiarmi la testa.

eppure alla fine la farfalla di Borges a me fa solo il solletico…

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ho qualche oretta alla stazione dei bus di Abu Dhabi per riprendere a scrivere, e quindi a razionalizzare; la scrittura è terapeutica, notoriamente: incredibilmente passo il tempo perfino piacevolmente..

e in fondo sono soltanto soldi, mi dico, e non è l’unico modo di perderne, vedi, per non andar lontano, il visto per l’India oppure la TIM, che ha trasformato il mio cellulare in una bomba a mano finanziaria che mi porto dietro.   

rinuncio mentalmente all’India, ma non allo Sri Lanka; ho chiesto a mia figlia che mi porti 700 euro: un extra straordinario fuori budget, vedrò di cavarmela lo stesso con i pagamenti futuri per la casa.

. . .

la figlia arriva, con un ritardo di un quarto d’ora, che mi ributta nel panico, e ha la serenità di una biscia a cui si è pestata la coda, mi dice di non avere potuto ritirare più di 300 euro, che però poi alla fine dei cambi si riveleranno pari a 250, e poi non mi parla per tutto il viaggio per l’aeroporto, che del resto sta facendo non solo per me, ma perché alle nove arriva una sua amica auto-invitata dall’Italia…

ma si fa aspettare un bel po’ dopo che ho fatto il check-in e quando ritorna mi dice che ha sentito i fratelli e che tutti pensano che io debba tornare in Italia, che sono in pericolo, che non posso affrontare un viaggio senza carta di credito; starò nel budget, dico io, e c’è il money transfer, dico io; ma non è immediato, dice lei: come te la cavi se ti succede qualcosa?

non che abbia totalmente torto, ma io veramente, per non farmi mancare niente, mi sono portato via anche la chiavetta per l’internet banking (e non l’ho ancora persa…) e quindi non sono totalmente sprovvisto di risorse, anche nel caso venissi derubato…

né lei convince me né io convinco lei…: devi fare subito un biglietto per l’Italia, costa 400 euro, come un biglietto di ritorno dallo Sri Lanka; ottima ragione allora per farlo fra qualche giorno dallo Sri Lanka, visto che ci sono tre o quattro ore di volo in più.

mi dice allora che me lo farà fra tre giorni: non se ne parla nemmeno, figurarsi, io voglio andare sul picco di Adamo!non sei neppure attrezzato! e non puoi coinvolgere tutti nelle tue scelte avventate – e qui la discussione prenderebbe il largo, fortuna che è già il momento dell’imbarco.

ci lasciamo ai ferri corti, ma sento bene che questo è soltanto affetto e il mio bacio di saluto è sincero.

. . .

smart

l’indomani, quando mando la prima foto dall’ostello di Negombo, sette km dall’aeroporto di Colombo, trovato dal tassista con enorme difficoltà, del resto, si scatena una gara fra i tre figli e una soluzione si trova, e tutto si rilassa miracolosamente: Marta farà una carta di credito a suo nome, che potrò usare anche io, e me la manderà via corriere.

che bello, così ho anche l’alibi di restarmene qui ad oziare qualche giorno, in questo paesaggio tropicale e in questa estate umida…

. . .

l’ostello è sopra un ristorante gestito da anni da un bergamasco della Val Seriana, quando entro c’è il TG1 acceso, che parla di peste…; si è trasferito qui per amore, prima lavorava per una azienda di costruzioni, poi ha conosciuto lei – davvero gran bella donna e, si direbbe, piuttosto dolce di carattere.

l’ostello è povero e spartano, ma nella camerata a quattro letti ci sarò solo io; Johann, che lo gestisce è un ragazzo simpatico e disponibile (non potrebbe fare questo lavoro, se non lo fosse).

intanto una mossa sbagliata e mi cade fuori dallo zaino il netbook che ho riposto male, dopo averlo dovuto usare per leggere l’indirizzo al tassista: ecco un pezzo della tastiera che scivola fuori.

ma questa è già un’altra puntata…

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nuvola di Fantozzi, suggerisce un’amica di blog: troppo imbranato per viaggiare? suggerisco io…

ma intanto mi sono quasi riportato in pari con i resoconti..

 

 

 

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20 risposte a "la farfalla di Borges nel mio viaggio – bortolindie 13 – 69"

  1. Ah ah, ma pensa te se uno deve imbarcarsi in una lezione di religione a Dubai! Il portafoglio per me te l’hanno fregato, ma ormai è fatta e per fortuna i tuoi figli ti assistono da lontano… Navigazione in solitaria ma con appoggio, comunque sempre a rischio… non ricordo più perché Tim ti ha fregato i soldi dopo che avevi fatto l’abbonamento per l’estero: non era stato attivato? Mi interessa perché se dovesse capitarmi so come regolarmi… sul virus la situazione è in progress quindi ne parleremo ancora. Mi rifiuto di credere che siamo gli ultimi pirla del pianeta e quasi spero che quelli che fanno i saputoni si ritrovino impestati a loro volta…

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    1. spero che l’ultima maledizione non riguardi anche me… 😉

      no, no la registrazione della videocamera all’ingresso del palazzo non lasciava dubbi: uscito col portafoglio nella tasca bassa dei pantaloni e rientrato senza; la cosa assurda è che negli ostelli, per sicurezza, dormo vestito e con i soldi addosso e la notte prima il portafoglio mi dava parecchio fastidio (tanto era gonfio), mentre la notte successiva mi sono addormentato beato come un angioletto senza notare che non mi premeva da nessuna parte.

      venendo a quel che più interessa, TIM: prima di partire sono andato al negozio per chiedere istruzioni e mi hanno avvisato di disattivare il roaming, perché mi sarebbe costato una cifra, e di usare internet solo con wi-fi. cosa che ho fatto subito, ovviamente.
      quando mi sono accorto dei 140 euro di conto (ne avevo caricati solo 10 e non avevo attivato ancora le chiamate internazionali, visto che in Grecia non ce n’era bisogno), mia figlia mi ha controllato il telefono e ha visto che il roaming era stato attivato: ovviamente non ero stato io; lo abbiamo staccato ancora, ma il giorno dopo risultava di nuovo attivato; il mio sospetto è che, se per caso provi ad usare internet senza essere collegato al wi-fi,se non correggi qualche altra impostazione interna, il roaming scatti automaticamente; ma di questo non sono sicuro; la cosa tragica e certa è invece che la TIM non ti avvisa quando superi il limite dei soldi che hai caricato.
      meriterebbe una causa la cosa, e non è detto che non pensi a farla, al ritorno, appoggiandomi a qualche associazione…

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    1. eh,tu che mi segui da un po’ lo sai. certo che questa volta ho battuto ogni record.

      non posso farti domande troppo personali sul timo qui, ma mi hai incuriosito; magari privatamente…, ma so che la mia domanda è indiscreta.

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        1. un errore medico? incredibile.

          comunque pare che dopo i vent’anni diventi praticamente inutile, mi pare (correggimi se sbaglio): nel senso che noi magari ce l’abbiamo ancora, ma dovrebbe essere oramai totalmente inattivo.

          comincio a pensare che tu abbia passato delle belle vicissitudini nella tua vita…

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  2. non so se l’Italia è un posto più sicuro in questo momento. Alcune banche in Italia permettono di fare prelievi autorizzando prelievi dall’app del cellulare, oppure cosa più utile ma non so se ce l’hai attiva puoi mandarti soldi con western union da banca online o dall’app sul cellulare con addebito sul conto corrente.

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      1. ah… per le chiamate ti conviene usare skype attivando un abbonamento mensile di 14 euro ( lo disattivi quando vuoi) per chiamare qualunque numero di telefono nel mondo dall’app skype sul telefono o dal PC. Puoi anche provare con Viber, comprando dei pacchetti minuti.
        Per la batteria del telefono se trovi da qualche parte POWERBANK da 10000 o 20000 mAh. Non oltre che poi non puoi portarla sull’aereo.
        Consigli per il blogger viaggiatore sperduto nel mondo 😀

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        1. pare che i commenti di risposta non partano…

          grazie dei consigli (quando saprai la risposta?)

          ti dicevo che il problema principale, a volerlo considerare tale, è che – dopo il salasso TIM – mi collego a internet esclusivamente quando ho disponibile un wi-fi gratuito, come all’hostel.

          il che, a ben vedere, è perfino un vantaggio, considerando che mi riabitua a lunghe ore senza internet…

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          1. la risposta all’interview? Immagino la prossima settimana, però ho qualche dubbio. Ma soprattutto perché ora provengo dalla Wuhan Italiana quindi altri candidati saranno meno problematici.
            Sinceramente penso di prendermi la prima settimana di Marzo di ferie. Poi voglio vedere come va qua perché l’impressione è che la situazione sia fuori controllo. Mettono le tende fuori dagli ospedali. L’Amuchina è sparita completamente dai supermercati e su internet te la vendono a prezzi stratosferici. Per fortuna ho preso quella decina di mascherine prima perché ora te ne vendono una a 20 euro. Roba da arresto immediato. Ah dimenticavo… qua l’arresto è inutile tanto il giorno dopo sono liberi. Quindi si… c’è speranza ma credo che anche in caso contrario farò i bagagli. Per aprile l’Italia supererà la Cina come casi.

            Tim è il massimo simbolo dell’Italia. Mi hanno fregato 50 euro perché non ho aspettato l’sms di attivazione mentre tutti gli operatori del mondo attivavano il servizio una volta pagato. Qualunque cosa per fregare il prossimo.

            Vero che qualche volta internet è inutile. Mette più confusione che chiarirti le idee. Skype e Viber Out sono servizi Voip con cui chiamare i cellulari e fissi ma devj avere internet. Quindi potrai chiamare solo dai posti con Wifi.

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            1. la prima cosa che farò, tornato in Italia (sempre che mi lascino entrare…), sarà di cambiare ad ogni costo operatore telefonico: il fatto che la telefonia sia stata privatizzata e che la nostra principale compagnia sia palesemente un’organizzazione per fregare i clienti è intollerabile; c’è qualche forza politica che propone la nazionalizzazione delle compagnie telefoniche? internet e telefonia sono servizi pubblici fondamentali nel mondo di oggi e che siano gestiti nella logica del profitto è intollerabile.

              sull’epidemia, ci stanno prendendo in giro, raccontando di un caso zero chiaramente inesistente, per dare la colpa alla Cina, ma non funziona.

              hai sentito quella donna primario che dice che l’epidemia è sopravvalutata? e fa il primario!

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              1. ma che il contagio possa essere partito da qualche cinese incolpevole non è da escludere. Giusto oggi ne hanno trovato 3 a Cuneo tornati dalla Cina il 19 feb e non controllati da nessuno alla faccia dei massimi controlli. Ma Mattarella non può prendere il potere facendo decadere tutti questi stronzi che agitano solo promesse e straordinari interventi anche ora che la situazione sta precipitando?

                Quella donna primario la dovrebbero mandare in prima linea. Voglio dire, se non è più pericolosa dell’influenza non c’è nulla da temere, giusto?

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                1. Mattarella? dimentichi da chi è stato eletto e perché.

                  il fatto è che il virus istantaneamente si sia presentato in molti luoghi diversi e che il presunto paziente uno sia un esempio di caccia all’untore fallita, visto che non ha né malattia né virus e quindi l’unico caso zero che mi viene in mente è la nostra solita approssimazione; forse il virus gira anche da noi da un po’ e dicevamo di essere indenni semplicemente perché non lo cercavamo, come succede in Africa… e abbiamo dovuto aspettare l’evidenza che ne morisse qualcuno per accorgerci che oramai ne siamo pieni.

                  hai sentito di quella famiglia in quarantena che ha deciso di andarsene al sud? in Cina non l’avrebbero passata liscia; da noi tutto è lecito al singolo, ed è facile previsione che diventeremo rapidamente i leader mondiali della malattia.

                  ma non diciamo queste cose, se no siamo disfattisti…

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                  1. si ho sentito, penso che l’abbiano fatto in tanti. Un po’ come in Cina, quando sono scappati tanti da Wuhan. Ma poi ormai gli Italiani vengono trattati come Cinesi in Europa e persino tra le sue stesse regioni.

                    Quello che trovo interessante è invece un caso a Torino. Genitori positivi e figlia prima positiva poi negativa. Sembra negativa. È una mia impressione o questo virus evita leggermente i bambini?

                    Sembra un virus fatto per abbassare la popolazione lentamente. Sempre più probabile che sia volontario. Non so Bill cosa potrebbe dirci.

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                    1. si vede che il virus vuole evitare le accuse di pedofilia…

                      scherzi a parte, è possibile che nei bambini ci siano delle risorse che negli adulti sono venute meno: occorrerebbe concentrarsi sul timo, una ghiandola che perde funzionalità nell’età adulta…

                      assolutamente non mi faccio prendere, sino a prova contraria, da un complottismo infondato; l’esperienza mi dice che quasi sempre sono voci messe in giro da chi deve nascondere delle responsabilità vere (esempio tipico chi diceva che le torre gemelle erano state minate dai servizi segreti americani, per nascondere che l’attentato era stato organizzato col supporto decisivi dei servizi segreti dell’Arabia Saudita).

                      la mia convinzione resta sempre che nel laboratorio di Wuhan stessero facendo delle ricerche sul coronavirus a fin di bene e su input anche del grande filantropo arrogante e stupido Bill Gates – anzi, fino a qui, questo è assolutamente certo; ho letto ieri una smentita veramente deprimente per il livello di incoerenza logica di non so quale nostro luminare; ma questo appartiene al quadro deprimente della condizione della scienza in Italia, o almeno della scienza che finisce sui media.

                      a questo punto,l’idea che ci sia stata una fuga casuale dal laboratorio è soltanto un’ipotesi, ma molto ragionevole, a parere mio.
                      tra gli indizi metti pure la straordinaria solidarietà ai cinesi dimostrata da Trump e la rinuncia ad usare il tema per la sua propaganda razzista: forse sa bene che, se tira troppo la corda, i cinesi potrebbero essere costretti a tirare fuori la verità.
                      ma, ripeto, questa seconda parte è ipotetica e vorrebbe collocarsi tra il complottismo balordo e la creduloneria ostinata e cieca alle menzogne del sistema.
                      non so se il tempo ci darà qualche elemento in più, oppure se dovremo considerare tutto una cieca fatalità e rivolgerci a Padre Pio.

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  3. Hai anche la rara dote di recuperare velocemente lucidità tanto da arrivare a scrivere delle tue disgrazie. O forse scrivere ti è molto piu terapeutico piu di quanto non lo sia a noi comuni cittadini.
    Grazie comunque del racconto.

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    1. veramente non ti ho mai considerato un comune cittadino (se non altro, perché mi leggi e commenti con rara puntualità delle osservazioni…).

      dopotutto l’anno scorso mi si ruppe il cambio dell’auto e ci rimisi lo stesso una cifra simile; direi che quella fu una disgrazia più grande, perché questa almeno avviene dentro un viaggio denso di esperienze (e anche questa lo è); capisco che molti considererebbero soldi buttati questi e non quelli, ma per me è quasi il contrario…

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