che sballo a Chilaw – bortolindie 16 – 77

vediamo se riesco a portarmi in pari con le mie cronache di viaggio, approfittando del fatto che lunedì non ho fatto proprio niente:

ho sistemato le foto, salvandole, a ieri sia sul pc sia su una scheda, in modo che almeno in uno dei due luoghi possano salvarsi (se vanno indenni dai virus umani), mi sono occupato del blog, sono uscito al pomeriggio per andare alla lavanderia a ritirare la biancheria lavata: ci sono molti singalesi in Italia, si direbbe: quasi non ne trovo uno, almeno della classe media che non abbia un parente fra no; la signora che mi ha lavato tre chili di panni e anche accorciato un paio di pantaloni, quelli dalle tasche troppo corte…, per un euro e mezzo!, vive in una villettina graziosa in un vicolino, ha un figlio a Napoli e chiama la nipotina che mi saluta in italiano: ricchezza nostra nel mondo gli immigrati.

la lavanderia è a un chilometro circa da qui, lungo la strada principale che corre a monte della spiaggia, in questa specie di Rimini dello Sri Lanka che è Negombo, e ha 150mila abitanti che vivono di turismo, ma non si capisce dove sono: può esistere un paesone di 15mila abitanti? sì, ma Negombo è un paesone e ne ha dieci volte tanti.

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ah, notizia curiosa: cerco invano di andare a mangiare il pesce in un ristorante che ho adocchiato fin dal primo giorno; non ci riesco, ma intanto che sono seduto ad aspettare il cameriere che mi dica che alle due e mezza la cucina è chiusa, di colpo riconosco l’ di fronte l’hotel in cui alloggiavo nel 2004 e, presumibilmente, anche se non me lo ricordo, anche nel 2005, considerando quanto sono abitudinario: è dal primo giorno che lo cercavo senza trovarlo, ma mi ha guidato il sesto senso.

smart

sempre che il tempo non scorra al contrario, naturalmente, e io non abbia deciso ieri che quello sarebbe stato l’hotel dove andare, con quindici anni di meno, nel futuro 2004.

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la mattina chiacchiere con un giovane compagno di stanza, un massiccio tedesco, che passa il tempo a telefonare in inglese, arrabbiato quel tanto che può esserlo un tedesco: ha preso a noleggio un’auto, nella notte un sasso l’ha colpito saltando su dal fondo stradale, il danno a Dambulla gli era stato diagnosticato in 350 euro, ma portata la macchina qui il conto gli è salito a 1.200, di cui, in base al contratto, deve pagare la metà lui, non avendo colpa alcuna; lo consolo raccontandogli del mio wallet, o portafoglio (parola inglese che ho imparato in questo viaggio), e questo lo consola un po’.

poi esce per andare in palestra, al pomeriggio, e io mi rendo conto che questa specie di armadio vivente studia per diventare un culturista, e ho una illuminazione, considerando quanto è un tipo timido e scontroso: che i culturisti come lui, in realtà, sono messi in imbarazzo dal loro corpo e ne cercano un altro,che sia come una maschera che nasconde la versione originaria.

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quando, finalmente, mi decido di levare le ancore, è troppo tardi per il progetto originario di un giro in barca nella laguna di Negombo: il pranzo locale fatto alle due e mezza mi ha dato un abbiocco di due ore, senza nemmeno porre fine agli incendi gastrici e intestinali; salto addirittura la cena, mi limito a comperarmi una bottiglia di succo di mango, il diabete tollererà.

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al buio sulla spiaggia: non si sa dove sedersi ad ascoltare le onde oscure, pieno di innamorati dappertutto.

ma almeno al buio è risparmiata l’esperienza diurna di sentir dire Hello, come consueto da queste parti,e di girarsi per l’abitudine cortese a rispondere anche agli eventuali scocciatori; ma scoprire che oggi tutto lo dicono al cellulare e non a te.

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poi la solita battaglia con internet per capire gli orari de treni per Chilaw, una cittadina a una cinquantina di km a nord, dove andrò domattina; almeno a stabilire l’orario di partenza riesco, però: sveglia alle 6:30 per il treno alle 7:15; quelli del ritorno li vedrò in stazione…

esatto! tutto funziona; inoltre ho avuto una pensata che mi domando come non ho avuto prima: ho scritto sul pc e poi fotografato col cellulare tutto quello che mi serve: ecco d’ora in poi come costruirmi la mia guida online

ho anche il tempo per una colazione rapida, aspettando che il treno arrivi, ma parto poco motivato: google spara in primo piano una recensione di viaggio molto critica, che dice che la cittadina non ha niente di interessante e che la cosa più bella è stata il viaggio per arrivarci…

viaggio che a me invece dice poco: per una cinquantina di km e un’ora di treno (30 centesimi di euro il biglietto) è giungla alternata a palme e a qualche radura, a fiumi che passano veloci su ponti di ferro, o a lagune, ma spessissimo piena di case, casette, capanne, sparsi come enormi funghi saprofiti sotto il fogliame fitto che protegge dalla calura, ma ospita qua e là qualche pollo o perfino qualche mucca: potrebbe ricordare il Kerala, l’India meridionale occidentale, di cui del resto questo versante dello Sri Lanka è quasi la continuazione,con una storia simile di dominio coloniale prima portoghese, poi olandese, e infine inglese; ma è un po’ meno umido, o forse lo sto vedendo nella stagione asciutta.

però da altre voci su internet so che non solo Chilaw era collegata un secolo fa alle azioni di Gandhi, che la  visitò anche, ma che, a qualche chilometro, c’è il Munneswaram Temple, e sembrerebbe interessante; con un tuc tuc mi faccio portare lì: la foto sulla voce di wikipedia non è entusiasmante, ma la mia sì, non si discute nemmeno.

smart

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continuo domattina (forse), qui si è fatto tardi; ma sappiate che il meglio deve ancora venire…

 

 


11 risposte a "che sballo a Chilaw – bortolindie 16 – 77"

  1. “In India, il ministero della Salute ha annunciato la possibilità di mettere in quarantena di 14 giorni i passeggeri in arrivo dall’Italia o che abbiano visitato l’Italia dal 10 febbraio scorso”

    news letta ora sull’ansa, spero che ti facciano entrare senza quarantena visto che non provieni direttamente dall’Italia.

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    1. nell’ostello dove sto a Negombo è appena arrivato un indiano di Mumbai e ho chiesto anche a lui: mi ha consigliato di telefonare all’Ambasciata Italiana, per verificare.

      grazie del suggerimento, rischiavo di partire alla cieca, e ho già avuto una volta una pessima prova dell’ottusità della burocrazia indiana.

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    2. naturalmente il comunicato sul sito dell’Ambasciata è lo stesso che hai letto tu: scritto in italianese…:
      Il 26 febbraio le autorita’ indiane hanno annunciato che i passeggeri in arrivo dall’Italia o che abbiano visitato l’Italia a partire dal 10 febbraio scorso potrebbero essere sottoposti a quarantena di 14 giorni al loro arrivo in India.

      potrebbero? che cosa significa? e per quello che conosco dell’India, di sicuro loro non hanno scritto potrebbero.

      la nostra confusione, male nazionale, nasce dal linguaggio, sempre allusivo e mafioso.

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        1. ma la notizia data dal Times of India (ottimo quotidiano, peraltro, di livello certamente superiore ai nostri) è molto più precisa di quella dell’Ambasciata Italiana e cita testualmente le disposizioni del governo indiano: precisa infatti che tutti coloro che sono partiti dall’Italia dopo il 10 febbraio (io sono partito l’11, vedi caso) saranno sottoposti allo screening ed eventualmente messi in quarantena; dal contesto della notizia data in questo modo si capisce bene che la quarantena riguarderà soltanto i casi che presentino qualche sintomo.
          tuttavia l’aria condizionata un po’ di tossettina me la dà, maledizione, e in ogni caso credo che sarà meglio non rischiare; inoltre aggiungi che non ho più i biglietti aerei precedenti, ma tanto non servirebbe a nulla.

          ehi, grazie dell’attenzione! mi sento ben protetto… 🙂

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          1. Scusa, ma la quarantena nella finestra di potenziale incubazione(14gg) secondo logica dovrebbe servire agli asintimatici, a chi non presenta nessun segno o sintomo di malattia. sbagli?
            Se ti presentassi all’aeroporto con la febbre, non ti metterei in quarantena, ma ti farei direttamente il test con tampone per vedere se è influenza stagionale o Covid-19. Se è Covid-19 ti metterei in isolamento fino a completa guarigione, se è influenza/raffreddore ti lascerei andare.
            Ma tenere in quarantena tutti quelli con la febbre, e lasciare liberi tutti gli altri, non è che abbia tanto senso!

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        1. no, secondo me è chiaro: le disposizioni riguardano tutti coloro che arrivano dall’Italia; sarebbe troppo difficile per i funzionari indiani riconoscere quali sono le zone a rischio e quali quelle per ora esenti, e dunque ci si rifà al passaporto, e basta.

          e, come dicevo anche nell’altro commento, risulta chiaro che tutti coloro che sono passati dall’Italia dopo il 10 febbraio sono sottoposti a screening e che allo screening potrebbe seguire la quarantena, sulla base dei risultati; l’unica cosa che non risulta chiara è come verrà fatto lo screening, se con tampone o con criteri più empirici.

          tuttavia vedo che anche gli indiani protestano per la scarsa chiarezza: per esempio, This MAYBE statement is confusing. Will all travellers go under quarantine for 14 days or only who have related symptoms. And when exactly this gonna start in India. As far as I know currently only screening is happening at Indian airports-In ROK perspective.

          è un sistema ben diverso da quello applicato dall’Italia, cioè divieto assoluto di voli diretti dal paese infetto, e poi mettiamoci il cuore in pace; ed è applicato non solo agli italiani, ma a tutti coloro che sono passati per l’Italia, indiani inclusi.

          naturalmente anche questo sistema avrà i suoi punti deboli, in particolare sui modi dello screening, non esiste sistema perfetto; però è migliore del nostro – e anche io diedi qualche valutazione non troppo bene a fuoco, a suo tempo.

          l’India peraltro, per ora, è praticamente indenne dal virus, incrociamo le dita per lei…

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