Lombardia: quando il coronavirus diventa uno spasso – 78

la responsabilità delle misure interne contro il virus è delle Regioni, dalla riforma costituzionale del 2001, nella nostra Costituzione – in questo da allora demenziale.

i leghisti che governano la Lombardia impestata, dicendo che tanto il virus è poco più che un’influenza, attaccano la Toscana, che praticamente non ha casi, anche se ha la comunità cinese più importante d’Italia.

della serie: accuso un altro,faccio cagnara, per confondere meglio.

. . .

li accusano di non avere controllato i cinesi, mentre in Toscana hanno concentrato i controlli su tutti i casi sospetti: più efficace.

in Lombardia, invece, hanno diffuso il virus contenti, da razzisti, che fossero bloccati i cinesi che rientravano dalla Cina e obbedivano al decreto, e non controllando gli italiani che facevano lo stesso, aggirando certamente il divieto dei voli diretti, facendo scalo altrove.

e adesso i leghisti devono fare cagnara, per nascondere le loro responsabilità in una regione colpita dalla loro incapacità.

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6 risposte a "Lombardia: quando il coronavirus diventa uno spasso – 78"

  1. “non controllando gli italiani che facevano lo stesso, aggirando certamente il divieto dei voli diretti, facendo scalo altrove.”

    Perchè, i cinesi no? i cinesi non possono usare gli scali, come tutti?
    Poi la regione con piú residenti cinesi è la Lombardia, la Toscana è seconda.
    Credo che il razzismo non c’entri granchè, mentre sicuramente hai ragione per quanto riguarda molti ospedali(in tutta italia, non solo in Lombardia)che non rispettano le minime norme igieniche per prevenire un’epidemia. Ieri ho accompagnato mia madre a fare degli esami, e gli infermieri non indossavano guanti nè mascherine!
    Nel reparto malattie infettive spero che abbiano tutte le protezioni necessarie, ma dovrebbero averle in tutti i reparti, specie quando c’è un rischio pandemia.
    Altro punto debole del sistema sanitario italiano sono i pronto soccorsi, sempre pieni di codici bianchi e verdi, cioè pazienti che non avrebbero bisogno, ma ci vanno lo stesso per carenza dei medici di base(e anche per ignoranza). Le sale d’aspetto sono una pacchia per i virus!
    Con i mezzi di oggi, le visite non urgenti(sia dai medici di base che in ospedale)si potrebbero gestire benissimo con prenotazioni via internet e app su smartphone, senza sale d’aspetto.

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    1. certo che anche i cinesi di sicuro hanno usato scali intermedi per aggirare il divieto di voli diretti: per questo la misura andava combinata con altre forme di controllo.

      comunque è anche vero che probabilmente era già tardi: rimane da spiegare – razzismo e leghismo a parte – come mai la Lombardia è infetta e la Toscana no; e come mai la Lombardia infetta cerca di mettere sotto accusa la Toscana indenne.

      io credo che le mentalità locali e i modi di comportarsi abbiano qualche peso, e senza volerla voltare in politica per forza, penso che i cinesi, come i tedeschi, siano più portati a rispettare le disposizioni che ricevono, in poche parole che appartengano a culture dove la disciplina è un valore. gli italiani certamente no: forse siamo il popolo più indisciplinato della Terra e rischiamo di pagarlo caro…

      tutto quel che dici, in esperienza diretta sonante, sui comportamenti sanitari lo conferma.

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  2. Ma nemmeno le altre regioni hanno controllato gli italiani che non arrivavano direttamente da quelle zone… forse in Lombardia (non per difendere i leghisti, eh) c’è più gente che ha rapporti di affari e non solo con la Cina… I controlli forse sarebbero dovuti essere più incisivi negli aeroporti, ma non so se quelli dipendono dalle regioni, le indicazioni avrebbero dovuto essere nazionali e in questo la frammentazione delle competenze (per me le regioni andrebbero abolite punto e basta) non ha forse aiutato. Sono stati commessi errori anche a livello basso: ieri Fontana si è arrabbiato (ha fatto finta di) perché Conte ha detto una cosa sacrosanta, ovvero che l’ospedale di Codogno non ha rispettato i protocolli. L’ospedale vuol dire i medici e gli infermieri che hanno approcciato quel caso: se loro stessi si sono infettati e l’ospedale è chiuso un motivo ci sarà… i vecchietti che sono morti in gran parte il Coronavirus se lo sono preso in ospedale: mi chiedo se ci fosse bisogno delle indicazioni di Fontana o chi per lui per prendere precauzioni adeguate, quando da dicembre si parla di coronavirus. Ognuno ha una particina di colpa, mi pare, come al solito: e cosa dire di Trenord che non sta igienizzando (ma nemmeno pulendo) i treni? E dei comuni che non stanno pulendo e igienizzando le strade? Se ognuno facesse la sua parte, invece di aspettare la manna dal cielo o accusare gli altri… poi ci sono quelli che si mettono a fare i grandiosi: il presidente della regione Marche ha chiuso le scuole: perché? Perché non si occupa dei suoi corregionali che ancora non hanno le case ricostruite dal terremoto? L’Inps ha chiuso gli sportelli ma il patronato li ha lasciati aperti (per responsabilità, dicono, non verso i loro dipendenti però…). Comunque speriamo piova presto, per portare via questa montagna di parole…

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    1. condivido tutto, anche le critiche fra le righe a quello che ho scritto io.

      scrivo quello che penso, ma non per farmi dare ragione sempre a tutti i costi; mi interessa di più aprire una discussione e se corregge i miei punti di vista, meglio ancora.

      però se Prato, piena di cinesi, non ha il virus e Codogno, senza cinesi, sì, un motivo ci deve essere e aspetto qualcuno che me lo spieghi.

      credo che tu ed io dovremmo fondare un movimento per ridurre le competenze delle regioni quasi a niente: altro che autonomia allargata, e per farne delle istituzioni di semplice coordinamento delle province, con elezioni di terzo livello, cioè gestite dall’assemblea dei consiglieri provinciali: va anche drasticamente riorganizzato il quadro regionale, assumendo come valore minimo di riferimento i 5 milioni di abitanti, salvo eccezioni particolarmente motivate (Sardegna, Sued Tirol)

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      1. Sulle regioni sono disposto a votare chiunque le tolga di mezzo, le provincie che servivano invece le hanno tolte, così adesso abbiamo strade che già erano pessime in condizioni pietose. Codogno è un mistero, forse il contagio a Prato non si è diffuso perché sono tutti cinesi e li hanno mandati in Cina in qualche container. Bruttissima battuta, però penso che la diffidenza di questi giorni verso i cinesi (pilotata, pompata, ci mancherebbe…) è anche colpa delle “opacità” delle comunità cinesi, molto chiuse in se stesse e restie a controlli e interazioni. Magari questo costringerà anche loro ad “aprirsi”, sarebbe un bene per tutti. E noi dovremmo smettere di essere troppo accondiscendenti, e pretendere ad esempio che le regole sul lavoro italiane siano applicate anche da loro, e non viceversa… ma questo è un altro discorso e ci riporta alla qualità dei nostri governanti e dei nostri capitalisti. Si finisce sempre lì… Penso che tutta Italia e non solo vorrebbe sapere come caspita si è preso il virus quel trentottenne: se il suo amico di ritorno dalla Cina era sano, come? O, anche se sano, lo ha contagiato lo stesso, come ha fatto, con che? Vuol dire che in giro c’è ancora qualcuno o qualcosa in grado di contagiare, la speranza è che sia rimasto intrappolato nella zona rossa…

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        1. d’accordo su regioni e province; siamo tra i pochissimi ad opporsi ai discorsi correnti: le Province servono, le Regioni intralciano; ma per i clientelismi e la corruzione le Regioni funzionano molto meglio; poi sta bene il sistema elettorale attuale delle Province, attraverso sindaci, senza spreco di denaro per elezioni generali inutili. da applicare anche alle Regioni dopo una radicale ed energica potatura delle competenze:via ambiente,beni culturali, istruzione e sanità, ad esempio.

          d’accordo sui controlli sulle condizioni di lavoro degli immigrati: ma fanno così comodo al nostro capitalismo da rapina…, siamo utopici; metti gli immigrati a lavorare in condizioni normali e metà della nostra attività economica salta…

          un blogger ha fatto una ipotesi acuta sul caso zero che non si trova: una prostituta cinese in Cina (o forse anche in Italia…) che ha trasmesso il virus a qualche nostro pimpante imprenditore in visita locale, magari anche a più d’uno, uno lombardo ed uno veneto; e per questo non si trova da dove è partita l’infezione: va a spiegarlo adesso alle mogli.
          per esperienza diretta ti dico che viaggiando in Cina la volta che finii in un hotel normale per mancanza di posti in ostello, la mattina sotto la porta della camera c’era la pubblicità delle ragazze locali disponibili, con ricche possibilità di scelta: evidentemente normale, da quelle parti.
          in questo caso, dubito che sia rimasta intrappolata nella zona rossa, a meno che non intendiamo zona a luci rosse… 😉

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