il secondo incondizionato amore del mio Sri Lanka 2020: Arugam Bay – bortolindie 25 – 95

naturalmente in queste ultime ore l’attenzione nel mio viaggio si va concentrando, piuttosto, sull’enigma del ritorno: cancelleranno il volo? mi faranno sbarcare a Malpensa, visto che è zona rossa? e, una volta sbarcato, potrò raggiungere casa mia? il caso sarà considerato abbastanza grave da giustificare lo spostamento?

l’unica cosa di cui sono abbastanza certo è che non ci sarà nessuno a controllare quello che faccio e che questo decreto incomprensibile è solo una grida manzoniana fatta per dimostrare che si è fatto qualcosa, ma che nessuno cercherà di far rispettare.

comunque la testa sta macinando lì, e non tanto per la mia situazione personale, che tanto in un modo o nell’altro si risolverà, ma per i problemi della mia famiglia allargata…; e, credetemi, non è facile scrivere quando si sta vivendo una condizione di paura, non tanto per me che ho la pelle dura e anche una età che ha superato il minimo sindacale dei settanta – per cui ogni giornata in più è un regalo -, ma per loro.

intanto, figlio e nipote hanno deciso di spostarsi su nella casa di montagna, e questo mi tranquillizza un poco: anche se ci sono 8 casi in Valsabbia e 4 nuovi casi soltanto nella giornata dell’altroieri, al momento il più vicino di questi è a 15 km e il comune di Provaglio per ora è esente (anche se occorre non farsi troppe illusioni…).

in queste condizioni è molto difficile trovarsi nello spirito adatto per continuare un resoconto di avventura e piacere di vivere.

ma qualcuno dice che serve, che aiuta, che conferma la bellezza della vita in pericolo – sarà vero?

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Arugam Bay: e il 6 pomeriggio e col tuktuk, eccomi arrivato al Beach Hut e il primo impatto è entusiasmante: ho scelto di dormire in un resort di cabanas incredibilmente economico (4 euro a notte), che riproduce le tipiche abitazioni di paglia singalesi tradizionali; questa ad esempio è quella dove dormirò.

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naturalmente inserita in un complesso dallo stile vagamente hippie, e dove la vita sembra straordinariamente di gruppo.

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felice, scarico le mie cose nella mia cabana e mi precipito sulla spiaggia, che è a un centinaio di metri, e mi pare di essere ritornato alla Dutch Bay di Trincomalee, solo che questa è molto più ampia, la cartina ne mostra circa la metà, e tutta credo sia lunga 4 o 5 km, più del doppio di quella di Trinco, ma poi sia a nord sia a sud le due punte la separano da altre spiagge, alcune proprio incontaminate, che proseguono per svariati chilometri.

e dietro la spiaggia, non c’è la città, come a Trinco, ma la laguna.

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Arugam Bay è in sostanza un piccolissimo borgo turistico a un paio di km dalla cittadina di Pottuvil.

non ho trovato che cosa significa arugam, se ha un significato particolare; ma la località è particolarmente adatta al surf e infatti anche oggi, nel sapere che venivo da lì, mi hanno chiesto ridendo se ero andato a farci del surf; ma la cosa più bella è che la stagione del surf inizia soltanto il mese prossimo e dunque ci sono arrivato in bassa stagione; il che significa che la grande spiaggia non è particolarmente affollata, anche se turisti e viaggiatori non mancano neppure adesso.

il luogo infatti sta diventando uno dei più famosi dello Sri Lanka, anche a parte il surf, ed è infatti oggettivamente bellissimo, per non dire entusiasmante: Monkey’s Tale, il blogger canadese di viaggi, che gira in coppia col suo amico, mi ha commentato dicendo, dopo la delusione di Batticaloa: Hope things get better for you in Arugam Bay. We loved it there.Spero che le cose andranno meglio per te ad Arugam Buy. Noi ci siamo innamorati di quel posto, ho risposto a caldo: sì, è meraviglioso, è un paradiso.

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il tramonto è già prossimo, ma non mi impedisce, prima che cali il buio, l’esplorazione del lato nord, partendo dal resort, che è circa alla metà della baia, fino al dagoba bianco buddista e oltre, per esplorare la punta: via via che si risale, le strutture turistiche si diradano e alla fine scompaiono del tutto; subentra perfino una pineta.

io ho abbandonato le mie mitiche scarpine cinesi low cost, me le tengo in mano e cammino sulla sabbia; delle gazze stanno cercando di sventrare un grosso pesce morto buttato dalla risacca sulla riva; radi sono gli incontri; una mamma europea, col suo bambino, mi raggiunge e poi un poco mi precede, un poco mi segue, fino a che non la perdo di vista…

vicino al tempio buddista, che al solito diffonde pesanti cantilene, si raccolgono invece famigliole locali sotto un boschetto sorprendente di conifere, ma alquanto diverse dalle nostre.

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anche qui, quando mi volgo per ritornare, questa è l’ora in cui pescatori rientrano dalla loro giornata di lavoro e da un bottino di pesce sicuramente maggiore di ogni altro visto finora; tanto è vero che ecco la novità: ci sono due carri, tirati da buoi, per portarlo via.

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non rimane che una cena tra le capanne del resort; e qui succede una scena degna di Fantozzi o della mitica Candid Camera di Nanni Loi negli anni Sessanta: farei meglio a non raccontarla, per non sciupare la mia immagine, suppongo, ma mi scappa talmente da ridere, che come faccio a rinunciarci?

all’arrivo alla reception mi avevano chiesto se volevo la cena: c’era del pesce; avevo risposto ben contento di sì, ed ora a cena mi siedo al grande tavolo dove sta già un altro gruppo di persone attorno ad un pesce grandissimo, tagliato a fette; intanto mi portano del riso e io trovo molto naturale sporgermi a prendere la mia parte, no?

no, non va bene: me lo dicono con lo sguardo sorpreso e poi anche a voce i commensali, che sono semplicemente una coppia di ragazze, una di ragazzi, di cui uno molto rasta, e un vecchio: quello è il LORO pesce… – oh, sorry, e mi ritiro anche se mi scappa da ridere…; un piccolo pezzetto mi viene comunque offerto per compensare la mia umiliazione, e io mi guardo meglio attorno, e mezzo nascosto dietro un pilastro vedo l’addetto del resort che distribuisce effettivamente le porzioni del pesce della cena a pagamento.

ma la ciliegina sulla torta sta nel fatto che la mattina dopo ho incontrato sulla spiaggia gli stessi due tipi, che si stavano ripulendo i pesci catturati per la cena, probabilmente con la pesca subacquea!

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superato l’incidente, non rimane che andare a dormire…; ma qui compare un aspetto inatteso e quasi drammatico, una specie di brutale contrappasso alla troppa felicità di questo approdo; cado addormentato quasi subito, ma mi risveglio dopo un’ora soltanto, in preda a un prurito fortissimo, quasi quanto quello della varicella che mi presi a trent’anni da un figlio di mia sorella.

per quanto io dorma sotto una zanzariera, questa non sembra in grado di proteggermi da un’orda famelica di zanzare assassine; ecco il motivo della tariffa a notte a prezzo stracciato! ma ci vuole tanto, cristo, a mettere nelle cabanas quegli aggeggi a ultrasuoni per tenerle lontane, che ho visto già in altre guesthouse e ce n’è uno anche qui, nella stanza da cui scrivo ora…

non c’è modo di riaddormentarsi, ma solo di menare colpi a vuoto nel buio, guidati dai ronzii sottili di quelle maledette; alla fine mi alzo e mi dedico a un po’ di scrittura solitaria in internet nella notte, nel cortile deserto del resort; ma poi anche questa risorsa viene meno, e va a finire che mi riaddormento dopo le 4, svegliandomi che sono quasi le dieci.

ecco il sorriso col quale il gestore della struttura viene a chiedermi il mio nome e di seguito a farmi osservare che avevo prenotato da oggi, non da ieri – ed ecco spiegato nel modo più semplice e senza dietrologie, il rifiuto che mi era stato opposto.

mi consolo con un bel porridge, almeno, alla frutta mista, ovviamente locale, e stavolta mi dedico all’esplorazione della metà meridionale della baia, molto più mossa e piena di vita.

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pescatori, ancora.

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ed ecco che fra loro avanza un ragazzo, con un grosso pesce in mano.

fraternizziamo subito…

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non lo mangerei volentieri quel pesce? mi fa; figuratevi la risposta.

lui si chiama Isfar e tiene lezioni di surf; posso tornare fra un’ora? tieni a mente il cartello.ok, per l’1 am, allora…

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riprendo la mia esplorazione, ma i motivi di fascino sono molti: ecco un altro strano personaggio locale, che mi rilascia una breve descrizione della sua vita quasi cantata come un rap; ci farò un video, quando torno.

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l’estremo sud della baia è il luogo dove più si addensano i locali e gli spunti per foto pittoresche non mancano.

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ma più avanti il luogo si fa quasi desertico, sembra di essere sulle coste del Marocco, a sud di Marrakesh: una lunga spiaggia deserta, e falchi alti nel cielo.

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continuerei non so quanto a raccontare, ma ho superato il limite di 10 foto per post, e dunque è meglio che ne cominci un altro.

basterà solo dire che quando arrivo, con mezzora di ritardo, da Isfar, il pesce non c’è e mi propone di tornare la sera; ma non sarà pericoloso traversare la spiaggia di notte?tranquillo, qui sei sicuro come a casa tua…eh no, penso fra me: molto di più.

col senno di poi forse quella del pesce era una messa in scena cattura-turisti per farmi fare una cena lì da lui? potrebbe anche essere, ma che cosa importa?

rieccomi a casa, al resort, intendo, a recuperare ancora un po’ di sonno, ma per sicurezza metto la sveglia: ho un appuntamento per le 4, infatti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


8 risposte a "il secondo incondizionato amore del mio Sri Lanka 2020: Arugam Bay – bortolindie 25 – 95"

  1. Mammamia che meraviglia!
    E che pesci enormi che pescano…ma non ho capito se, alla fine, hai mangiato del pesce oppure no…

    Accidenti alle zanzare…e ragni? non ce ne sono?

    Tranquillo che per rientrare non ci sarà alcun problema, almeno credo, questo si presenta per chi parte ora…
    Certo è che se prepari una mascherina, magari…male non fa.

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    1. ragni niente, mi spiace deluderti… 🙂

      aspetta che finisco la puntata successiva e saprai anche del pesce…

      sì, mia figlia mi ha scritto che avevano chiuso Malpensa, ma è un falso allarme; non togliermi la speranza che alla fine il mio volo salti e io sia condannato a restare qui fino a che non finisce l’epidemia in Italia, cioè praticamente a vita… eheh

      pensa te che ero partito con una decina di mascherine per difendermi qui; poi si è rovesciato il liquido lucida-scarpe e ho dovuto buttarle via, ma a casa ne ho ancora una scorta…

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    1. before, in Trinco, they said they did not know what fish they had cooked; perhaps it was a fish that was forbidden to fish.
      then maybe that of the boy with the fish was just a scene for tourists to sell me dinner …, but the idea was nice (and the boy too, haha).

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    1. ho visto che è permesso tornare a casa: vedrò come dimostrarlo nel caso – che giudico improbabile – che qualcuno mi chieda conto il 18 come mai sono in giro.

      sempre che fra dieci giorni esista ancora in Italia qualcosa che si potrà chiamare stato… – a dire il vero sembra già disciolto oggi.

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