The worst case scenario

Dato che sulla stampa non ho visto sviluppato questo argomento, mi permetto di pubblicare qui il risultato dei miei calcoli su quello che potrebbe essere l’evoluzione del contagio da Coronavirus nel peggiore dei casi. Ovviamente non ho alcuna autorità né preparazione specifica in materia ma per queste operazioni potrebbe bastare l’aritmetica imparata alla scuola dell’obbligo. Ho combinato i dati della popolazione italiana suddivisi per età con il tasso di mortalità del covid19 risultati da 70,000 casi in Cina, ipotizzando che prima o poi il virus contagi l’intera popolazione italiana. Che poi grazie alla inettitudine ed alla stupidità sembra proprio quello che sta per succedere.

Risparmiandovi i calcoli, i risultati sono qui sotto, ben 1,578,627 morti, di cui la maggior parte anziani.

Età abitanti tasso di mortalità % morti
0-10  5.090.482
10-20  5.768.874 0,2  11.537
20-30  6.201.270 0,2  12.402
30-40  7.074.218 0,2  14.148
40-50  9.242.654 0,4  36.970
50-60  9.352.231 1,3  121.579
60-70  7.337.210 3,6  264.139
70-80  5.962.533 8  477.002
>80  4.330.074 14,8  640.850
 60.359.546     1.578.627

Consideriamo che senza coronavirus in Italia ogni anno muoiono circa 647,000 persone  e che la maggior parte di queste sono già incluse nel totale sopra, arrotondiamo a 1,800,000 morti/anno, per tutte le cause di morte sommate. So bene che è un calcolo molto grossolano e che gli aggiustamenti sono molti e quasi tutti (speriamo) al ribasso, ma rende bene l’idea di quello che rischiamo nella peggiore delle ipotesi. A questi livelli anche la gestione dei morti, e non solo dei malati – inumazioni, funerali, sepolture – sarebbe forse insostenibile.

E ora  una nota personale su come si sta vivendo e morendo in questi giorni di realtà differita.
E’ morto Franco di SLA il mio ottimo vicino di casa dopo una lungodegenza di 5 anni in un’istituto. Nella stessa struttura, nello stesso corridoio di Franco, è morto un mese fa anche il padre di un mio amico dopo 7 anni  di ricovero. Entrambi anziani, entrambi morti per insufficienza respiratoria.  E qui mi fermo.
Oggi pomeriggio siamo andati al funerale di Franco. Aveva 81 anni. La moglie a la figlia dietro la bara per l’ultimo saluto. Il  figlio invece lavora negli USA e non è potuto venire in Italia ed anche se fosse venuto poi sarebbe stato impossibile tornare. Una ventina di persone soltanto, distanziati e silenziosi. Ci sentivamo tutti come legati da dietro con una una catena, come i cani da pagliaio, tesi fra la voglia di portare conforto con un doveroso abbraccio e il dovere di proteggersi e proteggere dal virus invisibile.  Alcuni di noi hanno rotto la catena e fatto quello che andava fatto.
Franco era una persona preziosa con una pazienza rara. Prezioso anche perché era una di quelle persone che sapeva fare tutto e faceva di tutto: meccanico, elettricista, contadino, idraulico e tanto altro.
Sulla bara la bandiera nera della Federazione Anarchica Italiana e la musica di “Addio Lugano bella” ha accompagnato la piccola processione.  Franco è riuscito per qualche istante a farci sorridere.

Ciao Franco.


6 risposte a "The worst case scenario"

  1. Mi pare che la riflessione non sia molto lontano dalla (ipotetica e speriamo non s’avveri) realtà, soprattutto per come si sono “organizzate”le cose.

    Nessun tempismo, mai un decreto chiaro, univoco. Un decreto che non faccia sorgere mille domande.
    La maggior parte della gente NON HA CAPITO che deve stare a casa.
    Di questo passo arriveranno i caschi blu e il coprifuoco, poi vedremo se sarà per tutti più chiaro.

    Saluti

    Piace a 1 persona

    1. Certo che al peggio non c’è mai un limite. Però le mutazioni, dicono, sono maggiormente probabili nella direzione di una minore pericolosità. Anche attraverso queste evoluzioni si esauriscono le epidemie.

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      1. guarda che questo caso ti smentisce, nel senso che è vero che le modifiche peggiorative sono più rare, come dici tu, ma questo non basta a escluderle del tutto; sto preparando un post, ma stasera non riesco a finirlo; secondo studi seri, attualmente i coronavirus sono almeno due, diversi.

        il primo si trasmette meno facilmente ed è meno dannoso, e questo spiega come mai ha circolato senza farsi notare per diverse settimane, cioè almeno più di due mesi.

        il secondo è la variazione subentrata, che ha fatto scoprire il virus a gennaio: molto più infettiva e letale.

        la preoccupazione infatti è che questo virus si stabilizzi nella popolazione umana, il che aprirebbe la possibilità di ulteriori evoluzioni peggiorative.

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        1. Stiamo tutti imparando nostro malgrado giorno per giorno. Fino a pochi mesi fa, sapevano poco nulla di virus e di contagi. Sapevamo solo che i virus sono piu piccoli e pericolosi dei batteri ma poi finiva li.
          Aspetto il tuo post.

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