un operaio è morto di Coronavirus in Val Sabbia – 103

la realtà.

ci vuole poco a smontare la propaganda selvaggia.

il secondo morto di Coronavirus in Val Sabbia è un impiegato che lavorava in una grossa azienda di una frazione di Vobarno ed abitava a Vestone.

è morto a 53 anni – alla faccia di quelli che… il virus riguarda gli anziani

. . .

si era assentato per una presunta influenza il 3 marzo, martedì, e poi, non sappiamo quando, era stato ricoverato per polmonite; e c’è voluto fino al pomeriggio del 9 marzo, lunedì, in pratica una settimana dall’inizio della malattia, per sapere che era stato colpito dal coronavirus.

vi sembrano normali questi tempi? e come è stato curato in questo periodo? è stato mandato in rianimazione oppure non c’era più posto?

. . .

la stampa locale non ci dice niente di tutto questo, ma almeno ne parla; ma sto parlando soltanto del quotidiano online della Val Sabbia, neppure della stampa provinciale online di Brescia, che non ha tempo di occuparsi di un caso particolare, figurarsi.

in provincia alle ore 13 i morti in più sono stati 34 rispetto al giorno prima, per un totale di 159 dall’inizio dell’epidemia, e i contagiati ufficiali sono 1.588, 305 in più rispetto a quelli del giorno prima: la situazione sta palesemente andando fuori controllo completamente.

oltretutto le valli e i loro comuni di montagna risultano al momento molto meno colpiti dall’epidemia, in rapporto al resto della provincia, tranne che la bassa Valcamonica e la bassa Valtrompia.

download (1)

mappa della diffusione del Coronavirus in provincia, dal Giornale di Brescia;
in grigio le zone al momento esenti dal virus secondo i dati ufficiali

. . .

ne parla Valsabbianews, dicevo, ma non per rispondere alle nostre domande (e capisco da solo che sarebbe difficile), ma per dare la parola all’azienda.

che si stringe attorno alla famiglia del collaboratore, assicura di avere applicato da subito tutte le norme igienico-sanitarie per prevenire la diffusione del virus, e da lunedì scorso, quando ha effettivamente saputo dell’infezione da virus, ha comunicato l’elenco del personale che ha lavorato in stretto contatto con lui e dei colleghi dello stesso reparto che risultavano in malattia.

quindi ce ne sono: queste persone verranno contattate dall’azienda sanitaria che gli dirà che cosa fare.

non viene detto, ma perché la cosa è ovvia, che la produzione continua, anche per quel reparto…

in Italia si chiudono le scuole, le chiese, i cinema, i servizi pubblici, ma non le fabbriche.

non voglio fare facile demagogia, ma non sono sicuro che sia la scelta giusta, per quanto doloroso possa essere il contrario.

. . .

intanto un comunicato dei sindaci del Garda bresciano ufficializza che il numero dei respiratori non è più sufficiente per intubare tutte le persone che ne avrebbero bisogno. Il numero dei contagiati aumenta ogni giorno, le nostre strutture sanitarie sono sature, i nostri medici, infermieri, operatori sanitari sfiniti e ormai allo stremo delle loro forze, lavorano per più turni ininterrottamente.


29 risposte a "un operaio è morto di Coronavirus in Val Sabbia – 103"

  1. Capisco che questo non è il luogo ideale per scrivere queste cose, ma ho saputo oggi che i miei vicini di casa, una coppia di gioviali 70enni, sono ricoverati da venerdì perchè affetti da coronavirus. Le notizie dalla cina di un mese fa erano drammatiche ma, per così dire, separate dalla realtà quotidiana, oggi la cina è a 10mt dal mio cancello. Ho toccato ogni giorno il cancellino che condivido con molti dei i miei vicini, compresi i 2 che ora giacciono in un letto di ospedale.
    Qua sta cambiando tutto in maniera precipitosa. Ci si evita e si sta lontani fisicamente, si studia da che parte tira il vento per evitare improbabili virus volanti, ci si domanda se si puo andare in 2 a buttare i rifiuti, ci pensiamo 2 volte prima di grattarci il naso se abbiamo le mani disnfettate e tante altre cose inimmaginabili poche settimane fa. Gran parte della socialità è scivolata sul web e sul cellulare.

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  2. Da quel che ho capito leggendo vari articoli sull’argomento, la ricetta della Corea del Sud non è esattamente identica a quella della Cina, e nemmeno al “metodo cinese” applicato all’italiana.

    La Corea del Sud ha puntato di piú sullo screening di massa, quarantena dei positivi al test, e sul tracciamento degli tecnologico delle persone(tramite gps, app sullo smartphone, video sorveglianza, ecc.. Cosa che da noi sarebbe vista come violazione della privacy difficile da accettare! ), con un distanziamento sociale basato sull’autodisciplina, senza divieto universale di uscire di casa.
    Hanno chiuso le scuole, vietato manifestazioni ed eventi sportivi, ma non hanno chiuso tutti i locali pubblici, non hanno paralizzato quasi interamente la vita sociale ed economica. A Seul la gente è ancora libera di uscire di casa senza doversi giustificare, andare nei bar, nei ristoranti, nei parchi pubblici ecc.. purchè indossi la mascherina e rispetti le distanze di sicurezza dalle altre persone.
    Qui da noi invece siamo arrivati alla follia di governatori regionali che minacciano di far arrestare anche chi esce a prendere una boccata d’aria (vedi Vincenzo de Luca), sindaci che di propria iniziativa(senza nessuna legge e nessun decreto che prescriva una cosa simile) decidono di transennare i parchi pubblici, sigillare gli ingressi delle piste ciclabili, vietare persino una passeggiata solitaria in riva al mare.
    Siamo alla follia, alla psicosi!
    E gli anziani muoiono lo stesso.

    Io sono assolutamente contrario al “laissez faire” di Boris Johnson, ma non trovo nemmeno sensata questa estrema limitazione della vita di tutti, questo stato di polizia che hanno istaurato da un giorno all’altro con il consenso della maggioranza, che avrà costi non indifferenti oltre che economici, anche psicologici e forse persino in termini di diritti e libertà individuali!
    E oltretutto con un bilancio in termini di vite perse assolutamente disastroso, finora il peggiore dopo la Cina.

    Per concludere, tornando all’argomento età, pare che la Germania finora abbia avuto pochissime vittime e pochi ricoveri in terapia intensiva, proprio perchè da loro il virus ha colpito soprattutto la fascia di età under 60. L’80% dei tedeschi positivi al covid19 ha meno di 60anni!
    Mentre da noi la situazione è ribaltata, oltre il 70% degli italiani risultati positivi al tampone ha piú di 60 anni.

    Ció conferma che il coronavirus, quando si limita a colpire i giovani, fa pochissime vittime e provoca poche polmoniti che necessitano di respiratore.

    Resta da capire come mai in Italia il virus si sia accanito particolarmente su persone molto anziane, mentre in Germania si sia concentrato su una fascia d’età molto piú givanile. Pura casualità? diversa struttura dei rapporti familiari, sociali e professionali? piú distanziamento spontaneo tra vecchi e giovani?

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    1. commento interessante, ma rispondo prima di tutto alla domanda finale.

      la Germania, a differenza di noi, NON considera morti per il coronavirus tutti coloro che sono morti dopo essere stati infetti, ma erano affetti già da altre malattie: scelta davvero discutibile, per cui io, ad esempio, – che sono affetto dal diabete, peraltro in forma piuttosto leggera per mia fortuna, e che lo tengo sotto controllo con una dieta (quasi) ferrea e molto esercizio fisico, soprattutto in viaggio – se morissi di coronavirus – incrociamo le dita -, secondo la discutibile prassi tedesca, sarei morto di diabete e non di coronavirus.

      come vedi anche tu, questo porta ed evidenziare lì che i morti sotto i settant’anni, e anche sotto i sessanta, ci sono, eccome!, visto che i virus che circolano in Italia e in Germania, a quanto se ne sa, non sono diversi.

      ma su questo ti rimando alle conclusioni del post che ho scritto poco fa.

      – per il resto, condivido del tutto le tue considerazioni sugli eccessi di limitazioni in corso, in particolare, dove ha il potere, da parte di una destra che prima ha attaccato il governo da posizioni libertarie e riduzioniste, e ora recupera la sua vocazione manettara prospettando limitazioni esasperate e paranoiche.
      quando tornerò in Italia, ho la fortuna di vivere in un posto, dove, uscito dal paesello di dieci case dove sto, posso fare anche 20 o 30 km a piedi senza incontrare nessuna casa abitata, se scelgo i sentieri adatti, e, sia chiaro, in tutta responsabilità, non c’è ordinanza che potrà impedirmi di farmeli, visto che la terapia principale del mio diabete, per mia fortuna, è l’obbligo di camminare almeno 10 km al giorno.

      – sono giuste anche le tue osservazioni iniziali sulla differenza tra il metodo cinese e il metodo coreano di gestione dell’epidemia e probabilmente ogni popolo deve trovare la sua strada in base alla propria storia culturale; non si vede ancora con chiarezza nessun vero metodo italiano, peraltro; stiamo scimmiottando i cinesi senza esserlo, e dunque malamente; tuttavia pare che in positivo, almeno a leggere i giornali, sia scattata una inedita autodisciplina che può fare soltanto piacere; vedremo come va.

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      1. “la Germania, a differenza di noi, NON considera morti per il coronavirus tutti coloro che sono morti dopo essere stati infetti, ma erano affetti già da altre malattie”

        Questo non lo sapevo. Ne sei sicuro? o è un’ipotesi?

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        1. ne sono abbastanza sicuro, ma ora non saprei dirti la fonte.

          scrivo in condizioni un po’ particolari, come capirai, non sono in casa con tutti i tempi e le comodità che avrò a breve, segregato anche io…

          non so se stiano cambiando i criteri adesso: certo, loro hanno scelto una linea di minimizzazione del problema.

          anche l’epidemia è gestita politicamente nei diversi paesi, e il sistema di informazione o condizionamento segue le direttive.

          c’è dell’imbarazzo in Germania e qualche polemica cresce; fra l’altro noto che la Merkel, che doveva esprimersi venerdì, non lo ha fatto: probabilmente i contrasti interni alla CDU sono troppo forti e, dopo la precoce caduta della sua delfina dalla direzione del partito, è sempre più probabile che questo si sposti verso una linea filo-sovranista.

          le preoccupazioni per l’economia hanno lì un peso molto maggiore che da noi, del resto il paese era già in una condizione assolutamente insolita per lui di recessione.

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        2. mi sono guardato un po’ in giro e per correttezza devo precisare:
          questa frase del Die Welt sembra smentirmi: Unter den Menschen, die bisher an Covid-19 gestorben sind, hatten viele eine Vorerkrankung – zum Beispiel Asthma, chronische Bronchitis, eine koronare Herzerkrankung, andere Herz-Kreislauf-Leiden, chronische Lebererkrankungen, Diabetes, Krebs oder ein geschwächtes Immunsystem.

          eppure sono sicuro di avere letto la notizia su un giornale italiano, credo attendibile; purtroppo non mi sono segnato il link.

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  3. Stanno morendo anche più giovani. Il virus è sconosciuto e si trasforma la teoria del gregge non è valida. Ascolto gli esperti e leggo i dati. Non tiro somme da sola.
    Comunque sono convinta che andare a spasso in questo periodo come hanno ripetuto fino allo sfinimento non si debba fare a qualunque età se non per necessità. Mi pare tanto chiaro!
    Mauro per me su una questione vitale in ogni senso, non possiamo fare come ci pare, è da stupidi matti e/o irresponsabili.
    E ci sta bene se l’ammenda non è amministrativa.
    La chiarezza è indispensabile.
    Ti sto tartassando un pò ma leggendo mi viene da rispondere senza diplomazia fuorviante
    Sono preoccupata e ci sono dottorucoli che continuano a sparare caxxate…
    Adesso ascolto Neri Marcorè che parla in dialetto maceratese mi fa ridere un pò.
    Ciao 🐞🍀🐞

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    1. non mi stai tartassando affatto; è per questo che si scrive un blog, per avere belle discussioni, anche quando si è d’accordo.

      mi rendo conto di essere un privilegiato, perché quando tornerò in Italia potrò fare delle lunghe passeggiate, anche di chilometri, senza trovare nessuno, visto che vivo in una montagna semi-deserta: succedeva già prima, figuriamoci adesso.

      uno dei pochissimi dirimpettai, un ragazzo di trent’anni, ha avuto febbre alta per cinque giorni, ma ora sta meglio e sembra che si sia trattato di una influenza comune.

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  4. Da Loreto a Jesi, nei pressi veramente percorrendo sempre la statale ho incontrato pochissime auto le ho contate.
    6/ 7 in prossimità dei supermercati più grandi
    Altrettante zona Ancona in prossimità dell’ospedale regionale.
    Altrettante attraverando il mio paese.
    Per strada pochissimi con le buste della spesa.
    File fuori dei supermercati, delle farmacie e dei forni, uno a distanza dall’altro, alcuni indossano mascherine ma non quelle eventualmente indicate.
    Due posti di blocco uno nella zona industriale e commerciale di Ancona.
    Uno prima di entrare nel mio comune.
    Non mi hanno ferrata.
    È tutto chiuso !
    Un bar tabaccheria con l’ingresso aperto ed una persona dentro.
    Da noi veramente le persone sono dentro.casa.

    Io in stime tecniche non sono un’aquila nè mi sono messa a fare conti seri.
    Leggo che il governo previsione ufficiale 92.000 contagiati a fine aprile …Picco il 18 marzo. È da verificare, certamente…..
    Ciao Mauro 🐞

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  5. Fai clic per accedere a Report-COVID-2019_13_mazro.pdf

    Secondo i dati di questo rapporto ISS al di sotto dei 70 anni (specialmente in assenza di patologie croniche) la mortalità è trascurabile, i morti giovani sembrano casi eccezionali che si contano sulle dita delle mani.
    E anche tra i più anziani il rischio sembra dipendere soprattutto da uno stato di salute già compromesso da altri problemi di salute, patologie comunissime tra gli anziani, ma che non riguardano il 100% (ci sono anche una minoranza di fortunati che arrivano a 80 anni senza neanche l’ipertensione).

    Quindi mi chiedo, non sarebbe stato più sensato ideare un programma per proteggere i più deboli (anziani, e giovani particolarmente debilitati da malattie croniche), senza paralizzare la vita sociale di tutti, senza togliere libertà ai giovani, e senza devastare l’economia?
    Certo, non si possono chiudere tutti i vecchi e malati in un bunker, ma ideare un sistema per limitare i contatti (temporaneamente, fino a esaurimento dell’epidemia) tra giovani e anziani, forse non sarebbe impossibile.

    Certo, molti anziani avrebbero dovuto temporaneamente rinunciare al proprio ruolo professionale e al proprio potere (nel caso di politici, dirigenti, baroni universitari ecc…), forse convincerli a lasciare il posto ai più giovani sarebbe la cosa più difficile!

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    1. non mi pare una buona idea.

      prima di tutto per motivi di fatto: https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-lallarme-degli-esperti-ora-rischiano-anche-i-1840702.html
      sta crescendo il numero di colpiti e morti attorno ai 40-45 anni.

      secondo: se togli al virus l’alimento, per così dire, degli anziani si rifarà sui giovani, e anche se i giovani non dovessero morire – cosa tutta da dimostrare – il virus si rafforzerebbe circolando tra loro, che possono anche morire meno o non morire affatto, ma in ogni caso trasmettono il virus.
      è il motivo per cui si chiudono le scuole anche se i casi di morte sotto i vent’anni si contano su una mano.
      in sostanza, in questo modo l’epidemia non si esaurisce affatto e gli anziani resterebbero nel bunker una vita, col rischio di non trovare più nessuno fuori, una volta che dovessero uscire.

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      1. Chiudere i vecchi in un bunker non avrebbe senso, peró una strategia di contenimento differenziata per fascia d’età e stato di salute (anche i giovani possono avere malattie croniche che rendono piú vulnerabili al virus, come l’ipertensione, il diabete ecc..) potrebbe anche aver senso.

        Finora, a giudicare dai dati pubblicati sia italiani che di altri Paesi, pare che tra i morti di giovani (under 50) in perfetta salute non ce ne sono.

        Quindi ad esempio chiudere le scuole potrebbe aver poco senso, potrebbe esser più utile tenere a casa gli insegnanti anziani (over60) e malati (diabete, ipertensione, cardiopatie ecc), ed evitare tassativamente i contatti fisici tra ragazzi e nonni. Piuttosto che concedere ai ragazzi un sacco di tempo libero (durante il quale è assai improbabile che tutti accettino passivamente di starsene in casa senza frequentare coetanei), e al contempo farli continuare a vivere spesso a stretto contatto coi nonni!

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        1. stai toccando i nervi scoperti di un nonno diabetico, ma spero di riuscire a risponderti con oggettività.

          l’idea di una strategia differenziata per anziani e malati cronici, che devono prendere precauzioni più forti degli altri, non è in se stessa sbagliata, mi pare, ma lo diventa – sempre secondo me – se sottintende la possibilità di allentare le disposizioni prese per la popolazione in generale.

          mi pare evidente che, di fronte al coronavirus, le strategie possibili sono due:

          a) quella cinese, coreana (e italiana) di contenimento via coprifuoco, per intenderci, che mira a togliere al virus la capacità di moltiplicarsi inibendo TUTTI i contatti sociali; nei primi due paesi sta funzionando, in Italia vedremo, ma a Codogno sì; la chiamerei la via democratica della lotta al virus, perché mira a proteggere tutta la popolazione.

          b) quella anglosassone, dichiarata in Johnson, accennata da Trump e forse praticata in Germania senza dirlo, che mira a lasciar diffondere il virus, liberandosi di una quota di anziani e deboli, contando sul fatto che le altre vittime possano essere occasionali e soprattutto rifiutando di sacrificare l’economia alla lotta al virus; ma in questo modo si accetta di rendere il virus cronico nel mondo. è la via fascista, della selezione della razza, che considera il virus come una bella opportunità (e suscita fondati sospetti, anche, su come sia nata la bestia).

          la tua sarebbe una terza via intermedia? certamente non condividi le prospettive della seconda via, salvo che la (comprensibile) preoccupazione per l’economia, ma alla fine la tua proposta, nelle sue prospettive globali, non è né carne né pesce.,

          però certamente l’idea del lasciamo morire i vegliardi, chi se frega? non possiamo mica entrare in crisi per loro ha una sua suggestione macabra.

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  6. Caro Mauro la realtà è che noi siamo messi male.
    È Drammatica la situazione i morti non sono tutti ultra settattenni malati ! Di quelli giovani , si parla poco…una tantum ! Perché?
    Per dimostrare che non è così cattivo invece lo è!
    Basta vedere i polmoni di chi si ammala gravemente…
    E vengono portati via completamente sigillati.
    1.226 morti -14.955 contagiati
    Questo fino ad oggi è stato il giorno più brutto
    Comunque in molti aspettiamo la decisione più severa che dovrebbe prendere il governo facendo bene i conti.
    Stop a tutto e per tutto intendo tutto tranne quello che ruota attorno al necessario per vivere.
    E naturalmente quello che ruota attorno alla salute!
    Poi il resto d’Europa ci segue con 15 giorni da sfruttare visto e considerato come è andata da noi.
    Non mi soffermo a dire delle prese di posizione da parte di diversi Stati dell’Europa nei confronti dell’Italia in merito alle mascherine che servono con estrema urgenza.
    In questa realtà allarmante le gaffe da correggere sono molte.
    E non si può proprio dire mal comune mezzo gaudio.
    Stati Uniti e Gran Bretagna sono proprio deliranti.
    I Paesi poveri vedranno tanti altri morti.
    Non oso neppure immaginare ….È una guerra nuova e tremenda.
    Intanto è partita in Lombardia la sperimentazione con il farmaco provato all’ospedale di Napoli. Mi pare proprio a Codogno. Mi pare su 50 persone ammalati gravi se ho capito bene
    Non è la soluzione solo attutisce l’aggressività dei sintomi .
    Il vaccino è troppo lontano.
    Devo tornare a casa mia domani, ho rimandato sapendo che poi non potevo tornare per un pò di tempo. Mi sono trasferita da una figlia da una settimana,quando la situazione non era ben definita.
    Se mi fermano carabinieri, polizia o finanza dico la verità.
    Ciao

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    1. I giovani per fortuna sono pochissimi, secondo il rapporto dell’ISS:
      “Ad oggi (13 marzo) sono 2 i pazienti deceduti COVID-19 positivi di età inferiore ai 40 anni. Si tratta di 1
      persona di età di 39 anni, di sesso maschile, con pre-esistenti patologie psichiatriche, diabete e obesità,
      deceduta presso il proprio domicilio e di 1 persona di 39 anni, di sesso femminile, con pre-esistente
      patologie neoplastica deceduta in ospedale.”

      L’età mediana dei morti è di 80 anni, di cui il 70% con 2 o piú patologie croniche.
      Essendo l’Italia un Paese di anziani la cosa non è per niente rassicurante, peró ci dice che le politiche preventive andrebbero soprattutto orientate alla fascia di età dai 70 ai 100anni, e ai malati cronici in generale.
      Cosa stiamo facendo per proteggere persone anziane e debilitate? finora mi pare poco, il governo sta imponendo limitazioni indiscriminate, senza iniziative specifiche per proteggere quelli che davvero rischiano grosso.

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      1. dalle mie parti è impressionante il numero degli ultrasettantenni al passeggio, sulle panchine con lo smartphone o al supermercato a fare la spesa senza alcuna protezione, se possibili ti vengono addosso. Azzarderei che sono l’80 % delle persone che escono, quasi una specie di riconquista delle strade. I giovani invece hanno mascherina e guanti o quantomeno una sciarpa intorno alla bocca.

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          1. Non intendevo accusare quelli della tua generazione o quelli più anziani ancora. Però quantomeno che girino con in tasca una dichiarazione per non essere salvati in caso di emergenza. In percentuale sono poi loro che intasano la terapia intensiva.

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            1. be’, ma se selezionano i pazienti in base all’età e allo stato di salute, forse la dichiarazione non serve.

              credo che quelli che hanno la mia età o oltre vivano psicologicamente in due modi possibili:
              o la negano e fanno finta di ritenersi immortali, vivendo come se avessero qualche decennio di meno
              oppure sono consapevoli che la morte è dietro l’angolo e dunque se ne fregano lo stesso.

              ops, dimenticavo quelli che stanno tremando ad aspettarla molto attenti a spingerla qualche passetto più in là.

              in questo senso dicevo che capisco un settantenne che non prende precauzioni per se stesso.

              poi, certamente, NON capisco e non accetto chi non prende precauzioni per il bene degli altri.

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      2. @ andrea c.

        io non ho dati di prima mano, l’articolo che ti ho citato poneva il problema della fascia dai 40 anni in su, segnalando un aumento di casi mortali.

        l’unico dato diretto che ho è quello che ha dato lo spunto al post, ma ignoro se quell’uomo avesse malattie pregresse; non ho colto accenni nella testata che ha dato la notizia, ma forse non lo sanno neppure loro.

        l’idea di misure rafforzate e specifiche per le fasce più deboli non mi pare sbagliata, come già ti dicevo altrove, ma il problema di fondo rimane quello se miriamo a sradicare il virus impedendogli di circolare fra tutta la popolazione oppure se accettiamo che diventi una parte del nostro futuro panorama sanitario: con tutti gli enormi rischi connessi, dato che non lo conosciamo ancora bene.

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    2. sei perfettamente in regola, se ti fermano: prepara l’autodichiarazione dicendo che stai rientrando alla tua abitazione; farò anche io così il 18: il rientro alla propria abitazione è consentito: solo che poi non potrai più abbandonarla, salvo che per gravi emergenze.

      Stati Uniti e Regno Unito hanno in mente un utilizzo cinico del virus per liberarsi di quelli che considerano pesi morti sociali.

      sul resto, ci torneremo su, quando sarò in quarantena a casa e avrò molto più tempo per scrivere.

      in bocca al lupo per il rientro!

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  7. L’onda di piena (così la chiamano) è attesa per questo weekend o per la settimana prossima… Brescia è ai primi posti per numero di contagiati, certo le strutture sono tutte sotto stress, qui a Como in un ospedale convertiranno un reparto, da lunedì altri posti per il coronavirus, speriamo che gli operatori siano protetti adeguatamente… dramma nel dramma quello dei senzatetto, degli emarginati: chiudono anche le strutture che li accolgono, non si possono tenere in 50 nei tendoni, ma dove andranno? La Caritas non ce la fa più… abbiamo senz’altro sbagliato qualcosa, ora sembra che stiamo cercando di recuperare, di sicuro non faremo come sta dicendo uno dei consiglieri di Boris Johnson, che se si ammala il 70% della popolazione poi svilupperemo gli anticorpi naturalmente… con il solo costo di chi non ce la fa, i più deboli. Evoluzione, insomma… è come chi dice che è inutile spalare la neve, tanto si scioglierà da sola… comunque non puoi fermarti ancora un po’ in Sri Lanka? Magari col WiFi…

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  8. quello che non si capisce è perché i farmaci scoperti fin’ora non vengono usati sui pazienti, nemmeno su quelli che non hanno posto nell’ospedale.

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      1. speriamo solo che non sia per negoziare il prezzo dopo la fase di test qualora si dimostrasse che è utile.

        Per ora la Roche mi pare lo fornisca gratuitamente agli ospedali, ma immagino che sia solo per testarlo.

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  9. Non è demagogia, è il vecchio caro buon senso. C’è produzione e produzione. I posteri, se ci saranno, ci giudicheranno ferocemente per questo. Come è possibile che si ricattino i lavoratori per andare rischiare la vita per lavorare in fabbriche di produzioni meno che indispensabili, per non dire dannose? Oggi ho letto su Repubblica che la produzione delle Ferrari va avanti ugualmente! Immagino che in tempo di guerra la Ferrari sarebbe stata requisita dal governo per fare armi o cose utili.
    Se noi possiamo fare qualche settimana agli arresti domiciliari sono sicuro che al mondo ci sarà chi potrà aspettare la sua Ferrari un mesetto in piu.
    Scusate lo sfogo ma questa, ripeto, non è demagogia.

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