salita allo Sri Pada o Adam’s Peak – bortolindie 30 – 106

eccomi dunque ai piedi dello Sri Pada – oppure Sri Padaya in signala, la lingua singalese moderna – o Adam’s Peak: antica promessa a me stesso fin dai primi due viaggi in Sri Lanka del 2004 e del 2005, e poi a Veronica per quell’appuntamento che lei ha mancato per un banale contrattempo, che poi le ha impedito di venire qui, mentre io continuo a girarmi il paese tormentato dalle notizie sul coronavirus dalle mie parti laggiù, consapevole che la serendipity mi ha concesso un mese doppiamente incredibile.

quando l’ho visto la prima volta da lontano ho esclamato: non riuscirò mai a salire lassù.

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e la stessa sensazione di sgomento si ripete ora, nel vederlo dal paesino che sta alla sua base (uno dei due itinerari possibili per salirci, e il più facile): Nallathanniya o Delhousie, paese piccolo, ma col privilegio dei due nomi.

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da qui sotto si può vedere abbastanza bene il santuario che occupa la sua cima: perché questa non è soltanto la seconda montagna più alta dello Sri Lanka, con i suoi 2.200 metri – 1.500 metri di dislivello dal punto di accesso che ho scelto -, ma è anche un luogo sacro, e – quel che è ancora più intrigante – sacro per quasi tutte le religioni umane: induismo, ebraismo, buddismo, cristianesimo, islam.

tutto dipende da una colossale impronta umana stampata nella roccia lassù in cima (ma dico subito, a mia vergogna, che io non sono riuscito a trovarla: forse rimane, protetta, nella parte più intima del santuario): Sri Pada, appunto, in sanscrito: lingua del resto indo-europea, quindi imparentata con le nostre occidentali, alla faccia di ogni razzismo.

Sri, sacro, un po’ vicino al sacer latino; pada, inequivocabilmente legato alla radice ped-, pure latina, che è il piede; sri pada, il sacro piede; la sacra impronta, traducono le guide.

ma il piede di chi? gli occidentali che chiamano il luogo Adam’s peak, non hanno dubbi: è il piede di Adamo – e qui in cima c’era il paradiso terrestre, allora? -, e con questo il luogo diventa sacro per ebrei, cristiani e musulmani, che condividono il mito della discendenza da Adamo dell’umanità; ma è una scelta un poco imperialista; in linea, del resto.

il nome locale resta più vago e non esclude che il sacro piede sia anche quello di Bishnu, il lato benefico della sacra trimurti, come vogliono gli hindu, oppure quello di Buddha, come preferiscono i suoi seguaci: nessuno deve sentirsi escluso, salendo qui su.

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sulla parete della guesthouse c’è un sommario affresco con un ponticello e poi lo schema del monte, più la distanza: 5,4 km; capisco male e chiedo al gestore se ci sono da fare quei km per arrivare all’inizio della salita, già pronto ad arrabbiarmi di nuovo con lui, dato che l’ho scelta, la sua locanda rivelatasi senza wi-fi, proprio perché nella mappa internet risultava invece vicina: no, no, quella è la distanza da percorrere per arrivare al santuario in cima, dal ponte che segna l’inizio del percorso; sono 5.800 scalini, aggiunge (non ce la farò mai, non ce la farò mai…).

comunque, considerando che è già sera, esco per fare un primo sopralluogo e anche per sapermi orientare bene stanotte al buio, penso; ho deciso infatti che partirò all’una.

c’è un chilometrino da fare dalla guesthouse a un ponticello, dopo una piccola discesa, quello iniziale dell’affreschino, appunto, sovrastato da un Buddha enorme e kitsch, come ne è pieno lo Sri Lanka.

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ci sono anche simboli induisti, più modesti e un poco appartati; ma i simboli buddisti si susseguono.

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però quello che prevale in assoluto sono le bancarelle che vendono di tutto: bibite, dolciumi, perfino gelati, materiale sacro, cappelli, non manca neppure un negozietto di ferramenta; gente che va e viene, non c’è un clima particolare di devozione sacra, sembra più che altro di essere ad una fiera; però chi lo desidera può sempre riuscire a concentrarsi.

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è più la gente che scende che quella che sale, a quest’ora del giorno; la strada è facilmente accessibile e larga, tutta a scalini più o meno larghi, qui larghissimi; la pendenza resta attorno al 20%, direi ad occhio, per i primi due km, che sono quelli che faccio; il che significa, calcolo da me, che ci sarà poi un km e mezzo con una pendenza del 50%, niente male, e poi gli ultimi due km saranno quasi tutti in salita spinta e concentreranno la maggior parte del dislivello di un chilometro e mezzo (in altezza!): diciamo con una pendenza del 70%?

però quello che è impressionante, fin d’ora, è che prevalgono i pellegrini locali e che la maggior parte affronta l’impresa con dei sandaletti di plastica da spiaggia, ma non manca chi sale a piedi nudi; ci sono persone, che salgono, anziane e anche chiaramente malandate in salute; tra quelli che scendono non manca qualche donna sostenuta a braccia, che non ce la fa più.

infatti, come sanno coloro che vanno in montagna, il pezzo più duro di una camminata è la discesa, perché in salita faticano i polmoni e basta fermarsi un attimo perché si riprendano, ma in discesa sono le gambe che lavorano in maniera straordinaria, col peso del corpo tutto che le carica, e queste hanno bisogno di ore, se non di giorni, per riprendersi.

comunque ora so che cosa mi aspetta; ritorno, esco a mangiare, e al ristorante al tavolo di fianco al mio ecco due coppie di amici stranamente assortire: una ragazza orientale con un ragazzo che sembra un islamico, e un ragazzo orientale con una ragazza bianca; li ritroverò stanotte, sulla salita.

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ho dormito solo tre ore, quando suona la sveglia, ma interrompere il sonno non è così pesante, credevo peggio, e faccio a passo spedito la parte che conosco già: certo, ora è più bello: molte bancarelle sono chiuse e le luci creano suggestioni speciali.

c’è anche una bella luna quasi piena e un tempo fortunatissimo: limpido, come non era ieri e come non sarà il pomeriggio dopo.

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e comunque il percorso è sempre illuminato.

ma ecco che la salita comincia a diventare più dura; sotto qualche porticato ci sono pellegrini che dormono stesi sul pavimento; però è bello essere in compagnia, la fatica si sente meno vedendola condivisa; e poi si comincia a fare qualche conoscenza, anche se per ora fatta solo di sorrisi; ecco le due coppie del ristorante; ecco una bella coppia di russi, dal suono di quel che si dicono; ecco i saluti di incoraggiamento con questo e con quello.

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poi i visi si contraggono, i pellegrini si addensano; l’aria si fa fredda e il vento frusta: per fortuna, oltre al maglione e alla cuffia di lana, ho anche il mio giaccone di pelle, un po’ anni Ottanta; c’è chi sale perfino portando un bambino in braccio, ma molti stanno scendendo e io, vedendoli in quest’ora così poco opportuna per abbandonare la cima, temo che su ci sia una specie di rotazione obbligata, per cui, arrivati lassù, venga fatto fare un giro ed ordinato poi di scendere, col che mi sfuggirebbe la veduta dell’alba; quindi mi soffermo un poco alle porte del santuario, assieme a molti altri.

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niente di tutto questo: sopra si è liberi di girare come si vuole, anche se lo spazio non è molto; ci sono perfino un paio di stanzoni dove dormono a decine pellegrini stanchi, totalmente ammucchiati fra loro; si può andare alla campana e riprendere e farsi riprendere mentre la si suona in segno di vittoria; in tutto la salita è durata tre ore e mezza, ovviamente impegnative, ma per niente impossibili, se la forza di volontà regge.

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si possono ascoltare le cantilene buddiste, accendere gli incensi attorno ad una vasca di granito scuro…

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più tardi due tamburini intoneranno una musica che mi pare hindu; ed il bello di questo luogo è appunto l’interculturalità e il messaggio della convivenza possibile.

e soprattutto adesso, ecco tutti, senza distinzione di fede, cercare di vedere e immortalare col telefonino la famosa alba; è ancora un po’ presto, e nel buio sottostante, che solo a poco poco sta diventando penombra, spiccano per ora le luci della lunghissima scalinata della salita, assieme alle ombre di qualche cima che emerge da un mare di nebbia.

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ma ora che l’alba arriva davvero, la folla è fitta, inutile sperare in una prima fila; si fotografa quel che si può; soltanto al momento di discendere scoprirò che ci sono dei posticini, non proprio in cima, che sono abbastanza trascurati e che offrono comunque delle viste meravigliose.

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sembra giunto il momento di tornare: c’è solo un momento di incertezza, perché le vie di accesso allo Sri Pada sono due e mi si presenta quella sbagliata, che vedo bene che non è la mia, e si deve girare un po’ per individuare dov’è.

la storia del ritorno diventerebbe rapidamente un racconto di sofferenza, interrotta soltanto dall’incontro casuale e via via ripetuto, sorridendo, con i compagni dell’impresa – il che mi conferma che sto mantenendo un ritmo standard, tutto sommato, anche se la gambe stanno cedendo, e negli ultimi chilometri si trascinano semi-bloccate, facendomi sembrare quel vecchio di quasi 72 anni che in realtà sono.

preferisco lasciarvi al meglio di questa bellissima e memorabile sfaticata con queste ultime immagini che allargano il cuore.

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ed eccoci finalmente alla sofferta base; si scopre perfino un breve percorso alternativo e più bello, che passa davanti ad un tempio giapponese della pace.

poi ci si volta per un ultimo saluto: ebbene sì, io sono stato sullo Sri Pada.

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20 risposte a "salita allo Sri Pada o Adam’s Peak – bortolindie 30 – 106"

  1. Mi sono tenuto questo post fino ad ora per leggerlo a voce alta in compagnia mentre isolati nelle nostra casa sorseggiamo il te delle 17.
    Complimenti per l’impresa. Non è da tutti avere lo spirito di provarci. Le risorse fisiche poi si trovano e alla peggio si allungano i tempi, ma la parte difficile è proprio stimolare la psiche a concepire l’impresa.

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      1. Ciao Mauro qui è quasi l’una di notte.
        È venuta a trovarmi una vicina abbiamo chiacchierato un pò è mangiato una fetta di cheesecake cotto più del necessario.
        Stare chiusi sempre è pesante. Un po di compagnia mi ha fatto piacere.
        Non ho letto nessuna notizia oggi. Credo che avevo bisogno di una pausa.
        Oggi ci dirai del volo disponibile.
        Non posso dirti che ti contiene tornare a casa, però tu vuoi farlo.
        Abitare in montagna pratiicamente soli e passeggiare dove non c’è nessuno è molto comodo in questo periodo.
        Aspettiamo tue notizie. Ora mi metto a riposare.
        Buon riposo anche a te

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        1. per ora del volo non so nulla, aspetto notizie dall’ambasciata; ho il visto ancora per 4 giorni, se non calcolo male; intanto ho lasciato la stamberga dove ero finito, tramite scelta in internet, e sono rientrato al grazioso Backpapers hostel, dove avevo passato la mia prima settimana in Sri Lanka, aspettando la carta di credito che mia figlia mi aveva mandato dall’Italia.

          scrivo sulla veranda, all’ombra, con un venticello fresco, affacciato sulle palme della spiaggia.

          oggi dalla stamberga mi hanno chiesto di andarmene e hanno chiuso, per paura del coronavirus.

          ma tutto questo lo racconterò presto anche sul blog.

          tu fai bene a non leggere; oggi mio figlio deve andare a Brescia in città per lavoro, e io ho il cuore stretto per la paura…

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          1. Ti capisco benissimo Mauro, mi riferisco a tuo figlio.in bocca al lupo per lui! Munirsi del necessario per girare
            Ti auguro di poter prendere il volo in un paio di giorni pur sapendo che anche la tua provincia è messa a prova.
            Hai scritto che forse la paura del covid 19 comincia ad attecchire nello Sri Lanka.
            Ma non leggo alcuna notizie di casi individuati, per fortuna.
            Prenderanno provvedimenti credo
            Intanto,in questo lasso di tempo sicuramente troverai come occupare al meglio le pochissime giornate che restano.
            Ciao

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            1. vedi, oggi, dopo il trasloco (comunque già programmato), ho scritto, in realtà pochino, e continuato a cercare il modo di rientrare; ne avevo trovato uno con una triangolazione su Parigi, ma l’unico posto ancora disponibile me l’hanno soffiato sotto il naso.

              visti turistici prorogati automaticamente tutti al 12 aprile, mi dice l’ambasciata, e qui si sta bene: spiagge deserte…

              sì, qui ho visto diffondersi il terrore in pochi giorni, anche se grandi problemi non pare ce ne siano ancora: in tutto 44 positivi al virus fino ad adesso.

              in Italia, invece, si sta scatenando l’inferno, e mi dispiace soltanto di averlo visto arrivare da lontano.

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              1. Forse è meglio così non credi?
                Hai fatto il viaggio che volevi fare, hai messo il meglio di te per riuscire a farlo.
                È un popolo che vive meno drammaticamente di noi. Dai tuoi racconti e per quel poco che sapevo è la caratteristica chi è semplice, ma più intelligente.. La vita diventa più semplice e per un pò fa bene.
                La loro religione è lontanissima dalla nostra, per fortuna
                La gente e più aperta, tranquilla, Credo meno diffidente, magari più democratica di noi.
                Tanto spazio per tutti, una natura invitante, solo è molto caldo, ma per un pò si può stare.
                A momenti non sopporto Il nostro mondo occidentale
                Con una UE. che di unione non ha niente….
                Le mascherine per l’Italia pagate, ferme alle dogane, in Germania e in Francia, non se ne sa parla più Bloccate… Sbloccate…. Bo Idem Polonia, Bulgaria e Repubblica Ceca
                Pare che se le siano tenute Germania e Francia, in caso di bisogno mentre a noi servivano con urgenza.
                Questa ora è versione ufficiale. Beh non è che noi siamo santi ma questi sono ladri.
                I dati ufficiali li sai non mi sento di ripeterli.
                Dopo le varie sceneggiate arrivano i soldi da Bruxelles
                Non si può più uscire nuovo decreto e nuovo permesso.
                Io sono rimasta a casa ma tanti Idioti sono andati a spasso sono scappati via portandosi con loro questo virus di mer…a
                Finché non fermeranno quasi tutto davvero non ce la faremo

                Girano barzellette tra amici, rido un attimo poi mi torna il volta stomaco
                Infine ti ho detto ciò che sento,ma se fossi lontana, direi come te.
                Non avere troppa fretta di tornare, ciao

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                1. effettivamente non sono per niente pentito delle scelte che ho fatto e che forse qualcuno mi rinfaccerà; comunque vada a finire, in piena coscienza le rifarei tutte.

                  che dire del resto delle tue considerazioni, sempre ricche di riflessione? la gente di qui non va mitizzata, sono in fondo persone normali, con luci ed ombre normali, ma indubbiamente la povertà rende tutti gli uomini migliori, soprattutto se sostenuta da religioni meno arroganti del cristianesimo.

                  farei solo attenzione a non seguire troppo la nostra stampa che da tempo scarica sull’Europa, comodo capro espiatorio, le nostre incapacità per proteggere una dirigenza politica incapace ed indegna: non che l’Europa non abbia colpe e difetti, ma sarebbe più utile concentrarsi sui propri, per correggerli.

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                  1. Verissimo noi non siamo bravi, è realtà.
                    Concordo sulla stampa che sostiene le correnti del Viminale.
                    La storia dei 5 milioni di mascherine ha suscitato sdegno e la mancanza nell’emergenza ha un peso civile, etico e se fosse vero vanno sanzionati.

                    Sul popolo dell’isola penso come te senza idealizzarlo che la povertà unita ad educazione religiosa umana sia la combinazione giusta. Le isole poi un pò agevolano il contenimento di intrusioni un pò devastanti.

                    Infine non ultimo certo che non ti sei pentito.
                    I momenti di ansia naturalmente vengono in circostanze straordinarie.
                    Ciao 🐞✌

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                    1. be’, oggi è stata un’altra giornata di stress straordinario, ma pare che alla fine tutti i problemi siano stati risolti.
                      aspettiamo quelli di domani, che non mancheranno. 😉

                      la vita vera, del resto, è tutta un problem solving.

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  2. Bravo Mauro, che bello !
    Sei soddisfatto, ma certo, è andato tutto bene.
    Il tuo successo e il tuo reportage fanno sentire bene pure me che non ho fatto proprio niente ☺
    E l’alba, credo che si accenda un pò, anche per noi,che ti seguiamo….
    Dopo questa faticata ti riposerai ..magari .
    E con un pò di allungamenti ,presto, sarai come nuovo.
    Grazie 🌞✌

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