coronavirus e riscaldamento globale – 106

è l’uovo di Colombo, nessuno ci aveva ancora pensato, ma l’ipotesi a me pare molto persuasiva; non che sia ancora completamente confermata, ma potrebbe spiegare finalmente come mai l’Africa, l’India, buona parte dell’America Latina – ed anche lo Sri Lanka, dove mi trovo, per i miei tre ultimi giorni di viaggio – siano finora quasi completamente esenti dall’epidemia di coronavirus: il virus avrebbe bisogno di particolari condizioni climatiche, per prosperare.

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questa cartina parla da sola; è facile vedere che la fascia verde corrisponde alle zone nelle quali il virus si sta diffondendo massicciamente, e che le zone blu o viola, troppo fredde, oppure la zona rossa, troppo calda, restano sostanzialmente esenti dal virus.

sarebbe per questo che la temuta catastrofe sanitaria del terzo mondo, in caso di diffusione del virus, in realtà non si sta verificando: non dipenderebbe, dunque, dalla arretratezza sanitaria di questi paesi, che non riuscirebbero ad individuare i casi, ma da un clima troppo caldo, che proteggerebbe dal virus.

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l’osservazione viene da scienziati dell’Università del Maryland che appartengono al Global Virus network.

Latitudine, temperatura e umidità definiscono precisamente uno stretto corridoio compreso tra 30 e 50 gradi di latitudine, dove le temperature medie sono tra i 5 e gli 11 gradi e l’umidità tra il 47 e il 79 per cento, dove la malattia è esplosa in modo più grave. Non a caso la Lombardia ha una media di 9 gradi e un umidità tra 68 e 75 per cento. In generale Covid-19 non ha mostrato una eccessiva virulenza nelle città dove si scende sotto gli 0 gradi, il che potrebbe significare che non riesce a sopravvivere al freddo.

nelle zone più colpite, come il nord Italia, il sud Corea, la Francia, la Germania, l’Iran, l’area nord pacifica degli Stati Uniti, l’esplosione dell’epidemia coincide con temperature relativamente stabili per un periodo superiore a un mese. Non a caso le zone che potevano avere una emergenza maggiore, a causa della loro vicinanza con la Cina, non hanno visto un effetto simile.  A Bangkok, Thailandia, ci sono solo 80 casi. 47 sono quelli in Vietnam, solo 7 in Cambogia e in Myanmar nessuno. Invece nel periodo tra gennaio e febbraio in cui c’è stata la massima evoluzione, a Wuhan la temperatura media era di 6,8, a Seoul di 7,9, a Teheran tra 7 e 15, a Piacenza di 8-10, a Milano 6-9.

dunque l’epidemia può essere messa in relazione anche col riscaldamento globale e col fatto che le temperature in certe zone non scendono più stabilmente sotto gli zero gradi?

piccola conferma locale: in provincia di Brescia sono esenti dal virus i comuni di montagna, nelle valli, con clima più freddo, e relativamente meno colpito è il nostro Meridione, con condizioni di umidità fuori dal range necessario al virus per prosperare.

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anche ricercatori dell’Università di Guangzhou, Cina, hanno confermato che la trasmissione viaggia meglio intorno agli 8,72 gradi e studiosi dell’Università di Tsinghua, a Pechino, sostengono che dove temperature e umidità sono state più basse – rispetto ai paesi tropicali – ci sono stati più casi rispetto a quelle dove faceva più caldo e l’umidità era più alta.

Una ricerca dell’Ospedale di Greifswald e dell’Università Ruhr a Bochum, Germania, ha verificato che il virus a 30-40 gradi sparisce in breve tempo, mentre rimane più a lungo in situazioni fresche e umide e a 4 gradi può rimanere in vita per 28 giorni. 

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ma il virus fa fatica, evidentemente, a sopravvivere, anche a temperature più calde.

questi virus come tutte le altre influenze che attaccano l’apparato respiratorio, hanno un rivestimento di grassi che si degrada quando fa caldo. E’ esattamente quello che si scioglie quando entra nel corpo umano, e lo fa diventare virulento, ma se questo accade all’esterno, arriva la morte per il virus – usando una metafora, dato che è dubbio che il virus possa essere considerato un vero e proprio essere vivente.

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se queste considerazioni sono vere, adesso è prevedibile che il virus, col procedere della stagione, vada ad espandersi verso nord, rispetto all’attuale corridoio. Il che significa che il virus si muoverà verso la British Columbia, per gli Stati Uniti, e il nord della Cina, dove per ora c’era stata poca diffusione, mentre in Europa verranno più coinvolte l’Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda.

quindi il virus potrebbe sparire in estate, almeno nelle nostre zone, ma tornare di nuovo in autunno.

ma questo vale soltanto se il virus non muta di nuovo, come ha già fatto una volta. 

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non abbiamo certezze, ma la ricerca continua e a qualche risultato arriveremo.


44 risposte a "coronavirus e riscaldamento globale – 106"

  1. @ fla 20 marzo 2020 alle 14:04
    speriamo che ci sia ancora qualche volo verso l’Europa. In realtà puoi considerare tutto il settore aerospaziale civile come fallito. Se fanno ancora qualche volo lo fanno giusto per l’onore.

    Oman Air era giusto chiuso a Colombo dal giorno 15 e a tempo indeterminato; c’erano in portineria 5 numeri di telefono per le emergenze, ma nessuno rispondeva.
    quindi sono andato all’Ambasciata che alla fine un volo me l’ha trovato, anche se non a poco prezzo: Colombo – Mosca – Roma, con la vecchia gloriosa Aeroflot.
    superato, poco fa, anche il problema del coprifuoco iniziato in tutto lo Sri Lanka mezzora fa e che si prolungherà fino alle 6 di mattina di lunedì, con i taxi che si rifiutavano di portarmi all’aeroporto…, sembra che domani tornerò davvero in Italia.

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  2. @ fla 20 marzo 2020 alle 13:54
    Ho un’ipotesi alternativa. Oltre al clima c’è un secondo elemento che stiamo trascurando.
    Fin dall’inizio della pandemia si è osservato un decorso peggiore nei fumatori. Probabilmente per una maggiore espressione di ricettori ACE2 che usa anche il virus per attaccarsi alla cellula.
    Il punto è… che il virus sembra molto più violento nelle zone ad alto inquinamento. Può essere perché qualche particella riesce a trasportalo oppure perché le persone respirano aria inquinata come i fumatori.
    Il Nord Italia come Wuhan avevano concentrazioni elevatissime di inquinanti. Gli altri paesi europei Spagna, Francia e Germania avevano inquinamento elevato ma osservando le mappe le correnti d’aria Atlantiche pulivano l’atmosfera, cosa impossibile in Italia dove le Alpi chiudono la zona.
    Sri Lanka mi sembra non sia in questa situazione quindi la diffusione dovrebbe essere molto più lenta.

    leggevo proprio oggi che una precisa connessione viene trovata tra diffusione del virus e delle polveri sottili: non ci sarebbe niente di strano: possiamo tranquillamente pensare che chi ha polmoni indeboliti da fumo o inquinamento sia più esposto ad ammalarsi ai polmoni.

    solo che questa ulteriore ipotesi non la vedo come alternativa, ma semplicemente come integrativa rispetto a quella che il virus si sviluppi in condizioni ottimali per lui entro precisi range di temperature e umidità medie.

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  3. @ andrea c. 20 marzo 2020 alle 11:08
    Indubbiamente la “pericolosità sociale” è elevata, peró questo non giustifica le ordinanze demenziali di molti sindaci e governatori regionali, che stanno vietando persino di passeggiare in spiaggia o in campagna da soli. L’altro giorno a Sirolo è stato denunciato un uomo che faceva windsurf in totale solitudine. Che probabilità aveva di contagiare o essere contagiato? ZERO!!
    Poi, le stesse menti geniali delle delle amministrazioni locali, che nel delirio di onnipotenza vorrebbero vietare tutto, anche i comportamenti piú innocui, tagliano le corse degli autobus e della metro, obbligando chi è costretto ad andare lavoro a viaggiare accalcato.
    E se la prendono pure con i cittadini se i mezzi pubblici, ridotti per loro volere, sono pieni.
    L’apoteosi della stupidità!

    con queste tue considerazioni concordo completamente; aggiungo che il modo più ragionevole per far rispettare divieti necessari è di imporli in modo ragionevole; niente eccita alla disobbedienza come il divieto stupido, e una parte della cronica insubordinazione italiana è legata anche ad una abitudine a norme stupide, come queste.
    vietare l’attività fisica assolutamente innocua è del resto il modo migliore per far impazzire la gente…

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  4. @ fla 19 marzo 2020 alle 13:14
    forse hanno paura che i numeri effettivi siano molto più elevati. Forse non dispongono di grandi quantità di test.
    Poi da quello che ci hai raccontato tu sono una popolazione che ci tiene molto alla vicinanza tra la persone e poi mangiano con le mani.
    L’unica cosa che possono sperare è che il virus si trasmetta con più difficoltà negli ambienti caldi. Pare che sia così.

    però scopro, con mia sorpresa, che l’idea che il virus sia ostacolato da un clima caldo qui la conoscono bene e proprio a livello di massa, e sono anche convinti che sia vera!

    vedi come la mente umana considera vero molto più facilmente quello che aiuta la speranza.

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  5. https://www.la7.it/dimartedi/video/la-virologa-ilaria-capua-se-questo-virus-si-comportera-come-il-raffreddore-non-servira-un-vaccino-17-03-2020-314005

    Quando tornerai in Italia (adesso immagino che tu sia indaffarato nel trovare un modo per tornare a casa), ti consiglio di vedere e ascoltare attentamente questa intervista a Ilaria Capua.
    Praticamente dice che secondo molti studi internazionali, per le persone in buona salute questo virus è poco più di un raffreddore, solo in persone malate e/o molto anziane e debilitate può provocare gravi complicazioni. Perciò, finita la quarantena nazionale, bisognerà pensare a delle misure per proteggere le categorie fragili, e permettere alle persone in buona salute di tornare gradualmente alla vita normale.

    Più o meno lo stesso concetto di cui ti ho parlato qualche giorno fa nei commenti!

    Inoltre sempre la Capua dice di essere piuttosto scettica sulla contabilità dei decessi in Italia, e in Lombardia in particolare… (aggiungo io probabilmente gonfiata, non si sa se involontariamente o dolosamente, con persone morte per altri motivi, per patologie ben più gravi, come tumori all’ultimo stadio, infarti, ictus, ecc.. per le quali il virus è probabilmente solo una comorbidità, in grado forse di accelerare il decesso di qualche giorno. stanno facendo anche tamponi post mortem su deceduti ultraottantenni e ultranovantenni pur di gonfiare a tutti i costi il dato della mortalità!)

    A questo link, tampone post morte a 91 enne : http://www.ansa.it/campania/notizie/2020/03/17/_34839ee4-ae4a-460f-a628-52da4b53195d.html

    Puoi trovare altre decine e decine di notizie di tamponi post mortem in tutta italia. Se si facessero tamponi post mortem per i comuni virus del raffreddore, quanti positivi si troverebbero? sarebbe corretto contare ultraottantenni, magari affetti da molteplici malanni cronici, come vittime del raffreddore solo perché trovati positivi post mortem?

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    1. sulle ragioni del mio silenzio vedi giusto, ma il problema non l’ho ancora risolto; sto contando molto sull’aiuto dell’ambasciata; si è aggiunto un blocco del pc nel momento più critico, che però poi si è risolto miracolosamente da solo.

      io non lo so perché qualcuno dovrebbe cercare di gonfiare i dati della mortalità in Italia, né per quale vantaggio, aldilà di qualche esagerazione soggettiva.

      non ho tempo, purtroppo di guardare l’intervista della Di Capua, persona rispettabilissima, ma l’evidenza mostra il contrario: sta morendo anche un discreto numero di persone né particolarmente anziane né affatto malandate di salute.
      di quando è questa intervista? mi sembra di averla sentita citata, una intervista simile, qualche tempo fa; la mettiamo nel numero di quelle che dovrebbero squalificare chi pontifica da posizioni autorevoli dicendo solenni sciocchezze?
      ma figuriamoci: Burioni passa per un’autorità scientifica e non è forse passato un mese da quando ha detto che l’Italia non correva nessun rischio di contagio; del resto siamo o non siamo la patria del don Ferrante manzoniano, il quale negava che la peste attorno a lui potesse esistere, dato che non era, aristotelicamente parlando, né sostanza né accidente?
      in un paese normale, dopo cantonate simili, qualcuno dovrebbe essere escluso dai media a vita.

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      1. L’intervista è del 17 marzo, nel programma Di Martedí su LA7.
        La Capua non nega la necessità del blocco di quasi tutte le attivita sociali e del divieto di spostamento, applicato in Italia e in varia misura nel resto d’Europa. In questo momento non si puó far altrimenti, bisogna rallentare la progressione dell’epidemia, “appiattire la curva”, per evitare il collasso sanitario. Peró afferma di esser convinta(in base alle ultime evidenze scientifiche) che una volta passata l’emergenza sanitaria, probabilmente sarà possibile convivere con questo virus come facciamo con i normali virus del comune raffreddore, avendo solamente l’accortezza di proteggere le fasce piú vulnerabili.
        Previsione sbagliata ed eccessivamente ottimistics? puó essere, non so…nessuno è infallibile, neanche i virologi, ma personalmente la Capua mi sembra fatta di un’altra pasta rispetto a Burioni.
        Nonostante anche lei non disdegni l’esposizione mediatica, a differenza di Burioni sul coronavirus ha sempre(fin da gennaio) espresso opinioni ponderate e coerenti tra loro, e non ha mai soffiato sul fuoco della paura e del panico.

        Mentre Burioni da Fabio Fazio ci raccontava la favoletta filo-governativa secondo cui l’Italia era in una botte di ferro (perchè il governo aveva abolito i collegamenti aerei diretti con la Cina), la Capua ci avvertiva che il nuovo coronavirus sarebbe diventato pandemico, che nessun confine e nessun blocco aereo avrebbe potuto fermarlo, non avrebbe risparmiato alcun Paese al mondo, ed esortava l’Italia a prepararsi ad affrontarlo.
        Consigliava al governo di potenziare le risorse sanitarie, e agli imprenditori di attrezzarsi e organizzarsi per implementare il telelavoro da casa. Non sbagliava!

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        1. d’accordo con te sul giudizio complessivo sulla Di Capua; e anche su quello che dichiara, dato che a ben guardare – correggo il mio giudizio precedente – lei sta parlando soltanto di ipotesi – che non sono prive di plausibilità – e ha scelto di parlare della più positiva; ma purtroppo sappiamo tutti che se ne possono fare anche altre di segno opposto e non è razionale appoggiarsi sulla migliore per abbassare la guardia.

          la chiusura dei voli con la Cina si conferma come una scelta sbagliata, non tanto nel merito, perché poteva anche starci, ma perché coerente con un’idea sbagliata del virus, che direi simile a quella di Trump oggi: il virus cinese.

          invece il virus, se mi passi la battuta, è come la rivoluzione proletaria di inizio Novecento: non ha nazione.

          l’idea che bastasse chiudere i voli con la Cina, per proteggersi, ha impedito una strategia di attenzione più seria (del resto l’OMS ci aveva avvisato) ed è stata presa in un momento in cui il virus era già diffuso in mezzo a noi, ma senza che noi riuscissimo a coglierlo.

          scrivo queste cose non tanto per accusare qualcuno in particolare, ma per cercare di capire meglio dove abbiamo sbagliato tutti.

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      2. “io non lo so perché qualcuno dovrebbe cercare di gonfiare i dati della mortalità in Italia, né per quale vantaggio”

        Non dico che i numeri comunicati tutti i giorni dalla protezione civile siano falsi, ma semplicemente sono calcolati con il metodo piú largo possibile, includono tutti i morti positivi al tampone, compresi malati di cancro all’ultimo stadio, ultracentenari cardiopatici e nefropatici, e magari anche morti d’incidente!

        Il contrario dei tedeschi, che invece a quanto sembra usano criteri piú rigorosi, fanno tutti gli accertamenti dovuti prima di attribuire la causa di morte al coronavirus.

        Cui prodest? innanzi tutto direi al governo, che per imporre sacrifici straordinari al popolo ha bisogno di incutere paura.
        Terrorizzare la gente con bollettini da guerra civile è molto piú facile, perchè mai fare accertamenti approfonditi prima di pubblicare le cifre?

        Poi l’esagerazione dell’emergenza non dispiace neanche alle regioni, che possono usare i numeri gonfiati sia per contrattare con il governo, sia per far accettare ai cittadini ordinanze sempre piú impopolari.
        E per concludere direi che dall’allarmismo e dal massimizzare le cifre dei morti ne puó trarre un ovvio vantaggio anche il personale sanitario(quantomeno una parte dei sanitari), per i sindacati di medici e infermieri l’emergenza coronavirus è una ghiottissima occasione di rivendicazioni (magari anche giuste).
        Inoltre puó anche servire a nascondere i morti di malasanità, se un paziente muore perchè in un ospedale non si rispettano le piú elementari norme igieniche e mancano i respiratori, torna comodo scaricare tutta la colpa sul coronavirus.

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        1. no, il governo non ricava alcun vantaggio dalla drammatizzazione, che peraltro è universale, come sto vedendo anche qui in Sri Lanka dove in pochissimi giorni si è sviluppata una impressionante psicosi di massa sul problema, sono tali i problemi che una drammatizzazione eventualmente ingiusta solleva, dallo sconsigliare chiunque dal praticarla, almeno a livello governativo.

          l’unica tua riflessione che mi sento di condividere è l’ultima: che qualcuno (ma non a livello governativo) cavalchi il virus per nascondere problemi di malasanità – che poi comunque mettono o
          sotto accusa gli amministratori e i politici.
          ma senza dimenticare che abbiamo comunque globalmente uno dei sistemi sanitari migliori del mondo, come dimostra la nostra longevità, superiore a quella di quasi ogni altro paese del mondo – virus a parte, e vedremo i dati alla fine di questa vicenda.

          comunque si tratta di varianti minori, tutto sommato, di fronte ai 500 morti al giorno; vedi, io idealmente scrivo dal cuore della provincia forse più colpita, quella di Brescia, dove la morte per il virus sta diventando esperienza quotidiana della comunità e nessuna analisi sembra troppo grave di fronte ad uno stato di cose tragico: e il corteo di camion militari che porta fuori da Bergamo le bare dei morti per cremarli altrove, visto che neppure le camere crematorie bastano, è di quelle che non si dimenticano.

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        1. devo abbonarmi per leggere l’articolo; però la nostra stampa non perde occasione per mettere in cattiva luce Russia e Cina; non che a volte non se meritino…, ma farlo per partito preso, no. 🙂

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  6. potrebbe essere per questo che inizialmente il virus faticava un po’ di più a diffondersi in Piemonte. L’umidità era al 90% da settimane anche se la temperatura era bel range ottimale.

    Sarà che il virus fatica di più ma alla fine si diffonde dappertutto. Anche in Sri Lanka ci sono altri 17 casi, quindi sta attento.

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    1. attentissimo, figurati: sono riuscito a fare il check-in online del volo da Colombo a Muscat, con la Oman Air, ma non quello da Muscat a Malpensa: non è nell’elenco dei voli cancellati, ma non risulta neppure più disponibile per acquisti di biglietto.

      quindi può darsi che io debba restare qui almeno per un po’; comunque domani mattina presto vado in aeroporto ad informarmi…

      intanto il panico da coronavirus comincia a diffondersi anche qui e domani vado anche io in farmacia a comperarmi delle mascherine, visto che costano l’equivalente di 80 cent l’una…

      comunque a che oggi in una guesthouse mi hanno chiuso la porta in faccia a sapere che sono italiano, ahah.

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      1. infatti mi stavo chiedendo come avresti fatto a tornare. Mi pare di capire che l’Italia non abbia più tanti voli attivi con l’estero. Ho letto di tanti italiani rimasti all’estero.
        Potresti chiedere all’ambasciata italiana da quelle parti. Magari organizzano voli militari o charter per recuperare chi è rimasto bloccato. Non so quanto ti convenga restare da quelle parti.
        O magari restare lì potrebbe funzionare se effettivamente il clima influisce significativamente sulla diffusione del virus.
        Oltre alle mascherine chiedi anche della vitamina D

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          1. non so chi lì deve pilotare ma ho l’impressione che il recupero dei propri cittadini bloccati non per colpa loro nel mondo spetti allo stato.
            Infatti uno stato non può pretendere che gli altri accettino di ospitare i propri cittadini senza limite oltre il visto e con le stesse libertà di circolazione. Certo essere Italiani potrebbe aiutare… però vediamo che succede al nostro blogger viaggiatore.

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                1. Nel mare del coronavirus in contemporanea tempesta subita e bonaccia forzata

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                  NEL MARE

                  Questo navigare a vista nella nebbia
                  con occhi d’ansia costringe
                  a sperare nella luce di un approdo.

                  Questo seguire le sirene del mare
                  obnubila la coscienza
                  fino a dimenticare rotta e sestante.

                  Questa tempesta che apre l’abisso,
                  e fa pauroso di nubi il cielo
                  costringe ad artigliare le unghie all’albero maestro.

                  Questo lanciare l’intelletto oltre la polena
                  amplifica solo il mugghiare dell’onda
                  ma non scorge il porto per mettere ancora alla nave.

                  Questa insipida bonaccia
                  priva del vento che gonfia il pensiero,
                  cancella ogni meta all’obbligo del viaggio.

                  Questo ammainare le vele
                  è momento propizio per ammirare l’albatro in volo
                  e trattare la resa al nero oceano del cielo.

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                    1. 44 casi su 22 milioni di abitanti su una superficie che è un quinto dell’Italia.

                      preoccuparsi è giusto, figurati se sottovaluto proprio io; diverso è entrare in panico, ma purtroppo larga parte della popolazione non ha proprio formazione scientifica elementare e non capisce davvero in che cosa consiste il pericolo.

                      certo, per un paese come questo, che vive largamente di turismo, questa è una mazzata mortale; ma loro si preoccupano più del rischio di essere infettati dagli stranieri (comprensibile), che del fatto che con gli stranieri in fuga li attende una povertà drammatica, almeno per moltissimi di loro; ma è come se gli esseri umani potessero preoccuparsi soltanto di una cosa alla volta.

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                    2. forse hanno paura che i numeri effettivi siano molto più elevati. Forse non dispongono di grandi quantità di test. Poi da quello che ci hai raccontato tu sono una popolazione che ci tiene molto alla vicinanza tra la persone e poi mangiano con le mani. L’unica cosa che possono sperare è che il virus si trasmetta con più difficoltà negli ambienti caldi. Pare che sia così.

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                    3. totalmente d’accordo.

                      d’altra parte l’ipotesi di un virus un poco inibito dalle temperature più alte è ancora poco conosciuta e soprattutto non del tutto dimostrata.

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                    4. Ho un’ipotesi alternativa. Oltre al clima c’è un secondo elemento che stiamo trascurando.

                      Fin dall’inizio della pandemia si è osservato un decorso peggiore nei fumatori. Probabilmente per una maggiore espressione di ricettori ACE2 che usa anche il virus per attaccarsi alla cellula. Il punto è… che il virus sembra molto più violento nelle zone ad alto inquinamento. Può essere perché qualche particella riesce a trasportalo oppure perché le persone respirano aria inquinata come i fumatori. Il Nord Italia come Wuhan avevano concentrazioni elevatissime di inquinanti. Gli altri paesi europei Spagna, Francia e Germania avevano inquinamento elevato ma osservando le mappe le correnti d’aria Atlantiche pulivano l’atmosfera, cosa impossibile in Italia dove le Alpi chiudono la zona.

                      Sri Lanka mi sembra non sia in questa situazione quindi la diffusione dovrebbe essere molto più lenta.

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            1. nei guai mi sono messo io da solo, rifiutando i consigli di prudenza praticamente di tutti; quindi sarebbe giusto che me la cavassi da solo; infatti non pretendo che sia lo stato a riportarmi a casa.
              però, se dall’ambasciata mi danno una mano per convincere la Oman Air a darmi un volo alternativo per l’Europa rispetto a quello per Milano che hanno soppresso, la trovo una bella manifestazione di solidarietà e un esempio positivo di un modo di lavorare dei consolati (che conosco bene per averlo condiviso per sette anni), che – forse non lo sappiamo – è una delle eccellenze dell’Italia e una delle espressioni migliori della sua cultura solidaristica.

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              1. Volevi fuggire dal virus. Infatti ricordo che avevi paura dei casi francesi. Previsione giusta, anche se i francesi hanno meno colpa. Quello che nessuno avrebbe immaginato è la rapidità con cui si sta diffondendo praticamente ovunque.

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                1. credo di avere goduto di un mese di sfacciata fortuna, non solo per la bellezza dei luoghi che ho visitato, per lo spirito di avventura che ho potuto gustare di nuovo, ma perché – almeno finora -sono vissuto in una zona praticamente intatta,libero di muovermi, di salire le montagne, di camminare nelle spiagge.

                  il vero e proprio coprifuoco di ieri dalle 16,30, i messaggi ossessionanti che ti trasmette il telefono ad ogni chiamata (e che ovviamente non capisco), le immagini della tv ricorrenti mi fanno capire che il mio paradiso è finito anche qui.

                  del resto, è comprensibile: siamo in una emergenza mondiale che segna probabilmente la fine del mondo e della civiltà come l’abbiamo conosciuta.

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                  1. Anche lì c’è il coprifuoco? E come fai a spostarti ora? Al tuo posto io cercherei riparo all’ambasciata italiana di Colombo. Magari prima o poi riescono a trovarti un posto su un aereo. Ho sentito che ci sono molti nelle tue stesse condizioni. Prima o poi organizzeranno dei voli di recupero, tipo un aereo che saltella tra i vari paesi a raccogliervi. Magari sarebbe il caso di usare gli aerei di Alitalia che se non sbaglio hanno nazionalizzato in questi giorni. Tipo la Lufthansa che non avendo voli civili fa il ponte aereo cargo tra le varie parti della Germania.

                    L’economia di sicuro è finita. Almeno quella occidentale. Chissà sotto quale forma rinascerà. Libera come prima o più locale e contenuta?

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                    1. è stato un coprifuoco simbolico di poche ore; tuttavia da allora il paesaggio urbano è cambiato in modo impressionante qui a Negombo: strade quasi vuote e in giro quasi soltanto turisti occidentali.

                      oggi vado a Colombo per vedere se sblocco la situazione sul versante Oman Air; se non ci riesco, seguo il tuo consiglio e vado all’Ambasciata.

                      sul coronavirus economico penso anche io che segni la vero svolta epocale, ma al momento non ne scrivo perché il rischio di scrivere stupidaggini è troppo forte.

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                    2. speriamo che ci sia ancora qualche volo verso l’Europa. In realtà puoi considerare tutto il settore aerospaziale civile come fallito. Se fanno ancora qualche volo lo fanno giusto per l’onore.

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                  2. Purtroppo il clima di panico e psicosi di massa lo ritroverai anche in Italia, ormai è pieno di ossessi che non esitano a sputtanare sui social chi esce di casa (anche da solo, e in luoghi assolutamente non affollati), ad aggredire verbalmente i “disobbedienti” (in realtà la legge permette di uscire in solitudine a fare un po’ di attività fisica, ma molti balordi che ci governano stanno facendo passare il messaggio che sarebbe immorale anche quello). Una donna di Brescia raccontava di essere stata insultata con rabbia per strada da un’altra donna affacciata alla finestra!

                    Ecco perchè mi fa incazzare chi butta benzina sul fuoco (come Burioni e tanti altri), e fa credere alla gente che il coronavirus sia piú letale dell’ebola!

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                    1. credo che uscire restando isolati per fare attività fisica da soli sia vitale per evitare l’impazzimento da reclusi in casa, e se riuscirò a tornare vorrei approfittare del fatto di vivere quasi completamente isolato in una zona di montagna dove posso in teoria fare anche venti o trenta km su per i monti senza trovare nessuna casa abitata.

                      credo che possiamo essere d’accordo che individualmente il virus è molto meno letale dell’Ebola e molto più della normale influenza; il vero problema è che si diffonde molto più del primo, che infettava per manipolazione diretta dei cadaveri; e come la seconda.
                      quindi dobbiamo parlare di pericolosità sociale, che è notevole, purtroppo.

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                    2. Indubbiamente la “pericolosità sociale” è elevata, peró questo non giustifica le ordinanze demenziali di molti sindaci e governatori regionali, che stanno vietando persino di passeggiare in spiaggia o in campagna da soli. L’altro giorno a Sirolo è stato denunciato un uomo che faceva windsurf in totale solitudine. Che probabilità aveva di contagiare o essere contagiato? ZERO!!

                      Poi, le stesse menti geniali delle delle amministrazioni locali, che nel delirio di onnipotenza vorrebbero vietare tutto, anche i comportamenti piú innocui, tagliano le corse degli autobus e della metro, obbligando chi è costretto ad andare lavoro a viaggiare accalcato.
                      E se la prendono pure con i cittadini se i mezzi pubblici, ridotti per loro volere, sono pieni.
                      L’apoteosi della stupidità!

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        1. voli speciali al momento non pensano di organizzarne: pare che siamo pochissimi italiani rimasti qui; però si stanno dando da fare a trovarmi un volo sostitutivo verso qualche altro paese europeo; vediamo.

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            1. ahhah, ma come? hai intenzione di muoverti e di violare tutti i divieti? 🙂

              io sarò molto ligio, se ci arrivo; oggi il primo caso a Provaglio, ma non so chi sia né in quale frazione; certamente non Arvenino…

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  7. L’Ipotesi è suggestiva ,ma ci vorranno approfondimenti (con relative verifiche scientifiche).
    Attenzione in questo momento, nella area SubSahariana, i morti per il virus ci sono! anche se non si riesce a poterli catalogare statisticamente.
    saluti cordiali

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    1. saluti a te, Aldo.

      l’ipotesi è più che suggestiva, ha anche la forza di una (relativa) speranza.

      purtroppo, per ora, soltanto di ipotesi si tratta; e credo abbia ragione fla, nel commento qui sopra: fuori dalle condizioni ottimali, il virus fatica, ma alla fine si diffonde lo stesso, anche se forse in modo meno devastante.

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