disavventure varie ad Ella – bortolindie 31 – 107

di nuovo pubblico un post non finito né rifinito e senza foto, per non perdere il ritmo; è probabile un silenzio mio nei prossimi giorni; non preoccupatevi: sono semplicemente alle prese con i problemi del rientro, che non si prospetta per niente facile, ovviamente.

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non vi aspetterete che, dopo il ritorno dalla vertiginosa salita e più ancora discesa della montagna più alta dello Sri Lanka di mercoledì 11, io abbia fatto altro, per quel giorno.

o meglio, ho cambiato guesthouse, mentre il gestore mi chiedeva di nuovo umilmente se volevo restare; non ho ritrovato proprio quella che avevo impegnato il giorno prima (non l’ho più riconosciuta), ma una che era probabilmente nel portone a fianco, che era anche un poco più economica e nello stesso tempo più bella: non solo la camera aveva addirittura una finestra, pensate un po’ che lussi, ma perfino dava su un balconcino coperto, dove ho potuto scrivere, tra una dormita e l’altra, considerando che dopo le tre ore di sonno del giorno prima e le otto ore complessive impiegate tra salita sosta e discesa, ero alquanto distrutto.

aggiungete che al ritorno mi ero premiato da solo con dolci, succhi naturali di frutta (due di fila) e perfino un gelato, dalle bancarelle dell’Adam’s Peak, e quindi ero anche strapieno.

quindi che faccio? dormo e quando mi sveglio sto in terrazza e scrivo; poi torno a dormire, poi torno a scrivere; tanto ero in arretrato (come del resto sono adesso).

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cena nel ristorante sotto la guesthouse e, che bello, il wi-fi funziona anche lì, per cui ceno in contatto col mio mondo di whatspp.

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la mattina dopo, il 12, giovedì si riparte: il mio itinerario qui sembrerà assurdo, perché in realtà rifaccio al contrario il percorso fatto per venire qui da Dambulla, soltanto mi fermerò due o tre stazioni prima ad Ella, che ha grande fama di posto molto bello, e capirò poi perché; avrei l’alternativa di proseguire, invece, per Kandy, ma ci sono già stato e neppure mi ha entusiasmato (a parte la straordinaria festa dell’Esala Peraeira, ma è in luglio); quindi, vada per Ella, anche se mi aspetto un viaggio molto noioso, visto che è ripetuto a due giorni dal primo.

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aggiungiamo che le gambe, il giorno dopo la sfacchinata, sono a pezzi: i dolori, che durante la discesa colpivano i ginocchi, ora si sono trasferiti ai polpacci, e insomma, qualche ora in treno a riposo sembra l’ideale.

sono contento almeno di avere trovato però un autobus per il ritorno a Hutton, con le solite tariffe irrisorie…: il paesino qui è il meglio organizzato che abbia visto dal punto di vista dei trasporti in Sri Lanka; caso più unico che raro, c’è perfino un tabellone con tutti gli orari di partenza e anche gli orari dei treni, in coincidenza, che partono da Hutton, una vera sciccheria!

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rivedo dunque i vecchi, ma bellissimi, panorami di due giorni prima e qua e là, stancamente, li riprendo di nuovo; poi ecco il treno, che ripropone il percorso inverso, e io mi sistemo dalla parte opposta, per vedere almeno le vallate da un punto di vista nuovo: le piantagioni di the fra questi monti sempre affascinanti sono!

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pian piano la stanchezza si trasforma in entusiasmo di nuovo; ecco chiacchiere varie, ragazzi tedeschi ancora, ragazzi locali, tra cui un aspirante fotografo con la Nikon, alla ricerca di riprese straordinarie.

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verso l’arrivo un segnale giallo mi spiega il segreto della lentezza dei treni singalesi: 15; è il limite di velocità, fate voi se in km o in miglia all’ora.

sono passate quattro ore e mi ritrovo entusiasta di nuovo; mancano pochi chilometri e da tutti quei ragazzi singalesi, che si sono raccolti tutti assieme, nel vagone si leva un coro bellissimo, un vero inno alla vita e al viaggiare: cantare non posso, ma mi unisco a loro, semplicemente perché la vita è bella.

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dal treno, ad Ella, scende una folla di turisti immensa.

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ora ho capito perché: la città, facendo le debite proporzioni, è un po’ la Cortina dello Sri Lanka, e il suo principale punto di forza turistico è che ha un clima perfettamente europeo, tanto che alla fine quasi ci dimentica di essere su un’isola vicina all’equatore; aggiungeteci le montagne, certo modeste rispetto alle Dolomiti, ma non rispetto al resto dello Sri Lanka, ed ecco il segreto per cui alcune centinaia di europei si riversano dal treno addosso ai tuktuk.

io me la prendo un po’ comoda, a parte i dolori alle gambe, ed ecco che per la prima volta resto a piedi; andrei anche a piedi, se sapessi la strada, ma non con la sacca e i polpacci doloranti; ma basta aspettare un poco e guardarsi attorno, ed eccone uno: conosce perfino la guesthouse, che è a un paio di km, mezzora a piedi scoprirò l’indomani, e mi ci scarica davanti: appena fuori città, in una valletta che ha sopra di sé le cascate, che però né si vedono né si sentono, ma in mezzo al verde; e con un poetico buddha colorato davanti: l’ho scelto bene, il posto, mi dico.

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ma non sarà proprio così…, e davvero non mi faccio mancare niente in questo viaggio…

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la camera è bella, ha anche lei una bella veranda che dà sul bosco, il wi-fi funziona, anche se non mi dà affatto belle notizie, ed Alax, il gestore, è un ragazzo simpatico, non molto bello, ma dal sorriso contagioso: voglio anche la cena? – certo.non te la metto in conto…, mangi con me?volentieri…, ed eccolo che impasta il riso con le mani, al modo singalese, mentre io no, voglio una forchetta, anche se al bicchiere posso anche rinunciare.

di nuovo uno stile molto familiare, ma qui lo trovo più accettabile, perché alla fine siamo in due e soprattutto, credo, perché non c’è la televisione.

Alax mi racconta qualcosa della sua vita: lavorava a Kandy come cameriere, poi per qualche problema che non capisco e dopo il tremendo attentato terroristico, è venuto via e si è messo in proprio qui; è solo da un mese e mezzo che ha aperto la guesthouse: sulla parete, ecco i primi commenti entusiasti; ma se guardo bene, non riguardano lui, ma qualcun altro che la gestiva prima; su Alax non c’è nulla.

capisco in fretta perché: la gestione di Alax non durerà molto, anche se lui continua a sorridere con una risatina che però sembra sempre più strana e imbarazzante: incontrollabile, ecco.

non ci vuole molto perché anche il mio olfatto mal funzionante sveli il mistero: Alax è brillo; e per fortuna ha la sbronza allegra; come se mi avesse letto nel pensiero lui mi spiega che ha bevuto un po’ di alcool perché era il compleanno di un suo amico, e io la tengo per buona.

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infatti la mattina dopo lui è lucido e mi offre anche una concisa colazione con the e biscotti, prima che io parta per i miei giri.

ma che dire della sera? Alax viene a bussare energicamente alla porta della mia camera per dirmi che la cena è pronta; apro – sono in mutande – e a lui scappa un gesto come per prendermi l’uccello, ma si trattiene appena in tempo.

alla cena sono presenti anche due amici, ma se ieri sera lui era alticcio, questa sera è ubriaco fradicio, fa fatica a reggersi in piedi, il suo riso è convulso, gli amici lo guardano senza parlare e poi guardano me, che scappo appena posso da quello spettacolo penoso.

lui ha avuto il tempo, in una delle nostre conversazioni, di mostrarmi delle sue foto fatte assieme ad un suo amico, coetaneo mio, ma ancora più spericolato di me, visto che ha appena sposato una ragazza di vent’anni e su un video lo si vede mentre cerca di attraversare un fiume, non su un ponticello di legno come ho fatto io a Badulla, ma su una fune di ferro, tenendosi aggrappato con le mani ad una fune più sottile; ma il bellissimo ragazzo, elegante, romantico, sottile, che lo guardava in quella foto era Alax? difficile crederlo, ora che l’alcoolismo gli ha gonfiato il viso e stravolto i lineamenti.

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dedico la giornata del 13 marzo, venerdì, all’esplorazione di quella parte dei dintorni di Ella in cui mi trovo: sono ai piedi delle sue cascate, sulla strada per una grotta preistorica e ai piedi del Ravana Rock, una montagna rocciosa, come del resto dice il nome, che spicca nel paesaggio.

fa freddino e parto col maglioncino, che ben presto dà fastidio, come il sole si leva; sarebbe il caso di riportarlo a casa, saranno solo duecento metri, ma perché non legarselo alla vita? – e fu così che persi anche il maglioncino… (e per la cronaca, oggi, anche il cappello a a tesa larga, singalese).

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to be continued…

 


7 risposte a "disavventure varie ad Ella – bortolindie 31 – 107"

  1. Insomma ti fanno tornare a casa o dovrai rimanere lì? Ti toccherà farti ospitare da Alax, ma vestiti però se no quello ti fa lo scherzetto. Qui man mano le maglie si stringono sempre più e il contagio non si ferma, quasi quasi se ti avanzano un po’ di soldi e di forze ti converrebbe aspettare un mesetto a rientrare…

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    1. te lo dico oggi come va a finire, però l’ambasciata sta lavorando molto per procurarmi un biglietto alternativo per qualche città europea da cui poi rientrare, possibilmente, in treno – anche per evitare chissà quale volo speciale per me, suppongo, anche se mi hanno detto chiaramente che qui siamo rimasti in pochissimi e che non lo prevedono.

      anche io resterei volentieri, del resto non spendo molto più che a casa; il fatto è che tra un mese sono quasi sicuro che non potrei più tornare in alcun modo, e non era nei miei progetti finire i miei giorni qui… 🙂

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  2. Ahhhahhh…Bene, dai, di tutto un pò.
    Mauro poteva andare peggio ! Il ragazzo del guesthouse, non se la passa bene, poveraccio !
    Il cappello poteva farti comodo anche qua, un ricordo piacevole…
    Vai molto di corsa, correrai più leggero.
    La tappa in montagna ti ha concesso un pò di fresco e bei panorami.
    Non sarà proprio semplice rientrare a casa ma ce la farai

    Qua si discute sempre del covid 19. È poco più di un’influenza ancora c’è chi incalza e abbiamo avuto 13.471 decessi nel 2019 per polmonite. Al’ora, a che servono tutte queste coercizioni ?
    . Perché si attua una politica di paura ?
    Ho mollato il colpo, non avevo proprio voglia di ripassare i morti, i tempi ecc
    Però mi chiedo perché le tabaccherie sono rimaste aperte ? Tutti gli altri esercizi chiusi.
    Una contraddizione chiara e forte, e questi si occuparebbero della nostra salute.?

    Spero che il viaggio di ritorno andrà tutto bene.
    Grazie ciao 🍀😙

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    1. per ora il viaggio di ritorno non c’è: il volo prenotato è saltato e si sta vedendo di trovarne un altro, prima che chiudano tutto.

      scusa se questa volta rispondo un po’ di fretta, approfittando di un coprifuoco locale iniziato alle 16:30 e del fatto che il pc ha ricominciato a funzionare dopo essere andato in crisi per due giorni.

      Piace a 1 persona

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