jogger di tutta Italia, unitevi: dovete circolare? serve una circolare – 122

Nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione.

IL CAPO DI GABINETTO
Piantedosi

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se uno di mestiere fa lo scrittore di circolari e non sa scrivere le circolari, che cosa possiamo suggerirgli?

di circolare, per restare in tema, cioè per dirla con un linguaggio non da circolare, di cambiare mestiere.

affidare la difesa dal contagio ad una burocrazia demente, incapace persino di parlare in modo chiaro e cervellotica e ottusa nelle sue interpretazioni, è un modo certo di farla fallire.

se vi fosse un qualche ministro serio, questo convocherebbe il suo capo di gabinetto e gli direbbe: Lei deve smetterla di rompere i coglioni alla gente con questo suo modo confuso e arzigogolato di parlare: scriva chiaro e, se non è capace, si dimetta!

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maledetto Cicerone, prima di tutto!

Nel rammentare che…, si evidenzia che…

l’enfasi della sintassi complessa per darsi un tono autorevole con riempitivi inutili; bastava scrivere:
Resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

anche se…: se l’avete già proibito, a che cosa serve proibirlo di nuovo?

ma poi, davvero lo avete proibito? una cosa così salutare come farsi qualche camminata da soli all’aperto?

peccato soltanto che non sia stata proibita affatto, come vedremo tra poco.

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ma la frase successiva, anche depurata dalle perifrasi, mette in crisi anche un abituale commentatore filologico della Bibbia come me:
l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging).

che cosa vuol dire generalmente consentita? è consentita oppure no?

in questa frase spacca-meningi (o spacca-marroni) si intende dire che l’attività motoria è consentita, ma quella sportiva no? e che tra questa attività proibita rientra anche il jogging?

insomma, da soli si può camminare, ma non correre?

e perché mai? dio santo, ma se questo volevate dire, perché non dirlo chiaro?

perché siete abituati a non essere chiari, anzi questo è considerato un pregio nella burocrazia italiana…

. . .

ma del tutto allucinanti sono le motivazioni successive:
tenuto anche conto – perché anche? – che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione.

l’attuale disposizione di cui all’art.…; ma non basta dire l’art…?

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però, io che sono notoriamente un rompicoglioni, risalgo alla fonte originale e verifico subito che quello che c’è scritto qui sopra è semplicemente FALSO: il decreto citato infatti dice, al contrario:
lo sport e le attivita’ motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.

nessuna distinzione qui – è evidente – fra sport e attività motorie all’aperto.

si sono persi, perfino loro, nel delirio delle loro stesse disposizioni e non sanno più che cosa hanno proibito e che cosa no.

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ma poi, per chiudere, con l’aspetto più grave, se esce un decreto che autorizza l’attività motoria e sportiva all’aperto, purché a distanza di un metro da qualunque altro, in nome di quale potere il capo di gabinetto del ministro manda in giro una circolare di chiarimento dove sta scritto il contrario?

ma, non bastasse la confusione romana, ci si aggiungono i deliri delle amministrazioni regionali, che si ritengono in diritto di emanare altre disposizioni, ancora diverse, che smentiscono quelle già confuse del governo.

e lo chiamano federalismo…

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evito di commentare in modo altrettanto preciso la perla successiva dello stesso decreto:
Potranno essere, altresì, consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute.
Si ricorda che, in ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento e, quindi, all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro da ogni altra persona.

quindi, tranquilli, potete accompagnare anziani o inabili per spostamenti di necessità; magari spingendo una carrozzina; ma dovete farlo sempre alla distanza di un metro!

. . .

ultima appendice, a documentazione imperitura del delirio dei nostri uffici, ecco la citazione letterale delle premesse di questo decreto:

  Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visto il decreto-legge 23 febbraio  2020,  n.  6,  recante  «Misure
urgenti  in  materia  di  contenimento  e   gestione   dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l'art. 3; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  23
febbraio 2020, recante «Disposizioni attuative del  decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  25
febbraio  2020,  recante  «Ulteriori   disposizioni   attuative   del
decreto-legge 23 febbraio 2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti  in
materia di contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da
COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25  febbraio
2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4  marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da  COVID-19,
applicabili  sull'intero  territorio  nazionale»,  pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8  marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'8 marzo 2020;

ma non è venuto in mente a nessuno, in quegli uffici, che, ogni volta che si riscrive o modifica una legge precedente, si deve pubblicare immediatamente il nuovo testo completo delle disposizioni che ne risultano, e non soltanto le correzioni al testo precedente?

se poi questo ne correggeva uno prima, e questo uno prima ancora, e così via dicendo, questo modo di scrivere le disposizione non è forse l’invenzione da una mente perversa che vuole fare il massimo di confusione possibile?


77 risposte a "jogger di tutta Italia, unitevi: dovete circolare? serve una circolare – 122"

  1. “la situazione concreta che descrivi è allucinante: pare che l’Italia si divida in due, quelli che se ne infischiano delle norme poste a tutela di tutti e anche loro, e quelli che sono interessati più che altro ad odiare qualcuno, in questo caso i primi.”

    In realtà quelli che se ne infischiano delle norme, in questo caso in cui c’è di mezzo tanta preoccupazione per la salute propria e dei familiari, sono fortunatamente pochi. Secondo i dati del Viminale, in media i multati sono il 3% sul totale dei controllati. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali che trasgrediscono, anche meno, 1 ogni 600 controllo.
    Se poi consideriamo che in questo 3% che non ha rispettato le norme, rientrano anche condotte che, seppur vietate, non comportano grossi rischi oggettivi per se stessi e per gli altri(ad esempio leggevo di uno multato perchè andava in canoa da solo, oppure di diversi casi di multati mentre correvano nei parchi deserti, o di quelli che passeggiando da soli o coi figli si spingono poco oltre i 200 metri da casa stabiliti da ordinanze locali, ecc…).
    Il bombardamento di notizie su trasgressori, veri o presunti, fa parte del normale sensazionalismo giornalistico che campa di falsità.

    ” si conferma che la fissazione di proibire l’attività all’aperto è tutta italica; probabilmente ha a che fare, in alcune regioni, con l’altissimo grado di inquinamento che all’aperto si verifica, per cui inconsciamente si è creato l’abbinamento (insensato) tra aria aperta e pericolo di malattia (come se l’aria malata non fosse poi la stessa degli ambienti chiusi, che presentano ulteriori criticità)”

    Non credo che c’entri molto l’inquinamento, anche la Germania è piuttosto inquinata, meno della Pianura Padana, ma comunque in molte città tedesche non credo che si respiri aria purissima. Poi, se fosse questione di inquinamento, nelle zone meno inquinate del centro e sud Italia si andrebbe in controtendenza, invece gli amministratori locali del sud sono ancora piú intransigenti che a nord nel limitare le attività all’aperto.
    Probabilmente dipende dal fatto che lo slogan “restate a casa”, ripetuto ossessivamente ovunque come un mantra, nell’incoscio collettivo ha fatto nascere la percezione della minaccia che viene dall’esterno. Una sorta di agorafobia di massa, per cui molti si sentono piú al sicuro nei luoghi chiusi, tra le mura di un supermercato piuttosto che in un mercato agricolo all’aperto. In parte forse concorre anche il fatto che gli italiani non hanno la stessa cultura del “frei korper”, cioè del naturismo/nudismo e vita all’aria aperta dei tedeschi.

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    1. non sono così sicuro, a giudicare da alcune foto, che le notizie sulle trasgressioni crescenti, con l’arrivo della primavera conclamata, siano tutte propaganda di terrorismo psicologico dei media: credo davvero che la bella stagione induca un maggiore bisogno di stare all’aria aperta.

      è un bisogno fisiologico di sole, che fra l’altro aumenta la produzione di vitamina D dell’organismo, la quale rafforza il sistema immunitario.

      più importante sarebbe regolamentare seriamente lo stare all’aria aperta che il proibirlo semplicemente…

      sul resto, ti do ragione, non nel senso che la mia ipotesi di spiegazione sia totalmente sbagliata, ma nel senso che quelle che aggiungi tu sono molto più significative e la fanno passare in secondo piano, anche senza escluderla del tutto, almeno per la Val Padana (ma non per il Sud Italia)

      vero che anche le città tedesche sono inquinate (anche se a prima vista molto meno), però vi è in Val Padana una ostilità diffusa all’idea di stare all’aperto, che è diventata quasi una forma di pensiero profonda, e che non so spiegarmi del tutto sulla base di altri fattori: te la propongo comunque come una delle chiavi di lettura possibili della concentrazione veramente anomala di casi e di morti.

      non si deve trattare di qualche problema specifico dell’Italia in generale, come pensavo all’inizio, e neppure di un fattore legato alle temperature; c’entra anche la cattiva organizzazione sanitaria, ma non del tutto.

      – vero anche che alla fine per modo di pensare noi dobbiamo trovare cause e spiegazioni dappertutto e potrebbe essere semplice bias cognitivo e quel che succede potrebbe essere guidato soltanto dal caso.

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      1. https://www.interno.gov.it/it/notizie/quasi-7-milioni-i-controlli-polizia-dall11-marzo-4-aprile
        A giudicare dai numeri(le foto sono ingannevoli), i trasgressori sono una minoranza. Sabato 4 aprile, bellissima giornata di sole, sono stati multati solo il 4% dei controllati!
        Se fossero veritieri certi titoli di giornale, che vogliono far sembrare che ci siano frotte di menefreghisti e potenziali “untori” in giro per strade, parchi, spiagge ecc…, la percentuale di multati in rapporto ai controllati dovrebbero essere almeno del 20-30%. Un tasso di trasgressione del 4% è un’inezia, specialmente se consideriamo che buona parte dei multati probabilmente non stavano facendo nulla di pericoloso per quanto riguarda il rischio di contagio.
        Ad esempio leggo che a Rimini ieri mattina hanno denunciato 30 persone che prendevano un po’ d’aria e sole al parco Cervi(6 ettari di superficie). A meno che queste 30 persone non stessero ammassate l’una sull’altra, circostanza inverosimile, stavano facendo qualcosa di piú innocuo che andare al supermercato, alle poste o dal tabaccaio. Qualcosa che in Germania(e credo anche i molti altri stati europei), non sarebbe neanche contestata dalle forze dell’ordine.

        Come dici anche tu, le uscite all’aria aperta andrebbero regolamentate in modo ragionevole(anche per distinguere i comportamenti davvero rischiosi, da quelli innocenti, che ora vengono messi in un unico calderone).

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        1. come nell’80% dei casi in cui mi critichi, riconosco che hai ragione, ma non tanto per il numero dei sanzionati, per il quale dobbiamo anche mettere nel conto una italica e questa volta opportuna applicazione moderata delle multe in diversi casi, ma perché fa comodo additare negli untori trasgressori la causa della relativa minore efficacia dei provvedimenti presi, spesso fuori da un quadro coerente.

          sì, in fondo le trasgressioni al divieto di circolare sono abbastanza ridotte, più di quel che si poteva pensare, e concentrate in particolare in zone dove l’evidenza del pericolo è minore e la cultura della trasgressione anti-statale più radicata.

          forse stiamo perfino superando, almeno al nord, certi cliché sull’italiano indisciplinato.

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  2. @ fla 4 aprile 2020 alle 14:15
    “sospettare il lupus”, scrivo molto spesso i commenti dal cellulare e qualche volta, abbastanza spesso direi, mi sfuggono delle imprecisioni. L’avevo visto l’errore ma facevo affidamento su una caratteristica del nostro cervello che l’avrebbe nascosto. Inftati non ctona cmoe snoo sirctte le proale, btsaa che la pimra e l’umlita letreta sinao nlela poziosine gisuta. Il cervello legge la prima e l’ultima lettera e guarda la lunghezza della parola. Ottimizza le risorse proprio come il sistema immunitario.
    Non sono bravo a raccogliere materiale. Molto spesso non ricordo nemmeno dove l’ho letto figuriamoci trovare la ricerca specifica da cui estrapolato qualcosa. Di solito costruisco degli schemi mentali basati su logica come delle ragnatele di concetti. Per risolvere il problema bisogna capire cosa è plausibile e cosa non lo è. Più la rete di un concetto si rafforza più è possibile, al di là del parere degli esperti.
    Per quel che riguarda gli scacchi tutti pensano che si possa vincere o perdere, ma proprio nessuno vuole accettare che si può sempre pareggiare
    🙂

    @fla 4 aprile 2020 alle 14:42 aggiungo: vedo che molti scrivono dell’ivermectina come farmaco. Se funziona possiamo considerarlo un pareggio?

    il fatto è che non capisco neppure “sospettare il lupus”

    il pareggio con la morte è molto più frequente di quel che sembra: lo realizziamo tutti i giorni (salvo l’ultimo).

    vedo che non ti va di raccogliere i commenti, e ti capisco: fa troppo bello fuori e anche la mia volontà vacilla…

    vedi? anche l’informazione che dai sull’ivermectina è preziosa (anche se personalmente diffido un po’ di tutte queste attese di qualche soluzione miracolosa)…

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    1. La scorsa volta che avevo ricevuto il ruolo di Dr. House ho avuto modo di indicare il lupus, salve poi correggere il tiro con qualcosa di più serio.

      Semplicemente non saprei più dove trovare i commenti, e poi con tutto il tempo libero ora mi sembra di averne ancora meno. È un controsenso ma faccio quasi sempre nulla tutto il tempo.

      I singoli giorni sono le singole mosse. No, credo che il pareggio sia la possibilità di fare nella vita qualcosa che si desidera molto. Tipo io vorrei volare, tu invece ami molto viaggiare. Insomma arrivare all’ultima mossa senza molti rimpianti 🙂

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      1. ma che è sto lupus? (si vede che non guardo tv, eh?)

        la sensazione precisa di girare a vuoto che descrivi per te è anche la mia; anche a me capita la stessa cosa, e non è difficile riconoscervi le manifestazioni di uno stato di depressione – reattiva e non strutturale; la depressione da rimbalzo,come la chiamano.

        sui commenti hai ragione; è molto più facile a me come proprietario del blog selezionarli dall’elenco generale dei commenti, senza dovere andare a cercarli post per post; una volta wordpress permetteva anche di selezionarli in questo elenco per autore, ma questa utilissima funzione è stata eliminata.

        potrei farlo io, se non avessi l’orto da sistemare urgentemente… 😉 – però posso sempre nominarti coautore per facilitarti il compito… 🙂

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        1. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lupus_eritematoso_sistemico?wprov=sfla1

          diagnosi molto frequente nel film di Dr. House

          Non credo di voler diventare coautore. Non ho nemmeno tanta voglia di fare il blogger. In realtà stavo pensando di aprire un blog di astronomia. Non ne so tantissimo ma potrei imparare. In ogni caso rimando continuamente anche quello.

          Però su dai che dal 14 aprono tutto, costi quel costi. Intanto vedo che in Lombardia c’è l’obbligo di mascherine all’aperto. Ma l’OMS ne ha azzeccata almeno una giusta durante questa epidemia? (pardon pandemia)

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          1. avevo il dubbio che accennassi al lupusu eritematosus, alla fine, ma mi sembrava una ipotesi così stupida, data la rarità della malattia: sottovalutavo la stupidità intelligente degli sceneggiatori, che devono inventare qualche trovata stupida per fare colpo sul pubblico.

            potresti aprire un blog transitorio di coronavirus, tirerebbe molto di più di un blog di astronomia, di questi tempi.

            quanto all’OMS, ha sbagliata essa pure parecchie cose, ma mi pare che con le mascherine c’entri poco.

            poi, personalmente il gioco delle mascherine lo posso anche approvare, per quanto le ritenga soprattutto una moda nel campo dell’abbigliamento – se siamo sicuri che non fanno addirittura male, dato che possono portare a trascurare le altre misure davvero efficaci: ad esempio i guanti.

            ma se mi impongono l’obbligo di portarle, mi devono anche mettere nelle condizioni di trovarle, e sostituirle con i foulard, visto che non ce ne sono in giro, dice da solo il livello di improvvisazione propagandistica di questa misura.

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            1. Non lo so sai. A forza di alzare gli occhi al cielo ti viene il torcicollo e resti bloccato in quella posizione. Così ti appassioni all’Astronomia ahah

              perle mascherine c’è una soluzione molto facile:
              https://video.repubblica.it/edizione/torino/coronavirus-il-medico-torinese-lancia-la-mascherina-fatta-col-pannolino/357378/357938

              L’OMS ha dichiarato le mascherine inutili quando in realtà furono l’unica cosa a bloccare la diffusione. Certo usate con buonsenso, cioè quando si va in luoghi dove è possibile incontrare altre persone.

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              1. no, io credo che l’OMS abbia ragione a dire che non sono le mascherine a bloccare la diffusione, ma il distanziamento sociale.

                non ci sono evidenze per la tua affermazione; e credo anche io che le mascherine siano pericolose perché danno un senso di falsa sicurezza, mentre il virus si diffonde anche per contatto con persone e perfino superfici.

                l’OMS fece la stessa osservazione a proposito del blocco devi voli dalla Cina, e aveva ragione.

                personalmente, quando uso le mascherine, uso anche i guanti, e credo che le prime senza i secondi siano relativamente inutili.

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          1. be’, per infettare la tigra pare che il suo guardiano abbia fatto qualcosa di simile…

            sarebbe bello che il virus facesse un altro salto di specie e finisse tutto tra i felini, tanto più che tra loro sembra abbastanza innocuo…

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            1. Ti dirò di più. E se l’ospite intermedio fosse proprio un felino? Certo i biologi andavano a caccia di un rettile. Ma se avessero fatto una valutazione genetica sbagliata. Dopotutto i gatti cacciano topi e uccelli, soprattutto di sera. E se avesse cacciato un pipistrello? Poi il gatto potrebbe essere finito lui stesso al mercato (i cinesi mangiano qualunque cosa si muova). Magari no, però è tornato a casa dal padroncino bambino e si sono messi a giocare. Bambino asintomatico è andato poi a visitare il nonno, non prima di aver condiviso l’ospite indesiderato con i compagni di scuola.

              Sarei molto curioso di sapere se i primi casi di contagio avevano dei gatti oppure conoscevano qualcuno che aveva dei gatti.

              Per quel che riguarda il guardiano, non saprei se è più pericoloso prendersi il virus o starnutire in faccia alla tigre.

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                  1. e pensare che il mio si era quasi inselvatichito durante il mio viaggio ed evitava figli e soprattutto nipoti, ma adesso che sono tornato, è tornato in casa anche lui, almeno per i pasti e per il rito introduttivo delle coccole…

                    dici che sono incosciente? ma io mi fido della scienza, quando parla bene dei gatti e non parla male di pipistrelli e pangolini… 🙂

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  3. @ fla 2 aprile 2020 alle 22:10
    la speranza è che il rischio sia veramente minimo perché altrimenti rischiamo di aver sbagliato tutto.

    caro fla,
    apro la mia rassegna stampa online e Repubblica sembra darti ragione: titolo sparato in apertura: “Il virus circola anche nell’aria”. L’Oms si prepara a rivedere le linee guida
    Gli ultimi studi confermano che la diffusione del coronavirus nell’aria è più sostenuta di quanto si ritenesse all’inizio.

    quindi vengo qui per dirti che forse onestamente hai ragione; poi controllo la mia rassegna stampa tedesca online e nessuno dei quattro quotidiani che leggo riporta una notizia simile, e questo mi insospettisce, assieme al fatto che in pochi minuti Repubblica stessa ha derubricato l’articolo in un tono minore.

    purtroppo non posso dire di più perché per leggere l’articolo, e farmi lavare il cervello, dovrei anche pagare i manipolatori.

    nonostante tutto la notizia potrebbe essere vera, oppure invece enfatizzata e deformata da Repubblica, visto che rientra bene in una campagna in corso, tutta POLITICA e finora ben poco sostenuta razionalmente, per buttare addosso ai pochi jogger untori la responsabilità dello sfacelo della nostra sanità, in particolare lombarda, dove paghiamo evidentemente l’incapacità e l’ignoranza della dirigenza locale leghista, ma neppure Repubblica vuole che si sappia.

    tu saprai smentirmi di sicuro e, di fronte a dati certi, io ammetterò di avere avuto torto.

    – aggiungo qualche citazione di quel che si sa sinora; la prendo dal blog di Raimondo Bolletta, che cita un documento della Johns Hopkins University:
    Il virus decade da solo. Il tempo di disintegrazione dipende dalla temperatura, dall’umidità e dal tipo di materiale in cui si trova. L’unica cosa che lo protegge è un sottile strato esterno di grasso.
    Il CALORE scioglie il grasso; quindi usare acqua a temperatura superiore ai 25 gradi
    – ecco, aggiungo io, perché ha una maggiore difficoltà ad espandersi nei climi caldi dove le temperature superano i 25 gradi.
    Le molecole virali rimangono molto stabili nel freddo esterno o artificiale come i condizionatori d’aria. Hanno anche bisogno di umidità per rimanere stabili e soprattutto di oscurità. Pertanto ambienti deumidificati, asciutti, caldi e luminosi lo degraderanno più rapidamente.
    Più lo spazio è limitato, maggiore sarà la concentrazione del virus. Più aperto o ventilato naturalmente, meno.

    per questo la prevenzione ideale dell’infezione – aggiungo io – non è di tenere la gente in luoghi chiusi, a meno che non ci stia rigorosamente da sola, ma – se fosse possibile – farla muovere all’aperto, ma tenendola ben distanziata, e soprattutto quando le temperature esterne superano i 25 gradi.

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    1. È una fakenews, gli studi a cui probabilmente fa riferimento La Repubblica, erano riportati (con spiegazione critica) qualche giorno fa su alcune riviste scientifiche e anche sul sito dell’OMS.
      Da quel che ho capito si tratta di studi su aereosol contenenti virus artificiali, in condizioni di laboratorio che sono del tutto improbabili nella realtà quotidiana. Ergo la stessa OMS ammette che in mancanza di prove conclusive non si puó nè confermare nè escludere a priori la trasmissione per via aerea, ma l’unico contesto in cui potrebbe verosimilmente formarsi un aerosol di coronavirus è in un reparto di terapia intensiva, durante l’intubazione e l’estubazione dei malati.
      Al di fuori di una struttura ospedaliera, secondo l’opinione di alcuni scienziati che hanno commentato lo studio, è assolutamente improbabile che avvenga una trasmissione tramite aerosol. All’aria aperta poi, non ne parliamo neanche…
      Poi nella scienza nulla si puó escludere a priori, non si puó ancora dire che sia impossibile, ma il principio di precauzione deve essere fondato sulla calcolo delle probabilità. Nessuno (a parte casi di grave fobia patologica) rinuncia a fare sesso, perchè c’è 1 probabilità su 1 milione di crepare d’infarto!

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      1. ottimo, grazie, ma sentiamo fla: è un ragazzo molto preparato e sa il fatto suo, e replicherà certamente.
        che Repubblica manipoli pesantemente le notizie non è una novità, anche se è un male comune a tutta la nostra stampa.

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        1. Replico ancora una volta solo per condividere un video(in inglese, ma grazie a immagini e i sottotitoli è comprensibile a tutti) che spiega quelle che sono le attuali evidenze scientifiche, in maniera molto chiara.
          Riassumendo, la trasmissione tramite aerosol all’aperto è teoricamente possibile(ma non ancora dimostrata in maniera certa)solo in luoghi piuttosto affollati.
          Mentre la concentrazione di aerosol virale puó essere piuttosto elevata in alcuni ambienti ospedalieri, specialmente nei bagni pubblici riservari ai pazienti covid-19, e negli spogliatoi utilizzati dallo staff medico-ospedaliero( questo potrebbe spiegare anche perchè medici e infermieri, nonostante le precauzioni si contagiano piuttosto facilmente).
          Insomma, nelle tue passeggiate in campagna è piú probabile che ti caschi in testa un fulmine, piuttosto che essere infettato dal coronavirus!
          Lascio la parola a Fla.

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              1. con una ricerca rapida: la mia principale fonte sono io stesso in un altro post 😉 , e l’ho scritto perché avevo trovato la notizia, ma purtroppo non mi sono segnato la fonte.

                comunque, ad esempio, qui:
                Le opportunità da cogliere: all’estero chiare sin da subito
                Ha iniziato la Germania con Der Spiegel, che già una settimana fa consigliava la bici più dei mezzi pubblici perché in grado di garantire la distanza sociale e un improbabile contagio dal virus. Come afferma nel suo intervento del ministro della salute tedesco Jens Spahn, confermato anche da scienziati di fama nazionale. In Germania il messaggio che è si è voluto far passare è quello che la bicicletta è indubbiamente meglio di metro e bus per fronteggiare il nuovo coronavirus. Nello stesso articolo, il noto pneumologo teutonico Michael Barczok, ha dichiarato che la possibilità di inalare il Covid-19 è “zero”.

                https://www.ilsole24ore.com/art/bicicletta-cosa-si-puo-fare-e-cosa-no-tempo-coronavirus-ADLbqcG

                hai letto bene: il ministro della salute tedesco consiglia di usare la bici piuttosto che i mezzi pubblici come forma di prevenzione del virus.

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        2. Vi aspettate troppo da me. Non posso chiarirvi il dubbio. Non ho studi che dimostrino che il virus sia airborne.

          Però faccendo un confronto con il virus influenzale si nota che questo ha una dimensione di 80-120 nm mentre il Sars Cov2 sta tra 100-150 nm. Ora non so che capacità elettrostatiche abbia il virus, ma personalmente ce lo vedo benissimo attaccato alla polvere esattamente come quello influenzale.
          Aggiungiamo che le varie simulazioni che hanno fatto con starnuti e tosse per determinarne la distanza raggiunta sono stati eseguiti in condizioni di aria perfetta. Nessun vento o corrente che possa salire dal basso verso l’alto. Resto dell’idea che il virus permanga nell’aria per ore all’interno di spazi chiusi mentre all’aperto viaggi per svariati metri con lo starnuto e in quantità modeste sia portato anche dal vento. Che sia capace di generare un’infezione è un altro discorso. Mi sembra già accertato che dipende molto dalla carica virale iniziale.

          Avevo letto oggi che pure furetti e gatti riescono a prendere il virus. Nel caso dei gatti se lo possono pure passare tra loro (senza sintomi). Sarebbe un vero game changer perché implica il fatto che il virus possa creare continuamente serbatoi da cui ripartire. Chi meglio dell’animale più vicino all’uomo? Certo per infettare il gatto bisogna proprio starnutirgli in faccia. Serve una carica elevata del virus. Speriamo vivamente che sia una buffala.

          Che il virus sia contagioso a distanze superiori al metro credo sia accertato anche da Anthony Fauci (quello che prima o poi butterà giù dal palco Trump al grido di “Imbecille”). Negli Usa stanno prendendo in considerazione la necessità universale delle mascherine. Forse quello che realmente ha rallentato il contagio anche in Cina. Non tanto per proteggere se stessi ma gli altri. Chiaro che se 100% delle persone le usano non ci sarà nessuno a poter trasmettere il virus facilmente.

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          1. Buone osservazioni, anche nel video che ho postato prima si dice in determinate condizioni il virus può viaggiare per più di 2 metri, alcuni studi in ambiente chiuso e non aerato dicono che uno starnuto può spingere particelle di aerosol addirittura fino a distanze di 8 metri.
            Mentre per l’aerosol generato respirando e parlando, sembra che una distanza di 2 metri abbondanti sia più che sufficiente(il metro consigliato dalle autorità sanitarie è troppo poco) per stare al sicuro.

            Magari un vento secco all’esterno può spingere particelle virali molto più lontano, però all’esterno c’è anche dispersione. Per fare un esempio è come se butti un kg di farina dalla finestra mentre tira vento, magari qualche singola particella di farina arriva anche a 1 o 2 chilometri di distanza, però tutta la polvere di farina si disperde in un’area enorme, e diventa improbabile che qualcuno che sta passeggiando fuori la inali in quantità sensibile. Mentre un panettiere che lavora al chiuso con la farina, se non prende precauzioni può inalarla in quantità non indifferenti, rischiando di sviluppare rinite e asma!

            Insomma, il rischio zero non esiste, è sempre una questione di probabilità. Potrebbe contagiarti anche una persona che tossisce a 50 metri di distanza contro vento, però ci vuole una notevole dose di sfiga!
            Certo è che l’attuale raccomandazione del metro di distanza è inadeguata, nei posti al chiuso in cui si trascorre molto tempo(come a lavoro) la distanza andrebbe estesa almeno a 3 metri, se non di più.

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            1. Bewegung an der frischen Luft ist, solange man nicht kränkelt, gesund und stärkt auch das Immunsystem.
              il movimento all’aria aperta, fino a che non si è malati, è sano e rafforza il sistema immunitario.
              Alle, die sich gesund fühlen, sollen auch jetzt weiter Sport betreiben. Natürlich empfehle ich jetzt eher Sport im Freien als im Fitnesscenter.
              tutti coloro che si sentono sani devono continuare a fare sport anche adesso. naturalmente consiglio adesso piuttosto sport all’aria aperta che in palestra.
              https://www.derstandard.at/story/2000115269406/coronavirus-laufen-in-panischen-zeiten
              Coronavirus: correre al tempo del panico.

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              1. Interessante, peró l’articolo è stato pubblicato un mese fa, quando anche in Italia i runner non erano ancora stati additati come untori.
                Chissà se adesso anche in Austria hanno fortemente limitato l’attività fisica all’aperto, come in Italia, o se hanno conservato maggiore libertà da questo punto di vista!

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                1. sì, ma ti rimando anche alle citazioni dell’altro commento.

                  quanto alla Germania, non procede per divieti e sanzioni, ma per raccomandazioni, contando molto sul maggiore spirito di disciplina della cultura locale.

                  sull’Austria non ti so rispondere: è un paese cattolico, quindi più vicino alla nostra mentalità, e in effetti specifici divieti sono stati emessi anche lì, però non mi risulta che riguardassero l’attività fisica all’aperto.

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                2. la mia risposta era legata ad una situazione di qualche tempo fa e si riferiva in particolare alle decisioni del governo centrale; proprio oggi Der Spiegel ha provato a fare il punto dei divieti in vigore in Germania in questo momento, ma è praticamente impossibile, data la struttura federale dello stato: i 16 Laender hanno competenza in materia e si comportano in modi diversi: il che è un bello stress per tutti. e questo spiega anche perché il governo centrale deve limitarsi a fare raccomandazioni.

                  e infatti il giornale deve tracciare un quadro delle misure in vigore in 16 pagine diverse, quanti sono i Laender tedesachi.

                  https://www.spiegel.de/panorama/gesellschaft/coronavirus-der-ueberblick-zu-den-massiven-einschraenkungen-in-allen-bundeslaendern-a-818dc0ed-d359-4385-81c7-8a018425dbb3

                  B-W (dove vivevo io): si può uscire di casa per fare attività sportiva e muoversi all’aria aperta, fermo restando il divieto di assembramenti di più di due persone, e mantenendo un metro e mezzo di distanza.

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                  1. Grazie per il link, molto interessante. Ho dato un’occhiata veloce, e mi pare che tutti i Lander consentono l’attività fisica/passeggiata all’aria aperta, con piccole differenze di limitazione (alcuni permettono l’attività fisica rigorosamente da soli o in compagna di familiari/conviventi stretti, altri addirittura consentono di uscire con un compagno/a di allenamento). Inoltre mi pare che in nessun Land sia proibito incontrare e passeggiare con i figli, mentre in Italia ho sentito di vari padri separati che per il fatto che abitano in un comune diverso non possono vedere i figli da settimane!

                    Altro dettaglio interessante, in tutti gli Stati federati la distanza minima obbligatoria è di 1,5 metri (in alcuni anche 2mt), molto piú in linea con l’evidenza scientifica(gli aerosol prodotti mentre si parla possono superare il metro di distanza) rispetto al metro di distanza(che in alcuni negozi e posti di lavoro viene rispettato a stento) che si continua a raccomandare in Italia.

                    Altra mentalità i tedeschi, apparentemente (non li conosco bene) molto piú pragmatici.

                    Piccola cronaca locale, nella piccola cittadina in cui abito la gente ha fatto polemiche assurde per la riapertura del mercato alimentare all’aperto, invitando (con modo “poco gentili”, per usare un eufemismo) i cittadini al boicottaggio. Ci sono passato per comprare un po’ di verdura, aerea recintata, protezione civile a controllare il rispetto delle distanze, piazzale quasi deserto (a parte pochi clienti “dissidenti” che hanno sfidato il senso comune), nessuna fila, distanze ben superiori a quelle che è possibile tenere nella maggior parte dei supermercati. La gente (probabilmente gli stessi che sui social maledicevano chi ha permesso il mercato all’aperto, e chi ci è andato a fare la spesa) a fare file lunghissime davanti ai supermercati!

                    Purtroppo queste sono le teste (di …) che abbiamo in Italia, la maggioranza(o comunque una minoranza consistente, prepotente e molto chiassosa, che poi influenza anche persone normalmente ragionevoli), ragiona cosí, pensano che sia piú sicuro infognarsi in massa dentro i supermarket (per la gioia degli imprenditori della GDO, che staranno facendo affari d’oro), che fare acquisti all’aria aperta.
                    La vita all’aria aperta è proprio contraria alla cultura italica di massa. In tempi pre-coronavirus le palestre erano sempre piene, mentre le persone che si spostavano in bici o a piedi erano/sono mosche bianche!

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                    1. la situazione concreta che descrivi è allucinante: pare che l’Italia si divida in due, quelli che se ne infischiano delle norme poste a tutela di tutti e anche loro, e quelli che sono interessati più che altro ad odiare qualcuno, in questo caso i primi.

                      non escludo neppure una forte area di intersezione tra i due gruppi, cioè che ci sia un discreto gruppo che se ne frega delle norme e nello stesso tempo odia gli altri che non le rispettano.

                      sei stato più paziente di me nell’analizzare le disposizioni dei vari Laender: si conferma che la fissazione di proibire l’attività all’aperto è tutta italica; probabilmente ha a che fare, in alcune regioni, con l’altissimo grado di inquinamento che all’aperto si verifica, per cui inconsciamente si è creato l’abbinamento (insensato) tra aria aperta e pericolo di malattia (come se l’aria malata non fosse poi la stessa degli ambienti chiusi, che presentano ulteriori criticità).

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            1. speriamo che il salto sia a senso unico. Che poi nel gatto il virus subisca modifiche che non gli permettano di tornare. Anche perché se torna modificato potrebbe essere più aggressivo. Se pensi alla versione L, l’ho pensato anch’io.

              Mi viene in mente che correndo all’aperto si è esposti al sole (vitamina D).
              Non solo, pare che gli shock termici stimolino il sistema immunitario (in genere sauna però). Infatti su Medcram negli ultimi 2 o 3 video si sono concentrati sugli “shock” termici per stimolare il sistema immunitario innato (innalzamento artificiale della temperatura corporea e poi brusco abbassamento).
              Sembra sia questo che potrebbe risultare decisivo per la cultura dei paesi europei nordici e Giappone per avere un numero ridotto di decessi.

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              1. c’è una miniera di osservazioni interessanti nei tuoi commenti; è un vero peccato che tu non abbia fatto Medicina (ma forse sei ancora a tempo).
                quello che mi piace è la ricerca di forme di intervento che facciano sponda sopratutto sulle risorse naturali del nostro organismo: credo anche io che il sistema immunitario innato sia il cuore della risposta più efficace.

                ma intanto che discutiamo, qui attorno è una vera carneficina…

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                1. Il Dr. House in persona. Ho anche avuto modo di sosperare il lupus in passato (accadeva molto spesso nel film). In realtà dietro c’era qualcosa di ancora più raro e dietro di quello altro ancora. È solo un gioco a scacchi con la Morte.

                  Per quel che riguarda il sistema innato mi sembra che la maggioranza degli esperti concordi che quello sia il punto debole anche se non sanno ancora perché. È la parte del sistema immunitario più dispendiosa in termini di energia per cui negli adulti un po’ si ferma facendo affidamento su quanto imparato (anticorpi). Nei bambini è molto attivo perché non ha alcuna esperienza di virus e batteri incontrati in precedenza.

                  aggiungerei che la vitamina D nei paesi nordici (non so la Germania) viene inserita in alcuni alimenti come latte e formaggi per coprire il deficit cronico della popolazione che vivendo più a nord riceve meno luce.

                  Quanto agli sbalzi di temperatura oltre a quello che sostengono su Medcram forse più a Nord subisco anche più sbalzi di temperatura stagionali. Quindi anche involontariamente subiscono più stress termico.

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                  1. dalla citazione che fai sulla partita a scacchi con la morte, sembra che tu conosca già Il settimo sigillo.

                    per il resto mi accontento di farti da spalla e di fornirti lo spunto per altre ipotesi acute.

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                    1. Ottimo consiglio. Riguardarsi qualche film vecchio. Anche se non perfetti sono mille volte meglio dei film moderni al 90% esplosioni.
                      Sì il riferimento era a quel film. “Perché mi vuoi sfidare, non c’è mai stato uno che abbia vinto?” ahah
                      E poi è sempre meglio che cercare di capire quale delle due versioni S ed L infetta meglio i gatti. Un virus multispecie sarebbe troppo però. Anche se leggevo che forse Sars Cov2 ha due porte di entrata nelle cellule. Ma questo lo dovrò approfondire.

                      PS: sblocca i commenti sul nuovo blog 😉

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                    2. i commenti sul nuovo blog sono già aperti: qualche problema ho solo con le notifiche; ovviamente il primo commento sul nuovo blog viene bloccato, perché lì risultate ancora sconosciuti la prima volta; da adesso, una volta sbloccato il primo, non dovrebbero esserci più problemi.

                      sto pensando che prima o poi qualcuno (tu?) dovrebbe fare una sintesi di tutti i tuoi commenti qui e trasformarli in un post, che sarebbe molto utile, a parere mio…

                      nella confusione generale, dove le notizie davvero utili si perdono, e parlano solo illustri confusionari come la Capua o Burioni, non si riesce neppure più a capire se la duplice versione del virus, S e L, è confermata oppure no.

                      aspetto con interesse i tuoi approfondimenti, e intanto riguardiamoci Il settimo sigillo: è di tremenda attualità; io l’ho rivisto al cinema di Vestone l’anno scorso: davvero notevole.

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                    3. interessante anche la risposta del cavaliere alla Morte: ti sfido non per vincerti, ma per rinviare un poco la mia sconfitta (più o meno…, citazione non letterale).

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                    1. “sospettare il lupus”, scrivo molto spesso i commenti dal cellulare e qualche volta, abbastanza spesso direi, mi sfuggono delle imprecisioni. L’avevo visto l’errore ma facevo affidamento su una caratteristica del nostro cervello che l’avrebbe nascosto. Inftati non ctona cmoe snoo sirctte le proale, btsaa che la pimra e l’umlita letreta sinao nlela poziosine gisuta. Il cervello legge la prima e l’ultima lettera e guarda la lunghezza della parola. Ottimizza le risorse proprio come il sistema immunitario.

                      Non sono bravo a raccogliere materiale. Molto spesso non ricordo nemmeno dove l’ho letto figuriamoci trovare la ricerca specifica da cui estrapolato qualcosa. Di solito costruisco degli schemi mentali basati su logica come delle ragnatele di concetti. Per risolvere il problema bisogna capire cosa è plausibile e cosa non lo è. Più la rete di un concetto si rafforza più è possibile, al di là del parere degli esperti.

                      Per quel che riguarda gli scacchi tutti pensano che si possa vincere o perdere, ma proprio nessuno vuole accettare che si può sempre pareggiare 🙂

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                    2. aggiungo: vedo che molti scrivono dell’ivermectina come farmaco. Se funziona possiamo considerarlo un pareggio?

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  4. sento quasi la tentazione di ritirarmi in punta di piedi e di lasciare i miei commentatori ad accapigliarsi tra loro, dato che, per uno strano fenomeno, io sono venuto a trovarmi al centro, e tutti sparano contro di me, anche se da posizioni opposte. 😉

    ma so già che non resisterò a fare la parte del san Sebastiano, non mi si addice, ahaha

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  5. Tornando al titolo di questo post, oggi sono andato a correre attorno all’isolato per 30 minuti con autocertificazione in mano nel caso improbabile che mi avessero fermato. Al 3 giro di 5 mi apostrofa un tipo con cane allegato dicendomi che era vietato correre, al che io senza fermarmi gli sventolo da lontano il foglio di carta continuando a correre al che “..è la terza volta che passi, chi vuoi prendere per il culo.. stronzo.. COGLIONE!!”
    Di queste simpatiche situazioni debbo ringraziare il capo di gabinetto e tutti suoi predecessori. Ho sentito podisti che si sentono come gli ebrei sotto il terzo Reich, timorosi di mettere il naso fuori di casa, vivendo questa ingiustizia con stupore e rassegnazione.
    Oggi per fortuna il viminale ha fatto 2 tweet (adesso fanno giurisprudenza anche i tweet!) chiarificatori con cui si autorizza il jogging. L’assurdo è che nei commenti ci sono tanti che si oppongono a questa “concessione”.
    Qui il tweet del viminale:

    e qui un bel pezzo di una blogger che seguo sul divieto di correre.
    https://www.silviakuna.com/quando-il-meglio-e-nemico-del-bene/

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    1. bello il post che mi hai segnalato, mi sono iscritto anche io a quel blog.

      il tweet del ministero è delirante, come tutta la comunicazione relativa: cita la circolare per smentirla con un titolo che dice il contrario di quel che dice la circolare: questa a sua volta cita il decreto facendogli dire il contrario.

      ma siccome i segni negativi si annullano fra loro…

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  6. aggiungi la possibilità di portare i bambini a passeggiare. Immagino che tra 7 giorni ci sarà un nuovo aumento dei contagi con tutti i genitori che hanno approfittato per incontrarsi tra loro.

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    1. di questa non ho voluto parlare perché, in realtà, con questa disposizione sono d’accordo: non possiamo far impazzire i bambini tenendoli reclusi totalmente per giorni.

      vedi, secondo me la disposizione è giusta; occorre un sistema di controllo che è in grado di punire quei genitori che ne approfitteranno per incontrarsi fra loro.

      ma la farraginosità della norma è soltanto l’altro aspetto dell’impunità garantita.

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      1. Forse i bambini soprattutto sono quelli che devono imparare la lezione per il futuro. Quindi io non sono d’accordo. I medici cinesi poi arrivati in Italia hanno chiaramente detto che ci sono ancora troppe persone in giro. Che facciamo, ne lasciamo di più libere? Poi magari può darsi che abbia ragione tu.

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        1. qui non stiamo parlando dei meccanismi di replicazione dei virus, quindi difendo la mia opinione. 😉

          il problema non è quanta gente sta in giro, ma quanta gente entra in contatto diretto con altri; l’avevo scritto anche dallo Sri Lanka: nessuna norma stupida potrà mai impedirmi di andare a fare una camminata su queste strade dove passano quattro auto al giorno già in tempi normali, figuriamoci oggi; e se incontrassi qualcuno sono perfettamente in grado di passargli non a un metro di distanza ma anche a tre.

          con sorpresa scopro oggi che il decreto in vigore mi dà perfettamente ragione; l’ho citato nel post e non mi ripeto: è semplice buonsenso, peraltro.

          ma allora vorrei sapere chi ha diffuso la falsa informazione che è proibito fare jogging o attività sportiva da soli all’aperto e perché ci si è messo anche il Capo di Gabinetto del ministero, salvo farsi smentire subito dopo via twitter: cosa che, per i non addetti ai lavori, non significa niente, dato che l’unico testo giuridicamente cogente è il decreto e le circolari sono mere interpretazioni che non hanno forza di legge; i tweet poi, giuridicamente, sono privi di valore.

          quindi, direi, di rispettare il decreto, se il ministero non lo cambia ancora; e di non rispondere neppure ai rancorosi che vorrebbero impedire anche questo.

          tra parentesi, per un diabetico come me, la principale terapia è farsi 10 km a piedi ogni giorno; adesso sono in quarantena e sto chiuso in casa; ma da domenica prossima chi avrebbe il diritto di impedirmi la mia terapia se resto alla larga dagli altri?

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          1. Non va messo in dubbio il comportamento responsabile di una persone, come nel tuo caso. E’ in discussione il comportamento di una maggioranza che non riesce a contenersi, e siccome non si possono seguire tutti la cosa ovvia da fare è vietarlo a tutti. Infatti ho una testimonianza di una signora che vive in uno dei piccoli villaggi della Lombardia dove le persone che prima si trovano al bar ora si trovano nel cortile dietro al bar, con lo stesso barman e stesso servizio solo a porte apparentemente chiuse.

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            1. Ma che c’entra un bar abusivo, con un comportamento lecito come l’attività fisica mantenendo le distanze?
              Non è che se è lecito farsi una camminata, lo diventa anche ritrovarsi a bere con altre persone in un bar improvvisato.

              Non c’è nessun nesso tra murare le persone in casa, e rispetto delle distanze fisiche. I fuorilegge(come i baristi abusivi) continuano ad infischiarsene delle regole, anche se vieti ai bambini l’ora d’aria.

              E l’ignoranza va combattuta con l’informazione semplice e accessibile a tutti, non a suon di divieti draconiani, che instillano in persone particolarmente ignoranti la convinzione che il pericolo sia fuori casa, e che camminatori, runner solitari, madri coi bambini, o chi porta a spasso il cane, siano potenziali untori!

              Ma questo equivoco di considerare untore chiunque esca di casa, a prescindere dal mantenimento delle distanze fisiche, ho l’impressione che non sia casuale, e che faccia molto comodo ai politici locali come Giulio Gallera o Vincenzo De Luca, o Musumeci, e tanti altri, che rischierebbero di essere chiamati a rispondere delle proprie responsabilità.

              Per esempio De Luca ha tagliato di brutto la sanità Campana, ora non puó far altro che dirottare la paura e la rabbia della gente contro chi fa la corsetta, contro le mamme che portano fuori i figli, contro le feste dei neolaureati ecc…

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                1. Certo che le feste dei neolaureati non vanno ammesse, ma quello è ovvio, è implicito nel DPCM di Conte.
                  Il lanciafiamme di De Luca serve solo ad aizzare la gente contro una nuova categoria di “untori”. Come se il virus prediligesse le feste di laurea per trasmettersi, rispetto a qualunque altra forma di aggregazione o affollamento!

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            2. ti ha già risposto perfettamente andrea: non esiste che, siccome c’è gente stupida che non rispetta un divieto ragionevole, allora – invece di farlo rispettare – io stato mi invento un divieto stupido molto più esteso che colpisce anche chi rispetta la norma ragionevole – e oltretutto poi non sono in grado di fare rispettare neppure questo; così ottengo soltanto il risultato di tormentare la gente che rispetta la legge e di non fare comunque nulla contro chi non la rispetta.
              si facciano divieti ragionevoli e si punisca a fondo chi non li rispetta.

              andrea ha spiegato bene il meccanismo politico torbido che ci sta dietro: distrarre dalla crisi del sistema sanitario, dovuto alle scelte politiche, inventandosi qualche moderno untore su cui concentrare la colpa: se la Lombardia ha un tasso di morti mostruoso non dipende dal fatto che qui la gente fa più jogging, ma dalle scelte sbagliate e addirittura delinquenziali in campo sanitario dei leghisti e dei berlusconiani che la governano da decenni.

              aggiungo, da parte mia una considerazione cinica: la selezione naturale deve pure farsi strada; chi rispetta rigorosamente la legge e resta bene isolato non corre rischi; chi vuole continuare a socializzare assieme ai suoi simili ha migliori probabilità di darsi in pasto al virus e, in fondo, buon per lui…

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              1. Certo. Non metto in dubbio il vostro DIRITTO di passeggiare. Mi aspetto che mettiate lo stesso impegno anche per il DOVERE di proteggere la vostra salute quantomeno per il rispetto dei vostri concittadini (detto soprattutto a quelli irresponsabili, non certo voi).
                Detto questo dicono di tenete una distanza di 1 m che potrebbe andare bene se tutti indossano le mascherine. Invece sono 3 m senza mascherine. In realtà non è del tutto vero perché pare che in una stanza il virus permanga nell’aria per ore. Possiamo anche aggiungere il sospetto che il virus si faccia trasportare nell’aria da polvere o altri agenti inquinanti. Detto questo… Buona passeggiata!Allegria!

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                1. Quando ancora si poteva correre senza interpretazioni superestrittive del DPCM, per mia esperienza personale, gia ogni podista si guardava bene dall’avvicinarsi ad altri. La distanza che ho rispettato e che ho visto rispettare è stata di almeno 4-5mt, limitatissima nel tempo, cioè 2-3 secondi al massimo. Quando ci si incrociava ognuno teneva rigorosamente la sua destra in modo da lasciare il maggior spazio possibile durante il rendes vouz. Io per sicurezza acceleravo per ridurre i tempi e trattenevo il fiato per una decina di secondi. Se in queste condizioni ci si contagia possiamo lasciare tutto aperto e tornare alla vita di sempre.
                  L’altra sera Burioni intervistato da Fazio per ben piu di qualche secondo stava tranquillamente seduto a 2-3mt di distanza senza mascherine.
                  D’altro canto la mia farmacista lavora almeno 8 ore senza mascherina e rispetta la distanza di un solo mt. Ho visto persone entrare in farmacia senza mascherina o con la stessa appesa in malo modo.
                  Non parliamo dei luoghi di lavoro.
                  Se gli untori irresponsabili sono i runners allora possiamo chiudere lo stato darci all’anarchia.

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                  1. mi viene da dire che un runner asintomatico sia molto più infettivo di uno che sta fermo. Chiaramente la dispersione di goccioline di saliva è molto maggiore durante la corsa. Quindi penso che hai fatto bene a tenere il fiato. La prossima volta però ti conviene chiudere anche gli occhi. Non a caso i medici hanno la visiera.
                    Come farmacista anch’io ne ho uno qua vicino, pure anziano, che è l’unico che insiste a lavorare senza alcuna protezione. Non a caso in Piemonte stiamo diventano uno dei comuni con più casi. Per via delle teste di ca**o. Un farmacista asintomatico diventa un dispenser di virus. Soprattutto se come il mio si lecca sempre le dita.
                    Per i luoghi di lavoro non andrebbero usati bagni comuni. Infatti il virus si diffonde anche tramite le feci. Se non sbaglio a Hong Kong c’è stato uno scandalo perché il virus si era diffuso tramite delle tubazioni aperte all’interno del palazzo.

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                  2. Pienamente d’accordo con ijkijk.
                    Aggiungo solo che io, quando andavo a correre la scorsa estate (giugno 2019, quindi in tempi non sospetti, quando il SARS COV 2 forse neanche esisteva, o se esisteva non aveva ancora contagiato esseri umani) alle 6 del mattino, tutti i runner che incrociavo sul lungomare tenevano spontaneamente distanze di minimo 2-3 metri o superiori (eccetto quelli che correvano in coppia).
                    Questo per dire che, per quanto la corsa sia diventata un’attività abbastanza popolare negli ultimi anni (specialmente in primavera-estate in cui tutti si affannano a cercare il modo di dimagrire), rimane sempre uno sport di nicchia. Nei posti in cui molti vanno a correre, come piste ciclabili, capita di sorpassarsi o incrociarsi a meno di 2 metri, ma affollamenti di runner non li ho mai visti, tranne in occasione di mezze maratone ed altre competizioni podistiche!

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                2. caro fla, non lo dico io, ma illustri virologi: il virus per diffondersi predilige i luoghi chiusi ed affollati, tanto è vero che si diffonde la semi-leggenda metropolitana “speriamo nell’estate così i contagi diminuiscono”.

                  è da escludere – a meno di non tornare alle superstizioni del medioevo – che una camminata o una corsa solitaria possa diffondere il virus o possa aumentare il rischio di beccarselo; direi forse: anzi! al contrario!

                  ma il nodo del problema, secondo me, resta quello che lo stato faccia davvero rispettare i divieti giusti e ragionevoli e lasci perdere quelli cervellotici e senza senso, che istigano soltanto la gente a disobbedire e finiscono col dare una giustificazione anche agli impuniti che non rispettano i divieti fondati, e che andrebbero sanzionati.

                  per inciso: sono appena stato nel mio orto a diserbare: sono fortunato, posso stare all’aperto e fare attività fisica a casa mia; potrei perfino farmi su e giù qualche chilometro in lunghezza e almeno 50 metri di dislivello, girando qualche volta per il mio terreno; quindi non parlo per me stesso; ma chi non ha questa fortuna?

                  e poi va tutelata anche la salute mentale dei bambini, va equilibrata con le altre esigenze: una passeggiatina del papà con un figlio o due per qualche centinaio di metri attorno a casa non fa male a nessuno, e bene a loro.

                  se qualcuno ne approfitta per fare cose proibite fondatamente, si punisca lui; del resto il Decreto dice esattamente questo, e guarda te che mi tocca difenderlo: quindi anche un bambino ha il diritto di fare un po’ di attività fisica vicino a casa in solitaria, cioè assieme a un genitore, e uno solo.

                  buon senso, buon senso, per favore. 🙂

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                  1. Ho giusto visto un papà tornare con la bambina dal parco. Spero proprio non con altri bambini. Intanto avrà messo le mani dappertutto. Speriamo che non abbia portato qualche ragalino a casa, magari al nonno. Ci sono tanti giochi da tavolo, i genitori possono leggere qualche libro ai bambini, bisogna essere dei genitori e non cedere a tutti i capricci dei bambini.

                    Buon senso certamente. Da parte dei genitori. Vadano pure a passeggiare ma in modo responsabile.

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                    1. caro fla, il decreto dice (lo cito di nuovo):
                      lo sport e le attivita’ motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.

                      tralascio la formulazione di nuovo barocca del testo: a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.

                      bastava dire: mantenendo la distanza interpersonale di un metro.

                      e non parla neppure di mascherine!

                      dice forse che sono vietate ai bambini? quindi sono consentite ai bambini sempre mantenendo questa distanza.

                      vero che Conte ha dichiarato in televisione ierisera il contrario, ma evidente non legge o non memorizza quello che firma e dice al momento quel che pensa che la gente voglia sentirsi dire.

                      ma noi vogliamo per forza essere più proibizionisti del governo? io no, credo sensatamente: all’aperto i pochi virus che ci sono si disperdono, per quel tanto che possono sopravvivere, e il rischio è davvero minimo.

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  7. Questa gente rappresenta un cancro per la nazione, loro che scrivono così e coloro che pendono dalle loro labbra. Sai quante volte gli ho augurato di morire ogni volta che per lavoro ho dovuto consultare le gazzette ufficiali e tutto il ciarpame collegato. I governi e le maggioranze passano ma questi personaggi sono sempre li, annidati nella PA a tutti i livelli, poi abbiamo politici che sbagliano i congiuntivi e comunicano stile whatsapp con cuoricini e smiles.
    Quando usci la prima autocertificazione per uscire di casa rimasi stupito dalla semplicità del modulo e da quanta fiducia e responsabilità fosse stata demandata al cittadino. Vuoi vedere che è la volta buona che lo stato rinuncia alla sua pesantezza opprimente, la volta buona che non hanno convocato un pool di burocrati borbonici per un modulo ufficiale?
    Poi mi sono ricreduto man mano che il certificato avanzava di versione e complicazioni fino alla quarta edizione. E la circolare da te riportata è un classico esempio del peggio che affligge il paese.
    Ma quel che è peggio che buona parte del popolo prende per oro colato questi testi come se fossero frutto di saggezza a cui la gente comune non è dato di comprendere. Invece si tratta del piu ignobile manzoniano latinorum utile solo a giustificare i loro stipendi.
    Cose ricordare quando saremo costretti a fare la rivoluzione…

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    1. purtroppo l’interprete di circolari (scolastiche) lo dovevo fare per mestiere: uno spreco di risorse immane, migliaia di presidi in Italia che dovevano passare le ore a cercare i rimandi e a interpretare testi demenziali, quando uno scritto agile e chiaro avrebbe fatto risparmiare decine di migliaia di ore di lavoro per venirne a capo (senza dire che qualcuno dei miei colleghi era poi della stessa genia linguistica e della stessa mentalità).

      in Germania ogni anno il ministero del Land locale pubblicava un volumetto di 200 pagine con l’insieme delle disposizioni scolastiche in vigore; in Italia usciva ad opera di un editore privato un volumone che arrivò rapidamente a due tomi e più di 2.500 pagine; poi anche quello gettò la spugna, perché la massa delle disposizioni era diventata ingovernabile.

      ci avevano anche provato a combattere questa autentica piaga, e fu fatta una legge circa vent’anni fa, che cercava di porre dei paletti; ma poi nessuno si è dato la pena di farla applicare: è andata ad aggiungersi al delirio normativo che ci uccide.

      del resto questa minuziosità ossessiva è legata alla storica in capacità di distinguere quello che è lecito da quello che non lo è guardando alla sostanza e serve anche a non sanzionare chi viola davvero il senso autentico delle disposizioni, dato che sono scritte in modo tale che chiunque, volendo, è in torto rispetto a loro.

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      1. Le leggi sono come le ragnatele, fermano gli insetti piccoli ma vengono lacerate da quelli grossi. E’ una reminescenza dellle elementari. Dovrebbe essere di un classico greco.

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            1. allora ci ho azzeccato io…, eheh.
              mi stavo chiedendo chi potesse essere tra i greci: Esopo, forse?
              ma è difficile pensare che un greco o un romano si preoccupassero degli insetti…. 😉
              in effetti è una frase troppo moderna.

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  8. ma no, suvvia: serve a farti passare la voglia di discutere col birro il quale, per quanto spesso più imbecille di te, se la cava consegnandoti al giudice (e soprattutto all’avvocato il quale, si sa, emette parcella che vinca o che perda…).

    oh, e metteranno a controllare degli arbitri della marcia. non mi pare difficile…

    (io rifuggo accuratamente, anche in quanto straniero, a tutti i conflitti con l’autorità; ma sarei tentato di andare a suonare il clarinetto su una panchina appartata per vedere che mi dicono…)

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    1. straniero? questa mi è nuova…

      concordo col resto: c’è una burocrazia, sia nazionale sia locale che è animata dalla volontà perversa di perseguitare il cittadino: se uno cammina da solo per una strada deserta, perché proibirglielo?

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