Covid, ancora una vittima: il parlamento (e non solo quello) – 418

con 8 casi positivi al Covid accertati (e tra questi tre capigruppo) e 80 deputati in isolamento precauzionale, la Camera può ancora funzionare? chiaramente no.

occorre il voto a distanza, come se i deputati tornassero a scuola? pare di sì.

ma chi si lamentava della perdita di centralità del parlamento è il primo a proporre dei sottili distinguo e ad opporsi all’unico provvedimento che potrebbe tenere in piedi la finzione della democrazia parlamentare.

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eccoli serviti di nuovo gli iper-critici che continuano ad usare le loro vecchie e care categorie mentali e non hanno ancora capito che la situazione è eccezionale oppure non vogliono rassegnarsi a pensarlo.

il virus è beffardo e colpisce a morte per prime le nostre abitudini mentali: chi rimane legato alle idee del passato viene travolto.

che razza di elasticità mentale e anche sentimentale esige da noi, per lasciarci sopravvivere.

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nella politica il virus è una specie di colpo di stato permanente, solo che non lo ha programmato nessuno.

qualcuno dice che siamo in guerra; c’è chi si indigna per questa frase, io penso che sia vera.

vera, ma non completa: perché non siamo solamente in guerra, siamo anche in una fase della guerra che è una specie di ritirata disordinata, quella che gli alti comandi avrebbero definito una ritirata strategica, ma che sta per diventare una rotta completa.

la desolazione avanza anche dentro di noi.

fermarla, ma come?

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occorre avere un cuore di pietra; sopravviveranno soltanto i più crudi.

io mi candido a sopravvivere, cioè ad essere spietato.

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mi arrivano messaggi dalla Germania: il figlio piccolo di un’amica, in attesa dell’esito del tampone, la mamma e lui già rinchiusi in casa; ma l’altra figlia? il marito?

mi arrivano messaggi dallo Sri Lanka, dove i nuovi centri di diffusione sono il campo di prigionia che rinchiude i combattenti delle Tigri Tamil, dopo la fine della guerra civile, e i primi 50mila migranti ritornati da paesi stranieri dove hanno perso il lavoro.

lì le cifre ufficiali parlano di 4.459 infezioni e 13 morti, su 3.278 ricoveri; eppure il lockdown è ricominciato appena superato il limite di 1.000 infetti e di 2.000 quarantene, su una popolazione di 21 milioni di abitanti.

con la morte del turismo il paese è in ginocchio? forse, ma dove la povertà è una condizione diffusa, anche il virus ha ben poco da far perdere.

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sono i miei amici dispersi nel mondo che mi aiutano a tenere ferma la barra del cuore: timoniere di me stesso in un mare in tempesta.

e la rotta è verso l’isola che non c’è, nel mare senza cuore.


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