escursioni da Covid. risalita a Pregasina – 426

Pregasina è una delle tantissime meraviglie nascoste d’Italia, un borgo quasi impossibile, annidato sulle ultime balze scoscese di una ripidissima e immensa scarpata che precipita nel lago di Garda dalle montagne ad occidente di Riva, ma separato da quelle più vicine alla città da una gola scavata dal torrente Ponale.

in tempi antichi ci si arrivava con una mulattiera che risaliva da un porticciolo alla fine del torrente, oppure dalla sovrastante valle di Ledro, che si allarga poco più in alto; poi venne costruita anche una strada percorribile dalle automobili che portava alla valle partendo da Riva, e dunque anche ad un bivio per Pregasina: una incredibile mulattiera allargata quasi, scavata nella roccia a strapiombo.

oggi questa strada pericolosa è abbandonata dal traffico: è stata sostituita da una galleria di sette chilometri che perfora la montagna e sbocca alle spalle della città, e lo stesso è successo a parte della strada per Pregasina, aggirata da un’altra galleria in salita di un chilometro, che evita i vecchi tornanti esposti sulla costa del monte.

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Pregasina è sempre stato un miraggio, una meta virtuale, per tutti gli anni (dalla fine sei Settanta agli Ottanta) che passavo ogni periodo possibile di vacanza a Tremosine, nell’appartamento da residence comperato nel 1976 o 1977, credo, grazie all’eredità di uno zio, Gigetto, morto senza figli e non sposato.

ed eccomi a visitarla a 72 anni, di poco più giovane di lui quando morì a seguito di un incidente: gli esplose addosso il fornellino del gas mentre si faceva il caffè la mattina al risveglio e sopravvisse alle ustioni pochi giorni.

sono qui grazie al Covid, che mi costringe a muovermi nelle relative vicinanze di dove abito oggi, e a scoprire che forse vale la pena di girare il mondo soltanto per scoprire altre culture in modo non libresco e dal vivo, ma chi cerca i famosi paesaggi “mozzafiato” e niente di più resti pure da queste parti.

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lascio la macchina comunque al parcheggio, una cinquantina di metri prima del bivio per Pregasina sulla strada che dalla Val di Ledro porta a Riva del Garda, e mi avvio a piedi: ma basta un centinaio di metri per trovare i primi cartelli che vietano di procedere in discesa a sinistra verso il porticciolo del Ponale per rischi di cadute sassi.

sconcertato all’inizio quando mi pare che la mia gita sia bloccata sul nascere, ma io in realtà continuo sulla destra in un largo sentiero che si immerge tra gli alberi e le rocce; vedo però, sia all’andata sia al ritorno, che qualcuno affronta comunque l’altro sentiero, nonostante i divieti, e dunque rinvio ad una prossima occasione la sfida di affrontarlo.

io proseguo sul mio, dove sarò solitario fin quasi alla fine: del resto sono soltanto 3 km per arrivare al paese, dice il cartello.

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però resto perplesso per il fatto che anche questo sentiero discende e non poco: Pregasina non dovrebbe essere più in alto? ma forse mi sbaglio.

sono ancora dentro la gola, nel suo lato sud, e quindi in ombra, ma l’altro lato è sfarzoso di sole: una antica villa abbarbicata sul ciglio della roccia sembra la metafora di una vita meramente contemplativa: chi vive lì che cos’altro può fare che guardare dalla finestra quel panorama di una bellezza accecante? invidiabile? non so proprio: certamente bellissimo.

il lago sotto gli strapiombi oscilla tra il colore azzurrissimo e il verde smeraldo: mi spiegheranno che dipende dal vento: se increspa le onde, queste, viste da 400 metri più in alto, appaiono verdi; se il vento si placa per qualche momento, il lago diventa azzurro.

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proprio quando la discesa comincia a diventare sconcertante e si arriva al punto esterno dove la gola finisce e si deve cominciare a costeggiare il lago, pur sempre da 300 metri di altezza, credo, il mistero di questo strano percorso si risolve: siamo arrivati alla vecchia strada dismessa, quella che saliva da Riva del Garda.

ed ora si procede per un percorso più ampio, anche se l’asfalto del vecchio fondo stradale sta finendo sbriciolato dal tempo, e si ricomincia finalmente a risalire, per qualche comodo tornante, verso il paese che appare altissimo sopra una cresta, ma non lo è davvero.

avvicinandosi, ecco qualche comitiva: un gruppo di più di trenta persone, tutti tedeschi; un altro tedesco, di Frankfurt con cui farsi una breve chiacchierata.

il lago, visto da qui, sembra una piccola conca, un gioiello colorato incastonato; le cime più alte sono bianche di neve.

il monte Baldo si vede a sud, ma non interamente, di scorcio; di fronte c’è una cresta che separa dal lago, ma a poco a poco la si sovrasta e si comincia a vederla sotto di sé.

di fronte c’è un picco aguzzo, una miniatura del Cervino, che potrebbe apparire come quei souvenir kitsch di qualche luogo turistico se non lo avesse creato la natura.

e per il resto, non viviamo nell’epoca della riproducibilità delle immagini per niente: lascio la parola alle fotografie, anche se questo è uno dei pochi casi in cui la parola, a saperla usare, sarebbe più efficace delle foto: sembrerà un poco corrivo dirlo, ma rispetto alla pienezza del ricordo, queste foto sono perfino un poco sotto tono.

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un cartello indica Regina mundi; trovo che la definizione sia un poco esagerata per un borgo che avrà forse un centinaio di abitanti, per quanto sia meravigliosa la location.

però sbaglio le valutazioni; ma questo si vedrà meglio al prossimo post.

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ah già, il montaggio video.


7 risposte a "escursioni da Covid. risalita a Pregasina – 426"

  1. Caro Mauro sono in fase piuttosto discendente . Non è lo spazio per dire ne e giusto comunque parlare.
    Così queste tue immagini e lo slancio che comunque metti è ricchezza da cui sempre attingo.
    Tocca essere tanto innamorati della vita.
    Vivo sola come te né l’abitare in un condominio cambia affatto l’essenza.
    Perdona ma raccolgo le mie esperienze qui.
    La depressione maggiore è piuttosto deleteria e difficile da risolvere completamente soprattutto se vivi una realtà familiare disfunzionale.
    La bipolarità da nevrosi diventa psicosi se non curata. Chi ne soffre non si vuole curare. Spesso è accompagnata da grave distorsione della realtà.
    Chi invece è idiota superficiale perché ignorante e dotato di intelligenza emotiva appena sufficiente è altra cosa.
    Purtroppo l’epidemia maggiore è proprio questa e prende tutte le fasce di età esclusi i piccolissimi e i bambini ove abbiano genitori che consenta loro di crescere.
    Tornando alle escursione qui non si fa un bel niente . La paura tra i miei coetanei e diventata virale.
    Le tue parole mi piacciono completano le foto.
    Le prime quattro foto sono davvero belle.
    Personalmente non trovo molte parole . Mi sembrano tutte consumate inefficaci e insufficienti.
    Grazie a te amico mio io ti ammiro né ti considero super ma molto preparato, perspicace ,tenace e disciplinato . È la mia sensazione senza alcuna presunzione. Ti parlo dal mio basso

    Ti abbraccio 😘 buona domenica a tutti🐞☀️

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    1. grazie dei complimenti, ma sono via via in disarmo, onestamente: post pubblicato sul blog sbagliato, per fare un esempio solo, dimenticando il video, che aveva anche un errore di stampa nel titolo: basta?

      comunque tiriamo avanti, se quello che si scrive è ancora utile a qualcuno, nonostante tutto.

      le difficoltà di cui parli per te sono in parte anche le mie: la fase discendente è collettiva, non individuale; capirlo può aiutarla a gestirla meglio. io quando sto male, cerco di guardare il mio malessere da fuori, e se riesco a collocarlo in un quadro, mi sento un poco meglio e dico: è come il raffreddore, aspettiamo che passi. poi, certo, in questo momento non è che il circostante aiuti, anzi…

      solo su una cosa che dici non sono d’accordo: non è la stessa cosa vivere sentendosi soli in un condominio o in una casa autonoma che ha della terra: forse perché sono segno di terra, la terra per me è fonte di vita e poi i due gatti, gli altri animali, l’orto, la frutta sono tanti legami che tengono avvinti: sono appena stato nel prato a fotografare la nebbia che qui però oggi non arriva: erba bagnata, ultime tracce di brina, dei funghi nascosti che devo andare a prendermi per farmi un sughetto per la pasta.
      hai bisogno anche tu, credo, di queste piccole cose, che ci fanno sentire meno soli, mentre siamo distaccati però da tutto quello che ci fa male.

      non dico di più, non so nemmeno se sono parole opportune, non sto vivendo i mali che stai vivendo tu; però sento che ami la vita anche tu.

      buona domenica, Francesca: per esperienza, è il giorno più duro della settimana.

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      1. Sì Mauro ho tanto bisogno del mio vivere la terra . Anche se sono segni d’aria. È ciò che ho sempre fatto ,ho imparato dai contadini che ho continuo a frequentare. Stupendo !
        Credo che hai tanto cui attingere.
        La casa è vuota in ogni caso
        Non ho più il mio giardino con orto . Però Ho raccolto pomodori,zucchine ,peperoni cetrioli. Ho tutti gli odori . Ma è nn fazzoletto imprigionato, tra reti e muri . L’ ho riempito aggiungendo due alberi da frutto.
        In passato tra giardino e orto vivevo a mio agio. Sia in Italia che in Francia. Là ancora di più
        Niente gallinelle,niente ochette, niente piccioni. Banditi dal condominio. Niente gattini . Un condominio anonimo fatto di tanti singoli in una gara a chi è più influente.
        Tre persone hanno fatto tagliere due Pini alti ,forse troppo folti, con un grande fusto . Motivazione : a pericolo di caduta in caso di tempo molto brutto.
        Sono stata avvertita a decisione presa . In quattro eravamo del tutto contrari .
        Ho detto all’amministratore il mio pensiero deciso e forte.
        Ma oggi non volevo evidenziare questo aspetto. La consapevolezza che la mia realtà è discreta mi rende più pragmatica .
        Sono stanca né esistono medicine per il mio malessere che va oltre l’odierna realtà sociale e economica . La salute conta ma anche l’equilibrio generale già chiaramente compromesso in ogni categoria di appartenenza.
        Allo specchio non vedo un raffreddore ma una stanchezza mentale, perciò anche fisica.
        Mi attende un viaggio ,mio malgrado ,non di piacere,ma d’altro. Alzerò la mano destra e sinistra e mi sentirò trascinata per i capelli in una storia di follia .
        Potere guardare da vicino prima o poi ,l’orizzonte,è assaporare il senso della vita,
        non trovi ?
        Oggi pesto con il mio basilico fresco . Lo raccolgo ora. Ciao , qui c’è un sole piuttosto caldo.😘🐞

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      2. PS 👍🦋
        Prego sinceramente, ma i miei non sono complimenti constatazioni ho dimenticato la parte fondamentale l’humanitas che permeano i tuoi post, libera di retorica.
        Senza umanità, senza passione cioè senza amore ogni scritto resta sterile.

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        1. scusa, Francesca, se questi tuoi ultimi commenti mi erano sfuggiti; siamo su un blog che dovrebbe essere chiuso, errori di battitura a parte, e ci passo raramente.

          stringe davvero il cuore la descrizione del tuo angolino di terra, nell’ambiente condominiale fatto in Italia (ma forse ovunque) di prevaricazione e rapporti di potere – da noi solo esasperati dal clima di forte aggressività che caratterizza la nostra vita sociale).

          non che manchino neppure a me le tensioni con confinanti e dirimpettai; un simpatico signore di fronte al mio orto bestemmia ad alta voce la Madonna in un modo così schifoso che dà fastidio anche a me che sono ateo e non l’ho molto in simpatia, ka Madonna. ma tra me e lui c’è di mezzo la strada stretta, ma asfaltata e le sue ingiurie non possono togliere niente all’affaccio, di sotto, sulla cosiddetta Conca d’oro della Val Sabbia; e poi l’ampiezza del mio campo disperde le sue parole un poco arteriosclerotiche nel nulla.

          sì, contemplare l’orizzonte toglie senso a tutte le bassezze.

          mi spiace sentire del tuo malessere, posso soltanto dire che alle cause private si aggiungono quelle pubbliche e che viviamo, oltretutto, nell’enorme condominio Italia; difficile sopportare.
          però passerà attraverso questa tempesta chi terrà la barra diritta e sarà capace di resistere, fisicamente e mentalmente.
          parlare delle proprie emozioni negative serve; forse non ci sarebbe depressione se trovassimo sempre qualcuno capace di condividere le nostre paure…

          un abbraccio virtuale per una buona giornata.

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