borforismi in itinere – 2008-2010

chiamarli aforismi sarebbe pretenzioso,
chiamarli
gargarismi sarebbe riduttivo: chiamiamoli borforismi.
borforismi: un beccare a caso tutte le situazioni in cui la vita si prende in giro da sola con la sua logica solo apparente.

. . .

ragionevolmente parlando… – 21 marzo 2010 – 323
la razionalità non è un tipico pre-giudizio?

il pregiudizio della follia. – 21 marzo 2010 – 322
ho letto: follia è non avere pregiudizi.
da uno spunto di Patrizia Caffiero: luisa-ruggio-e-le-mille-storie-8208836

se si parla di donne. – 21 marzo 2010 – 321
donne: meraviglia che non si può capire, ma solamente amare.
(se il desiderio di confondersi con ciò che non si può capire è amore).

l’abito e il monaco, scioglilingua. – 20 marzo 2010 – 320
l’abito non fa il monaco, però spesso l’abito da monaco aiuta chi monaco nel cuore non è a non esserlo meglio.

De senectute 1 – 19 marzo 2010 – 319
non è detto che si migliori con gli anni, come qualcuno dice ad incoraggiamento.
è già molto che quel tanto che si perde con l’età sia compensato da qualche nuova virtù.

imperfezioni speciali. – 16 marzo 2010 – 318
sono le imperfezioni che ci rendono speciali…
che ci lasciano un margine per migliorare,
che ci permettono di costruire qualcosa di nuovo.

i dettagli del diavolo. – 15 marzo 2010 – 317
se il diavolo si nasconde nei dettagli, forse anche il buon Dio ne tiene conto.

biforisma sul perfettibile. – 15 marzo 2010 – 316
Afovidius: nella vita c’è sempre spazio per migliorare 😀
Bortocal: io non ho poi moltissimo tempo per migliorare: dev’essere per questo che sono già praticamente perfetto! 🙂
Afovidius: per quanto riguarda il tempo per migliorare, non è detto che io ne abbia di più…
Bortocal: già, ma questo vale per tutti, e per questo siamo tutti praticamente perfetti.

buon lavoro. – 15 marzo 2010 – 314
il nostro lavoro – e, se non bastasse, molto spesso la vita intera – è soprattutto una lotta paziente per non perdere le motivazioni a fare qualcosa di buono.
fatto questo, direi che tutto il resto è un dettaglio.
(vale come strana forma di incoraggiamento).

il senso del limite. – 9 marzo 2010 – 314
non esisterebbero i confini se non potessero essere attraversati.

cara imbecillità. – 7 marzo 2010 – 313
tutti siamo affezionatissimi alle nostre forme di imbecillità.
è già tanto quando non le chiamiamo amichevolmente saggezza.

l’imbecillità al governo. borforismi 28 – 7 marzo 2010 – 312
se la democrazia è il potere degli imbecilli per definizione, considerando la prevalenza numerica della mancanza di intelligenza sull’intelligenza, la dittatura è addirittura il regno degli imbecilli.
in poche parole, il potere è sempre agli imbecilli, sia in democrazia sia in dittatura, ma il vantaggio della democrazia rispetto alla dittatura è che almeno in democrazia gli imbecilli litigano fra loro invece di marciare tutti uniti.

che cos’è la bellezza. – 7 marzo 2010 – 311
a volte si direbbe che la bellezza sia soltanto la maschera dell’infelicità.

voglia di vomitare. – 6 marzo 2010 – 310
il grido è il vomito dell’anima.
se non gridi, ti viene da vomitare.

l’amicizia degli ormoni. – 28 febbraio 2010 – 309
dove un amore non regge non per diminuzione del desiderio sessuale, ma per contrasti di carattere, è ancora più difficile che possa sopravvivere un’amicizia, che dovrebbe reggersi senza neppure la spinta degli ormoni.

il cielo dell’ateo. – 27 febbraio 2010 – 308
dice una commentatrice che io guardo il cielo come un cecchino che vuole fare centro.
questa me la segno, ovviamente.

la macchina della verità, ovvero la verità a macchina. – 24 febbraio 2010 – 307
sono gli onesti, di solito, a vergognarsi per piccoli errori compiuti: i mascalzoni hanno la lunga e sperimentata sfacciataggine del delinquente abituale.
se gli uomini fossero intelligenti, individuerebbero subito il delinquente per la sua tipica mancanza di vergogna.
e invece sono abituati a pensare che chi si vergogna sia anche colpevole.

morte contro natura? – 24 febbraio 2010 – 306
il controllo delle nascite no, perché non è secondo natura.
il controllo della morte sì, anche se le cure mediche sono altrettanto contrarie alla natura.
vorrei tanto capire qual è la logica.
forse che la vita è sacra sempre e la morte è un male da combattere?
ma la morte non fa parte della natura?
e come possono parlare in nome di Dio uomini che temono tanto la morte da considerarla contro natura?

monogamia sadica. – 24 febbraio 2010 – 305
se un Dio ci avesse creati come siamo e poi ci volesse fedelmente monogami, sarebbe un creatore o maldestro o sadico.
oppure vergognosamente prevenuto a favore di quei rari esseri umani che riescono ad essere monogami per una vita intera

la timidezza della verità. – 23 febbraio 2010 – 304
la verità non guarda in faccia a nessuno.
sì, ma il proverbio non aggiunge che lo fa perché è molto timida

la democrazia dei sordi. – 21 febbraio 2010 – 304
è quando i sordi criticano la musica che non possono sentire che apprezzo fino in fondo il valore della democrazia.

il viaggio del sonno. – 20 febbraio 2010 – 303
ci sono sonni che sono solo un modo più comodo di viaggiare.

l’intelligenza del gatto. – 17 febbraio 2010 – 302
si dice che l’uomo è l’animale intelligente per eccellenza.
non si riflette abbastanza bene che l’unica caratteristica veramente esclusiva della nostra specie è la stupidità.
di un gatto si potrà dire che è intelligente (dunque condivide questa caratteristica con noi…), ma avete mai incontrato un gatto del quale si possa dire che è stupido?

diventare formiche (con l’informatica). – 17 febbraio 2010 – 301
l’informatica è una creatura umana, ma è anche una sfida continua alla nostra intelligenza, e sembra inventata apposta per farci diventare coscienti ogni giorno di più dei limiti oggettivi delle nostre possibilità individuali.
l’informatica è anche il formicaio della mente, lo strumento che trasforma i singoli individui in particelle di una rete di connessioni pensanti che fa di ognuno di noi la cellula viva di un formicaio in perenne movimento.
l’informatica con i prodigi generati sui fondamenti di una logica binaria assolutamente idiota (tanto che perfino le macchine possono capirla ed applicarla) è la prova migliore di come non vi è prodigio dell’intelligenza e della creatività che non trovi i propri fondamenti nella stupidità umana.

la televisione di Platone. – 15 febbraio 2010 – 300
la verità non esiste.
la televisione sì.
nella caverna di Platone è la televisione che disegna le idee che sono più vere del mondo stesso.

dieci capoversi su amore e verità. – 5 febbraio 2010 – 299
è diverso amare una donna che si ha e amare una donna che non si ha ancora.
ops: è diverso amare una persona che si ha e amare una persona che non si ha ancora.
ops ops: non si possono avere le persone, e quindi neppure le donne.
insomma, c’è l’amore possesso e c’è l’amore ricerca, non trovo un modo adeguato per dirlo.
– la verità è come la donna o la persona che abbiamo già, oppure è come la persona che cerchiamo perché non l’abbiamo?
dico un pochino meglio se ci riesco: amiano la verità di quell’amore che è l’amore per la donna che si ha, o che si crede di avere? oppure amiamo la verità dell’amore con cui si cerca una persona, sapendo che potremo amarla, ma non potremo mai “averla”?
ecco una domanda che non sarebbe male porsi.
– la gelosia non è una forma d’amore, ma la negazione dell’amore.
se l’amore vero è ricerca e non possesso, amiamo solo ciò che non abbiamo; e allora ama davvero la verità solo chi non ce l’ha.
a volte penso che anche tra persone si ama chi non conosciamo ancora.

il diavolo e il copia e incolla. – 5 febbraio 2010 – 298
il diavolo si nasconde nei dettagli e nell’era di internet nel copia e incolla.

[rasenti. – 3 febbraio 2010
oh bontà del camminare rasenti ai muri!
è quel che si pensa quando un blocco di ghiaccio, cadendo dal tetto tedesco 5 piani sopra di te in perfetta sincronia con la tua falcata sul marciapiede, ti manca di 30 cm.
sul lato esterno, naturalmente.]

l’immortalità dei morti viventi. – 2 febbraio 2010 – 297
proprio coloro che non sanno vivere bene hanno problemi ad accettare la mortalità e si riducono a inventarsi l’anima.
è l’unica speranza che si danno: che ci sia ancora una vita di là, dopo avere sprecato questa.

non è ver che sia la morte… – 1 febbraio 2010 – 296
la morte il peggiore di tutti i mali?
possiamo vederla piuttosto come un rito di passaggio, però è il passaggio più strano che c’è, perché ci conduce ad un niente della coscienza, e come possiamo dire che ci conduce se noi non ci siamo più?
ma il niente della coscienza non è neppure un niente assoluto: morire per esempio non significa affatto non parlare più, significa solo che gli altri non ci possono più parlare – ma forse soltanto perché non sanno come si fa.
in ogni caso, anche senza dopo, la morte è lo scopo della nostra vita.
imparare a morire significa proprio questo: imparare che siamo un niente anche da vivi, e questo è la morte che ce lo insegna, e allora il passaggio dalla vita alla morte è compiutamente raggiunto quando capiamo che morire è passare da un niente a un altro niente.

i noiosi. – 31 gennaio 2010 – 295
ci sono persone esattamente prevedibili come la morte o il sonno, dei quali rimane vagamente incerto soltanto il “quando” e il “come”, ma non il “se”.
Freud li definisce nevrotici e attribuisce loro l’irresistibile bisogno di ripetere gli stessi gesti o atteggiamenti.
a me paiono invece semplicemente i figli dello spirito di morte che spargono attorno a sé.

a proposito di inezie. – 30 gennaio 2010 – 294
non mi pare importante non essere capiti da chi non può capire.

Luisa Ruggio: La crisi della scrittura. – 28 gennaio 2010 – 293
non si guarisce mai dalla crisi della scrittura.
la scrittura stessa, in ogni suo aspetto, è uno stato di crisi.

mi scappa di essere stupido. – 27 gennaio 2010 – 292
non vi può essere libertà senza conoscenza, come posso essere di libero di decidere se NON SO che cosa decido?
ma la premessa necessaria della conoscenza è la volontà di conoscere, come posso conoscere qualcosa se non desidero neppure saperla?
ma quanti di coloro che reclamano la libertà sono disposti a sobbarcarsi anche la fatica di conoscere?
e come possiamo chiamare, allora, la voglia di libertà degli inconsapevoli? cioè la semplice voglia di essere stupidi?
“mi scappa”? cioè: mi scappa di essere stupido?
la voglia di stare nel gregge senza decidere in che senso può essere definita voglia di libertà?

l’altra faccia della libertà. – 26 gennaio 2010 – 291
la libertà di prepotenza si chiama delinquenza.

amici e nemici. – 24 gennaio 2010 – 290
siamo abituati a considerare la stampa uno strumento di libertà e la sua libertà un pilastro della democrazia.
ma se provassimo a vedere le cose da un altro punto di vista? se ci accorgessimo che la stampa, anche libera, è il principale nemico della democrazia?
la stampa non è forse uno strumento di controllo del popolo?
e come può esserci democrazia dove il popolo è controllato?
– a questo paradosso bortocaliano trovo una sola obiezione possibile:
ma, caro bortocal, di che popolo parli? dove è il popolo?

il peso dei film. – 19 gennaio 2010 – 289
qualcuno dice che la vita è un film.
pochi si accorgono che ci sono vite così leggere, che un film può essere più di una vita intera.
– ma vale anche per le vite troppo pesanti.
anche in questo caso ci sono film che valgono di più, perché sono più leggeri.
– insomma sempre il film è un film, e solo qualche vita è un film.

esprimere e non reprimere (tre borforismi sulla follia). – 19 gennaio 2010 – 286-288
286
eh eh, non mi escludo affatto dal ciclo dei “malati mentali”, direi che tutti lo siamo in modi diversi.
quindi perché toglierci la soddisfazione di rinfacciare agli altri la loro follia quando questo ci aiuta così bene a dimenticare le proprie?

287
se c’è una terapia della follia, direi che il primo passo è liberarsi delle proprie tensioni e della propria aggressività: esprimere e non reprimere è il mio motto.

288
l’aspetto più positivo della terapia della follia che propongo è che coincide perfettamente con la malattia, e questo sicuramente non è un vantaggio da poco.

il pericolo dell’amore. – 18 gennaio 2010 – 285 – revisione stilistica 9 novembre 2019
l’odio è solo l’altra faccia dell’amore, cioè è il volto che assume l’amore quando ha perso la speranza di dominio che lo animava.
se gli esseri umani lo sapessero, considererebbero la tentazione di amare e farsi amare troppo per quello che è: il peggiore dei pericoli ai quali è esposta la nostra vita.

non sono schiavista, ma… – 10 gennaio 2010 – 284
qualcuno può forse negare che se non ci fossero gli schiavi non ci sarebbe neppure lo schiavismo?

il contagio della solitudine – 1 dicembre 2009 – 283 – revisione stilistica 8 novembre 2019
283a
un articolo delle Scienze on-line di oggi, Solitudine contagiosa, dice che “la solitudine si diffonde fra i gruppi di persone proprio come il raffreddore” o come l’influenza suina.
e, a mio modesto parere è anche più pericolosa, dato che l’unica persona che indirettamente conoscevo (era la moglie di un collega di lavoro) è morta non per l’influenza suina, ma per la medicina che le hanno dato per curarla, e a cui era allergica, il Tamiflu.

283b
dicono che essere soli peggiora in modo significativo la salute generale, in particolare delle persone più anziane.
semplice capire perché, senza troppe ricerche, basta pensare a come si mangia male da soli, senza questi riti sociali che poi distendono e favoriscono persino la digestione.

283c
insomma, alcune università americane hanno misurato l’andamento della solitudine di 5.124 persone, che originariamente facevano parte di un gruppo di ricerca sui disturbi cardiaci.
e hanno scoperto l’acqua calda: e cioè che se qualcuno tende a diventare più solo, anche i suoi amici lo diventano.
d’altra parte mi sembra una logica conseguenza matematica: se io mi stacco da un amico, anche lui avrà un amico in meno, no?

283d
e poi, a proposito di anziani che precipitano nella solitudine, mi pare che la statistica abbia semplicemente dimenticato di considerare che, se le persone anziane tendono a diventare sole, è perché la morte glieli porta via, gli amici.
da qui a dire che la solitudine è come un virus, ce ne passa.

283e
d’altra parte se chi trova un amico trova un tesoro, chi lo perde che cosa fa? perde un tesoro, evidentemente.
e allora com’è che tutti sono così pronti a buttare al vento troppi tesori di amicizia che si ritrovano?
forse perché ci sono in giro troppi amici tarocchi che è meglio perderli che trovarli?
amico uguale tesoro, ma amico tarocco uguale tesoro tarocco, occhei?

283f
La società trarrebbe beneficio affrontando in modo deciso il problema delle persone sole aiutandole a ricostruire la loro rete sociale e a creare una barriera protettiva contro la solitudine.
in modo deciso? Dio ce ne scampi e liberi: mi pare di vederlo il nuovo Esercito della Salvezza, a caccia di solitari per liberarli da loro stessi.

283g
sì, ho cominciato questo post senza sapere dove andavo a parare, ma ora lo so: voglio scrivere qualche breve nota di elogio della solitudine per mettere in guardia qualche assistente sociale dal venire ad intromettersi nei fatti miei.
non sono certo il solo: mi ricordo di una frase latina: Beata solitudo sola beatitudo.
come dire: l’unico modo di essere felici è di starsene beatamente da soli.
credevo che la frase fosse di Petrarca, invece scopro che è di Bernardo di Chiaravalle, un tipaccio, anche se la chiesa l’ha dichiarato santo: fece condannare Abelardo e Arnaldo da Brescia, promosse la seconda crociata, sostenne il potere assoluto della Chiesa come un qualunque imam iraniano di oggi, lottò ferocemente contro gli eretici del suo tempo, e per colmo di sventura gli fu dedicata una enciclica da Papa Pio XII nel 1953, che gli appioppò il titolo di Doctor mellifluus, credendo di fargli un complimento.
insomma, se questi sono i solitari…

283h
anche Petrarca (“Solo e pensoso…”) era un solitario sui generis, sempre immerso in missioni diplomatiche oppure nella composizione di opere celebratissime.
Seneca, che temo sia all’origine di tutta questa vera e propria sequenza di elogi del vivere da soli e appartati, era un altro solitario che faceva il primo ministro di Nerone, e definiva addirittura “la solitudine per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta”.

283i
trovo perfino un elogio della solitudine scritto dalla Libera Associazione Barbarica.
anche Pamuk, premio nobel turco, ed Eucherio da Lione hanno scritto un Elogio della solitudine.

283l
però un certo Giorgio Mazzoldi non concorda con la frase Beata solitudo, e la definisce, in modo piuttosto solitario: “fulgido esempio di frase del cazzo”.
comincio a dargli ragione vedendo che nella storia tutti questi solitari che lodano la solitudine cominciano a diventare un esercito.

283m
troppa folla per mettermi a lodare la solitudine anche io, e nessuna possibilità di dire più niente di originale, direi.

283n
insomma a me capita di essere contagiato della voglia di solitudine molto più dalle folle che dai solitari, che volete che vi dica?
e gli unici solitari che mi infettano proprio di solitudine sono quelli che vanno in giro a lodarla a capo di grandi masse.

283o
ovviamente l’Elogio della solitudine che preferisco è quello, applauditissimo da un grandissimo pubblico di solitari entusiasti, di Fabrizio De André.
sapete che faccio? rinuncio a dire la mia e lascio lodare la solitudine a lui, anche se forse io avrei lodato nella solitudine qualcos’altro che la paura dell’organizzazione.

[nb 2019:
da questo momento avviene una svolta nei miei borforismi: smettono di essere aforismi, tendono a diventare più argomentati.
è quasi una seconda stagione, oppure una seconda parte; sopravvivono ancora tuttavia alcuni borforismi brevi, come una prosecuzione della prima parte]

gratta e vinci. – 19 novembre 2009 – 282
mi piace chi fa previsioni sugli amori: come se si dicesse di sapere dove andrà finire la pallina della roulette.
è lo stesso gioco: è un gratta e vinci

semplicità dell’amore. – 19 novembre 2009 – 281
– l’amore è una cosa troppo complicata…
– l’amore è una cosa troppo semplice…

i dolori dell’amore. – 18 novembre 2009 – 280
mica è facile amare senza far male a nessuno.
a volte si deve scegliere, amando, se far del male a se stessi o alla persona che ami…
a volte, poi, ancora peggio: non lo sai neppure, se fai del male o del bene, né a chi…

al paradiso delle mail. – 15 novembre 2009 – 279
penso a dove finiranno mai le mail perdute, scritte e non riuscite all’invio.
nello stesso posto dove finiscono i post scritti e cancellati – immagino -, oppure le poesie pensate e poi dimenticate prima di scriverle, i sogni evaporati prima del risveglio…
ma allora ci sarà anche un paradiso per le mail?
ci saranno mail che finiscono all’inferno?
oppure in purgatorio a purificarsi dei peccati?
si poteva pensare che restassero in una specie di limbo: ma la Chiesa l’ha abolito…
finiranno dove finiremo noi tutti, e non c’è pensiero più straziante di questo, di novembre.

tempo e verità. – 13 novembre 2009 – 278
se il tempo è galantuomo e ristabilisce la verità, allora la verità esige molto più tempo della menzogna.

chiarezza morale. – 27 ottobre 2009 – 277
nell’educazione abbiamo il dovere della assoluta chiarezza espressiva.
si tratta di etica prima che di linguistica.
dare dei messaggi che contengono espressioni poco chiare, dicendo che tanto nessuno chiede di chiarirli, è il principio di ogni corruzione morale.

la regola della ripetitività. – 27 ottobre 2009 – 276
come funziona la regola della ripetitività?
le cose ripetute sono noiose se sono intelligenti e sono divertenti se sono stupide.
provate a ripeterlo…
vi è scappato uno sbadiglio, per caso?
oh, grazie!

la religione dell’indifferenza. – 26 ottobre 2009 – 275
la religione dell’amore – non è difficile da capire – è solo l’altra faccia della religione del potere.
di nessuno vogliamo essere più padroni che di chi amiamo.
dateci una religione dell’indifferenza!

Balzac. – 26 ottobre 2009 – 274
qualcuno potrebbe spiegarmi perché viviamo in tempi più corrotti di quelli di Balzac e non abbiamo neppure un Balzac per descriverli?
così, se voglio informarmi sul presente, devo ancora leggere lui.
“Splendori e miserie delle cortigiane”. 

lo zoo degli scrittori – tanti modi bestiali di scrivere… – 23 ottobre 2009 – 266-273

lo scrittore passerotto.
non riesco a vedere una grande differenza fra il passerotto che intreccia le pagliuzze per costruire il nido e lo scrittore che combina le parole per ricavarci un racconto o una poesia.
se non che lo scrittore a volte pensa che il batuffolino che mette insieme sia immortale e il passerotto non se lo immagina nemmeno.

lo scrittore gatto.
c’è chi scrive come si costruisce un nido e chi scrive come un gatto che affila le unghie per aggredire la preda.
non so perché, definirei solo il primo uno scrittore.

lo scrittore pecora.
scendendo la scala delle diverse possibili scritture, si incontra lo scrittore pecora.
scrive senza coscienza, come se stesse brucando erba.

lo scrittore pavone.
e colui che scrive solo per fare la ruota?

lo scrittore boa.
capace di inghiottire un lettore intero.
ma occorre un lettore che ami diventare altro da sé.

lo scrittore giraffa.
la sua sterminata altezza le consente di vedere le cose da un punto di vista solo suo.
in un certo senso il mondo della giraffa è diverso da quello di ogni altro essere vivente.
la giraffa a volte sembra abbia la testa fra le nuvole, tanto che può persino dimenticarsi di scrivere.
non importa: basta quella testa a cinque metri da terra per farne uno scrittore lo stesso.

lo scrittore tartaruga.
è così sensibile che la sua scrittura non esce mai di casa.

fanatismo. – 11 ottobre 2009 – 265
quando un insieme di stupidi pensa di liberarsi della propria stupidità affidandosi ad un capo, accuratamente scelto in modo che sia più stupido di loro.

l’intelligenza femmina. – 10 ottobre 2009 – 264
l’intelligenza è femminile.
dev’essere per questo che certi maschi che menano vanto della propria rozzezza, oltre a non intendersi di intelligenza, non si intendano neppure di femminilità.

riflessioni da supermarket. – 9 ottobre 2009 – 263
l’intelligenza non si compra e del resto, se la vendessero, gli stupidi comprerebbero altro.

la cosa meravigliosa. – 9 ottobre 2009 – 262
non sapremo mai se la vita è una cosa meravigliosa o una boiata pazzesca.
non avendo altro a disposizione, ce la facciamo piacere per forza.

il limite della verità. – 1 ottobre 2009 – 261
la verità assoluta è un concetto limite, ma questo non impedisce alla verità relativa di essere vera.
così come il concetto limite dell’infinito non impedisce poi al metro di misurare.

consenso insensato. – 30 settembre 2009 – 260
la mia esperienza del mondo mi induce a ritenere che dove si aggrega un consenso confuso su frasi fatte è molto probabile che venga detto qualcosa di insensato.

tre volte assurdo. – 26 settembre 2009 – 259
a partire dalla trinità il cattolicesimo sembra una sistematica negazione del buon senso.
la funzione unica del dogma cattolico sembra quella di creare un popolo disposto a credere a tutto quanto provenga da una fonte di potere.

l’estrema finzione. – 26 settembre 2009 – 258
l’estrema unzione sembra una cresima fatta troppo tardi.
per la seconda volta fa di te un eroe, ma la morte ha già vinto la sua partita.

fare di ognuno un messia. – 26 settembre 2009 – 257
fare di ognuno un messia.
quella goccia d’olio sulla fronte e quello schiaffetto sulla guancia vorrebbero fare di te un eroe pronto al martirio.
fuggi dalla cresima e rifugiati nella terra di Brecht, che non ha bisogno di eroi!

il paradosso del prete. – 26 settembre 2009 – 256
il prete rinuncia al matrimonio.
ma se è sacro il matrimonio, come può essere sacra contemporaneamente anche la castità obbligata del prete?
tutto e il contrario di tutto?

l’istinto divino. – 26 settembre 2009 – 255
se il matrimonio è solo un ripiego per tenere sotto controllo gli istinti, non sembra un paradosso dire che averne fatto un sacramento ha divinizzato persino gli istinti.
certo che il Dio cristiano, ostinatamente celibe, rimane incomprensibile nel suo distacco dalla sessualità.
questa osservazione non intacca le religioni politeiste che invece conoscono solamente divinità con una precisa identità e attività sessuale.

il battesimo del conformismo. – 26 settembre 2009 – 254
impadronirsi di un neonato e infiocchettarlo per un rito di appartenenza ad una religione che per lui non esiste.
ma bisognerebbe chiedersi chi sia il battezzato, se il pupo frignante o i suoi genitori.
impegnati da quel rito a diventare i maestri del suo conformismo.

antropofagia divina. – 26 settembre 2009 – 253
mentre l’ostia pastosa si scioglieva nella bocca ho pensato, quando ero cattolico praticante, se anche la carne umana potesse avere una simile facoltà di dissolversi sulla lingua.
la santa comunione antropofaga virtuale.

la perversione della confessione. – 26 settembre 2009 – 252
se il cattolicesimo non avesse inventato la confessione, non sarebbe santificata la figura sociale dell’ipocrita, cioè del prete, che – dopo avere frugato nella tua vita sessuale nell’ombra del confessionale – ne esce col sorriso sulle labbra torpide.
ristabilendo l’equilibrio sociale, infranto da quel momento di pura perversione, come una morbida corazza, protettiva del bon ton dallo scatenamento degli istinti.

la santa alleanza. 22 settembre 2009 – 251
una sola alleanza assicura l’invincibilità nella storia: quella fra gli stupidi e i disonesti.

stupidità e odio. – 20 settembre 2009 – 250
tra gli ostacoli fra cui si muove la ragione umana (che potremmo anche accontentarci di chiamare più umilmente saggezza) l’odio non è dei minori.
+l’odio è capace di fare di una persona potenzialmente dotata di raziocinio un perfetto cretino.+
dicendolo in altre parole, c’è da chiedersi se un essere senziente e quindi emotivo possa agire con equilibrio.
dicendolo in altre parole ancora, c’è da chiedersi se la vita non sia necessariamente cretina.

il segreto del nostro destino. – 20 settembre 2009 – 249
fate attenzione alle vostre esperienze, diventeranno le vostre abitudini.
fate attenzione alle vostre abitudini, diventeranno il vostro carattere.
fate attenzione al vostro carattere: diventerà il vostro destino.

a proposito di perbenismo spinto. – 17 settembre 2009 – 248
non credo che ci si debba preoccupare troppo se non si ha voglia di fare le cose giuste.
farle un po’ controvoglia o non farle per niente mi sembra abbastanza normale fra noi esseri umani.
quelli che sono veramente preoccupanti sono coloro che hanno addirittura la voglia di farle.
ci leggo una evidente propensione al fanatismo.

la dittatura della memoria. – 17 settembre 2009 – 247
Siamo i dittatori orwelliani della nostra vita.
La modifichiamo a nostro piacimento, mentre passa, e chiamiamo questo diritto: ricordi.

alcoolismo e democrazia. – 15 settembre 2009 – 246
l’alcoolismo è la peggiore obiezione alla democrazia.
quando un popolo intero è ubriaco, non sarebbe meglio proibirgli di votare come gli si vieta di mettersi alla guida?
ci sono anche i popoli incapaci di intendere e di volere.

cronologia dell’esperienza. – 12 settembre 2009 – 245
siamo plasmati prima al generale e poi al particolare.
che è come dire che siamo plasmati prima alle idee e dopo alla realtà.
questo significa che ciò che viene dopo è necessariamente filtrato da ciò che viene prima.
questo spiega l’impossibilità di cambiare le menti, cioè le persone.

cinque aforismi sull’ossimoro democrazia. – 11 settembre 2009 – 240-244
la democrazia, “potere del popolo”, è un ossimoro, cioè una contraddizione in termini: come può avere forza l’insieme dei deboli?
.
il diritto universale di voto ha potuto essere realizzato solo dopo l’invenzione della radio (e poi della televisione), cioè solo dopo che il potere si era assicurato i mezzi per il controllo del popolo.
.
la moderna democrazia nella società mediatica è la forma di potere più mostruosa che si sia mai vista, perché indica che il potere di controllo si è allargato dal corpo alla mente.
.
cominceremo a capire qualcosa della democrazia quando cominceremo a vederla non come una forma di libertà, ma di dominio.
.
democrazia: “potere SUL popolo”?

il paradosso dei quanti. – 9 settembre 2009 – 239
la fisica quantistica dimostra che siamo noi stessi a determinare quello che è reale in quanto osservatori.
ma questo non rende affatto il mondo meno reale.
le regole dell’osservazione non sono infatti per nulla meno rigorose di quelle della realtà.
dato che si confondono appunto con essa.
dato che l’osservazione è la realtà e non vi è altra realtà al di fuori di essa.

la libidine del potere. – 7 settembre 2009 – 238
imporre dei divieti agli esseri umani nella sfera sessuale è la massima espressione della libidine del potere.
ed accettarli è la massima espressione della libidine del servire.

infatuazione e amore. – 3 settembre 2009 – 237
non credo che ci sia una differenza sostanziale fra infatuazione ed innamoramento dal punto di vista del soggetto che prova questi sentimenti.
l’infatuazione è curiosità per chi si lascia conoscere molto in fretta e non ci offre sempre a nuovi campi di interesse.
non è colpa nostra se certe persone sono piuttosto noiose.
semmai ci sarebbe da chiedere perché andiamo a cercarle.

chi fa il mondo migliore. – 3 settembre 2009 – 236
sono ormai troppo avanti con gli anni per credere che il mondo migliori a poco a poco; con la stessa fede si potrebbe anche pensare che peggiori.
resta certo solo il fatto che, per chi riesce a sentirla, la poesia rende il mondo migliore.

lo sbadiglio del mammifero. – 2 settembre 2009 – 235
se solo i mammiferi sbadigliano è perché sono stati i primi ad accorgersi che in fondo la vita è noiosa…

un curioso innamoramento. – 2 settembre 2009 – 234
c’è un legame molto stretto fra innamoramento e curiosità.
innamorarsi è prima di tutto essere curiosi dell’altro.
ma anche l’infanzia è curiosa di tutto e innamorata di tutto.
quindi che cos’altro è l’innamoramento se non una regressione allo stadio infantile, almeno nei riguardi della persona che si ama?

curiosità. – 2 settembre 2009 – 233
direi che è tipicamente umana.
se non fosse che la condividiamo con le scimmie.
(forse è soltanto antropomorfa)

amori a perdere. – 2 settembre 2009 – 232
è molto difficile che l’amore per la scrittura produca della buona scrittura.
la scrittura migliore nasce preferibilmente dall’amore per qualcos’altro.

sei aforismi sulla dittatura. 30 agosto 2009 – 226-231
è ingenuo pensare che un dittatore sia un uomo di straordinarie capacità e intelligenza, che esercita il potere per questi suoi pregi.
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la dittatura si fonda sull’ignoranza e sulla stupidità, e quindi anche i dittatori sono ignoranti e stupidi: questa non è l’eccezione del momento, è la normalità.
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il primo fondamento della dittature è la convinzione puerile diffusa del carattere straordinario delle capacità del dittatore, che invece è un normale cretino, simile ai suoi simili che gli danno il potere.
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l’aura di invincibilità del dittatore non dipende dalle sue capacità personali (che quando ci sono sono solo parziali), ma semplicemente dal potere stesso che esercita, che è, esso sì, eccezionale, perché privo di limiti.
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ecco l’esempio di una semplice proiezione: non sono le capacità eccezionali che portano a un potere eccezionale, ma al contrario è il potere eccezionale conferito che porta a pensare che vi siano delle capacità eccezionali che lo giustificano.
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purtroppo la convinzione che il dittatore abbia dei poteri eccezionali paralizza l’opposizione, ed è la prima convinzione di cui debbono liberarsi gli avversari del dittatore, se vogliono abbatterlo.

un’altra piccola certezza (ma forse è la stessa di prima) – 28 agosto 2009 – 225
una associazione ufficialmente asessuata, ma di fatto largamente dominata da pedofili e omosessuali, definisce in buona parte del mondo la morale sessuale.
seconda prova abbastanza solida dell’inesistenza o della distrazione di Dio.

pabloz70: Una piccola certezza – 28 agosto 2009 – 224
Se Dio esistesse, non ci sarebbero le religioni.

l’inesperienza dell’innamoramento. – 13 agosto 2009 – 223
ogni tanto ho la sensazione che ogni innamoramento sia solo una forma di inesperienza.
per fortuna però la vita è così ricca ed e’ così remota la possibilità di avvicinarsi anche soltanto a una sua conoscenza parziale, che la continuità dell’innamorarci non ci viene negata praticamente mai.

tre risposte ad adriana. – 18 luglio 2009 – 222
coz è la sofferenza?
la sofferenza è quando non si riesce a dirlo, perché dirlo è già soffrire un pochino meno e con-dividerla con qualcun altro, di modo che per se stessi ne resti un po’ di meno.
coz è la solitudine?
la solitudine è l’assoluta normalità: quindi, direi che è accorgersene.
coz è la coz?
e la coz, direi che sono i punti di domanda con i quali ci abbelliamo la vita.

sei aforismi sulla solitudine. borforismi 213 – 18 luglio 2009 – 215-221
niente conosco di così doloroso nella vita come l’indifferenza di una persona a cui vuoi bene.
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la solitudine è una condizione comune nell’esistenza, anche se gli uomini comunemente la nascondono nel sapore dolciastro delle convenzioni sociali, che simulano una fraternità inesistente.
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ma una indifferenza non ricambiata ha la potenza dolorifica di tutta la solitudine del mondo concentrata in una persona sola.
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essere soli rispetto ad una persona particolare diventa così ben più doloroso che essere soli rispetto a tutto il resto del mondo.
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potrei chiedermi per quale forma di masochismo a volte costruiamo noi stessi accuratamente le condizioni di questa indifferenza che poi ci lacererà l’anima, se non avessi una risposta già pronta: per avere l’illusione di essere noi stessi a determinarla.
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una sofferenza che abbiamo l’illusione di infliggerci da soli risulta un po’ meno dolorosa di una sofferenza che sfugge completamente e dichiaratamente al nostro controllo.

le apparenze. – 17 luglio 2009 – 214
a volte il dolore dell’abbandono appare preferibile all’ansia della conquista.

aforisma del viaggiatore [n. 2]. – 17 luglio 2009 – 213
perché spostare una penna su un foglio quando possiamo spostare tutti noi stessi in uno spazio aperto?

fine della scrittura. – 16 luglio 2009 – 212
il giovane scrittore Pietro Grossi, venuto fino a qui, dice che “gli scrittori sono persone pagate per raccontare agli uomini delle menzogne che li aiutino a vivere meglio”.
ecco, finalmente ho capito perché non sono diventato uno scrittore.

luoghi per (non) scrivere un libro. – 5 luglio 2009 – 211
è difficilissimo scrivere un libro in un posto che sembra fatto apposta per scrivere un libro.
i libri che sembrano poter essere scritti in quel luogo si accavallano e scacciano dalla mente l’unico vero libro che attende di essere scritto.
non so quindi di che cosa abbia bisogno un vero libro per poter essere scritto: certamente non di un luogo troppo pittoresco.
anche i libri, come l’amore di Platone, sembrano piuttosto essere figli del bisogno, ossia di luoghi oscuri e incapaci di seduzione propria.

contro ogni pubblicazione. – 5 luglio 2009 – 210
niente è così poco adatto alla sincerità come un blog.
la spietatezza con se stessi che è possibile in un diario segreto e personale non è particolarmente adatta ad una esibizione pubblica.
nel pubblico si esprime sempre al massimo grado quel che di scurrile sa esprimere l’animo umano; e non casualmente chi ha fatto della scurrilità la sua seconda natura assume facilmente in un pubblico il ruolo di claque.
temo che questa sia anche una obiezione radicale a ogni teoria politica collettivistica.
temo che questa sia anche una obiezione radicale ad ogni forma di pubblicazione, sia in vita sia postuma.

autocoscienza. – 20 giugno 2009 – 209
l’autocoscienza è facile e chiara come guardarsi la punta del naso.

rileggersi. – 19 giugno 2009 – 208
è mica doloroso rileggersi?
l’arte del dimenticare non ci era stata regalata a ragion veduta?
credo infatti che fosse nel vaso di Pandora, e qualcuno diceva che era il dono più importante che gli dei avevano fatto agli umani.
ad un passo dal dire che quindi proprio la morte, la medicina della vita, è un grande dono.

borforisma del viaggiatore. – 16 giugno 2009 – 207
personalmente trovo che non sia molto difficile partire.
tornare è molto più difficile…

prigionieri della memoria. – 13 giugno 2009 – 206
nella società informatica vi è una grande perdita di libertà, perché nulla è dimenticato.
rischiamo tutti di diventare prigionieri della memoria.

l’arte del dimenticare. – 13 giugno 2009 – 205
dimenticare è un’arte superiore alla meccanica delle memoria.
grazie all’oblio l’uomo prova a dominare davvero il tempo e rende la vita vissuta simile alla vita desiderata.

avvitare. – 12 giugno 2009 – 204
è il fascino della vita: vita dentro vita.

metagrafie. – 11 giugno 2009 – 203
non è la mano del fotografo che fa la foto, ma l’occhio di chi guarda.
nella foto di un altro si può sempre scoprire una foto propria.
e lo stesso dicasi di quelle fotografie a quattro dimensioni che chiamano vite.

la memoria in viaggio. – 11 giugno 2009 – 202
viaggiare è uno strano esercizio di memoria.
si impara a memoria il presente con una potenza sconosciuta.
e si dimentica il passato.

viaggi nel tempo. – 11 giugno 2009 – 201
di fronte ad una lingua sconosciuta siamo di nuovo bambini.
è uno dei motivi che può indurre a viaggiare.

la segretezza pubblica. – 8 giugno 2009 – 200
nella società informatizzata nessuno deve più spiegare perché rende pubblici i suoi comportamenti, i gesti o le parole.
semmai dovrà spiegare perché evita di farlo.

il pubblico ministero della fede. – 7 giugno 2009 – 199
chi non crede in dio non deve dimostrare un bel niente.
figuratevi se dobbiamo metterci a dimostrare che non esiste la chimera o il mostro di Loch Ness.
l’ateo è l’avvocato della difesa: difende Dio dall’accusa di esistere.
se manca la prova del contrario, il suo cliente è innocente, cioè non esiste.
chi crede è un Pubblico Ministero, e l’onere della prova è tutto suo: è lui che deve dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio che Dio compie davvero il delitto di esistere.

helios65: il coraggio della fede. 4 giugno 2009 – 198
fede: la paura che vuole darsi coraggio.

senza fede. – 4 giugno 2009 – 198
non avere le allucinazioni non è una forma di allucinazione.

saggezza domestica. 2 giugno 2009 – 197
non mi risulta che la saggezza sia un fatto naturale.
infatti ha molto a che fare con l’addomesticamento, piuttosto.
(e ricordare gli improvvisi furiosi ritorni alla bestialità naturale di tutti gli addomesticati)

ossa. – 1 giugno 2009 – 196
ricordano come la carne che le rivestiva, cioè la vita, fosse cosa transitoria e superflua.
ne conservano solo una traccia: ciò che ne era la struttura, come un più deperibile minerale.

le parole della fede. – 30 maggio 2009 – 195
non esiste una fede non detta.
la natura intrinseca della fede e’ di essere detta: altrimenti che fede e?
all’inizio di ogni fede ci sta la parola, non solo all’ínizio del Vangelo dei discepoli riscritto da Giovanni il Presbitero, che addirittura fa della parola il proprio Dio.
– per questo scrivere e’ un atto di fede.
per questo quando viene meno la fede, viene meno anche la scrittura.

servi e padroni. – 25 maggio 2009 – 194
la dialettica fra servo e padrone – lo sapevano Leporello e Don Giovanni, oppure Robinson e Venerdi’ – mica e’ fondata soltanto sulla contrapposizione.
la contrapposizione, se proprio dobbiamo essere hegeliani, e’ solo la tesi.
e la complicita’ e perfino la solidarieta’ e quella specie di amicizia che si vengono a creare nella condivisione di uno scopo circoscritto, sarebbero l’altro lato della medaglia: se proprio volete, l’antitesi.
ma allora il segreto dove sta?
sta in una buona contrattazione, o sintesi.
(non sembra, ma questo borforisma e’ una critica radicale al concetto di lotta di classe di Marx, che risulta applicabile solo ad una societa’ senza libera contrattazione e in piu’ non tiene conto che comunque vi e’ in molti esseri umani un biologico insopprimibile bisogno di essere guidati, che deriva dall’imprinting del branco).

storie. – 23 maggio 2009 – 193
la poverta’ non ha storia.
ce l’hanno la ricchezza, la bellezza, il potere, che sono il contrario della poverta’: loro si’ ne hanno di cose da raccontare.
la poverta’, non avendo e non avendo avuto niente, non ha neppure niente da ricordare.

partenze. – 15 maggio 2009 – 192
una partenza è solo una metafora ben riuscita.
a maggior ragione se è reale e non virtuale soltanto.

facilità della bellezza. – 14 maggio 2009 – 191
a volte penso che sia molto buono confondere la felicità con la bellezza.
in fondo la bellezza è molto più facile da trovare…
(ops, volevo parlare della felicità della bellezza e ho finito di parlare della sua facilità)

il tempo reversibile. – 12 maggio 2009 – 190
se la scrittura è l’arte di attendere il passato (come dice Luisa Ruggio), da uno scrittore ci si attende anche che sappia ricordare il futuro.
lettura, unica nostra risorsa contro l’unidirezionalità del tempo

kontraproduktiv n. 2. – 11 maggio 2009 – 189
una delle azioni peggiori che si possano fare è non meritare i giudizi sprezzanti dei nostri nemici.

la paura della vita. – 11 maggio 2009 – 188
al fondo di ogni dittatura sta una pulsione suicida, condivisa dalla massa quando la massa appoggia la dittatura.
che cosa alimenta la dittatura, infatti, se non la voglia di imprigionare la vita?
diciamo pure: la paura della vita?

kontraproduktiv. – 11 maggio 2009 – 187
per questo soffriamo, perché qualcuno possa consolarci?

festa della mamma. – 10 maggio 2009 – 186
è sciocco che la vita che non sa dire il suo senso, lo trovi semplicemente nell’averne generato dell’altra.
però per fortuna l’emozione non sente ragioni.

entropia. – 9 maggio 2009 – 185
entropia, legge universale anche delle passioni.
(questo borforisma è assolutamente identico al penultimo, a ben guardare, e quindi è una dimostrazione concreta del principio stesso che afferma)

sembrava amore e invece era un frigorifero. – 9 maggio 2009 – 184
siamo abituati a pensare che l’amore è un fuoco, quindi potrebbe apparire simile a una reazione chimica esotermica.
nessuno di noi paragonerebbe invece l’amore ad un frigorifero, che assorbe calore dall’esterno.
eppure, a mio parere, l’amore per durare deve proprio assorbire energie (psichiche) dall’ambiente.

termodinamica amorosa. – 9 maggio 2009 – 183
applicando il principio dell’entropia alla passione, la seconda legge della termodinamica amorosa dice che ogni amore tende spontaneamente alla disgregazione senza apporti esterni.

avere stile. – 9 maggio 2009 – 182
forse lo stile è una abitudine che non riesce a diventare ripetizione.

ovvio per gli altri. – 7 maggio 2009 – 181
purtroppo quello che è ovvio per noi non lo è per gli altri.
in questo scarto sta annidato il diavolo della polemica a vuoto e dello scontro ideologico.
ma per fortuna anche l’angelo della comprensione reciproca attraverso il dialogo paziente e appassionato (se lo si accetta).
forse questo è un borforisma sull’ovvietà del dialogo.

armonia del disordine. – 6 maggio 2009 – 180
bellezza e armonia non si devono cercare nell’ordine, ma nel disordine.
la vita è disordine, e l’ordine a cui tende il mondo è sinonimo invece di morte.
(borforisma citabile la prossima volta che vostra madre vi intimerà di rimettere a posto la vostra stanza, chiedendovi se pensate che sia la vostra serva).

vorrei una lingua. – 6 maggio 2009 – 179
vorrei parlare una lingua dove l’aforisma di Nietsche “diventa quello che sei” non abbia senso, perché “sei” è identico a “diventi” ed è una parola sola.
una lingua dove si possa pensare solamente “sii quello che sei” e “diventa quello che diventi” e queste due frasi non si possano distinguere e formino un concetto solo.
vorrei parlare una lingua adeguata al flusso della vita e dunque anche della morte.
vorrei parlare una lingua che non esiste attorno al bacino del Mediterraneo.

la noia delle ripetizioni.  – 6 maggio 2009 – 178
vi sono ripetizioni cui tutti siamo costretti sempre, a cominciare dagli atti della vita.
senti la noia di una vita che si ripete sempre uguale a se stessa?
non vi è ripetizione che sia uguale a se stessa, se avviene nel quadro di uno stile bene impostato.

tre punti di equilibrio. – 6 maggio 2009 – 175-177
siccome la vita è un flusso, chi pensa all’equilibrio come la posizione stabile e simmetrica dei due piatti di una bilancia, ha certamente sbagliato tutto.

l’equilibrio di cui abbiamo semmai bisogno è quello del viaggiatore su skateboard che fende una folla: è fatto di movimenti di adattamento istintivo, mosse repentine che considerate ciascuna da sola sono invece apparentemente mosse di disequilibrio.

vi è anche un altro modo di mantenere l’equilibrio in un flusso, ed è il più facile di tutti: abbandonarsi del tutto alla corrente, senza fare nulla per mantenere un equilibrio che sia diverso dal flusso stesso…

anche l’evoluzione sbaglia. – 2 maggio 2009 – 174
che gli esseri umani abbiano un cervello così scombussolato fa dubitare che qualcuno che potesse avere un senno lo abbia creato.
ad una interpretazione plausibile della sua formazione sembra molto più adatta la teoria dell’evoluzione, dato che vi si procede per prova ed errore.
e tutto fa pensare piuttosto ad un errore…

l’amore per i carcerieri. – 2 maggio 2009 – 173
amando la libertà, in attesa che arrivi, si amano almeno i carcerieri.
(questo borforisma è applicabile a tutte le forme di oppressione)

amavi et odi. – 2 maggio 2009 – 172
è così difficile liberarsi dall’odio dopo l’amore, perché l’amore, a guardarlo bene, è una variante dell’odio stesso.
come se agli uomini fosse possibile amare qualcuno solo odiando tutti gli altri.
e quindi meglio sarebbe dire agli uomini di non amare neppure.
– prima che lo dica qualcun altro, lo dico io.
questo borforisma è assolutamente inaccettabile: questo borforisma è il fondo dell’abisso.

gamie.  – 1 maggio 2009 – 171
alla domanda se la specie umana sia monogama o poligama a volte mi verrebbe da rispondere: dipende dal sesso da cui la si guarda!

sette origami fatti con la paranoia. – 28 aprile 2009 – 164-170
paranoia è pensare che un altro (o un’altra) non possa fare a meno di pensarti.

insomma, la paranoia è come un pensiero a specchio, e cerchi di convincerti che quello che non può fare a meno di pensarci non sei tu.

chissà perché la paranoia è considerata una malattia mentale: non è semplice voglia di sentirsi vivi?

poche cose alimentano la paranoia come il blog.

si direbbe che la paranoia sia solo una variante dell’innamoramento, tranne quando assume l’aspetto di quella mutazione genetica dell’innamoramento che è l’odio.

se occorre odiare qualcuno con tutta la forza con cui hai cercato di impossessartene, chiamando questa violenza interiore amore, ecco che la paranoia amica è sempre pronta a darti una mano.

se la paranoia potesse vedere le colpe vere di chi odia non potendo più amare, allora sarebbe quasi saggezza.

la luce dell’intelligenza. – 27 aprile 2009 – 163
l’intelligenza risplende benissimo anche fra le cose vili, anzi forse di più.
– sì, ma adesso non fatevene un alibi, d’accordo?

la morale universale. – 27 aprile 2009 – 162
credere che esista un Dio che dà un valore universale alla morale significa semplicemente credere che i propri valori morali abbiano un valore universale. si è forse mai visto qualcuno che ritiene che esista una morale universale, ma che non sia la sua?

immaginario reale. – 26 aprile 2009 – 161
non sono così sicuro che ciò che è immaginario non esista almeno un pochino.
dopotutto ci sono anche gli amori immaginari, e non sono meno reali degli altri, per esempio.

morti apparenti. – 22 aprile 2009 – 160
gli animali sono esseri così leggeri che muoiono solo nello sguardo degli uomini.
siamo noi umani il cuore pesante della morte.

repetita. – 20 aprile 2009 159
essere amico può essere ben di più che essere amante.
non è quindi detto che la fine di un amore sia un buon motivo per farne prendere il posto a un’amicizia.

afoborforisma. – 7 aprile 2009 158
un aforisma è una macchina per estrarre pensieri dall’intimo del lettore, niente altro.
un borforisma chissà.

[l’odio deluso] – 3 aprile 2009 157 22:48:19 [157]
non è l’odio che nasce da un amore deluso, ma il contrario: l’amore è una forma d’odio non pienamente realizzata.

vita e sogno. – 2 aprile 2009 156
“perché vivere la vita se basta sognarla?”
– ma perché sognarla se basta viverla? AD
chi sogna di vivere la vita soltanto, non sa viverla, è vero.
ma chi la vive soltanto, non sa sognarla.
c’è chi ha una vita così così, mica degna di sognarla.
e sogni, a loro volta, mica tanto degni di essere vissuti.

il pipistrello della speranza. – 2 aprile 2009 155
il pipistrello è un simbolo della morte.
ma la morte non è incompatibile con la speranza.
– non riesco ad identificare la speranza con la bellezza.
ci sono anche speranze vergognose e brutte come un pipistrello.

odio e pietà. – 2 aprile 2009 154
la pietà è solo la versione dolce dell’odio.
ma potrebbe essere ben di peggio: la versione ipocrita dell’indifferenza.
– ho detto odio, e sembrerà strano.
perché non ho detto disprezzo?
perché il disprezzo è solo la versione snob dell’odio.
– una perfetta corrispondenza simmetrica (o, matematicamente, proporzione) fra amore – odio e indifferenza – disprezzo.
se fosse così, avremmo per la prima volta la dimostrazione matematica che l’odio è un sentimento più forte dell’amore.

la redenzione di Erode. – 30 marzo 2009 153
che cosa vuoi aspettarti da Uno che ha fatto ammazzare suo figlio?
e non sto parlando di Erode…

l’ispirazione della Bibbia. – 30 marzo 2009 152
miliardi di persone credono nella bibbia senza averla mai letta e in nome di valori che la bibbia nega per prima.
la forza del cristianesimo sta nell’avere un libro sacro che dice tutto e il contrario di tutto.
e che nessuno comunque legge.

la legge del perdono. 30 marzo 2009 151
è già difficile perdonare chi ha torto.
figurarsi, perdonare chi ha ragione.
praticamente impossibile: per questo tipo di perdono occorre prima cambiare se stessi.

la parola invisibile. 30 marzo 2009 150
a volte abbiamo bisogno delle parole per vedere.
la parola invisibile.
questa sì che mi sembra una cosa strana.

la bellezza colpevole. 30 marzo 2009 149
la bellezza è sempre colpevole.
la colpa della bellezza è di essere innocente.
non si può essere innocenti.
e la bellezza è sempre innocente.

notizie difficili. 29 marzo 2009 148
se è una notizia, come mai nessuno la sa?
è ben difficile diventare una notizia!

la noia della lettura. 29 marzo 2009 147
non sempre ha ragione il lettore che si lamenta di una lettura noiosa.
essendo la lettura è una interazione, quindi la noia della lettura riguarda tanto l’autore, quanto il lettore.
a volte il lettore è molto più noioso dell’autore!
a volte non sono noiosi affatto né l’uno né l’altro, ma è semplicemente la scintilla che non scocca.
la lettura è come un innamoramento.
definireste una donna noiosa solo perché non ve ne siete innamorati?

oltre Borges. 29 marzo 2009 146
neppure Borges ha immaginato che i cartografi producano una mappa del regno che è 10 volte più grande del regno stesso.
questo per provare a dire in immagine che il pensiero è molto più complesso della realtà e che la realtà non basta a contenerlo.

potenza della fede. 28 marzo 2009 145
la fede intima, preziosa, solida come una roccia che regge la vita di miliardi di persone, ed è contemporaneamente ingenua e sprovveduta fino alla stupidità, altro non appare che una manifestazione impressionante della potenza della propaganda, cioè del potere esercitato sulle menti.

piccolo è grande. 28 marzo 2009 144
sono proprio le cose piccole a fare le grandi.

lo spreco della democrazia. 28 marzo 2009 143
la democrazia è quel sistema politico dove i cittadini devono essere ingannati, cosa che non è necessaria in forme di vita sociale più autoritarie.
da questo punto di vista la democrazia è un sistema politico fondato su uno spreco di energie e di risorse, e può essere possibile solo in condizioni di relativa sovrabbondanza di beni.
lo spreco della democrazia si chiama “libera informazione”.

i 4 elementi. 28 marzo 2009 142
sia fuoco, aria o fango (cioè terra ed acqua assieme), la parola è tutto per chi la ama.
o forse è tutto proprio perché è fuoco aria e fango assieme.

[le infedeltà] 27 marzo 2009 141
credo che ci si possa stancare di una persona come ci si stanca di una parola o di uno stile: solo per trovarne altre o un altro.

[la pelle delle parole] 27 marzo 2009 140
a volte le persone mi sembrano semplicemente parole chiuse in una pelle, spesso carezzevole, peraltro.

[musica senza strumento] 27 marzo 2009 139
molto spesso non sono riuscito a trovare differenza fra le persone e le parole.
alle volte rimane come un incomprensibile scarto: simile ad una musica che fosse suonata senza alcuno strumento.

[piatti d’argento] 27 marzo 2009 138
amo i paradossi, tanto più se offerti su piatti d’argento.

[sovversivi] 27 marzo 2009 137
la parola, quando diventa dei molti, diventa sovversiva, dei poteri e delle pigrizie.

[i sordi] 27 marzo 2009 136
vorresti negare che la parola sia tollerata solo come un lusso?
riservato ai pochi, che non riescono a dirla ai molti che non vogliono sentirla?

[proibizioni] 27 marzo 2009 135
vorresti negare che la parola stessa sia proibita?
che molti la probiscano addirittura da soli a se stessi?

prima regola per la felicità. 26 marzo 2009 134
capire la differenza fra distacco ed odio.

sindrome di Stoccolma. 26 marzo 2009 133
ognuno è attaccato al suo carattere, come la vittima ama il proprio carnefice.

tortura di primavera. 24 marzo 2009 132
primavera?
accetto che tu mi parli di primavera solo nell’espressione “tortura di primavera”.

mostri e chiacchiere. 20 marzo 2009 131
non solo il silenzio della ragione produce mostri.
ne producono molti di più le sue chiacchiere

qualche volta zitta. 20 marzo 2009 130
rimane il fatto che la ragione produce la disperazione e che per questo motivo qualche volta ritiene ragionevole stare zitta.

la metà della strada. 16 marzo 2009 129
chi conosce le paure degli uomini, è già a metà della strada che conduce al potere.

potere e paura. 16 marzo 2009 128
se la religione si accanisce tanto nell’impedire agli uomini una dolce morte, ora che possono, è perché la paura della morte è l’unico potere che le resta.

che mondo sarebbe. 16 marzo 2009 127
che mondo sarebbe quello dove la morte non fa più paura?

il segreto di Nostradamus. 16 marzo 2009 126
più ti distacchi dalla realtà, più azzecchi nelle previsioni…

de senectute. 13 marzo 2009 125
trascorsi gli esagerati soggettivismi della giovinezza, la vita ti regala finalmente una visione abbastanza oggettiva di te, pregi e difetti.
in una parola, ti lascia solo di fronte ai tuoi vizi, che finalmente riconosci senza scambiarli per virtù, ma nella piena consapevolezza che non hai assolutamente più nessuna speranza di riuscire a cambiarli.
(stranamente questo ti aiuta a capire alcune cose importanti che invece riguardano non te, ma l’essere umano in generale)

trovarsi. 6 marzo 2009 124
l’amicizia è come la musica: il modo migliore di cercarla è che ci trovi lei.

inspirare forte. 6 marzo 2009 123
a volte anche l’amicizia è una specie di ispirazione.

una strana forza. 5 marzo 2009 122
che strana forza ha la musica.
la stessa – si direbbe – dell’amicizia, ed è la cosa che più le somiglia.

delfini. 5 marzo 2009 121
il vero vertice dell’evoluzione sono loro, i delfini.
la prova certa?
non pensano di essere il vertice dell’evoluzione, non pensano neppure che ve ne sia uno.
non per niente si chiamano delfini: resteranno loro, dopo la nostra fine.

la critica dei fatti. 3 marzo 2009 120
è terribile accorgersi che, se non esiste la verità dei fatti, non esistono neppure i fatti.

il pallore della verità. 3 marzo 2009 119
se chi ha il potere vuole confondere la verità, la verità obbedisce e impallidisce confusa.

riso amaro. 27 febbraio 2009 118
chi dice che ridere è il contrario di piangere non ha mai riso con le lacrime agli occhi?
o semplicemente non ha mai riso amaro?

la forza della verità. 27 febbraio 2009 – 117
o verità, non sei che una manifestazione del potere.

Karlheinz Deschner storia criminale. 24 febbraio 2009 116
Chi non racconta la storia del mondo come una storia criminale è un complice. 
Karlheinz Deschner, Storia criminale del cristianesimo

storto. 23 febbraio 2009 115
come si chiama un “diritto” che non si può rifiutare?
se preferite, chiamatelo anche abuso.

umano non umano? 19 febbraio 2009 114
che esista qualcosa di umano al di fuori dell’uomo, secondo me, è solo un’illusione ottica.
o una forma molto umana di consolazione.

il limite di Dio. 19 febbraio 2009 113
è il limite che ci fa vivere – come possiamo riuscire a non capirlo?
senza nessun limite non saremmo nulla.
saremmo l’indistinto, saremmo Dio.

rompere gli specchi. 19 febbraio 2009 112
porta male rompere uno specchio, dice la superstizione.
porta male rompere gli specchi nei quali ci si guarda, porta male smettere di analizzarsi e di conoscersi.
porta male anche specchiarsi in uno specchio rotto, che ci fa sentire spaccati dentro.

definizioni. 18 febbraio 2009   111
l’amore ha a che fare con la determinazione, che definisce la vita, e dunque col limite.
anche la libertà, ma non lo sa.

ancora sulle medaglie. 18 febbraio 2009 110
niente prepara tanto bene il ritorno dell’intolleranza, come il trionfo della libertà.
come fate ad essere così sicuri che gli uomini amino davvero la libertà?

BollicinaAD – Luisa Ruggio: certe domande. 15 febbraio 2009 109
– certe domande sono venute al mondo con lo spavento incorporato.
– per esempio questa: mi sto innamorando? 

la genesi dell’odio. 15 febbraio 2009 108
non c’è modo più sicuro di suscitare l’odio, che contrastare l’odio altrui.

al cubo. 14 febbraio 2009 107
se questo non è uno dei miei borforismi più belli,
io non sono tedesco.

esclusive. 14 febbraio 2009 106
della morte ci riguarda solo quella degli altri.
ma l’amore è l’unica morte che tocca noi.

luisa. 13 febbraio 2009 105
luisa luisa, l’amore ci fa morire più della morte.

i guai della lettura. 11 febbraio 2009 104
quando uno scrittore legge un lettore, sono guai per il lettore.
(vale anche per le scrittrici ovviamente, dato che la scrittura non ha sesso e, se lo ha, è femmina)

preferenze. 11 febbraio 2009 103
preferisco una risata amara che l’amarezza e basta. . . .

due tipi di scrittura. 10 febbraio 2009 102
la scrittura è la vita di ogni scrittore.
però non conosco scrittore che abbia avuto una vita grande come la sua scrittura.

medaglie al valore. 9 febbraio 2009 101
ogni lato ha la sua medaglia.

prima regola di una morale nietschiana. 9 febbraio 2009 100
se non fugge l’attimo, fuggi almeno tu!

disperata speranza. 9 febbraio 2009 99
vi è un punto della speranza in cui diventa molto simile alla disperazione.
e anche viceversa, ovviamente: ma questo è molto più facile da capire.

l’ultima rinuncia. 9 febbraio 2009 98
La sofferenza e’ l’unica cosa della quale possiamo dire “è mia”. (pabloz70)
speriamo che ci venga lasciata almeno quella.

le ferrovie del cuore.  9 febbraio 2009    97
ci sono ritardi salutari su ferrovie deviate che non portano da nessuna parte.
e anticipi frenetici che per lo stesso motivo fanno solo danni.

uovo gallina. 2 febbraio 2009 96
è venuto prima lo sviluppo della produzione per soddisfare i bisogni (l’uovo) o lo sviluppo dei bisogni per soddisfare la produzione (la gallina)?
qualcuno dice che il famoso dilemma non ha senso, perché la gallina è solo l’uovo in altra forma…

Luisa Ruggio: scrittore. 2 febbraio 2009 95
uno che antepone al fare perché non ne può fare a meno, avendo fatto a meno di tutto il resto. 

terapia della menzogna. 31 gennaio 2009 94
– le bugie non sempre fanno male….
– resta da dimostrare però che facciano bene.
[devo questo borforisma a helios65, autrice della prima parte.]

alternative… 31 gennaio 2009    93
per non essere pessimisti occorrerebbe essere bugiardi…

le età dell’amore. 31 gennaio 2009 – 92
nell’adolescenza il corpo impone alla mente il desiderio e la trascina in avventure sconosciute.
poi viene l’età matura, dove spesso il corpo sussurra “non facciamolo stasera, ho il mal di testa” ed è la mente a guidare la danza del desiderio imponendo al corpo avventure che il corpo sente di meno.
e la mente, sempre lei, sempre la stessa (pare), che osserva sardonica questa trasformazione.

il blog secondo Leopardi. 27 gennaio 2009 91
2009-01-27 – 21:50:37
L’Accademia dei Sillografi “propone per ora tre premi a quelli che troveranno le tre macchine infrascritte.
L’intento della prima sarà di fare le parti e la persona di un amico, il quale non biasimi e non motteggi l’amico assente; non lasci di sostenerlo quando l’oda riprendere o porre in gioco (…)
L’Accademia pensa che l’invenzione di questa così fatta macchina non debba essere giudicata nè impossibile, né anche oltremodo difficile, atteso che (…) più d’una macchina si è veduta che giocava a scacchi per se medesima. (…)
Quanto maggiormente è da credere che possa fare questi medesimi effetti una macchina immaginata dalla mente dell’uomo e costrutta dalle sue mani.
Giacomo Leopardi, Proposta di premi fatta dall’Accademia dei Sillografi, Operette Morali, 1827

la superdonna. – 26 gennaio 2009 90
basta una conoscenza scolastica del tedesco per demolire l’interpretazione nazista di Nietsche.
Übermensch: oltre l’uomo.
ma Mensch in tedesco è anche la donna, perché significa “essere umano in generale”.
l’uomo di sesso maschile di cui parlavano i fascisti, traducendo Superuomo, si dice Mann.

nella rete. 26 gennaio 2009 89
Nietsche non avrebbe mai immaginato che l’oltreuomo potesse essere una tecnologia.

falsa educazione. 26 gennaio 2009 88
qualcuno è mai riuscito a spiegare davvero che cosa ci sia di buono in quella forma di menzogna organizzata che chiamiamo buona educazione?
a meno che la sua bontà non consista nel prendere atto che l’essere umano è incapace di vivere nella verità, persino in quella spicciola di tutti i giorni.

8 aforismi sulla solitudine in contrasto fra loro.  25 gennaio 2009   87
la solitudine aumenta la possibilità di conoscerci, lasciandoci soli di fronte a noi stessi.
– la solitudine, per la mancanza di confronto con gli altri, agevola il rischio di false analisi di sè.
.
i rapporti con gli altri ci lasciano molto meno tempo per pensare a noi stessi e possono rallentare il processo della conoscenza di sè.
– confrontarsi con gli altri è pur sempre un modo molto utile e quasi indispensabile di cooscere se stessi.
.
una fitta rete di relazioni con gli altri è la premessa necessaria di una evoluzione e trasformazione del nostro io, per gli stimoli al cambiamento che questo riceve.
– la trasformazione del nostro io nella realazione con gli altri è tanto più forte, quanto più sono forti quelle relazioni; relazioni che sentiamo deboli e poco significative ci trasformano poco.
.
è molto difficile conoscere ciò che si trasforma continuamente; al massino si possono comprendere le regole di questa trasformazione; ma queste sono una parte del nostro io, ma non sono il nostro io.
– l’uomo solo può forse conoscersi, ma difficilmente trasformarsi; l’uomo aperto alle relazioni può trasformarsi, ma si conosce poco.

amore e ipocondria. 23 gennaio 2019   86
dall’ipocondria, la malattia che consiste nel credere di avere qualche malattia senza averla, si guarisce in un modo solo.
cioè, ammalandosi davvero di quella malattia.
mi verrebbe da pensare a volte che fra l’innamoramento e l’amore la relazione è la stessa che fra l’ipocondria e la malattia.
anche dall’innamoramento si guarisce alla stessa maniera: amando davvero.

senza colori. 21 gennaio 2009   85
settarismo: il lusso di essere razzisti senza guardare il colore della pelle.

spese inutili.  14 gennaio 2009   84
non si è mai vista una fase di recessione in cui per prima cosa tra le spese inutili non venga tagliata la libertà.

definizione e limitazione. 13 gennaio 2009   83
siamo fatti soprattutto da quel che non possiamo essere, direi.

l’amore per i propri limiti. 12 gennaio 2009  82
ho coscienza dei miei limiti, per fortuna, questa tiene – disse.
circoscrivono delle aree di impotenza molto chiare.
sono queste assenze che mi tengono unito agli altri: per questo le amo molto, le mie incapacità.

terrorista! 11 gennaio 2009 81
dal punto di vista del potere il vero terrorista è colui che non condivide il terrore che il potere vorrebbe incutere.

il rischio della verità. 11 gennaio 2009 80
nella ricerca della verità, il rischio è che a volte si riesce a trovarla.
William Faulkner

il piacere del lavoro. 9 gennaio 2009 79
il piacere del lavoro credo sia come l’odio nell’amore.
c’è, ma è l’altro lato della medaglia.

il comunismo degli aforismi. 8 gennaio 2009   78
a ciascuno il suo.
più facile a dirsi che a farsi, ma suona bene.
ma come fare giuste le parti, poi, se ognuno di noi è anche gli altri?

le fortune dell’amore. 7 gennaio 2009   77
nessuno ritrova se stesso in chi lo ama.
per fortuna.

capirsi. 7 gennaio 2009   76
capire l’altro non è identificarsi con l’altro.
è sapergli far sentire come l’hai capito.

coppia a rapporto… 7 gennaio 2009   75
rapporto di coppia, dice.
ma se sono già una cosa sola, che rapporto può esserci?
solo chi è ben distinto può entrare in rapporto.

la morale nietschiana.   1 gennaio 2009   74
se pochissimo di noi può veramente essere cambiato, e comunque il cambiamento non dipende da noi, smettere di dibattersi per diventare diversi da quello che si è non può che far bene.
questo aforisma si ricorda di Nietsche: Diventa quel che sei!
ottima legge morale.

il tempo scultore.   1 gennaio 2009   73
la coscienza ha uno scopo?
qualunque esso sia non è il cambiamento del sè.
altrimenti la coscienza avrebbe le mani e uno scalpello.
è il tempo lo scultore, non la coscienza.
la coscienza, al massimo, lo guarda mentre martella.

introspezione.   1 gennaio 2009 72
lo specchio è un importante strumento per conoscersi meglio.
ti dice di te tante cose che dal di dentro non cogli.
ti avvicina allo sguardo che su di te gettano gli altri.
ma che dire di chi ritiene, che guardandosi allo specchio, la propria faccia migliori?

il pericolo dei paradossi.   31 dicembre 2008   71
niente è più pericoloso che prendere un paradosso sul serio.
però, ricordatevelo: la vita è paradossale.

aforisma enorme. 30 dicembre 2008 70
la genialità?
è la capacità di darsi da soli una norma anormale.

i sinonimi. 30 dicembre 2008 69
non essendo io uomo di fede, quando dico “io credo” si potrebbe quasi leggere “io dubito”.

l’esilio nel blog. 30 dicembre 2008 68
il blog è una specie di esilio (dalla vita reale).
anche quando vai all’estero, all’inizio, per due o tre anni, ti vengono delle crisi da ritorno a casa.
poi ti passa, quando cominci a pensare che la tua vera casa è dove sei.
nel blog.

assoluzione pret a porter. 29 dicembre 2008 67
non essere troppo severo con te stesso: se non ti perdoni tu, chi lo farà al tuo posto?
(non posso farci niente con gli accenti francesi: la tastiera è tedesca).

danni immaginari. 29 dicembre 2008 66
io non immagino nemmeno che danni possa fare una immaginazione lasciata libera.
ho sempre visto benissimo e toccato con mano invece quanti danni possa fare la mancanza di immaginazione, cioè una immaginazione imprigionata.

le discordanze. 28 dicembre 2008 65
sono un girovago che si è imbattuto in una ferrovia.
destini che non combaciano.

google e l’immortalità. 28 dicembre 2008 64
la memoria artificiale ricorda tutto, mentre la memoria umana seleziona e dimentica.
l’informatica ci farà quindi scoprire gli svantaggi della immortalità.
siccome ricordare tutto è stupido come google, sembra che anche l’immortalità possa esserlo.

la ricerca del bello.   28 dicembre 2008 63
la ricerca condivisa del bello unifica i cuori, da` piccole gocce di felicita`, e quindi è anche nel suo minimo un tantino antifascista…
ma, sst, non ditelo a nessuno.

supermercati. 27 dicembre 2008 662
grande verità, che la felicità non si compra.
anzi è più facile che ci sia dove non c’è niente da comperare.

la prepotenza dell’hardware. 27 dicembre 2008 61
se quanto detto nei tre borforismi precedenti non è un delirio di mattutino sobrio, allora il potenziamento mostruoso della memoria realizzato con l’informatica è un inconsapevole salto di qualità nella sostanza dell’essere.
il mondo è diventato molto più solido, l’essere ha fatto un piccolo passo più in là dal divenire, dal momento che nulla più potrà essere dimenticato.

l’impotenza degli archivi. 27 dicembre 2008 60
la memoria delle cose che a noi è data in modo più complesso che in altri esseri naturali non fonda solamente la coscienza umana, con la sua presunzione di essere libera di decidere.
fonda ben altro: fonda il mondo stesso, come per noi esiste.
ma, siccome crea il mondo senza saperlo, questa sua è una forma paradossale di impotenza.

l’inesistenza del mondo. 27 dicembre 2008 59
immaginate un essere capace di tutti i nostri bisogni, di tutti i nostri desideri, di tutte le nostre emozioni.
ma immaginate che non possa averne memoria.
potrete cominciare a dubitare che per questo essere il mondo non esista neppure.
infatti.

i gatti. 27 dicembre 2008 58
la coscienza è solo il nostro disco fisso e serve a registrare i fatti, o meglio una parte dei fatti.
infatti esseri senza coscienza o con coscienza più semplice sono in grado di agire perfettamente come gli esseri con coscienza superiore.

il disco fisso. 27 dicembre 2008 57
niente è tenuto così accuratamente nascosto agli uomini:
quella che chiamano coscienza, ossia la volontà, altro non è che la registrazione in memoria di quanto già iniziato da qualcuno che non possiamo chiamare “io”.
la volontà agisce dopo il fatto, e questo sarebbe un fatto, se gli uomini sapessero vederlo.
capace da solo di scardinare millenni di storia umana.

economia del desiderio. 25 dicembre 2008 56
ogni realizzazione di un desiderio ci ricorda che il mondo è imperfetto.
ma ci sono persone che, invece di amare il mondo e i desideri ancora di più per questo, tengono i loro desideri in banca.

la giusta dose di silicone. 24 dicembre 2008 55
a volte la parola giustizia mi pare usata a sproposito.

l’esistenza di Dio. 22 dicembre 2008 54
quando sento qualcuno dire che Dio lo vuole, mi viene spontaneo guardarlo da sotto in su e ho voglia di domandare: e tu saresti Dio?
insomma Dio esiste, ma purtroppo è solo un espediente linguistico.

arrivi e partenze. 22 dicembre 2008 53
si arriva davvero quando si torna al punto di partenza.
tutti gli altri arrivi sono solo tappe.

le tre Grazie. 22 dicembre 2008 52
in un mondo sovrappopolato fino al limite del collasso, dove la medicina ha fermato la peste e non basta la carestia, necessiterà la guerra.
fame, pestilenza e guerra hanno aspramente mantenuto, a turno, nel passato, l’equilibrio demografico necessario.
grazie a loro solo la distruzione della vita eccedente ha consentito il rinnovo della vita sopravvissuta.

paradosso masochista. 22 dicembre 2008 51
dire dei paradossi espone costantemente alla smentita del paradosso.
ma il paradosso non se ne stupisce: è masochista e gli va bene così.

ateismo debole. 21 dicembre 2008 50
non è il concetto di dio a dividere gli uomini, ma gli uomini – divisi fra loro dai più diversi motivi – usano il concetto di dio per ribadire le loro contrapposizioni e dargli più forza.
l’ateismo o meglio ancora l’agnosticismo potrebbero quindi migliorare le relazioni fra gli uomini come segnale di una minore propensione allo scontro.
se non aprissero le porte alle ideologie, la forma moderna delle religioni.
.
(notare bene però che parlo di moderno in una società oramai post-moderna).

bellezza e sopravvivenza. 20 dicembre 2008 49
alla fine l’utilità va ricondotta alla sopravvivenza.
bene, la bellezza non si occupa di sopravvivenza: la dà per scontata, è oltre.
per questo è inutile, perche è la vita stessa.

onesta` debole. 19 dicembre 2008 48
– la precarietà negli accordi non è forse intrinseca della “ragione debole”?
– fai pensare a quanti indeboliscono la ragione solo per farsi meglio i fatti propri.
però la debolezza della ragione indebolisce gli accordi solo dove questi sono ragionevoli (cioè quasi mai).
per il resto non è questione di ragione debole, ma di onestà debole.

il sapore del superfluo. 19 dicembre 2008 47
potremmo definire la bellezza come l’arte del superfluo.
conoscete qualcosa di più inutile?
porta l’utilità nella bellezza chi vuole toglierne agli uomini il sapore.

la pianta parassita. 18 dicembre 2008 46
a volte mi pare che l’amore sia una pianta parassita.
e che la sua natura dipenda dagli altri sentimenti su cui si appoggia.

una s in più. 18 dicembre 2008 45
e se la sragione fosse semplicemente una ragione tutta srotolata?

tautologie. 18 dicembre 2008 44
Dio è soprattutto un modo per mettere la maiuscola al noi.
quindi “Dio è con noi!” è solo una fastidiosa tautologia.

empatia come omeopatia. 17 dicembre 2008 43
curare la propria infelicità riconoscendola nell’altro e curando lui?
ci si riconosce una specie di ragione, ma è una ragione debole, come del resto dovrebbe sempre essere la ragione.

un bel dubbio. 16 dicembre 2008 42
ho il dubbio che la bellezza sia involontaria sempre.
la bellezza non appartiene a noi: noi la rubiamo soltanto.
metafora della vita.

la sopravvalutazione del mal di denti. 14 dicembre 2008 41
qualcuno sa dirmi perché la natura ha dedicato tanta attenzione al mal di denti e così poca all’ignoranza?
il mal di denti suscita un dolore insopportabile e si farebbe qualunque cosa per liberarsene; l’ignoranza scorre inosservata e quasi sempre è vissuta con soavità e persino con piacevolezza da chi vi sta beatamente immerso.
perfino orgogliosamente immerso, a volte.
eppure è molto più pericolosa per la sopravvivenza della specie del mal di denti.

stranezze. 14 dicembre 2008 40
come è strana la vita, dicono…
o meglio, come sono strane e diverse fra loro le vite…
ma poi tutta la sovrumana ricchezza fantasiosa delle vite altrui si risolve in una sconcertante sensazione di vuoto di senso di tutte le vite, e soprattutto della propria.

a metà. 14 dicembre 2008 39
la comunicazione fra gli esseri umani?
qualcosa a metà fra l’equivoco e il miracolo?

l’Amore in Sè. 12 dicembre 2008 38
i tanti che parlano dell’Amore in sè, parlano anche loro e sempre dell’amore di Sé.

le vene. 12 dicembre 2008 37
esiste saggezza che non abbia una vena di follia?
esiste saggezza che non nasca proprio da quella vena di follia?
.
(e tu vorresti che mi tagliassi le vene?)

amore. 12 dicembre 2008 36
mai ho visto usare la parola amore di più che da parte di coloro che lo confondono con l’amore di sè.

amicizia e amore. 12 dicembre 2008 35
un amore che finisce può evolvere in amicizia.
ma un’amicizia che finisce?
che cosa può lasciare dietro di sè?
questo potrebbe far pensare che l’amicizia sia un sentimento più intenso dell’amore.

amicizia. 12 dicembre 2008 34
se è vero che chi trova un amico trova un tesoro, chi trova un amico capace di spirito critico ne trova mille.
il paradosso di questo aforisma è che si dovrebbe quindi pensare che lo spirito critico esercitato verso gli amici ne moltiplichi a sua volta il numero.

la volontà di credere. 9 dicembre 2008 33
la fede riguarda la sfera della volontà piuttosto che quella della conoscenza.
come risulta dal fatto che si vuole credere in qualcosa che si vuole sia vero, mentre si conoscono anche verità sgradevoli.
ma la volontà non esprime soltanto la fede, ma genera anche il potere.
il legame fra fede e potere, quindi, non è casuale.

quando la ragione serve. 9 dicembre 2008 32
mai saputo che la forza si serva della ragione altro che come ancella.

le false sicurezze. 9 dicembre 2008 31
non so perché, quando trema la verita` si rafforza la voce…

istruzioni sul Maelstrom. 9 dicembre 2008 29
resto convinto che qualche intrepido possa sfuggire al gorgo.
il metodo giusto non è quello di mettersi a lottare contro la corrente, ma di lasciarsene in apparenza trascinare, come privi di forza o di consapevolezza, esercitando una pressione decisa in una direzione soltanto laterale, così che questa basti a farci scivolare per la tangente.
basta accelerare un poco per ritrovarsi fuori del gorgo.

il coraggio delle frustrazioni. 7 dicembre 2008 28
e se nei rapporti cercassimo soprattutto le frustrazioni, anche se non abbiamo il coraggio di dircelo?

un’atomica chiamata internet. 19 novembre 2008 27
ci si è chiesti per anni se la potenza della bomba atomica potesse essere gestita dalla morale scimmiesca dell’umanita`.
nessuno si fa oggi la stessa domanda a proposito di internet.
eppure internet è molto più potente di una bomba atomica!

religioni per animali. 19 novembre 2008 26
vi sono religioni che nascono dalla paura della morte.
altre dal carattere problematico della vita.
le prime sono religioni per animali, le altre per esseri umani.

i legami. 19 novembre 2008 – 25
“religione”: qualunque atteggiamento o sistema di pensiero per tenere assieme (re-ligare) una visione complessiva del mondo.
compreso l’ateismo, ovviamente.

l’utilità della cibalgina. 17 novembre 2008 24
probabilmente gli ecclesiastici per primi sanno che la religione è intrinsecamente falsa e solo uno strumento – come la cibalgina – per proteggere l’uomo dal dolore.
in questo caso il discorso della religione si sposta dal piano della verità a quello dell’utilità.
dove la cibalgina vince.

sull’origine di Dio. 16 novembre 2008 23
pur di giustificare il dolore, l’umanità si inventa qualunque cosa, perfino una teologia.

colori. 12 novembre 2008 22
qual’è il colore della notte?
è lo stesso colore dei sogni.
ma quale colore hanno i sogni?

pathei mathos. 7 novembre 2008 21
non so se sia davvero il dolore a procurare la conoscenza.
e se questa convinzione fosse solo una specie di comsolazione?
la sensazione di “avere imparato” nella sofferenza subentra quando la sofferenza appunto cessa ed è superata.
(cioè dipende dal piacere leopardiano della cessazione del dolore e non dal dolore).
mai visto uno che nel pieno del dolore si frega le mani e dice: cavolo, come sto imparando bene?

il sarcasmo della verità. 7 novembre 2008 20
in un mondo che ha molto di sarcastico è solo scherzando che ci si avvicina alla verità.

una spiegazione del paranormale. 7 novembre 2008 19
le coincidenze sono tanto più probabili quanto più aumentano le ripetizioni.

insiemistica n. 2. 7 novembre 2008 – 18
(è come dire: che senso ha rivolgersi a un bugiardo per sapere la verità?)

insiemistica. 7 novembre 2008 17
come può decidere chi è lucido o no, chi non lo è di suo?
questo paradosso deve avere qualcosa a che fare con le leggi degli insiemi.

l’illusione della colpa. 7 novembre 2008 16
diciamo colpa, ma intendiamo correggibilità.
da questo punto di vista la colpa potrebbe perfino essere una beata illusione.

l’innocenza delle colpe. 7 novembre 2008 15
non conosco niente che sia più innocente e privo di colpa di una mancanza.
è questo che la rende irrimediabile.

a proposito di sostanze. 5 novembre 2008 14
nessun cambiamento è più profondo del cambiamento delle forme e delle apparenze.

metterci la faccia. 5 novembre 2008 13
i contenuti sono un optional: quel che riusciamo a comunicare davvero è soltanto l’aspetto esteriore del nostro messaggio.
è come dire che, mentre parliamo, è la nostra faccia oppure il colore della cravatta che si stampa nella mente di chi ascolta, non le nostre parole.

il minor male. 4 novembre 2008 12
meno male che la musica a volte ci salva dalle parole, o dalle immagini, della vita.

i sogni di Dio. 1 novembre 2008 11
ma anche Dio sogna, si direbbe.
non esisterebbe il mondo, se a Dio non piacesse sognare.

il dio delle cose sognate. 1 novembre 2008 10
se Dio è l’infinito Essere, significa che non si occupa delle cose che non esistono, come ad esempio le cose solo sognate?
ma che Dio e` quello che non si occupa dei sogni?

le giustificazioni. 31 ottobre 2008 9
mi sembrerebbe più equilibrato dire che i mezzi scelti giustificano i fini.

dove comincia la fede. 31 ottobre 2008 8
non ho ancora capito se la fede in Dio comincia dove finisce la fede in se stessi o il contrario.

guerra ed emozioni. 30 ottobre 2008 7
se la guerra è la politica con altri mezzi, allora anche la politica è guerra con altri mezzi.
allora anche le idee sono emozioni con altri mezzi.

prime pietre. 26 ottobre 2008 6
siccome nessuno di noi ha veramente colpa di essere quello che è, tutti possiamo scagliare la prima pietra.

fondi di bottiglia. 26 ottobre 2008 5
un fondo di verità: il fondo della bottiglia.
.
la verità: una bottiglia di vetro verdino.
ci si tiene chiuso dentro il vino, fino a che non lo si consuma.
il fondo di solito sopravvive quando si rompe la bottiglia.

la forza della distrazione. 25 ottobre 2008 4
dove non arrivano i buoni propositi, può portarci anche una semplice distrazione…

il lato di stagno. 23 ottobre 2008 3
ogni specchio abbagliante ha il suo lato di stagno.
vogliamo che rifletta la luce?
non potrebbe senza un fondo buio.

vittorie di Pirro. 22 ottobre 2008 2
se lasci tempo al tempo, tutte le vittorie sono vittorie di Pirro.
il rinvio della vittoria di Pirro, ecco uno dei principali problemi umani.

la differenza. 22 ottobre 2008 1
la differenza fra l’artista e il filologo è la stessa che sta fra un assassino e un pubblico ministero.