About

giunto al decimo anno di vita, il blog cor-pus ha subito contemporaneamente la cancellazione della piattaforma in cui era nato e cresciuto dal 2005 al 2009, assieme agli altri 19 blog fratelli (e sorelle) di sangue, e l’esaurimento del suo spazio su wordpress; motivo per cui ha provato a rinascere come la mitica Fenice dalle sue ceneri, e gli piace un nuovo inizio che rimette tutto in gioco senza smania di grandi numeri.

quanto all’autore, è entrato nel suo sessantasettesimo anno su questa terra e ha concluso il secondo di pensione, dopo avere fatto nella vita (non necessariamente nell’ordine e spesso contemporaneamente): l’insegnante, l’allevatore di polli, il preside, il distaccato in un consolato in Germania per il Ministero degli Esteri, il ricercatore di storia locale, il ristrutturatore di appartamenti e case acquistati a poco prezzo e affittati ad immigrati o persone in difficoltà, l’agitatore studentesco nel Sessantotto e il piccolo leader locale di un paio di gruppi extraparlamentari negli anni Settanta, il presidente di una cooperativa culturale o due, ma soprattutto il libero pensatore non conformista per larga parte della sua vita.

la passione per i viaggi è una caratteristica genetica: dopo avere girovagato per decenni in Europa e attorno al Mediterraneo ogni volta che poteva, negli ultimi dieci anni si è dedicato al resto del mondo, fino a farci un giro attorno, che spera sia soltanto il primo, in 140 giorni, l’anno scorso.

 

dalle montagne dove adesso vive, 27 dicembre 2015

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36 thoughts on “About

  1. segue)
    1 e 2 – anche se ci sono gli e-book e gli audiolibri non consideriamo il libro cartaceo un mezzo sorpassato, abbiamo ottime registrazioni di melodrammi e sinfonie, ma se ce lo possiamo permettere andiamo a teatro….

    3- un pubblico di interlocutori che non è cresciuto perché depistato verso i social e quindi, mancando il turn over , per forza è in calo. Ma restano quelli che preferiscono i blog agli altri tipi di comunicazione

    4- ma sono proprio quelli della cerchia fedele che possono apprezzare le analisi tempestive, è con loro che si stabilisce il “dialogo” perché nei loro commenti e nelle risposte ci sono in sottofondo discorsi precedenti. E’ con loro che puoi fare citazioni e rimandi , senza bisogno di spiegare tutto da capo le tue vedute generali = Dialogo .
    Per esempio: quel post su Vendola a me appare utile ai nuovi, per chi ti segue da anni hai semplicemente riassunto l’evolversi del tuo giudizio.

    5- Ecco qui non ti capisco, cioè non capisco la volontà di conservare per gente nuova ciò che avvenuto nel passato con altri. Possiamo sorvolare perché la differenza non è razionale ma caratteriale.
    Però preciso che i post che valuti oggettivamente utili nel tempo è logico conservarli, riproporli – rispondo quindi che vedrei una questione di selezione del fior fiore…

    6- Poiché più rari questi lettoti, sono più meritevoli, guai ad abbandonarli 🙂
    L’ipotesi del dialogo con spunti più semplici somiglia a quello che si può fare in FB, qualche collegamento di questo genere ce l’ho, piacevole a volte arricchisce di informazioni, ma non ha niente da spartire con “questo” nostro tipo di dialogo.
    Se pistola alla tempia mi dicessero: o blog o fb mi metterei a ridere. Se dicessero o blog o twitter…. Ecco lì esiterei perché twitter è lo strumento che mi permette di accumulare notizie e articoli, conoscere fonti che poi mi servono per gli articoli. La mia attenzione è spalmata sui social, sono il balcone da cui guardo il mondo, i giornali stranieri i tink tank e le reazioni altrui Dovessi far senza non scriverei più.
    Mi rendo conto dicendo questo di essere rimasta fedele all’impulso iniziale: sconfessare nel mio piccolissimo i nostri media nazionali; ecco perché mi importa molto dei lettori di passaggio!

    Ed ecco che arriviamo al punto 7, io su uno sgabello sotto un albero di Hyde Park, tu che te ne allontani inorridito! Siamo tosti in modo diverso: io tollero abbastanza bene l’indifferenza, tu tolleri molto bene i duelli dialettici!!

    Punto 8 che introduco io: tu hai avuto decine e decine di blogger amici, c’è stato uno sfoltimento, credo di aver capito, ma perché? Io ho perso tre o quattro che erano preziosi e tutti per la stessa ragione “basta sono stanco” . Forse anche i tuoi. Avere un blog stanca, io pure ho di molto calato le pubblicazioni per la stanchezza morale causata dalle vicende che si arrotolano, si gonfiano e sgonfiano e l’unica cosa che cresce stabilmente sono i morti e i profughi….
    Tu hai molti più argomenti, più corde al tuo arco quindi mantieni la tua vitalità di analizzatore e commentatore degli eventi, ma ti scontri con la stanchezza altrui che è quella che ho appena descritto … un senso di inutilità perfino nell’informarsi, perché niente si risolve, niente avvia qualcosa di nuovo. Il nostro paese ristagna nelle burle politiche che l’isteria dei media presenta come grandi eventi.
    Esempio: dei parlamentari protestano perché l’Italia violerebbe la costituzione andando in Libia come guida dell’intervento militare…. Ebbene Usa-Africom annuncia che sta preparandosi con Washington Londra e Parigi. Dunque noi??
    La crisi dei blog come i nostri (quelli di cucina credo vadano sempre alla grande) e la stanchezza dei blogger è indotta da questa melina insensata… Credo, però, che si deve resistere, anche rischiando di essere come soldati giapponesi nella giungla 🙂 Si vedrà…

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    1. bella discussione, grazie:

      1 e 2 – credo che concordiamo entrambi nel considerare il blog uno strumento utile, ma abbastanza passato di moda e tendente a diventare un fenomeno di nicchia per utenti piu` colti della media: paragonabile alla musica classica?
      ok, a me piace la musica classica, ma non mi piace essere considerato il tipico cultore appassionato della medesima (contraddizione mia, indubbiamente…).

      3. (forse rientra nel punto precedente) questo non esclude delusione e perfino una punta di fastidio se ci si vede relegati in una specie di riserva ecologica da specie protetta.
      se l’aspirazione iniziale era di rompere la separazione culturale fra alto e basso e mescolare i registri linguistici, questo aspetto – occorre ammetterlo – e` andato del tutto perduto e la perdita e` grave…

      4. nessun dubbio e` possibile che la discussione piu` profonda avviene con la cerchia ristretta e amicale, pero` non e` irrilevante che questa discussione avvenga in pubblico, in attesa di un pubblico potenziale che possa essere anche diverso, pur se sempre pre-selezionato almeno dalla comunanza di interessi.
      se si dovesse arrivare alla constatazione che questa cerchia manca, allora non avrebbe senso l’esposizione pubblica e sarebbe meglio proseguire con canali di comunicazione chiusa.

      4bis. il post su Vendola accenna appena al maturare critico di un giudizio negativo senza appello sulla sua figura (dopo entusiasmi inziali di cui oggi mi vergogno), ma ho resistito anche alla tentazione di metterci i link, e poi mi pare un punto importante (almeno per me soggettivamente) con considerazioni molto nuove, rispetto alle quali lui e` soltanto un pretesto.

      5. la ripubblicazione dei blog di dieci anni fa e` soprattutto per me e la sto trovando molto utile cone riesame di un percorso; non mi aspetto lettori o ri-lettori, dopo qualche illusione iniziale; ripubblico tutto per non essere io a decidere che cosa e` interessante ancora e che cosa no, e soprattutto perche` selezionando cancellerei inevitabilmente gli errori di valutazione, che sono invece forse proprio la cosa piu` interessante del percorso.
      ci sono poi le ricorrenze sconcertanti e addirittura magiche, come certe discussioni che casualmente tornano ad inseguirsi a dieci anni esatti di distanza, prima ancora che io riscopra il post in questione (probabilmente abbiamo risorse di memoria nascosta straordinarie e inconsapevoli).

      6. su questo punto condivido tutto quello che dici; anche il mio impulso primo e` quello di sconfessare i media nazionali (ma forse sto addirittura smettendo di leggerli): certo che quando ti accorgi che articoli di questo tipo hanno ricevuto 2 clic (che non vuol neppure dire che due persone li hanno letti) mi pare giusto chiedersi se non si e` ridicoli; il discorso e` diverso per te, naturalmente, dato che hai lettori mirati e piu` numerosi.

      7. si`, evidentemente non tollero l’indifferenza; tuttavia sono anche abbastanza capace di fare riferimento a me stesso soltanto, per fortuna: e` questo che mi salva.

      8. qui introduci molte domande chiave.

      – perche` ho perso moltissimi amici chiave di blog?
      a) per il mio pessimo carattere, mi viene da risponderti: col 50% ho litigato pesantemente; mea culpa.

      b) ma so anche che questa e` una forma di colpevolizzazione: con molti ci ho litigato, e` vero, ma il litigio sanciva la presa d’atto di una separazione irriducibile di prospettive.
      se pabloz ha deciso di diventare uno scrittore professionista ed e` arrivato fino alla finale del primio Strega, questo ha significato che il blog diventava per lui uno strumento di scalata professionale soltanto, e io ho fatto bene a litigarci; quando ho letto un suo post a favore di Renzi, ho capito che facevo male ad attribuire al mio cattivo carattere il nostro litigio: non era cattivo carattere, era spirito profetico.
      se perdamasco ha cominciato a scrivere post in cui si schierava dalla parte degli ebrei contro i palestinesi, perche` la vera vittima di cui si deve avere pieta` e` l’assassino, ho fatto bene a mandarlo a quel paese.
      se moselleorthodoxe, che vive a Parigi, si e` trasformato in un razzista anti-arabo, da ragazzotto geniale e imprevedibile, perche` dovevo continuare a soffrire leggendo del suo odio che cresceva giorno per giorno?
      quindi nel blog come nella vita ci si accosta come persone simili, ma poi ci si trasforma e le strade si separano.
      non sempre litigando, oltretutto.
      quindi la mia risposta e` che ho perso molti amici semplicemente perche` viviamo un periodo molto tumultuso che ci trasforma profondamente.
      (anche loro hanno perso me, dopotutto).

      c) perche` sono fluviale, debordante, incontenibile e si fa una enorme fatica a tenermi dietro; funzionavo meglio come blogger quando avevo venti blog diversi in parallelo e ciascuno sceglieva quello che preferiva; mi manca l’arte di selezionare, e chi potrebbe starmi dietro in tutto?
      sarebbe bello che uno in un blog potesse abbonarsi ad una sola parola chiave, ad una sola categoria…

      d) perche` essendo polimorfo sono poco specialistico sui singoli punti, e da questa contraddizione non si esce.

      poi, la crisi generale di stanchezza e le sue motivazioni le hai descritte benissimo: siamo entrati in un’epoca generale dove la classica opinione pubblica non conta piu` nulla, al massimo le e` data facolta` di tifare per questo o per quello, perche` le capacita` di controllo delle menti sono cresciute in modo esponenziale.

      questo lo vedo ancora meglio fuori dal blog che nel blog, che nonostante tutto continua a dare una immagine migliorativa della realta`: amici, persone impegnate politicamente, culturalmente qualificate, che incontro in qualche ritorno alla base mi appaiono tutte spaventosamente disorientate, allo sbando.

      ritorno nel mio semi-eremo oggi nevoso sconcertato, e mi sento perfino il vecchio della montagna di Lao Tzu: veramente fuori dal mondo.

      amettiamo che si posssa essere stanchi…, che ci sia voglia di passare il testimone ad altri, che ci si guardi attorno per vedere a chi, e che non vedere nessuno faccia passare del tutto la voglia di continuare.

      e scusa le dimensioni della risposta e sopratutto il suo carattere a volte autoreferenziale.

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      1. Al punto 4 ,
        questo : “se si dovesse arrivare alla constatazione che questa cerchia manca, allora non avrebbe senso l’esposizione pubblica e sarebbe meglio proseguire con canali di comunicazione chiusa.”
        ribadisce la nostra completa divergenza, forse caratteriale, tu trai conclusioni definitive, io resto consapevole di non sapere il destino progressivo delle cose esposte in pubblico
        Sul punto 8 :
        il b) è illuminante. Essere blogger , seriamente e non come far piroette in pubblico, cambia la persona perché entra in rapporto con zone culturali, con personalità, con tematiche nuove che si intrecciano con il vissuto concreto. Si “vede” di più negli eventi quotidiani e si reagisce, così che emergono aspetti di sè che altri e se stessi non conoscevano. Un po’ di “”””ho fatto bene a tagliare i ponti con x… “”” li ho anche io, ma soprattutto lo vivo nella realtà, dove in certi casi mi sento perlomeno un orbo in mezzo ai ciechi…

        Il c) aha ahha, visto che riconosci che starti dietro è difficile, potresti anche gentilmente non accusarci di voler sfuggire all’argomento?? A volte capita anche una cosa per te inconcepibile: non si ha niente da dire, mai o in quel momento…. (Manda in pensione l’insegnante dentro di te che ESIGE risposte)

        Il d) polimorfo… . Condivido, vale anche per me.
        Sugli altri che tifano: mi faccio un punto d’onore di evitarlo anche quando l’argomento mi suscita forti emozioni. Il risultato è che talvolta mi chiedono: ma tu da che parte stai? solo perché non do del “mostro” a nessuno , né mi chino a baciare sacre pantofole. Penso che solo ciò che è morto può essere giudicato in modo (quasi) definitivo.

        In questa discussione sull’essere blogger è giusto essere autoreferenziali visto che parliamo de esperienza vissuta, ci ha anche permesso di identificare due modalità che insieme danno la totalità. Tu punti ai lettori abituali e dialoganti, Io punto agli sconosciuti silenti, ma come vedi (perdona se mi lodo…) gioco anche nel tuo campo come commentatore di lungo e appassionato corso.

        Ti lascio alla neve, qui infuria il vento!

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        1. si`, il punto 4 e` quello di svolta in due direzioni diverse: forse tu sei piu` ottimista e vedi piu` sulla lunga distanza; io sono piuttosto pessimista sul valore della comunicazione e la considero normalmene effimera…

          non dico di trarre conclusioni definitive, ma lavoro su ipotesi di efficacia molto piu` circoscritta.

          tra noi due l’ottimista sei tu?

          8b) il vero punto di forza del blog e` di essere scritto e consultabile con maggiore facilita`. di questo non abbiamo ancora parlato: di come il blog ti trasforma e ti costringe a diventare piu` coerente ed organico, perche` sei davanti a un pubblico, anche soltanto immaginario.
          sono sicuto di essere cambiato piu` profondamente in dieci anni di blo che nei trenta anni pre cedenti, pur se ci fu una evoluzione anche li`.
          questo e` uno dei motivi per i quali non ci si dovrebbe mai stancare di scrivere o di scrivere un blog, anche se la stanchezza spesso si affaccia.
          per se stessi la scrittura in pubblico e` una risorsa eccezionale

          8c) touche` sul tic da insegnate, pero` guarda che io qui sto criticando me stesso, non cercando di colpevolizzare gli altri!

          si`, certamente ribadisco che quando si crea un’armonia gli opposti si integrano ed arricchiscono…

          la dolce neve si e` sciolta, ma non ancora completamente; resta a spezzoni sui prati e sembra quasi ricordarci che e` bello anche essere frammentari. 🙂

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          1. Hai dato … l’ora d’aria al poeta? Anche questo commento finisce in modo assai lirico.

            L’ottimismo.. il pessimismo… Non so proprio, mi sento estranea a entrambi come atteggiamento basilare, direi che sono possibilista. Penso sempre al lungo corso degli eventi e all’imponderabile, proprio. Proprio la lunga distanza, come hai scritto tu.
            Buona giornata.

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            1. sei tu che hai messo il poeta in cella e l’hai costretto a scrivere! 🙂

              lavoro di scavo, condotto in un mio vecchio stile da tempo abbandonato.

              su ottimismo e pessimismo sono con te e la definizione di possibilista mi piace.

              anche se personalmente resto un probabilista, piuttosto. 🙂

              ma qui forse posso, almeno io, posare la penna. 😉

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              1. Affare fatto: “possibilismo problematico”
                e che il poeta non posi la penna! Bello finire in versi o in vivide immagini i post.
                Io non sono creativa, ma so apprezzare … 🙂 buona giornata

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                  1. 🙂 Colgo l’occasione per dirti che ho messo in FB senza chiederti il permesso ( che paura adesso….) l’ haiku del corvo
                    firmato così (citazione Bortocal)
                    e si è beccato 7 Like ..
                    Ora quello della neve che ci ricorda che è anche bello essere frammentari (volevi proprio scrivere così, vero?, non frammentati) e questo delle nuvole e dei pensieri sono in attesa di tuo ok per la diffusione 😉

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                    1. non amo Facebook, anche se alla fine mi sono ridotto a usicchiarlo anche io, e i miei post finiscono automaticamente sulla mia pagina personale, come su twitter.

                      ma non sono neppure cosi` discriminatorio: tutto quel che scrivo e` riproducibile ovunque alle condizioni indicate dalla Licenza Common che ho messo sul blog.

                      e chiunque mi cita mi fa un regalo e deve essere solo ringraziato, mi dispiace ripetermi… e ripeto anche il grazie.

                      si`, ho voluto proprio scrivere frammentari, nonostante il fortissimo richiamo della rima frammentati.

                      frammentati da` la colpa a qualcosa di esterno, frammentari indica una natura interna; per questo non si deve cedere alla facilita` della rima.

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  2. Raggiunto il fine coda con la domanda delle cento pistole
    ” siamo egoisti quando dedichiamo attenzione agli altri e ne aspettiamo qualche riscontro? ”
    Minaccia di diventare una lunga dissertazione perché è tutta psicologica, risente del temperamento, delle esperienze e soprattutto delle letture . Sì perché certi vocaboli assumono sfumature diverse a seconda della formazione culturale o delle assonanze del momento. Infatti: stiamo parlando di ego_ismo o di ego_tismo ? O di una sfumatura intermedia? Lo capiremo poi …

    Vorrei allora farti notare una parola alla quale io do una grande importanza ma forse a te è scivolata via inavvertita : impersonalità… Quando la penso o la pronuncio ho alle spalle ho Arjuna (niente meno….. ) che fa quello che sente di dover fare e i risultati non gli appartengono . O un albero che dà le sue mele e non si aspetta che gli dicano se sono piaciute. 🙂
    Scherzo ovviamente, intendo dire che nel mio caso: esattamente come te posso essere soddisfatta di un post che ho scritto, diversamente da te a me basta che sia in rete, a disposizione di chi farà la ricerca con una parola chiave.
    Come vedi non si può dire che non mi interesso degli altri, ma non identifico il loro silenzio come indifferenza. Non so, non posso sapere, quale effetto fa a loro e resto distaccata. Anche io leggo certi blog che tu pure apprezzi, come quello di Fagan, assorbo concetti o nozioni eppure non sento il bisogno di scrivere niente. Spessissimo succede con i tuoi, e posso dire che il fatto che mi trovo spesso a dialogare con te nei commento è per la nostra annosa amicizia di rete. E’ questo il livello in cui reagisco che diventa visibile a te, ed è in questo livello dialogante che anche io divento ego_istica perché in esso mi interessa “personalmente” la tua reazione. Chissà se mi sono spiegata…

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    1. dici niente, mettere sullo sfondo di questa discussione Arjuna e il Bhagavadgītā! non ne verremo davvero piu` fuori!

      ora lascerei sullo sfondo il principio etico fondamentale: fai quel che devi, segua quel che puo`; diamolo per accettato e passiamo ad un livello successivo.

      da questa regola deriva necessariamente anche il disinteressarsi degli effetti del fai quel che devi?

      io tendo a pensare che una parte importante di quel che scrivo rientri in questa categoria etica (anche se qua e la` scrivo per puro divertimento), ma non ne consegue necessariamente che io debba ANCHE disinteressarmi delle reazioni di chi mi legge, per questo.

      la discussione poi e` importante non soltanto come gratificazione, ma ancor di piu` per la necessaria messa a punto del discorso: le critiche arricchiscono in maniera fondamentale e aiutano a togliere unilateralita` e parzialita`.

      ma qui evidentemente subentrano elementi soggettivi e di carattere che ci portano a reagire in modo diverso; spero di avere spiegato perche` non ritengo, dal mio punto di vista, il mio bisogno di discussione sul blog un elemento di vanita` privo di autentico significato o peggio ancora una forma di debolezza.

      l’ultima osservazione e` utile: il silenzio non e` necessariamente indifferenza.

      vero.

      ma il silenzio in ogni caso mi priva di stimoli importanti ad approfondire e lascia in sospeso se il giudizio di chi legge e` positivo oppure no (anche questo giudizio serve).

      da ultimo: vedo che anche per te le risposte mie nel dialogo sono importanti e certamente ti sentiresti frustrata, immagino, se io lasciassi cadere i tuoi commenti senza risposta: e in fondo i miei post in che cosa sono diversi da un commento, nell’attendersi una risposta?

      forse la differenza vera e` che tu individualizzi molto questa rilevanza e io invece la lascio molto aperta, mi interessa di parecchie persone.

      se fosse questo il vero centro del problema? 😉

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      1. Colgo soprattutto questo “e in fondo i miei post in che cosa sono diversi da un commento, nell’attendersi una risposta?” Accipicchia! Non riesco nemmeno a immaginare che “non” sia diversa la natura dei post e dei commenti.
        Per me un post è come un discorso allo speaking corner di Hyde Park : rivolto a tutti, conoscenti e passanti, a chi si ferma e a chi dopo due frasi se ne va.
        I commenti sono nel pub, dove vanno quelli accomunati da una passione, là è la birra, qui l’argomento del post sul quale ognuno dice la sua. O due soltanto fanno ping pong e gli altri guardano. 🙂
        Ti dico anche questo per mostrare quanto è diverso il nostro modo di intendere: nel commentare così spesso da te come ho ricominciato a fare mi sento di nuovo in imbarazzo … come se fossi uno di quelli che in classe alzano sempre la mano …
        “Prof, senta…” 🙂
        Buona giornata …

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        1. hai colto, come una oscura veggente, una immagine che proprio un pochino mi ossessiona: quel del predicatore di Hyde Park.

          e` proprio a questa figura concreta che penso, con un senso di rifiuto: se dovessi identificare il blog con questo modo di comunicare, non scherzo, smetterei all’istante, ma non per modo di dire, perfino questo commento resterebbe a meta`.

          per me un post e` invece come l’esca lanciata nello stagno: il suo scopo e` il pesce del commento.

          e` come lo squillo di una chiamata col telefono: puoi trovare occupato, libero ma non avere risposta, oppure la segreteria telefonica…

          ma non sempre la pesca, o la chiamata, riesce, e i commentatori vanno e vengono.

          quanto all’alunna insistente, ho insegnato per 18 anni, e so bene come farle intendere se diventa molesta oppure prevarica gli altri; e con qualche commentatrice fastidiosa l’ho dovuto fare anche duramente tempo fa.

          tranquilla che non e` il tuo caso: non stai prevaricando nessuno e mnon e` una tua scelta se altri preferiscono non impegnarsi direttamente oppure stanno a guardare il nostro ping pong e magari si divertono anche…

          ho giornate molto impegnative praticamente in parte alle spalle in parte davanti, sono (e me ne scuso) e saro` meno puntuale nel rispondere ai commenti..

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          1. Credo questi nostri due ultimi commenti possano essere etichettati “voce dal sen fuggita”….
            Sono l’espressione più sincera della nostra opposta visione e gestione dei blog — e quindi un servizio a diversi tipi di lettori. 🙂

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            1. perche` voce dal sen fuggita?

              tutt’altro, direi, almeno dalla mia parte.

              aggiungo che e` molto probabile che la mia visione del blog sia sbagliata, o quanto meno non al passo con i tempi.

              sono passati anche per me i tempi dei facili entusiasmi quasi adolescenziali e mi pare tempo di una valutazione seria del rapporto tra costi, in termini di impegno, e benefici, in termini di diffusione di informazione.

              direi proprio che questo bilancio (in perdita) e` per se stesso evidente.

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              1. Per me quella è un’espressione che significa verità profonda, per questo l’ho usata.
                Ed è perchè siamo così diversi nel concepire la funzione del blog che non riesco a essere d’accordo su quella parentesi.
                E non penso proprio che la tua visione dei blog sia “sbagliata”. Teniamo dei blog personali, siamo liberi di farne quello che vogliamo (ma i pensi? LIBERI ) .

                Forse, lo metto come ipotesi, la tua lunga carriera da blogger ti ha fatto attraversare molti periodi, e hai ancora rimpianto di quelli o quello più consoni al tuo temperamento e quindi gratificanti. Non tieni abbastanza conto che il trend dello strumento blog è in calo, ne abbiamo parlato già a lungo in altre occasioni: è un miracolo aver una media di 20 commenti, come avevi scritto, al giorno in un blog individuale che tra l’altro sconta … il trasloco.
                Mi dispiace che non sei contento, perché vedo il grande lavoro, l’interesse vibrante per gli argomenti, lo stimolo di certe opinioni o collegamento originale dei fatti. Ci tenevo a sottolineare che sono brutti tempi per quelli che scrivono pensando a lettori riflessivi che son sempre più rari, ma era un traguardo troppo alto. Solo tu puoi convincere Bortocal a essere soddisfatto 🙂

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                1. ah, ok per il significato che dai alla voce dal sen fuggita… 🙂

                  risento di una giornata di demotivazione, che potrebbe essere l’effetto di una giornata di super-impegno pratico di ieri in vista di un’altra che mi aspetta domani.

                  pero` proverei a cogliere l’opportunita` di un approfondimento.

                  1. il trend dello strumento blog e` in calo, indiscutibilmente.
                  ma non rischiamo (o meglio rischio: per blog come il tuo vedo ancora uno spazio) di restare legati ad uno strumento superato, come giapponesi che continuano a nascondersi nella giungla?

                  2. ma forse non ci sono strumenti migliori?
                  questa potrebbe essere la risposta vincente: l’immediatezza e l’intercomunicativita` che un blog ti assicura restano insuperabili.

                  3. ma forse il problema allora non e` lo strumento, ma il pubblico. non e` lo strumento che e` inadeguato, ma un pubblico di interlocutori poco presente.

                  4. se gli interlocutori sono una cerchia ristretta e amicale, forse non hanno neppure bisogno di analisi improvvisate, ma pur sempre con una certa fatica…; a volte si rischia quasi di offenderli presentando le proprie analisi a qualcuno che sa farne anche di migliori.

                  5. sto ripubblicando, giorno per giorno, i miei blog di 10 anni fa in un sito a parte; era una fase simile a quella attuale, in realta`; l’unica differenza e` che avevo diversi interlocutori giovani; ma proprio l’autocoscienza imposta da una rilettura con riflessione non lascia troppo spazio alla nostalgia.

                  6. i lettori riflessivi sono sempre piu` rari, oppure le riflessioni oggi si svolgono in forme e con ritmi diversi. ma forse allora potremmo andare avanti a riflettere partendo da spunti molto piu` semplici e godendoci il piacere dello scambio senza troppo impeno inutile

                  7. insomma, improvvisamente ho percepito il rischio Hyde Park, e sai bene come la penso a riguardo, ne abbiamo appena parlato.

                  grazie del sostegno, comunque, sinceramente.

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  3. Io sarò pure una incontentabile, ma questo Tema Button … dove diavolo ha il “Cerca” ? Sono io intronata e non lo vedo?
    A un blog che si avvia ad essere un nuovo arcipelago serve una bussola …. 🙂

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    1. il Cerca non so se sia una impostazione standard del tema, ma in ogni caso e` una delle prime cose che curo quando creo un nuovo blog: in blog come il mio direi che e` assolutamente fondamentale.

      quindi il CERCA c’e`, nella colonna di destra in quarta posizione scendendo.

      pero` e` vero che graficamente si nota poco, e questo non dipende da me: ora lo sposto in prima posizione, in cima alla colonna, cosi` si dovra` notare per forza…

      grazie della dirtta!!!

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      1. Soddisfattissima, Grazie, e ora ti svelo un arcano.
        Questo tuo tema si vede completamente solo con ingrandimento 100. Di solito uso 125 (boicottaggio degli occhiali!) e tutta la colonna di destra sparisce, già da 110 in avanti !
        E’ una novità, se provi con il mio, anche a 150 lui, mite e servizievole, resta integralmente visibile!!
        Anche i temi hanno il loro carattere o i blogger lo scelgono misteriosamente in accordo con il proprio carattere 😉 😉 😉

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        1. sono giusto arcani, per me.

          pasticciando un pochino qua e la` sono riuscito a trovare il comando per me sinora sconosciuto che permette di ingrandire i caratteri nella schermata.

          io ho il probela opposto al tuo, perche` per leggere e scrivere devo togliermi gli occhiali e poi, cataratte permettendo, ma al momento sono sotto controllo, leggo benissimo.

          sul mio netbook il mio blog col suo tema resta leggibile completamente fino alla scala 110 su 100; la colonna laterale sparisce a 125.

          sul tuo sparisce a 175.

          pero` non ho capito in che senso questa scelta, a me sconosciuta sino a questo momento, rispecchierebbe il mio carattere….

          ah, ok, vuoi dire che tu, come il tuo blog, sei mite e servizievole e io no. 😦

          potrei, accettando l’ipotesi, anche dire che questo dimostra che tu sei analitica e io prediligo le sintesi… 😉

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          1. proprio quello: mite (diventata) e servizievole (così nata) 😉
            ti suggerisco un controllo sullo smart, visto che ormai la maggioranza legge sugli schermini, e vedere come si presenta. Non è da poco perdere la barra di destra, dove c’è tutto: l’iscrizione, le tag, categorie ecc
            Sempre per tendere alla perfezione ( = che i lettori non abbiano a far fatica …. )

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            1. controllato.

              per leggere il blog e` meglio mettere lo schermo in orizzontale, ma anche cosi` la colonna di fianco non e` visualizzata; tutto si trova, comunque, in fondo, dopo i primi dieci post circa.

              quindi il lettore via smart dovrebbe cavarsela, se e` smart anche lui… 😉

              ma il punto e` semmai: ho dei lettori? non deve ingannare il numero dei contatti: sono poche persone che ritornano.

              del resto una vera azione programmata per allargare i lettori io non l’ho neppure mai fatta: o sono snob o non so neppure da che parte si comincia, o tutte due le cose assieme.

              ma poi e` davvero utile?

              non e` piu` interessante stare tra poche persone che si stimano e discutere o semplicemente parlare in santa pace? 🙂

              un blog come questo puo` avere la pretesa di essere qualcosa di diverso da un salotto virtuale?

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              1. su come allargare il parco lettori nulla so, tranne che mettere in Twitter e in FB (e su questo avrei qualcosa da dire sul tuo account… ) . Quando dici meglio pochi è perchè pensi ai commentatori, però il fatto che più persone possano leggere certi tuoi post sarebbe un “servizio” che offri, anche se non ti vengono riscontri diretti. 🙂

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                1. hai ragione e io non rifiuto affatto di offrire quel servizio, anche se in alcuni casi di post finiti molto letti in passato, ho dovuto pagare lo scotto di decine di commenti odiosi o inutili.

                  secondo me pero` un blog come questo e` chiuso nella gabbia delle sue caratteristiche: da un lato non e` specialistico, e dunque non ha un suo settore di pubblico specifico, dall’altro spesso approfondisce o ci prova ed e` di impervia lettura; infine non ha atteggiamenti pre-costituiti e dunque regolarmente scontenta a rotazione questa o quella fascia di pubblico, che rimane sconcertata come se io andassi a caso, se non e` chiara la logica profonda che mi guida su posizioni apparentemente contrastanti.

                  non credo che ci sarebbe modo di venirne fuori se non facendo un alttro blog, ma non so se ne sarei capace.

                  e con questo non intendo neppure disprezzare i 5.000 faticati contatti in due mesi… (faticati per chi mi legge, intendo) e men che meno i piu` che 650 commenti dello stesso periodo: sono quasi 20 commenti al giorno!

                  e, come sai ben anche tu, spesso ci sono commenti che pesano piu` del post che commentano.

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                  1. Uno dei saggi che preferisco è di Guenon, basta il titolo: Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi per intuire che è un’accusa all’uniformità – la spinta e la volontà di assumere forme tipiche del momento – che spoglia delle caratteristiche proprie.
                    Proprio quello che dici del tuo blog, che io sintetizzo nella sorpresa di ogni giorno di scoprire quello che ha colpito la tua attenzione e … dato fuoco alle polveri è la sua Qualità. Essa si aggiunge al valore del contenuto dei post. Non intendo fare dei complimenti, ma sottolineare quello già detto altre volte, che tutti quei lettori che non diventano commentatori sono persone che hanno reagito, chi incamerando le tue parole chi scuotendo la testa, secondo le volte; quindi la funzione che svolge è increspare le acque stagnanti.
                    Per questo, tornando all’origine dle discorso, credo giusto favorire per quel che è possibile, certo senza perderci troppo tempo, sia la diffusione che l’agibilità.
                    Sotto sotto, nel dirti questo, ho l’impressione di rivolgermi a un lato ego_istico del tuo carattere che ti induce a privilegiare le reazioni visibili, che ti danno il polso di come gli altri ricevono il tuo messaggio, anzi il messaggio che hai sentito l’urgenza di scrivere.
                    Forse da un pizzico di .. impersonalità si ricava altrettanta soddisfazione dall’aver semplicemente scritto. Mi rendo conto di fare una proiezione, di collocare la soddisfazione per quel si è fatto là dove la individuo io per me stessa. Sorry 🙂

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                    1. discorso in apparenza semplice, ma in realta` complesso, perche` molto stratificato.

                      tu evidenzi alcuni aspetti positivi del mio blog: io, che sono stato educato dai miei genitori dal lato maschile a cercare l’eccellenza e dal lato femminile a pensare di non averla mai raggiunta, anzi di avere sempre sbagliato tutto, forse ho bisogno di qualche osservazione positiva, perche` tendo piuttosto a darne un bilancio negativo.

                      per la verita` questo bilancio critico nasce a volte (e soprattutto nelle giornate di silenzio dei commenti) dal rapporto con gli altri, perche`, per me stesso, sono abbastanza soddisfatto di quel che scrivo, anche se preferirei forse che mi fossi dedicato a qualcosa di piu` professionale e destinato a restare; ma poi il mio carattere e` questo e non posso cambiarlo.

                      tu consideri egoistico il mio privilegiare le reazioni degli altri; questo mi risulta molto strano perche` al contrario io sono portato a vedervi il mio lato altruistico, per cosi` dire, cioe` la mia voglia di risultare utile con quel che scrivo, mentre troverei egoistico il disinteressarmene.

                      ecco che cosa intendevo quando parlavo di discorso stratificato: questo e` un aspetto certamente da approfondire, aldila` dello spunto offerto dal blog: siamo egoisti quando dedichiamo attenzione agli altri e ne aspettiamo qualche riscontro?

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  4. Non capisco… non capisco questo About che non dice niente, non allude nemmeno alla tua lunga e gloriosa vita da blogger…. questo template così nitido, ma un pò impersonale …. So dove mi trovo solamente quando nei commenti si vede ancora comparire l’occhio dallo sguardo un pò complice e un pò indagatore.
    E’ come un vestito nuovo? All’inizio non è confortevole, non fa sentire naturali? Forse si scalderà con la primavera…
    Molti auguri, Corpus15

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    1. carissima, hai ragione: non mi sono affatto curato di questo About, fino ad ora.

      quindi hai ragione di dirlo impersonale: e’ la pagina standard di wordpress!

      il disagio per il vestito nuovo dell’imperatore… ;)… è un po’ anche il mio, naturalmente.

      ma me la sto prendendo con calma (come nel trasferimento reale di 10 mesi fa): del resto il blog precedente impiegò due o tre anni a stabilizzarsi, anche graficamente, e a trovare lettori abbastanza costanti…

      lo sguardo nei commenti compare frequentemente per sbaglio, ma anche questo sta bene: deve pur circolare qualcosa tra il vecchio blog e il nuovo. 🙂

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      1. Oh yes,,., così andiamo bene. O quasi… infatti manca di dire che sei un eccellente fotografo e un gran videomaker.
        Che sei tostissimo nelle discussioni i commentatori lo scopriranno a poco a poco. I forti sopravviveranno!

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        1. e’ vero che non ho parlato di foto e di video, ma forse chi leggera` il blog se ne accorgera’ da solo, considerando che ho mantenuto l’abitudine di ribloggare per tre giorni i nuovi post di bortoround, come era gia’ nel precedente,…

          poi l’eccellente, detto di me come fotografo, lo metto nel conto dello sguardo parziale dell’amicizia… 🙂

          sulle discussioni, che dire? se devo dire che sopravvivono i forti, allora i forti sono davvero pochi in questo blog!!!

          e una sei indubbiamente tu… 😉

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