che Phastidio pensare di tassare gli immobili – 372

Mario Seminerio tratta con molta sufficienza sul suo blog http://phastidio.net l’idea francese di una patrimoniale sui terreni edificati, che invece sarebbe secondo me da prendere in considerazione molto seriamente anche – anzi, soprattutto – in Italia.

si tratta dello studio di un tentativo di affrontare il problema del debito pubblico della Francia: a me pare ragionevole – fatta salva questa premessa.

la mia convinzione e ​che in generale il metodo piu` corretto per affrontare il problema del debito degli stati stia nell’imporre ai creditori una  rinegoziazione del debito, con un’azione concertata a livello mondiale, o almeno di grande area sovranazionale. 

senza qualcosa di simile, oggi il debito pubblico si traduce in enorme trasferimento annuale di risorse degli stati alla finanza e gli stati sono ridotti ad esattori e taglieggiatori dei cittadini per conto degli iperplutocrati ladri.

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ma capisco da solo che pensare di mettere d’accordo, ad esempio, tutti i paesi dell’Unione Europea su un provvedimento simile, e` poco meno che utopia: forse soltanto grandi entita` statali coese come gli Stati Uniti o la Cina potrebbero astrattamente riuscirci, e nessun altro.

ma al momento gli USA sono dominati proprio da quell’elite che dovrebbe essere penalizzata; quanto alla Cina, per il momento non ha bisogno di una misura simile, anche se indubbiamente, qualora dovesse rendersi necessaria, e` l’unica in grado anche di realizzarla, se la sua elite lo vorra`.

dunque ritorno con i piedi per terra e alle decisioni che Macron sta studiando in Francia.

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si tratta di una particolare forma di tassazione patrimoniale sugli immobili, che prevede che lo Stato divenga proprietario di una frazione del valore del terreno su cui sorge l’immobile.

avete letto bene: si tratterebbe di una espropriazione parziale.

di conseguenza, i privati dovrebbero pagare annualmente allo stato una rendita proporzionata al valore della sua quota immobiliare del terreno: in sostanza una specie di affitto o una tassa per il diritto di occupazione del terreno edificabile.

indignati? calma, prima di agitarvi, provate a ragionare.

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fino a qui in fondo non siamo neppure di fronte a qualcosa di completamente nuovo: la soluzione ricalca da vicino la situazione dei paesi comunisti di un tempo, dove il possesso della terra, bene universale, era comunque pubblico, e la proprieta` di cio` che vi era costruito sopra era comunque temporanea.

la novita` piu` originale della soluzione allo studio in Francia e` invece che viene consentito alle famiglie di non pagare la tassa annuale, se non vogliono: in questo caso, pero`, la rendita non pagata allo stato si accumula progressivamente, anche con gli interessi sul debito, sempre sotto forma di percentuale del valore dell’immobile, e verrebbe incassata dall’erario tutta assieme al momento della vendita dell’immobile o della successione ereditaria o di una donazione.

siccome in ciascuna di queste circostanze la rendita verrebbe pagata sul nuovo valore dell’immobile; dunque questa verrebbe ad assumere il carattere di una tassazione dell’incremento di valore dell’immobile, e avrebbe dunque anche un valore equitativo: pagherebbero infatti di piu` gli immobili che hanno beneficiato di maggiore rivalutazione nel corso del tempo, per motivi legati al pregio della zona e dello stock di servizi pubblici di cui beneficia.

e naturalmente avverrebbe anche il contrario: immobili che hanno perso di valore non pagherebbero nulla.

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ma sarebbe giusta questa misura?

le misure allo studio partono da una premessa, che viene affermata: il forte incremento di valore dei patrimoni delle famiglie.

si osserva che dalla metà degli anni Novanta il patrimonio delle famiglie e` salito​ dal 285% al 485% del Pil; di questo incremento il 255% e` legato all’incremento di valore delle abitazioni possedute; quindi il 230% invece e` legato all’incremento di altre forme di ricchezza.

nello stesso periodo il rapporto debito-Pil della Francia passava dal 56% a circa il 100%.

una riflessione su questi dati smonta facilmente la premessa come infondata: l’incremento del debito pubblico nel periodo e` stato del 78,6%; l’incremento del patrimonio delle famiglie del 70,2% – quindi piu` basso; l’incremento di valore delle abitazioni del 73,8%, quindi leggermente piu` alto dell’incremento globale della ricchezza delle famiglie, ma pur sempre inferiore all’incremento del debito statale.

quindi nulla giustifica il fatto di voler cercare particolarmente nella ricchezza immobilire la fonte del risanamento del debito.

il progetto e` ingiusto perche` penalizza la ricchezza immobiliare rispetto ad altre forme di ricchezza.

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non e` difficile dunque cogliere il valore classista di questo progetto che va a colpire la principale e piu` tradizionale forma di ricchezza delle famiglie, mentre esonerebbe dall’onere di partecipare alla riduzione del debito pubblico la ricchezza mobiliare, cioe` il mondo della finanza.

ma la giustificazione ufficiale e` la stessa che in questi anni porta i governi a schierarsi costantemente a favore della speculazione finanziaria dalla quale dipendono: non e` possibile tassarla perche` i capitali si sposterebbero altrove.

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dunque, in sostanza, quello studiato da Macron e` un provvedimento che si muove nella direzione opposta rispetto a quella soluzione astrattamente giusta che avevo prospettato all’inizio come soluzione vera, secondo me, e che potrebbe essere realizzata facilmente attraverso svalutazioni monetarie, che al contrario incrementerebbero il valore degli immobili in termini monetari.

si noti bene che quest’ultima e` appunto la politica economica che sta realizzando Draghi, con la stampa di euro, che dovrebbe portare alla svalutazione della moneta e all’incremento di valore degli immobili (e in effetti in Germania sta proprio accadendo questo: a Stuttgart, la citta` dove abitavo, si e` arrivati all’incredibile caso limite di un immobile, in una zona pregiata di un quartiere non centrale, venduto in questi giorni a 17.000 euro al metro).

niente poi impedirebbe di realizzare assieme le due soluzioni, riducendo sia il peso della rendita sugli immobili da versare allo stato, sia la misura della svalutazione monetaria, portandole entrambi entro limiti accettabili.

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diamo comunque atto a Macron di svolgere una riflessione, sia pure con tutti i limiti che ho segnalato, su come ridurre il debito:

qualcosa di simile in Italia abbiamo avuto negli ultimi vent’anni soltanto due volte con i due tormentati bienni di governo di Prodi,

e per il resto ci siamo dovuti accontentare delle giaculatorie magiche e degli scongiuri di Berlusconi e Renzi,

che non a caso si illudono di poter tornare al governo fra qualche mese assieme, per proseguire questa non politica economica del tutto irresponsabile.

ed entrambi poi hanno fatto della lotta alle tasse sulla casa la loro bandiera.

Renzi-debito-pubblico

 

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che cosa succederebbe se si applicasse la soluzione francese anche in Italia?

non mi pare un paradosso che lo studio francese si occupi anche di questo e contenga alcune simulazioni anche per il nostro paese.

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il valore degli immobili, secondo questo studio, rappresenta circa il 135% del prodotto interno lordo francese, ma ben il 170% circa di quello italiano.

se lo stato italiano si attribuisse un quarto del valore dei terreni edificati, si avrebbe un abbattimento del rapporto debito-Pil di 40 punti percentuali: cioe` si arriverebbe dall’attuale 135% circa al 95%, non troppo distanti dal tetto del 90% fissato dai trattati europei.

possiamo pensare che una parallela riduzione del debito pubblico di un quarto (per ragionare per approssimazioni un poco grossolane) libererebbe circa 20 miliardi annui di interessi, permettendo di avviare un grosso progetto di SALARIO (non ho detto REDDITO) di cittadinanza, che alimenterebbe la domanda, oltre ad elimare la poverta`, e contestualmente un progetto di consistenti aiuti ai privati per il risanamento antisisimico delle abitazioni e la tutela del territorio.

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nauralmente sono soltanto utopie: viviamo in Italia, e dunque potra` essere sltanto l’Europa, spero, a costringerci prima o poi a recuperare il buon senso e a smettere si svenarci ogni anno per pagare i nostri creditori.

 


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