i curdi e il Rojava: l’embargo italiano mancato e il Vietnam del 21esimo secolo? – bortoblog 39

inizio la mia consueta rassegna più o meno settimanale delle mie passeggiate nei post altrui segnalandone uno esemplare per chiarezza e ricchezza di informazione, che arricchisce la nostra consapevolezza sulla questione curda e sull’invasione turca del Rojava, la regione settentrionale della Siria dove la lotta vittoriosa contro l’ISIS ha permesso ai curdi di creare una zona franca sotto il loro diretto controllo.

La politica interna dietro alla mossa di Erdogan

ci aiuta a spiegare l’origine di quello che potrebbe diventare il nuovo Vietnam del 21esimo secolo, ma questa volta alle porte del Mediterraneo.

se soltanto il regime di Erdogan non fosse così fragile da dover ricorrere alla scommessa estrema di questa guerra per provare a stroncare l’opposizione interna.

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resta da aggiungere l’atteggiamento per ora vile del nostro governo, e il parallelo silenzio del Vaticano e del suo papa populista, che è riuscito a non nominare i curdi ieri all’Angelus.

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l’Italia ipocrita è ancora quella del tradimento del leader curdo Ocalan perpetrato da D’Alema nel 1999, consegnandolo ai turchi dopo averlo dirottato in Kenia: episodio ben dimenticato dalla memoria corta e strumentale dei media di regime.

oggi i nostri venditori di fumo politici di turno scaricano ancora una volta, come loro abitudine, le loro responsabilità sull’Unione Europea, dalla quale chiedono una decisione unanime di embargo alla vendita delle armi alla Turchia.

sanno bene che non ci sarà, se non altro perché non rientra nelle competenze dell’Unione e avrebbe poi comunque bisogno di tempi lunghi per essere recepito dalla legislazione dei diversi stati.

ma si servono di questo trucchetto da magliari per evitare di fare l’unica cosa onesta e pulita che dovrebbero: decretare loro, subito, l’embargo italiano della vendita di armi alla Turchia.

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i miei commenti a post che mi hanno particolarmente colpito:

https://suprasaturalanx.wordpress.com/2019/10/19/lifting-shadows-off-a-dream/

bortocal15 October 19, 2019 at 8:58 am
non colpevolizziamoci di essere quello che siamo, che senso ha?
potremmo comunque essere diversi?
e poi quello che siamo dipende forse da qualche nostra scelta?
nessuno merita di essere ucciso per il semplice fatto di esistere, neppure il peggiore dei criminali; e allora perché il tuo inconscio vorrebbe che fossi ucciso proprio tu, che sei una persona perbene, avrai certamente le tue contraddizioni, come tutti noi, ma alla fine abbellisci il mondo con quel che fai ogni giorno e perfino con i tuoi meditati post che escono una volta alla settimana, e ci vuole del tempo per scriverli.
vivere con leggerezza; non carichiamoci noi i sensi di colpa che dovrebbe avere qualcun altro: nessuno ce ne sarà grato e non servono a impedire nessuna cattiva azione di chi non ne ha.

gaberricci October 19, 2019 at 10:15 am
È una costante del mio carattere, e se tu hai ragione neppure questo si può cambiare, no?
Una volta, ad una persona a cui voglio molto bene, ho detto che vorrei che il mio epitaffio fosse: ha fatto del suo meglio.
Io ho il terrore di non fare abbastanza (e, probabilmente, di non essere abbastanza).

bortocal15 October 19, 2019 at 10:30 am
eccoci nel pieno del paradosso logico del cretese, si direbbe: possiamo fare a meno di colpevolizzarci di colpevolizzarci?
assolutamente sì, se la colpevolizzazione non ci dà fastidio; vale tutto il già detto.
se invece ci disturba fino al punto da considerare opportuno un intervento per ridurre il disagio?
(ma questo puoi dirlo soltanto tu, e a te stesso).
allora, ci sono azioni che possono ridurne la portata.
e con questo mi pare che siamo passati dal campo della logica a quello molto più gentile della medicina… 🙂

ammennicolidipensiero October 21, 2019 at 10:25 am
commento il commento (e indirettamente il post): un epitaffio con scritto “ha fatto del suo meglio” è in fin dei conti tautologico nell’affermare una consapevolezza, quella di non essere perfetti e per ciò stesso di essere irraggiungibilmente perfettibili.
l’avere il senso della nostra imperfezione è forse proprio quello che, a volte, ci salva dal senso di colpa.
oh, quasi quasi te lo copio…
p.s. mi hai richiamato alla mente la battuta su spinoza di qualche giorno fa. molto vicino a quello che, satiricamente parlando – ma qua si riapre il discorso annoso sul cosa sia legittimo e cosa non, ovviamente – considererei “battuta perfetta”: https://twitter.com/spinozait/status/1184076890602115072 (per risparmirti la fatiac di cliccare il link: “Di Maio sulla Siria: ‘Non possiamo voltarci dall’altra parte’. Dall’altra parte c’è la Libia. [edelman]”

gaberricci October 21, 2019 at 10:36 am
Ho sentito una storia molto “da Facebook”, ma che mi piace, su questo:
Un bosco va a fuoco. Tutti gli animali si danno da fare per spegnerlo. Ad un certo punto un orso incontra un passero che porta nel becco un po’ d’acqua e gli chiede: e tu pensi di spegnere l’incendio con quella. Ed il passero: io sto facendo del mio meglio. E tu?
P.S.: strappa un sorriso, ma non mi sembra affatto la “battuta perfetta”.

ammennicolidipensiero October 21, 2019 at 11:33 am
sì, è vero, è carino il senso, buona nelle intenzioni, un pochino mal riuscita nel risultato se devo dirla tutta ed essere un po’ puntac***i: se butti poca acqua su tanto fuoco notoriamente lo alimenti…
ma ripeto, buonissime le intenzioni: credo sia una delle tante varianti ed evoluzioni del racconto del bimbo che vuole mettere il mare nel secchiello col cucchiaino.
sulla battuta, invece, trovo come unica pecca l’essere poco estemporanea, riferendosi ovviamente a un commento di un personaggio politico inetto (e quindi per ciò stesso di poca rilevanza). viceversa, ne valorizzo alti aspetti: l’embricare i diversi piani (dal modo di dire alla carta geografica), l’icasticità, la prontezza – in altre parole: spiazza, sorprende il lettore.
p.s. tieni conto che il mio riferimento di battuta perfetta è qualcosa tipo “Christian IOR: il profumo dei soldi” (cit. Bergonzoni) – che già in passato se non ricordo male ti citai.

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bortocal15 October 19, 2019 at 8:50 am
caro …, non trovo altro modo per dirtelo, e qui lo so che è antipatico, quindi cancella pure il commento subito dopo, ma mi pare che hai confuso lo Yemen con l’Oman: sono ai due lati opposti della penisola arabica, e due paesi diversissimi: il primo poverissimo e disperato, nonché massacrato dalla guerra, il secondo ricchissimo, costosissimo e governato da un emiro.

gaberricci October 19, 2019 at 10:13 am
Sì sì, lo so bene: infatti ho scritto “dai due lati opposti della penisola arabica”.
Parliamo comunque della stessa area geografica e credo anche culturale, in cui convivono una povertà vergognosa ed un lusso altrettanto vergognoso, costruito ad uso e consumo di una limitata elite locale e dei ricchi turisti occidentali.

bortocal15 October 19, 2019 at 10:26 am
sì, tutto giusto e tutto vero, ma io ritoccherei questo passaggio: “nello Yemen, è in atto ormai da anni una guerra […] e l’unico motivo per cui ce ne interessiamo [e qui si intende: dello Yemen, perché è l’ultima cosa di cui si parla – se ti riferisci all’Arabia, come è ovvio, al lettore non risulta chiaro] è perché può essere una meta in.
vecchie abitudini di docente di lettere, eheh; ma se non ti sembra importante, lascia perdere, ho dimenticato la matita rossa e blu in qualche cassetto… 😉
– a proposito: da tre settimane mia figlia si è trasferita per lavoro negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi, da un’altra parte ancora della penisola arabica, e penso che andrò a trovarla a gennaio.

gaberricci October 19, 2019 at 10:29 am
Hai ragione anche tu :-).

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https://aldoanghessa.org/2019/10/17/brexit-6

bortocal15 17 ottobre 2019 alle 19:04
condivido.
e vediamo se avranno la forza di smentirci entrambi, per una volta che siamo d’accordo… 😉

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https://lillyslifestyle.com/2019/10/14/curiosita-in-portogallo-e-portogallo-curioso/

bortocal15 Ottobre 14, 2019 at 3:04 pmRISPONDI
sintesi fenomenale di un lavoro eccezionale.
ciao!

lillyslifestyle Ottobre 15, 2019 at 8:46 am
Grazie mille, presto uscirà un nuovo “episodio” 😉

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un sintetico commento al mio vecchio video (ahimè il più visto di tutti quelli del mio viaggio intorno al mondo 2014, soltanto per il titolo)

Zion Yisrael ha commentato:

“fdgdrfgg”

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altri post che mi sono piaciuti questa settimana:

Cronicario: Sugar tax+plastic tax=Coca Cola tax

Alessandro Manzoni è un genio che non ha niente da invidiare a Dostoevskij. In difesa di Don Lisander (che si difende benissimo da sé)

Sirya

https://mozart2006.wordpress.com/2019/10/15/oper-frankfurt-manon-lescaut/#more-10794

Da Barcellona, nel giorno della sentenza di condanna dei prigionieri politici catalani

https://ilbandolodelmatassa.wordpress.com/2019/10/13/eliud/

https://konekrusoskronos.wordpress.com/2019/10/13/the-future-its-not-hard-to-see-dystopia/

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to be continued


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