lodi della vita (quasi) in montagna – 257

e se oggi vi parlassi de La solitudine di chi si trasferisce in un piccolo paese?

e` il titolo di un articolo della Stampa online, che mi sta facendo arrabbiare un poco.

che interesse muove un giornale ben fatto, ma tipicamente padronale come La Stampa, a fare propaganda perche` la gente non si trasferisca in montagna?

antipatia per l’auto-produzione?

paura della diminuzione dei profitti per supermercati e centri commerciali?

o per la diminuzione di valore della case alveare in centro?

preoccupazione per cosa succedera` al mercato se in molti si abitueranno a mangiare la gallina allevata da se` in modo sano, anziche` il pollo nella plastica imbottito di antibiotici?

. . .

non facciamo processi sessantottini alle intenzioni, dite?

purtroppo io sono un figlio tipico della cultura del sospetto, che volete farci?

so che anche Mario Capanna e Gad Lerner, due personaggi di spicco del Sessantotto nazionale, e non un modesto protagonista di un Sessantotto provinciale come me, hanno fatto una scelta di vita simile alla mia.

e vivono oggi in fattorie, certamente piu` prosperose del mio casone, e meglio organizzate.

di Gad Lerner ho anzi appena finito di leggere Tu sei un bastardo, Contro l’abuso delle identita`,

dove un  certo spazio e` dedicato appunto alla sua casa di campagna.

– per chi volesse, ecco un passaggio, ma chi ha fretta passi oltre.

Cascina Bertana (…), nella visione della terra fertile, dove sognare la futura stabilita`, l’oasi di pace in un mondo in guerra, la sede di sereni ricordi infantili per le generazioni che seguono.

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ehi, ma che dico? chi ha fretta non passa certo sul mio blog.
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ma eccoci finalmente all’articolo di GABRIELE FERARRIS
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Decisi a “cercare una diversa dimensione di vita”. Avevano individuato la meta della loro fuga dalla città – un paesino di montagna, una casetta fra i boschi – e messo in conto i possibili disagi. Il paese era davvero piccolo.
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mai come il mio, immagino:

la frazione ha 17 abitanti;

il comune, che comprende una intera valletta laterale della Valsabbia, meno di 1.000.

Uno dei tanti delle nostre vallate, un tempo popolatissimi, che si sono svuotati negli anni del boom riducendosi a qualche decina di residenti.

appunto: ma io qui, assieme a qualche altro, pochissimi per ora, sono tra i primi che hanno invertito la direzione di marcia:

ci sta il creativo che ha messo in piedi un Bed & Breakfast e ci campa,

un ex-professore del mio liceo, mio coetaneo, poi diventato docente universitario, studioso di Feuerbach, che aveva sposato una moglie del posto,

ci sta anche una coppia giovane con due bambini, ma loro sono originari della zona.

quali sono i problemi?

. . .

Vita sociale, pochina.

cosi` dice La Stampa.

balle!

ho piu` vita sociale qui, con 16 vicini, che in citta`, o a Stuttgart,

dove sto in un condominio con 130 appartamenti

e la mia vita sociale spontanea si riduce al Guten Morgen in ascensore,

o allo scambio impersonale di vecchi libri sotto la cassetta delle lettere…
.
il fatto di essere soli e relativamente isolati spinge a parlare.
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basta che la pioggia non ci chiuda in casa.
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dai miei vicini apprendo molta esperienza di vita che mi sfugge:

ci sta chi lentamente mi insegna i segreti della campagna e della terra.
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gratitudine!

e poi c’e` sempre la vita sociale via internet, che oggi ha una sua dimensione importante.

. . .

Servizi, ancora meno.

Nessun problema per la scuola: nel paesone a fondovalle, a venti minuti dalla porta di casa, c’erano asilo, elementari e medie. Con l’orario prolungato. Fantastico.

la scuola elementare qui e` a dieci minuti a piedi: i bambini potrebbero andarci da soli.

certo, manca la scuola media e il polivalente delle superiori sara` a 30 minuti di autobus.

ma sono disagi superiori a quelli che si hanno vivendo altrove?

e poi, vogliamo mettere nel conto la qualita` di servizi che hanno una dimensione umana?

l’umanita` della burocrazia locale, dove tutti cercano di risolvere i problemi e non di complicarteli aridamente?

l’impiegato delle poste che fa volentieri due chiacchiere mentre compila il  bollettino per te?

. . .

Però la città era a tre quarti d’ora di auto, e c’era pure la corriera.

appunto, per me la citta` e` a 40 minuti, se mi fermo alla periferia nord e decido di usare il metro` per arrivare in centro;

se no, aggiungete altri 10 minuti di macchina.

. . .

Si trasferirono alla fine della primavera.

io a marzo.

L’estate fu deliziosa. Arrivavano i villeggianti,

qui no, non ce ne sono neppure d’estate, per fortuna.

Il paese si rianimava. Fu organizzata persino una rassegna di musiche e balli occitani.

qui il paese segue tradizioni sue:

la festa degli alpini,

quella della Vecia, che si brucia a mezza quaresima;

nei paesi vicini c’e` una tradizione autentica di Carnevali bellissimi.

E’ vero: la tivù prendeva poco e male. Ma che importava?

credo che qui funzioni bene:

comunque per me, se anche non funzionasse del tutto, sarebbe soltanto un vantaggio…

. . .

Sedevano al bar, guardavano il tramonto mentre i bambini ruzzavano liberi nella piazzetta; e si sentivano felici. A lei piaceva fare la spesa allo spaccio, un posto incantato dove trovavi di tutto: i giornali, la carta moschicida, il pane fresco, il detersivo, e persino qualche libro e certe cartoline che dovevano essere lì almeno dagli Anni Sessanta.

anche qui e` cosi`.

comunque per andare al supermercato del fondovalle impiego una decina di minuti in macchina:

lo stesso tempo che mi serviva a Brescia se volevo evitare i supermercati del centro, dove tutto costava il doppio,

anzi qui ci impiego forse anche meno.

. . .

A settembre i villeggianti sparirono. E sorse un primo, lieve intoppo. Furono ridotte le corse dalla corriera: il servizio era antieconomico. Restava l’auto, d’accordo. Ma i due fuggiaschi dalla città (già un po’ meno felici) notarono soltanto allora che non c’era una sola pompa di benzina in paese, e neppure lungo la strada che portava alla pianura.

sfigati, pero`: qui la pompa di benzina e` a 10 minuti e quella del GPL a 15.

Poi venne l’inverno e i due fuggiaschi dalla città ricordarono con nostalgia i bei tempi quando s’indignavano se, dopo una nevicata, alle sei del mattino non trovavano le vie cittadine linde e sgombre come il corridoio di casa.

ma che tipi sono questi? sapevano quel che facevano?

quelle due o tre mattine meravigliose in cui mi sono svegliato sotto la neve, che alle dieci di mattina, peraltro, era gia` sciolta!!!

e le libere camminate in montagna, ogni volta che vuoi, cominciando dalla porta di casa?

come mai non ne parlano?

. . .

La sera guardavano ancora il tramonto. Ma sognavano un cinemino. Il cinema più vicino era in città.

no, qui e`a Salo`, a una trentina di minuti d’auto con la superstrada, forse meno; sempre che non io decida di andarci in citta`, per avere una scelta relativamente piu` ampia.

Cominciarono a sentirsi un po’ soli. Il bar era spesso chiuso, e se era aperto c’erano i soliti quattro anziani, e dopo un po’ anche i suggestivi racconti degli anziani annoiano.

ma questa coppia disperata non ha amici che vengono a trovarli e ritornano in citta` estasiati dicendo: che bello qui, mi piacerebbe avere il tuo stesso coraggio?

La posta arrivava a giorni alterni, quando arrivava.

qui arriva puntuale tutti i giorni, fino a ieri, quando mi hanno portato una lettera che preannuncia i giorni alterni…

risparmi, eh?

. . .

Lo sapevano fin dall’inizio: ma in fondo, s’erano detti, chi scrive più lettere? Oggi c’è Internet. Già. Magari in pianura. Tra i boschi felici la rete è lenta e piena di buchi.

assolutamente no: ho avuto un momento di panico assoluto l’anno scorso quando la Telecom dubito` per un attimo che fossi collegabile, per via della distanza dalla centralina;

ma superato questo scoglio, internet procede benissimo: la Valsabbia sta installando addirittura la fibra ottica.

Accantonarono i progetti di telelavoro. Però qualche mail dovevano spedirla. Una volta ci riuscirono dopo quasi cinque ore di tentativi frustranti. Quando la mail partì, i due fuggiaschi dalla città si guardarono in faccia. Non dissero nulla. Non servivano parole.

qui e` il cellulare che prende a momenti alterni, ma esiste anche whatsapp per fortuna…

ma l’intermittenza del cellulare la considero una mezza fortuna.

. . .

l’articolo della Stampa si conclude subdolamente cosi`:

P.S. I miei amici mi pregano di approfittare del presente articolo per segnalare ai gentili lettori che c’è in vendita una graziosa casetta tra i boschi, in una ridente vallata piemontese, a pochi passi da un suggestivo paesino, appena a tre quarti d’ora dalla città. Prezzo convenientissimo.

cultura del sospetto, la mia?

ma come non rendersi conto che questo articolo e` scritto per convincere i polli a restare in batteria?

ops, a convincere la gente che vivere in citta` e` molto meglio…

non sembra commissionato da qualche agenzia immobiliare che vende case in centro?

. . .

comunque, la mia casa non e` affatto in vendita.

appena la regione Lombardia rendera` praticabile la nuova normativa sulle zone sismiche comincio i lavori di ristrutturazione gia` avviati e bloccati dalla burocrazia regionale, spero.

ah, dimenticavo: in quest’anno ci sono effettivamente stati tre piccoli terremoti del terzo grado qui.

ma non ne ho sentito nessuno…

. . .

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19 risposte a "lodi della vita (quasi) in montagna – 257"

    1. ho notato che la fiducia e` molto difficile da trovare in giro di questi tempi.

      la casa l’ho presa senza mutuo, ma il mutuo mi serve per ristrutturarne una parte; e ci sono voluti dieci mesi per arrivare ad averlo!

      temo che non andrai lontano; tuttavia qui a breve ci sara` sempre molto spazio libero per chi voglia provare a vivere del lavoro dei campi soltanto.. 🙂

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      1. Lo prendo come un invito. Magari più in là… sempre che ci sia ancora posto. Così montiamo un ascensore e automatizziamo tutte le porte 🙂

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        1. lo e`, un invito, e lo spazio c’e` gia` anche adesso.

          sempre che non si creino delle folle che vogliono venire a visitare questo posto magico… lol

          per il progetto dell’ascensore dovresti sbrigarti a passare: faccio ancora in tempo a rettificare il progetto, ahhaa.

          in effetti con la vecchiaia che si profila ancora piuttosto lontana non sarebbe pero` male tuttavia predisporsi al remoto futuro… 🙂

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  1. Da più parti si sente l’esatto contrario…tantissime persone che vogliono andare a vivere in campagna, o al mare: comunque sia lontano dalle città.
    Io li capisco anche se non sono mai vissuta in grandi città…solo tre giorni a Roma per quanto mi piaccia mi vien subito il mal di testa (cosa rarissima) e un senso di soffocamento non indifferente…
    Figuriamoci vivere..

    Alla fine ci si rende conto che la qualità delle vita si riduce ai bisogni primari (libri, internet.. :D)

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    1. mi piacciono i tuoi bisogni primari, perche` sono anche i miei.

      anche io penso che il numero delle persone che e` stanco delle citta` cresce.

      (lo dimostrano articoli come questo delLa Stampa, che cercano di arginare la tendenza, o almeno di metterla in discussione).

      nello stesso tempo cresce anche il numero di coloro che vive nelle citta`, oramai piu` del 50% dell’umanita`.

      questo significa che la gente e` piu` scontenta della sua vita.

      e forse non e` lontano il giorno in cui chi ha scelto qualche luogo poco abitato apparira` un privilegiato.

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      1. I miei bisogni primari sono i 10 o 15 o venti buon giorno ogni mattina decidere a quale cinema o concerto o ristorante andare…scegliere la solitudine e nn già vivere in solitudine. Internet suvvia etichettare davanti al nulla un palliativo…
        Adesso piove e quasi quasi dormo e domattina vado a fare colazione al Gianicolo che nn è alta montagna ma il panorama è mozzafiato.
        Sherabastiancontrari

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        1. come mi piacciono le bastiane contrarie… )

          anche perche` sono cosi` rare (poi mi spiego meglio, ma un’altra volta!) 🙂

          sei una bastiana di citta`, nessun dubbio 🙂

          nego che vivere in montagna, con contatti umani rarefatti, sia vivere in solitudine: e` quello che vuol farci credere La Stampa avversa, ma per me e` vero il contrario.

          personalmente preferisco una chiacchierata intensa a giorni alterni ai 20 buongiorno del mattino (quando ci sono…)

          nego che i rapporti in internet siano rarefatti: sono piu` intensi del Guten Morgen in ascensore e di certi Buongiorno del mattino…

          non nego affatto che il panorama del Gianicolo sia mozzafiato, ma mi piace vivere in un posto dove ogni 500 metri a piedi c’e` un panorama mozzafiato diverso…

          ma sono contento che tu viva la vita in modo diverso da me e con altre preferenze, che diamine!

          anche qui e` grigio, ma oggi sara` giornata di lavoro nell’orto: sono arrivate le lumache, stranamente assenti finora, ma le ha portate questo clima da fine inverno piovoso…

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          1. Anche qui sono arrivate da un bel pezzo le lumache nel mio piccolo angolo riservato a orto dov’è i pomodori sono già grandi come piccoli noci e le fragole continuano a fiorire e fare frutti dolcissimi.
            Io credo e ne ho il riscontro e la disponibilità delle persone dipenda dalla nostra disponibilità in primis.
            Non sono nata ‘imparata’ e neppure sono un’oca giuliva ma il rapporto con le persone mi piacce salvo prova contraria e sicuramente quel pover’uomo non sarebbe ‘vissuto morto’ nella ptopria casa per 5 anni.
            Buon 2 giugno e un abbraccio commissionato al vocale dello smartphone. ..
            Shera

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            1. wow, pomodori gia` in maturazione! qui solo alcuni hanno fatto sbocciare i primi timidi fiori e stanno ancora cercando di riprendersi dal freddo dei giorni scorsi che ne ha stesi alcuni…

              le fragole, invece, inaugurate oggi, sono assolutamente strepitose….

              alle lumache ho scoperto un antidoto: il deposito per il compostaggio: ho scoperto che molte preferiscono infilarsi li` dentro per mangiare riducendo la pressione divoratrice sulle verdure.

              l’idea che gli altri sono anche come la nostra disponibilita` vorrebbe e` giusta: chiamiamolo pure effetto Pigmalione: in parte funziona. 🙂

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          2. Non vorrei però avevi dato di me un’idea distorta perché anche a me piace vivere sulla mia solitudine intesa come raccoglimento e prediligo luoghi non affollati Nn seguo il gregge ai centri commerciali…e mi piace il mare di roccia dove fissare in silenzio un punto lontano.

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    1. ops, che colpo al cuore la notifica di questo commento!

      ho pensato: a Firdis il mio post non e` piaciuto, come mai?

      intanto ho realizzato che parlavi di quello della Stampa.

      l’ho anche abbreviato un poco: intero e` ancora peggio…

      pensa che sta perfino nella pagina della cultura…

      http://www.lastampa.it/2016/06/01/cultura/opinioni/editoriali/la-solitudine-di-chi-si-trasferisce-in-un-piccolo-paese-aAmy2KTyBa18OlPle6MFxJ/pagina.html

      😉 pfui! per questa volta l’ho scampata, ahhhaa.

      un abbraccio, firdis.

      Piace a 1 persona

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