la prima guerra virtuale e` cominciata ieri? – 507

scusate se devo prenderla un po` alla larga rispetto al titolo.

stilisticamente questo post e` costruito come un allargamento di campo progressivo:

inizia da un dettaglio e pian piano allarga lo sguardo e rivela una scena complessiva piuttosto preoccupante.

. . .

a leggere online i quotidiani di ieri, ora e` chiaro il perche` della campagna di demonizzazione sui media occidentali del presidente delle Filippine, Duterte, presentato come il nuovo Hitler.

anche se poi e` stato lui stesso a farlo, vantandosi di avere fatto uccidere 3.000 spacciatori dall’inizio della sua presidenza,

definita populista.

. . .

Duterte e` in visita in Cina e nel Parlamento cinese, davanti ai 5.000 rappresentanti del popolo, ha fatto dichiarazioni davvero esplosive,

e non sono neppure le prime sue che lasciano a bocca aperta:

“Annuncio la mia separazione dagli Stati Uniti”.

le Filippine sono state uno degli alleati storici piu` preziosi degli Stati Uniti in Asia, oltre che una loro colonia dal 1898 alla fine della seconda guerra mondiale.

tuttora ospitano cinque basi navali americane.

costituiscono un baluardo essenziale nel sistema di alleanze americano che fronteggia la Cina dal Pacifico:

dal Giappone alla Corea del Sud, a Taiwan e poi all’Indonesia…

“L’America adesso ha perso. Mi sono riallineato al vostro flusso ideologico e probabilmente adesso andrò anche da Putin a dirgli che ora siamo noi tre contro il mondo: la Russia, la Cina e le Filippine. Non c’è altro modo”.

insomma, ecco un criminale che ha cambiato campo ed e` passato all’impero del male.

. . .

rientrato in patria, Duterte ha pero` detto che intende rimanere amico degli Stati Uniti, e ha smentito tutto, praticamente.

ma dichsrandosi amico sia della Cina sia degli Stati Uniti, probabilmente l’imprevedibile Duterte ha dato un grosso contributo alla pace cosi` incerta in quella regione,

simpatie per Hitler a parte.

. . .

e adesso la fine del primo piano e il primo allargamento del campo visuale.

l’aspetto piu` fantasmagorico della faccenda e` che le Filippine hanno appena avute riconosciute le loro ragioni dal Tribunale Internazionale dell’Aja a proposito delle isole del Mar Cinese Meridionale occupate dalla Cina.

questo dice da solo a quale drammatico livello di caos e` arrivata la politica internazionale,

su questo problema sono in contrasto con la Cina,

anche se la causa era stata promossa dal governo precedente,

e ora Duterte ha dichiarato che la questione non e` cosi` importante.

. . .

gli americani pero`, intanto, hanno inviato un loro cacciatorpediniere vicino a una delle isole contese dell’arcipelago delle Paracel,

a garanzia, diconoi, del “diritto di transito” in acque internazionali.

ma in realta` per appoggiare le pretese riconosciute valide delle Filippine,

che adesso, piuttosto di vederle trasformate dagli americani in casus belli, preferisocno lasciarle cadere.

. . .

a proposito di questa missione, il Financial Times di New York ieri ha sparato una notizia:

“Portaerei Usa attaccata da hacker cinesi”.

e` un titolo che fa venire i brividi a un uomo della mia generazione:

basta infatti togliere hacker e mettere vietnamiti al posto di cinesi per ritrovare esatti i titoli dei giornali americani del luglio 1964.

annunciavano un attacco del Vietnam alla flotta americana nel golfo del Tonchino, che in realta` non c’e` mai stato.

ma servi` a giustificare l’inizio di un intervento americano massiccio, che arrivo` fino a 550.000 soldati.

55.000 caduti americani e milioni di morti da parte vietanamita…

. . .

in realta` l’articolo stesso del Financial Times ammette, citando una fonte militare, il contrario di quel che dice il titolo:

“Non ci sono per ora prove che leghino l’azione al governo di Pechino, né indicazioni che l’operazione sia andata a buon fine”.

ma che cosa vuol dire “per ora”?

ha l’aria piu` di una minanccia che di una profezia.

significa: attenti, che se vogliamo le prove le troviamo…

. . .

secondo allargamento del campo:

intanto due navi da guerra cinesi hanno intimato al cacciatorpediniere americano di allontanarsi

il ministro della Difesa cinese ha definito “illegale” e “provocatorio” il pattugliamento americano delle acque contese, e ha presentato formale protesta agli USA.

ha anche detto che la presenza militare cinese nell’area “aumenterà di conseguenza”.

non e` una bella notizia. neppure il boato entusiasta dei 5.000 rappresentanti del popolo cinese di fronte a Dutarte lo e`.
in Cina sta crescendo da anni un clima nazionalista che ora sta diventando anche militarista.

. . .

e adesso allarghiamo il campo ancora un po’.

a sorpresa leggo sullo Spiegel, il principale periodico progressista tedesco, una presa di posizione a favore di Trump di un suo importante opinionista:

http://www.spiegel.de/politik/deutschland/was-fuer-donald-trump-spricht-kommentar-a-1117476.html

Sicherheitsrisiko Clinton
Was für Trump spricht
Gibt es wenigstens einen einzigen Grund, auf einen Sieg von Donald Trump zu hoffen? Ja: den Frieden. Hillary Clinton will im Syrienkrieg die militärische Konfrontation mit Russland riskieren. Das kann Deutschland nicht wollen.

Il rischio per la sicurezza Clinton.
Che cosa parla a favore di Trump.
C’e` almeno un unico moti vo per sperare in una vittoria di Donald Trump? Si`: la pace. Hillary Clinton vuole rischiare il confronto militare con la Russia nella guerra di Siria. Questo la Germania non puo` volerlo.

e l’articolo continua cosi`:

Un argomento a favore di trump? Improponibile. Il rigetto di quest’uomo e` universale. Lui e` il Si salvi chi puo` della politica. Si puo` trovare piu` facilmente qualche motivo per preferie il lupo cattivo delle favole dei Grimm che nel narciso pazzo di New York. Ma in questo viene trascurato solo un punto, e in vertia` quello che per ogni non-americano e` il piu` importante: Trump sarebbe nella domanda pace o guerra una scelta migliore che la Clinton.

. . .

fenomenale: leggendo, ho smesso di sentirmi la pecora nera, in tutti i sensi.

sono arrivato a considerazioni molto simili e le ho scritte anche qui giorni fa.

in Italia nessuno osa farle,

almeno nel campo di quella che una volta veniva chiamata sinistra,

e sono rigorosamente riservate alla destra.

anzi, ai populisti, come oramai vengono chiamati da noi tutti coloro che non sono intruppati dietro il ducetto di Rignano.

ma chi lo direbbe che la vera scelta che il popolo americano deve fare tra una quindicina di giorni e` tra chi vuole almeno rischiare la guerra (la Clinton) e chi rifiuta questo rischio (Trump)?

. . .

ed ora allarghiamo ancora ed entriamo in un bel campo panoramico…

intanto ieri, smargiassate del New York Times a parte, la guerra virtuale e` cominciata davvero,

e con una sonora batosta subita dagli americani.

nella parte orientale degli Stati Uniti i server di alcuni siti molto importanti hanno subito un blocco per l’attacco di hacker sconosciuti (ma forse non tanto),

tra cui twitter, per dire.

twitter, che si e` rivelata arma offensiva non da poco nelle mani americane in alcune recenti vicende politiche, come le sventuratissime primavere arabe…

chi vuole intendere intenda,

chi semina vento raccoglie tempesta:

e` il messaggio non tanto nascosto che arriva da questi fatti.

. . .

insomma, pare che la guerra virtuale sia gia` iniziata.

e` una guerra che non verra` mai dichiarata, una guerra invisibile, una guerra senza eroi e neppure generali.

ma probabilmente e` iniziata ieri 21 ottobre 2016.

52 anni dopo l’inizio della prima guerra mondiale tradizionale, 52 anni dopo l’inizio della guerra del Vietnam.

. . .

non e` il caso si scuotere la testa dicendo che alla fine una guerra virtuale assomiglia a un videogioco ed e` meglio di una guerra vera.

l’interconnessione informatica e` diventata talmente centrale nella nostra organizzazione sociale che una paralisi totale e prolungata di internet in una regione e` in grado di paralizzarla completamente e di produrre migliaia di morti per il blocco dei trasporti.

per non parlare del rischio per fortuna remoto della presa di controllo via internet del sistema militare o della rete missilistica.

51ilqij3n9l

https://books.google.it/books?id=HbgWAwAAQBAJ&pg=PP1&lpg=PP1&dq=guerra+virtuale+Jacque+Charmelot&source=bl&ots=8EFvVvuIhY&sig=rx3w0e6ZmLCu4h9M8p5oyViIX-I&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjOrfGr6O3PAhUMsBQKHQyWCrAQ6AEIHDAA#v=onepage&q=guerra%20virtuale%20Jacque%20Charmelot&f=false

. . .

era anche facile prevedere che prima delle elezioni dell’8 novembre qualcosa di imprevisto e di drammatico sarebbe venuto a scuotere gli Stati Uniti per condizionare le votazioni.

pare che ci siamo.

Annunci

2 thoughts on “la prima guerra virtuale e` cominciata ieri? – 507

  1. Purtroppo col netbook in riparazione le mie possibilità di azione e reazione informatica sono molto ridotte. Consultero’ il sito quando mi tornerà indietro. Ma intanto grazie perché capisco che ci sarà molto da leggere e ds imparare.

    Mi piace

  2. map.norsecorp.com
    qua puoi vedere come se ne danno di santa ragione live. In genere se la prendono tutti con gli Usa. Nessuno o quasi attacca la Cina. Gli Emirates erano spesso bombardati dall’Europa ma non ho capito il perché. ..

    Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...