Renzi e il calcio dell’asino – 575

la rapidita` del tramonto politico di Renzi lascia senza parole anche me che l’ho sempre giudicato un cretino dal suo primo apparire sulla scena politica circa un lustro fa.

cretino non solo dal punto di vista culturale e della politica nel senso alto e nobile del termine, dove si dovrebbe fare sintesi del sapere umano.

ma anche dal punto di vista piu` banale della capacita` gesuitica di manovra nei meandri del potere.

con la quale viene identificata la politica in Italia.

oggi Renzi potrebbe perfino suscitare un moto di umana pieta`, per reazione.

ma con Renzi, no: non e` possibile.

sarebbe una pieta` contro natura.

. . .

fa ridere chi si attarda a speculare sul futuro politico di Renzi, su un ipotetico partito suo, sulle sue eventuali rivincite.

no, Renzi e` finito: finito di botto.

Berlusconi non lascia eredi politici, ma ha costruito un solido modo di pensare che ha cancellato la vecchia Italia solidale uscita dalla Resistenza e dalla Democrazia Cristiana

e l’ha sostituita con un’Italia gretta e odiosa, che e` la sua eredita` piu` solida e permanente.

ma Renzi non ha eredi politici, ma neppure un modo di pensare suo da lasciare ai posteri:

il suo ottimismo posticcio e` semplicemente ridicolo.

ed e` morto con lui.

e il sistema di valori di riferimento e` ancora quello berlusconiano.

. . .

in un momento gli voltano le spalle tutti i poteri che avevano sostenuto l’incredibile scalata al potere di un ragazzotto di provincia senza arte ne` parte,

dotato solo di una parlantina da venditore di Folletto.

era sembrata perfetta per fregare gli elettori e pareva perfino funzionasse.

poi il pubblico, per quanto rintronato da una propaganda ossessiva, o forse proprio per questo, per un istintivo fastidio, ha mostrato di avere mangiato la foglia.

e probabilmente di essere un po’ meno peggio di come lo immaginavano sul piano della credulita`.

e peggiore anche di Renzi e Berlusconi, oggi, sul piano degli obiettivi.

non illudiamoci (parlo per me):

il referendum non l’abbiamo vinto noi.

noi siamo stati la mosca cocchiera di qualcos’altro.

eppure, per la speranza nel futuro, occorreva liberarsi di Renzi, occorreva liberarsi dei Clinton, occorreva la brexit.

occorre arrivare fino al fondo per trovare la forza del rimbalzo.

. . .

ora questo rivoltarsi improvviso dei media contro Renzi e` l’aspetto davvero curioso della vicenda,

lo spaccato impressionante della classe dominante di questo paese.

sarebbe il calcio dell’asino di Esopo contro il leone morente, se Renzi potesse essere mai visto come un leone.

c’e` un detto, sempre di Esopo, dicono: chi nasce asino non muore leone.

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quindi dev’esserci una variante perduta della favola: l’asino che scalcia l’asino. 

. . .

Scalfari, che la settimana scorsa ancora paragonava Renzi a Cavour e Giolitti, nel fondo domenicale di oggi gli da` il benservito:

Scrissi anche che Renzi avrebbe dovuto trasformarsi da leader politico a statista, due dizioni profondamente diverse tra loro, e scrissi anche che avrebbe dovuto tener presenti gli esempi di Camillo Benso conte di Cavour e di Garibaldi, di spirito rivoluzionario dotati.

(…) Caro Matteo, se avessi tenuto a mente Cavour e Garibaldi forse non saresti a questo punto. Mi rammarico per te e per l’Italia.

Scalfari sragiona: non si cava il sangue dalle rape.

e l’Italia non capisco proprio di che cosa abbia a rammaricarsi di avere perso un venditore di pentole a capo del governo. 

. . .

Ci sono personalità di buon conio da sperimentare a sinistra, cominciando dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

ecco Scalfari che presenta il nuovo pupillo dei poteri forti, o forse soltanto di De Benedetti.

un nuovo Renzi di nome Pisapia.

ma fatemi il piacere!

ma su Scalfari e sulla sua eta` e` inutile infierire.

ma tutti gli altri?

. . .

quelli che ancora due settimane fa erano per il si`?

quelli che stanno ancora sulla piazza, come se non avessero fatto i lecchini di Renzi fino a ieri?

oggi sono quelli che alzano di piu` la voce a gridargli contro.

contano sullo smemoranda che domina gli spettatori compulsivi del mondo dei media,

travolti ogni giorno da duecento notizie nuove che cancellano quelle del giorno prima.

boicottaggio:

i Pisapia, i Santoro, i Feltri, i Ferrara che tifavano Renzi fino a ieri se li godano i renzini rimasti.

noi stacchiamo.

. . .

finito Renzi, non ci sara` un renzismo dopo di lui.

ancora qualche settimana e di Renzi non si sentira` neppure piu` parlare.

molti si vergogneranno di avere creduto alla sua propaganda infantile,

anzi, faranno di meglio: non si ricorderanno neppure di averlo fatto.

nessuno si confonda: Gentiloni non e` stato messo li` per continuare Renzi, come sembra e come si dice,

ma per cancellarlo piano piano senza che si noti.

e da buon democristiano ci riuscira`,

ci sta gia` riuscendo.

. . .

la sintesi migliore della fine del renzismo l’ha fatta la vecchia volpe D’Alema:

Delle riforme di Renzi non ci rimarrà nemmeno la puzza.

l’unico che ci ha guadagnato e` Marchionne, con una parte importante degli 80 euro finiti a comperare automobili FIAT a rate.

e in effetti:

riforma costituzionale, ci ha pensato il 60% dei no.

riforma elettorale: ci pensera` la Corte Costituzionale a gennaio.

riforma della pubblica amministrazione: ci ha pensato gia` la Corte Costituzionale.

riforma della banche popolari: ci ha pensato il Consiglio di Stato.

rimane il Jobs Act, col referendum prossimo venturo.

(a proposito, mi ci sto attrezzando e ho cominciato a studiarlo:

e` un bel groviglio e forse questa volta mi mancano proprio le competenze tecniche necessarie per sbrogliarlo).

rimane la Buona Scuola, cioe` una ulteriore picconata sul sistema dell’istruzione in Italia.

e la legge di stabilita` 2017, del tutto sballata, e da rifare.

e non sappiamo ancora come, con le banche in dissesto.

. . .

insomma, alla fine ci accorgeremo tutti che i mille giorni di Renzi sono stati quasi tre anni persi.

lo si vedeva benissimo,

ma non c’e` peggior cieco di chi non vuole vedere,

peggior sordo di chi non vuole ascoltare.

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2 thoughts on “Renzi e il calcio dell’asino – 575

  1. Io alla pietà per Renzi non ci sono accorra arrivata, ed è tutto dire, perché io ho una riserva di compassione inesauribile, anche per chi non la merita.
    ma, vedi, lui è talmente pieno di sé che bisogna lottare con se stessi per non sghignazzare nel vederlo scalciato.
    Hai mille volte ragione, dietro non lascia niente, tranne delle leggi tremende, ma… se lui le ha volute, la mandria asinina glie le ha votate a suon di ” fiducia”.
    Per me Renzi va raggiungere Mohammed Dahlan, la quinta colonna di Israele fra i Palestinesi, nell’essermi irrimediabilmente odiosi, a dimostrazione che la mia compassione non è compulsiva, ma fa ben meditate eccezioni.

    Mi piace

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