si scrive Catalogna, ma si legga Italia – 359

al referendum della Catalunyia hanno votato 2.262.000 persone: e` una cifra enorme, considerando le condizioni nelle quali si sono svolte le votazioni.

e, ovviamente, i si` sono stati schiaccianti: il 90%, 2.020.000; i no 176.00, il 7,8%; e, a quel che pare, ci sono stati anche 44.000 piccoli anonimi sconosciuti eroi che sono andati al seggio tra le manganellate della polizia per mettere nell’urna la loro scheda bianca, il loro “non so”.

tuttavia gli aventi diritto al voto erano 5.300.000.

e quindi i si` hanno raggiunto poco piu` del 38% degli elettori.

un risultato abbastanza in linea con quello delle elezioni dell’anno scorso, dove gli indipendentisti ebbero il 47% tra i votanti, cioe` il 33% dei voti degli elettori, considerando l’affluenza al 70%.

dunque l’indipendentismo e` risultato in crescita, e non stupisce, vista la stupidita` repressiva del governo che lo ha vietato pensando di perderlo.

ma sulla base dell’appoggio del 38% degli elettori nessuna dichiarazione di indipendenza e` possibile.

. . .

tutto inutile, allora?

no, non dovrebbe esserlo: il governo di destra di Rajoy e` di minoranza e si regge sull’appoggio del Partito Socialista Operaio Spagnolo, un equivalente direi quasi perfetto del nostro Partito Democratico.

questo appoggio va ritirato, per formare un governo di unita` nazionale di tutti gli altri partiti, compreso Podemos, che deve allearsi con i socialisti e con i vari partiti delle diverse minoranze nazionali del paese.

o, al peggio, per andare a nuove elezioni e ridefinire la Spagna del futuro su nuove basi, se possibile come stato federale e non come stato unitario che concede limitate autonomie.

questa e` la soluzione che dovrebbe anche evitare la nascita di una Repubblica di Catalogna, che necessariamente resterebbe fuori dall’Unione Europea.

. . .

ci sara` la saggezza per fare queste scelte?

sarebbe molto interessante capirlo, perche` si scrive Spagna, ma in fondo si puo` anche leggere Italia, anche se il parlamento spagnolo rispecchia posizioni molto piu` aperte ed avanzate di quelle presenti in Italia.

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quel che succedera` in Spagna potrebbe essere l’anticipazione di quel che succedera` in Italia l’anno prossimo.

quando, nel concreto, si dovra` scegliere fra un governo di unita` nazionale di Partito Democratico, forze di sinistra e Movimento Cinque Stelle, oppure un governo della destra appoggiato dal Partito Democratico (come nella Spagna di oggi, che esce a pezzi dalla vicenda del referendum catalano).

non ci sono dubbi su quale sia la scelta per la quale batte il cuore della classe dirigente di questo paese.
ma non ci sono neppure dubbi, pare a me, su quale sia il governo futuro necessario per un vero rinnovamento di questo paese – sempre ammettendo che sia ancora possibile.


6 risposte a "si scrive Catalogna, ma si legga Italia – 359"

  1. Veramente stamattina in televisione parlavano del 42% dei votanti e del 90% dei sì. E se non vi fosse stata la guardia civile a menare di brutto, sicuramente sarebbero stati molto di più. La crisi di governo è inevitabile anche perché è appoggiato dai Baschi, che hanno ottenuto l’autonomia fiscale al 100%! Quanto ai socialisti che l’appoggiano, mi chiedono perché si fregiano di questo titolo.

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    1. appunto! il 90% del 42% dei votanti fa il 38% degli aventi diritti al voto, se la matematica non e` un’opinione 🙂

      senza quelle ottuse violenze poliziesche i si` sarebbero stati di piu`, ma indubbiamente ancora di piu` sarebbero stati i no.

      la dichiarazione di indipendenza non ha basi democratiche solide, ed e` sostenuta da partiti che hanno la maggioranza dei seggi nel parlamento catalano grazie alla legge elettoriale, ma non hanno avuto la maggioranza dei voti alle elezioni del 2016.

      credo che quel partito spagnolo si chiami Socialista e addirittura dei Lavoratori per lo stesso scherzo cinico del caso per cui il nostro corrispondente si chiama Democratico.

      scritto il post, nel corso della giornata ho appreso di essere arrivato per mio conto alla stessa proposta politica, per uscire dalla crisi politica spagnola, che ha fatto Podemos: ne sono contento.

      se baschi e PSOE non tolgono subito l’appoggio a Rajoy, la vedo molto brutta per la Spagna.

      sembra che la prossima sara` la quinta volta nella storia che la Catalogna proclama l’indipendenza: 1641, 1873, 1931 e 1934.

      interessante il precedente del 1931, quando alla proclamazione dell’indipendenza (della “Repubblica Catalana all’interno della Federazione Iberica”) fece seguito una trattativa serrata e difficile con una mediazione finale su una nuova forma di ampia autonomia.

      non pare che Rajoy sia in grado di farlo, pero`.

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  2. Concordo e non concordo…
    Il nuovo, fuori dalla logica spartitoria di sistema, in Italia è sorto dal tramonto all’alba e si chiama M5S.
    Con tutte le contraddizioni s’intende insite in una nascita così esplosiva. Era ed è l’unica offerta di cambiamento che veniva proposta ed il 30 % degli italiani quella hanno scelto. Con un programma teorico che promette, pur totatalmente interno al capitalismo imperante, scelte di mero buon senso in campo ambientale, sociale ed economico oltre che correttezza gestionale.
    Negarlo è strumentale e falso.
    La sinistra, e non intendo quel partito ormai di sola destra che è il PD, si è auto annullata non riuscendo a cogliere i cambiamenti sociali dopo la scoffitta degli “operai” con la vittoria piena del liberismo in Italia, in Europa e nel mondo.
    Il motore primo della richiesta di cambiamento e di giustizia sociale si trova ora nei giovani senza lavoro né rappresentanza, nei mille lavori parcellizzati, nei disoccupati e nei nuovi poveri.
    Sinistra che si è arresa partecipando a governi pesantemente antipopolari in cui, incollati alla poltrona, nulla hanno ottenuto di cui far bandiera.
    Tutto questo ne ha fatto un inutile fossile politico.
    Detto questo, mi pare evidente che finchè l’unica opposizione sta al 30 %
    non farà mai parte di un governo di coalizione anche se abbandonasse il rifiuto di alleanze.
    Sarà cooptata solo quando non sarà più sè stessa come ci insegna la storia del PCI.
    Purtroppo alcuni segnali mandano già in quella direzione…
    La protervia del sistema e dei suoi media condiziona sempre e comunque la maggioranza del gregge.

    695
    ESSERE CIVILI

    Siano pacati
    Rispettosi, educati.
    Con grazia chiedano,
    …si potrebbe… forse che…
    Ma senza troppo insistere.
    Con grazia comunque ringrazino.

    Volgare è rivendicare,
    Foss’anche il giusto,
    Con modi diretti.

    Se si ribellano poi…
    Sono veramente disgustosi.

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    1. un applauso per la poesia.

      sulla tua concordia discors o discorde, il dissenso e` il sale della discussione che aiuta a definire meglio le idee.

      anche io concordo e discordo con te: tu dici che il Movimento Cinque Stelle propone scelte di mero buon senso in campo ambientale, sociale ed economico oltre che correttezza gestionale e che negarlo è strumentale e falso.

      sono perfettamente d’accordo.

      e tuttavia il mio giudizio globale, che si sovrappone al giudizio positivo su molte singole proposte e` che globalmente l’operazione politica di Grillo e` volta a sterilizzare il dissenso mandandolo su un binario morto.

      taccio il vero e proprio disgusto per un partito personale e padronale: siamo completamente fuori dalla democrazia e dalla costituzione, nel momento stesso nel quale si fanno battaglie giustissime per difenderla su molti altri punti essenziali.

      il paradosso di Grillo e` che il 50,1% dei voti non lo avra` mai e nessun partito l’ha mai avuto, tranne che nei plebisciti fascisti.

      dunque Grillo ha abilmente svuotato e sterilizzato la protesta politica, rendendola politicamente inefficace e il rifiuto delle alleanze, in attesa di chissa` quale palingenesi politica globale e` lo strumento di questa paralisi.

      aggiungo che, date le evidenti pulsioni autoritarie del personaggio grillo, mi sentirei piu` tutelato se il Movimento governasse in una coalizione che possa anche tenerle a bada.

      taccio di tante altre posizioni, da quella sua su zingari di dieci anni fa e sui migranti di Di Maio che sono decisamente fascistoidi.

      e neppure si puo` tacere che la figura di Di Maio ha spostato decisamente a destra l’asse del Movimento, per una decisione verticistica del suo capo, che lo rende invotabile da parte di una persona come me, nonostante i tanti meriti del Movimento, per i troppo demeriti di Di Maio, che come candidato trovo semplicemente grottesco.

      la tragedia politica italiana sta anche in questi aspetti.

      e da tutti questi punti di vista il movimento spagnolo Podemos e` molto meglio.

      detto tutto cio`, come credo che si debba dire, poche cose mi irritano come le strumentali campagne anti-grilline, martellate in tutte le salse, da gente che e` ancor peggio di lui.

      e almeno su questo credo che ci troviamo d’accordo.

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      1. Stiamo parlando di quanto esiste in Italia.
        Giustamente tu metti sul tappeto, parlando di M5S, delle figure determinanti Grillo e Di Maio che governano la linea politica del movimento, e metti in evidenza alcuni aspetti su cui anch’io sono critico. Ci sta.
        E’ anche vero che stanno tentando una democrazia diretta con scelte di programma messe per la prima volta in mano agli iscritti…mai successo prima ! Esiste ed è confermata l’ esclusione dopo due mandati…ognuno è giustamente a termine breve, Di Maio compreso:
        Ma quali altre forze politiche sono internamente democratiche ? FI ? Lega ? PD ? MPD ( inesistente assemblaggio di capetti)? FDI? AP?
        Non lo erano nemmeno PCI e DC figuriamoci costoro che sono solo servi delle forze economico mafiose egemoni interne ed esterne viste le loro politiche sempre antipopolari!
        Questa la situazione… l’alternativa ad una scelta nell’esistente politico è il non voto.
        Come, mi pare anche tu dica, questa non è mai stata una democrazia (a meno che la si riduca al solo votare)….
        O mangi sta minestra o salti sta finestra… siamo alle solite!
        In ogni caso ribadisco che a mio avviso nessuno ha mai voluto ne vorrà mai allearsi con una forza politica che puzza di antisistema, hanno troppo da perdere;
        a meno che calino le braghe su tutto ciò che davvero conta.
        A meno che ci si accontenti delle ridicole liberalizzazioni dell’inutile Bersani.

        810
        INSEGNARE AI BAMBINI

        Bisogna che insegnate ai bambini
        A saper sputare su leggi, ordini e credenze
        Se li volete salvare.

        Non tutte, tutte…
        Ma tante, tante!.

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        1. come quasi sempre, siamo abbastanza d’accordo.

          il dissenso riguarda alcuni punti:

          1) “democrazia diretta con scelte di programma messe per la prima volta in mano agli iscritti”: non prendiamoci in giro, silvano: quello a cui stiamo assistendo dentro il Movimento e` un penoso e fantoccesco riciclo del plebiscito: si differenzia solo per il numero ridicolmente basso dei partecipanti.
          la struttura stessa del blog di Grillo e` autoritaria; vi e` sempre e soltanto una verita` sola: nessun amore per il confronto e la discussione di tesi differenti che arricchiscano la consapevolezza; la messa immediata in qualche litsa di proscrizione di chi esprima idee diverse dal leader.
          un quadro deprimente e intrinsecamente anti-democratico.

          2) il rifuto del confronto con Bersani nel 2013 fu pregiudiziale e utilissimo a Napolitano, oltretutto, che vedeva il possibile accordo come fumo negli occhi: fu anche politicamente stupido, perche` avrebbe spaccato il Partito Democratico.
          la rottura sarebbe stata giustificata se fosse avvenuta sui contenuti e sul programma, davanti all’opinione pubblica.
          un errore politico imperdonabile? no, l’espressione di una linea politica coerente e mai smentita.
          Grillo e` il piu` astuto e subdolo difensore del sistema esistente.

          3) d’accordo con te sulla assenza sostanziale di democrazia nelle altre forze politiche, ecc. ecc.
          tuttavia personalmente mi rifiuto di dovere andare a votare per principio in base alla scelta del meno peggio; puo` darsi che alla fine lo faccia, ma sara` soltanto per una scelta specifica e ragionata del momento, valutando i pro e i contro.
          cosa che ho sempre cercato di fare nella mia vita, cambiando anche il voto a seconda dei diversi momenti.
          credo che la politica debba essere il piacere di scegliere cio` in cui positiviamente si crede, non il votare turandosi il naso: in questo caso meglio astenersi, per quanto mi riguarda.

          e vorrei chiarire da ultimo che questo mio giidizio non riguarda in generale le forze dette antisistema o populiste (definizione che apprezzo e che dovremmo cominciare a rivendicare: a quando un Partito del Popolo Italiano?).
          no, e` un giudizio specifico dei limiti del movimento grillino.
          rispetto a Podemos, che pure ha fatto un errore simile rifiutando di confrontarsi col PSOE e mandando al governo la destra, io non mi sento di sollevare critiche simili a quelle sostanziali che faccio a Grillo: sono errori politici gravi, ma in un quadro complessivo serio ed accettabile, che invece nel Movimento di Grillo manca, ma probabilmente perche` manca in generale in Italia.

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