perche` qualcuno vuole trattenere i rifugiati in Italia? – 297

lo so che la domanda del titolo vi sembra strana, se vi dico che questo qualcuno e` il ministro degli Interni.

si`, proprio quello che strilla che vuole respingerli.

balle!

ma lo sapevate che “i titolari di permesso per asilo politico possono presentare richiesta del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo”?

io no, e come me non lo sanno i giornali, tutti quelli che parlano a vanvera, non lo sa il ministro ne` il governo, evidentemente.

e lo sapevate che “i titolari di questo permesso UE possono vivere, studiare o lavorare in altri paesi dell’Unione Europea per oltre 3 mesi senza dovere richiedere il visto”?

io no, non sapevo neppure questo: , e come me non lo sanno i giornali, tutti quelli che parlano a vanvera, non lo sa il ministro.

. . .

di che cosa stiamo parlando, allora?

in sostanza basterebbe accogliere civilmente chi sbarca da noi, accertare in fretta il loro status eventuale di rifugiato e concedergli senza lungaggini burocratiche il permesso di cui sopra, per vedere la maggior parte di loro fuggire rapidamente dal nostro paese verso qualche stato europeo piu` accogliente, al termine dei 5 anni in cui devono soggiornare nel paese di primo approdo.

il paese dell’Unione Europea di primo approdo e` l’unico responsabile della gestione dei rifugiati solamente fino al momento in cui non gli riconosce lo status di rifugiato.

contrariamente a quel che si vuole far credere, l’Unione Europea e` una risorsa per la gestione dei rifugiati, non un problema: il problema e` chi non lo sa; se l’Italia uscisse dall’Unione Europea, non avrebbe modo poi di far circolare facilmente i propri rifugiati nel resto dell’Unione.

a giugno 2016 i rifugiati in Italia erano 131.000; 478.000 in Germania; 186.000 in Svezia, che ha un sesto della popolazione italiana.

e noi stiamo chiedendo la redistribuzione in Europa!!!

. . .

i rifugiati nel mondo sono oltre 17 milioni.

e dove sono distribuiti soprattutto?

questo grafico vi lascera` senza parole.

rifugiati-nel-mondo

l’Europa ospita nel suo insieme 2,3 milioni di rifugiati; la Turchia da sola 2,9 milioni.

ma l’Africa subsahariana ospita piu` di 5 milioni di rifugiati, e il Medio Oriente-Nord Africa 2,7 milioni.

. . .

nel 2017 131.000 persone hanno chiesto in Italia il riconoscimento dello status di rifugiato, 80.000 domande sono state esaminate, e questo e` stato concesso a 6.854 persone, l’8,5% delle domande.

e sarebbero questi neppure 7.000 rifugiati in un anno a mettere in crisi un paese di 60 milioni di abitanti?

gli sbarchi sono del resto in fortissimo calo quest’anno.

il vero problema sono i 50.000 di cui non sono state esaminate le domande e che restano a nostro carico per semplice inefficienza burocratica.

il ministro acceleri l’esame delle domande – visto che questo e` il lavoro per cui viene pagato, fra l’altro – e il numero dei rifugiati diminuira` drasticamente da solo.

. . .

non so se e` chiaro che cosa vuol dire questo: io stesso mi sto stropicciando gli occhi.

con le sue sceneggiate mal riuscite il nostro ministro degli interni in realta` TRATTIENE i rifugiati da noi, probabilmente controvoglia tanto sua che loro.

strilla che l’Europa non li vuole, ma basta farli sbarcare in fretta, accertare e riconoscergli lo status di rifugiato perche` l’Europa debba prenderseli dopo un termine di 5 anni, se loro vogliono trasferirsi in qualche altro paese dell’Unione.

invece di inventarsi un inesistente stato chiamato Conferenza Episcopale Italiana, per dire di avere vinto…

ma la Conferenza Episcopale Italiana non e` in Italia?

tutto questo ha dell’incredibile, e dimostra da solo in che mani siamo.

. . .

si deve aggiungere qualche considerazione sui 20 richiedenti asilo “assegnati” all’Albania – che non fa parte dell’Unione Europea.

Non esiste alcuna norma nazionale o internazionale che lo consenta. Si trovano su territorio italiano e dunque devono poter presentare domanda di asilo in Italia, non può essere negato loro questo diritto.
Chiara Favilli, professoressa associata di diritto dell’Unione europea all’Università di Firenze, intervistata su La Stampa.

domanda l’intervistatore:
Sono un migrante a bordo della nave della Guardia costiera italiana, mi vogliono trasferire in un altro Paese contro la mia volontà. È un rapimento?
risposta:
No, ma ogni trasferimento coatto dev’essere giustificato da un provvedimento amministrativo, per esempio un’espulsione, contro cui si può presentare ricorso. Inoltre un giudice deve avallare quell’atto.
Trasferimenti tra Stati non sono infrequenti tra Paesi Ue, ma sono appunto regolati da norme comunitarie. E anch’essi sono soggetti a ricorsi. Italia, Svizzera e Belgio sono già state condannate dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo per trasferimenti non correttamente motivati.

– E se il governo dovesse bypassare questa parte, trasferendo di fatto i migranti senza alcun provvedimento amministrativo o un avallo da parte di un giudice?
– Allora l’atto sarebbe arbitrario e dunque nullo. È un principio cardine del diritto. Nessuno può essere costretto a trasferirsi se non c’è un atto amministrativo che poggia su una norma. Qui, però, non c’è norma. Il richiedente asilo potrebbe anche presentare denuncia per abuso di potere e dall’Albania potrebbe comunque fare domanda d’asilo all’Italia perché è il primo Paese Ue in cui è arrivato.

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ma poi, qualcuno e` in grado di spiegare con quale criterio saranno scelti gli immigrati da spedire illegalmente in Albania o quelli da spedire, con procedure che si spera possano essere legali, in Irlanda, paese dell’Unione Europea dove il trasferimento e` legalmente possibile, ma a sua volta regolato da norme?

c’e` un problema di fondo che sfugge al nostro governo: che i rifugiati, e persino i clandestini, sono esseri umani, non pacchi postali.

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mi si dira` che il vero problema sono i clandestini, che non sono dei rifugiati.

ma allora non si tratta di respingere chi ha diritto di entrare secondo la nostra Costituzione e le convenzioni internazionali, ma di sapere come rimandare indietro chi non ha diritto di entrare.

e se il nostro ministro degli Interni si dedicasse a questo, anziche` perdere il suo tempo e farlo perdere a noi, facendo comizi elettorali per la Lega sulla pelle dei disperati e sulla nostra?

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torno alla domanda del titolo: perche` il ministro degli Interni vuole trattenere i rifugiati in Italia?

solo per fare propaganda elettorale alla Lega?

e quanto potra` durare questo giochino di e per bambini idioti?

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20 risposte a "perche` qualcuno vuole trattenere i rifugiati in Italia? – 297"

  1. Dato che ho riproposto il tuo articolo sul mio blog intervengo per dire che in effetti pare proprio… che Salvini non ti piaccia per nulla . Neanche a me. Sono stato con una delegazione di tedeschi per quei casi della vita strani a fare un “tour” sul tema migranti in Sicilia (2016). Cosa che non avrei mai potuto da semplice cittadino arrivare a condividere. Nell’ordine: visita di un giorno completa al Cara di Mineo, conferenza dibattito con direttore di Frontex, allora ente coordinatore degli “attori sul campo internazionali”, conferenza dibattito con il vescovo di catania e con il prefetto di Siracusa, visita a Sicli ed altri punti di sbarco compresa Ragusa. Non la faccio lunga, ma il punto è che lì mi sono reso conto del sottobosco clientelare in cui una parte di popolazione siciliana viveva grazie ai migranti , senza di questo terreno sarebbero nelle grane serie più di quello che si pensa. E` vero che la difficoltà era e credo sia tutta nell’identificazione che se per la maggioranza dei migranti è di un mese, per i rifugiati facevano altre ricerche dato che spesso i governi da cui fuggivano non collaboravano e non davano informazioni. Attorno a questa semplice questione di “dettagli” tecnici si innestava tutto il circo della gestione dove in assoluto i migranti in generale sono merce di scambio e nessuno aveva interesse ad accelerare… una per tutte il poliziotto con cui ho discusso molto che ci accompagnava personalmente veniva da una cittadina a 40 km, quindi lui stava al Cara di Mineo a fare nulla con 250 euro in più al mese perchè era considerata trasferta. Gli operatori (avvocati, medici, psicologi, ecc) specializzati erano neolaureati senza prospettiva senza quella gestione. Per questo la gestione si trascina e nessuno, non solo Salvini vuole davvero risolvere il tema in cui si inseriscono almeno sino a poco tempo fa le ONG che con la scusa dell’altruismo benefico avevano mercato comunque .
    Termino dicendo che il vero dramma a mio giudizio non è quello del governo Salvini – Di Maio che fanno i duri con l’EU che a me pare accettabile (nessuno degli ultimi arrivati è mai stato abbandonato con schiere di medici e psicologi sulla Diciotti). IL DRAMMA E’ CHE IL GOVERNO NON HA UN PIANO CONCRETO APPLICABILE DA PROPORRE ALL’AREA MEDITERRANEA E NON SOLO. Se non si rimuovono le cause dei rifugiati o migranti economici non cambierà nulla si è guadagnato un pò di tempo

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    1. certo che rispetto al rivolta-Calzini ho una reazione di rigetto, prima di tutto fisica: e` il tipo umano di italiano arrogante a cui sono appartenuti Mussolini, Fanfani, Craxi, Renzi: fanfaroni insopportabili; esigo il minimo sindacale di politici del tipo umano di De Gasperi, Moro, Prodi, Monti, Letta – non sto esprimendo consensi politici, ovviamente, ma almeno per un certo modo di proporsi, aldila` dei dissensi o dei rari consensi per le scelte. ho avuto modo, per una coincidenza, di assistere al comizio finale del nostro a Milano, a febbraio, quello del rosario dal palco: vomitevole.

      poi, stanno le considerazioni finali che fai anche tu, ma ci farei una rettifica importante: l’immigrazione gestita bene e con una seria politica di integrazione e` effettivamente una risorsa: come pensa la Lega di gestire il crollo demografico? invocando una ripresa delle nascite che potrebbe dare effetti, se ci fosse, improbabilmente, fra una ventina d’anni?

      vivo in una zona di montagna dove l’estinzione demografica non e` un pericolo, ma una realta`: nel mio comune, 900 abitanti, quest’anno sono nati due bambini; nel vicino comune di Magasa, 600 abitanti, da 14 anni non nascono bambini e gli ultimi, oramai quasi adulti, vennero da una immigrata sposata da un abitante locale.

      la Germania, dove sono vissuto sette anni, ha problemi di natalita` un poco inferiori ai nostri, ma progetti di accoglienza mirata; e noi? affidiamo il nostro futuro ad un rigetto razzista dei nuovi arrivi, con quali prospettive?

      io non credo affatto, se ho letto bene quello che scrivi, che il ministro dell’Interno voglia davvero affrontare il sottobosco semi-mafioso che prospera attorno all’accoglienza in Sicilia, e di cui dai cosi` interessante testimonianza diretta; come potrebbe, se la Lega e` la protagonista diretta del sottobosco semi-mafioso nel quale e` gestita la sanita` lombarda?

      comunque, combatta i trafficanti e i profitattori, e saro` con lui; ha tutti gli strumenti per farlo, se vuole farlo davvero; e` il ministro, anche se non mi pare che stia lavorando per niente, sul serio; ma prendersela con i disperati, che non c’entrano nulla con queste cose, trattenere malati di polmonite o donne incinte, violando la legge e per compiere chissa` quali ricatti ridicoli ai paesi dell’Unione Europea che accolgono gia` ben piu` profughi di noi, e` semplicemente abietto.

      non ci sono altri aggettivi possibili.

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      1. Con ciò ci siamo chiariti e non siamo molto distanti, ci aggiungo che il mio giudizio politico è negativo nel senso complessivo del governo Lega-M5S perchè pur con le diversità il “contratto” costringe ad agire in regime perenne di emergenza e giorno per giorno. Ma se capisco Salvini che fa solo boutade elettoralistiche e non gliene frega di gestire la nazione (fra cui le zone disagiate ed abbandonate come la tua) ormai pure i grillini da un altro punto di vista ma con uguale risultato regnano nell’incompetenza . Se non sai cose ti informi, crei gruppi di lavoro, metti in agitazione cervelloni universitari, diplomatici ma qualcosa di diverso per gestire le CAUSE della migrazione sarebbe auspicabile . Chi però a scelto con sicurezza alleanze con i ladroni del mondo e di continuare “missioni di Pace ….ha poco spazio concreto per scialare nel Mediterraneo e oltre

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        1. si`, siamo molto vicini: aggiungo solo che ho sempre considerato Grillo un mezzo fascista, anche se un buon cervello; il movimento messo in piedi da lui era un buon coacervo di impulsi anche molto positivi e certe parole d’ordine e certi obiettivi vanno valutati indipendentemente da chi li lancia.

          senza aver voluto affrettare i giudizi, per non unirmi a cori un po’ troppo interessati e per niente puliti, mi pare evidente tuttavia che Di Maio come capo politico voluto da Grillo, perche` abbastanza di destra per dargli garanzie, non regge.

          del resto non mi sfugge che il responsabile principale dell’attuale stato di cose e` Renzi che nel suo ultimo colpo di coda ha posto il veto ad un governo PD-5Stelle che ci avrebbe riparmiato almeno questa farsa pericolosa.

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  2. Non è così semplice, per ottenere il permesso di soggiorno UE ci vogliono almeno 5 anni di residenza regolare in Italia, un reddito superiore all’assegno sociale e un casellario giudiziale pulito(insomma, non aver commesso reati e non essere un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza).
    E aggiungerei che non è per niente scontato che una volta ottenuto il permesso di soggiorno Ue lo straniero lasci l’Italia. Dopo che uno è residente in Italia per 5 anni, e ha lavorato in Italia per altrettanto tempo, potrebbe non essere più interessato a ricominciare tutto da capo in un altro Paese.
    Inoltre anche volendo emigrare in un altro Paese europeo, potrebbe non riuscirci, non essere in grado di trovare lavoro entro 3 mesi(nell’Unione Europea si parlano ben 24 lingue differenti, e questo incide moltissimo sull’effettiva mobilità all’interno dell’UE. Non siamo gli Stati Uniti d’America, in cui l’immigrato una volta ottenuta la carta verde e imparata la lingua, ha a disposizione ben 50 stati!)

    http://www.poliziadistato.it/articolo/214-Permesso_di_soggiorno_CE_per_soggiornanti_di_lungo_periodo_Carta_di_soggiorno_per_cittadini_stranieri/

    “Questo tipo di permesso di soggiorno è a tempo indeterminato e può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno 5 anni.: la pregressa permanenza quinquennale in Italia è, infatti, un requisito indispensabile per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
    Deve essere inoltre dimostrata la disponibilità di un reddito minimo non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale e che il cittadino straniero non sia pericoloso per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.”

    “‘Con Decreto Legislativo 13 febbraio 2014, n. 12, il rilascio del permesso di soggiorno UE di lungo periodo è stato esteso, nel rispetto dei predetti requisiti, anche ai beneficiari di protezione internazionale (rifugiati e titolari di protezione sussidiaria) e ai loro familiari. A tal riguardo, non è richiesta la documentazione relativa all’idoneità dell’alloggio, ferma restando la necessità di indicare un luogo di residenza”

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    1. grazie per il commento, andrea, ma – a quanto ho capito – la normativa alla quale fai riferimento tu riguarda gli immigrati comuni, chiamiamoli cosi`.

      la condizione giuridica dei rifugiati e` completamente diversa, in quanto sono tutelati dalle convenzioni internazionali delle quali ho parlato in qualche recente post, e i riferimenti di legge sono quelli dati nel post.

      ma in Italia siamo all’analfabetismo completo sul problema e si continua a confondere due condizioni completamente diverse: il rifugiato e` in fuga da guerre (generalmente provocate da noi, vedi Libia) o da dittature, qualche volta sostenute da noi: la sua condizione giuridica e` stata concordata a livello mondiale dopo la seconda guerra mondiale per provare a ridurre aleno un poco le sofferenze dell’umanita`.

      quindi al rifugiato il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo spetta immediataente al riconosciento della condizione di rifugiato e non dopo 5 anni.

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      1. No, se leggi attentamente la pagina che ti ho linkato o fai qualche altra ricerca in merito, puoi vedere che i 5 anni e il reddito minimo superiore all’assegno sociale, valgono anche per i rifugiati. La differenza è che i rifugiati sono esentati dal test di lingua, e per ovvi motivi dal dover dimostrare di aver soggiornato in un alloggio idoneo.

        Inoltre in determinate condizioni il reddito minimo può essere in parte (fino al 15%) coperto dalle associazioni umanitarie!

        I 5 anni di permanenza sul territorio valgono per tutti, in tutta Europa (alcuni requisiti possono cambiare tra uno stato e l’altro, per esempio leggevo che la Germania concede pochissimi permessi di soggiorno europei rispetto all’Italia e perchè ha dei requisiti molto restrittivi). Ma i 5 anni di residenza sono un punto fermo comune!

        A questo link puoi vedere la regolamentazione italiana in merito (per quanto riguarda i rifugiati) e confrontarla con la legislazione di altri Paesi Europei (la Germania ad esempio per concedere il permesso di soggiorno UE esige la conoscenza base della lingua tedesca anche per quanto riguarda i rifugiati!)
        http://www.asylumineurope.org/reports/country/italy/content-international-protection/status-and-residence/long-term-residence

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        1. grazie delle osservazioni; purtroppo non mi sono annotato la fonte dalla quale avevo ricavato l’informazione e adesso faccio fatica a ritrovarla; e` possibile che abbia letto male; del resto la legge italiana, il Testo Unico sull’imigrazione, e` il solito ginepraio quasi inestricabile del nostro modo di scrivere le leggi.

          credo comunque che tu abbia ragione, rileggendo il tutto; sono molto dispiaciuto di averti dato informazioni inesatte nel mio commento precedente e la buonafede e` una misera attenuante; correggo comunque il post, mettendo in evidenza l’aspetto dei cinque anni, anche se poi il senso coplessivo resta.

          posso confermare per conoscenza diretta che la Germania e` piu` severa nlla concessione di permessi e cittadinanza, ma nello stesso tempo che ha una organizzazione invidiabile da noi dell’accoglienza:

          ho conosciuto quando ero in Germania due profughi: uno inserito da tempo, proveniente dal Kossovo, e uno arrivato da poco, a piedi, dal Pakistan, in un’odissea durata quasi un anno.

          il primo se la spassava alquanto: aveva avuto due figli in Germania, e quindi si riteneva sistemato, anche se poi si era separato: aveva comunque un alloggio gratuito (affitto pagato dallo stato) e un reddito minimo sempre statale; non aveva trovato un lavoro, ma parlava correntemente il tedesco; le mie ultime informazioni su di lui sono che dopo qualche anno di questo andazzo lo stato tedesco aveva iniziato le pratiche per espellerlo per alcune infrazioni del codice stradale.

          il secondo era stato assunto come infermiere, faceva i corsi di tedesco, aveva una sistemazione accettabile (camera personale in un centro di accoglienza per profughi).

          ho conosciuto anche suo fratello, che era a sua volta bene integrato in Italia, ma non so attraverso quali percorsi: certamente non dello stesso tipo.

          quindi in Germania accoglienza organizzata bene, e maggiore severita` e controlli, con espulsione di chi faceva troppo il furbo.

          mi e` parso un buon sistema, anche se gestito con una freddezza tipicamente tedesca, direi quasi con aridita`; da noi pero` il calore umano non compensa la disorganizzazione generale.

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        2. non per riaprire la diatribam na soltanto per evidenziare quanto e` confusa la situazione e quanto poco e male siamo informati tutti: sukk;Huffington Pist di oggi leggo, a proposito dei profughi accolti a Rocca di Papa:

          “i mediatori e il personale della Caritas ha spiegato loro quali sono i loro diritti, e anche i loro doveri, e che “sono finalmente liberi”, ma dovranno rimanere in Italia per tutto il tempo necessario alla concessione dello status. In realtà “quando gli hanno chiesto se volevano rimanere in Italia, pochi di loro hanno alzato la mano”.

          sembra dunque che effettivamente, una volta riconosciuto dall’Italia lo status di profugo, il profugo possa scegliere in quale paese dell’Unione Europea andare, anche se non ha ancora ricevuto il permesso per soggiornanti di lungo periodo.

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          1. La maggior parte dei giornalisti hanno il vizio di scrivere senza documentarsi.
            Basta anche fare un semplicissimo ragionamento, se fosse sufficiente lo status di rifugiato per poter scegliere liberamente in quale stato dell’Unione Europea andare a vivere e lavorare, la tanto discussa Convenzione di Dublino non avrebbe alcun senso!

            Anche la risposta a questo sito conferma che lo status di rifugiato non basta, consente di viaggiare per turismo(con un vincolo temporale di massimo 90 giorni all’estero ogni 6 mesi), ma non di cambiare stabilmente residenza per lavoro.
            https://www.wefugees.de/800425/i-have-a-2-year-italian-document-can-i-work-in-the-netherlands

            Un rifugiato del Gambia in Italia da 2 anni chiede se può trasferirsi in Olanda per lavoro.
            L’amministratore del sito(un’associazione di volontariato tedesca a favore dell’accoglienza, che offre vari tipi di supporto per i rifugiati) risponde “It’s hard to move within EU because your residence permit is only valid in the country that issued it. If there are convincings reasons why you want to move (e.g. because you married a citizen of the country you want to move to) you can get in contact with the embassy of said country and ask for an exemption. You can also contact them to find out if there are other options to move.”

            “è difficile trasferirsi all’interno dell’UE, perché il tuo permesso di soggiorno è valido solo nello stato che lo ha emesso. Se ci sono motivi convincenti per i quali vuoi trasferirti (ad es. perché vuoi sposarti con un cittadino dello stato in cui vorresti emigrare), puoi contattare l’ambasciata dello stato in questione, e domandare un’esenzione. Puoi anche contattarli per sapere se ci sono altre possibilità per trasferirsi.”

            Dunque per un rifugiato che non abbia ancora ottenuto il passaporto europeo(o la cittadinanza italiana), le opportunità di emigrare in un altro stato europeo sono a discrezione di ogni singolo stato. Alcuni stati fanno eccezioni per motivi particolari(come può essere il matrimonio), ma nessuno stato è vincolato(da leggi o trattati europei) ad accogliere i rifugiati esteri!

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            1. bene, stiamo facendo dei piccoli, ma faticosi passi avanti e siamo arrivati intanto a chiarirci questo: la Convenzione di Dublino stabilisce quale e` lo stato dell’Unione Europea (o quale altro stato esterno che comunque vi ha aderito) competente ad esaminare la domanda di asilo (ed e` quello di primo approdo), ma non esclude scelte diverse e soprattutto non vincola affatto chi ha visto accolta la sua domanda in uno stato a restarvi.

              Art. 3
              Gli Stati membri si impegnano affinché la domanda di asilo di qualsiasi straniero, presentata alla frontiera o nel rispettivo territorio sia esaminata.
              La domanda è presa in esame da un solo Stato membro, secondo i criteri previsti dalla presente convenzione. I criteri di cui agli articoli da 4 a 8 si applicano seguendo l’ordine in cui sono presentati.
              La domanda è presa in esame da detto Stato in conformità della sua legislazione nazionale e dei suoi obblighi internazionali.
              Ogni Stato membro ha diritto di prendere in esame una domanda di asilo presentatagli da uno straniero, anche se detto esame non gli compete in virtù dei criteri definiti nella presente convenzione, a condizione che il richiedente l’asilo vi consenta.

              Art. 6
              Se il richiedente l’asilo ha varcato irregolarmente, per via terrestre, marittima o aerea, in provenienza da uno Stato non membro delle Comunità europee, la frontiera di uno Stato membro, e se il suo ingresso attraverso detta frontiera può essere provato, l’esame della domanda di asilo è di competenza di quest’ultimo Stato membro.
              La competenza di detto Stato è tuttavia esclusa qualora sia provato che il richiedente l’asilo ha soggiornato nello Stato membro nel quale ha presentato la sua domanda almeno sei mesi prima della presentazione della domanda stessa, in tal caso l’esame della domanda di asilo è di competenza di quest’ultimo Stato.

              Art. 9
              Ogni Stato membro, anche se non competente per l’esame in base ai criteri previsti nella presente convenzione, può esaminare per motivi umanitari, in particolare di carattere familiare o culturale, una domanda di asilo a richiesta di un altro Stato membro, a condizione tuttavia che il richiedente l’asilo lo desideri.
              Se lo Stato membro interpellato accetta della richiesta, la competenza in merito viene ad esso trasferita.

              importante e` l’ultimo comma dell’art. 3: altrimenti non si capirebbe bene come avrebbe potuto la Germania accogliere un milione 600.000 profughi nel biennio 2015-16, visto che non ha frontiere terrestri esterne ma solo con altri stati che aderiscono comunque alla Convenzione, e i profughi non sono certo sbarcati dal Mare del Nord.

              nessun articolo della Convenzione prevede l’obbligo di soggiorno del profugo per 5 anni nel paese che ha accolto la sua domanda.

              da quali altre norme dunque e` regolato questo aspetto? non sono riuscito a scoprirlo.

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  3. Ignoravo i termini legali della questione, ma ho sempre dubitato che l’accanimento fosse quantomeno pruriginoso. In effetti senza tante chiacchiere, se il controllo sul reale stato di rifugiato, fosse più solerte, i respingimenti sarebbero sacrosanti ed immediatamente operativi verso coloro che non hanno lo status di rifugiato. Però occorre stabilire criteri certi e validi.
    Inoltre se servono davvero braccia per raccogliere pomodori, olive, frutta, devono esserci dei luoghi dove i migranti possano fare domanda in risposta alle richieste di aziende agricole. I nostri consolati nei paesi africani potrebbero svolgere questo compito.

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    1. grazie del commento, concordo con l’idea di fondo.

      i criteri per individuare i rifugiati ci sono, definiti a livello internazionale; basterebbe applicarli, ma forse occorre prima conoscerli.

      i nostri consolati (ho lavorato per sette anni in un consolato in Germania) sono oggi pensati soprattutto in funzione dell’assistenza ai nostri emigrati all’estero; andrebbe forse attribuita loro qualche altra funzione piu` adeguata ai tempi.

      comunque le ambasciate, diffuse anche in paesi dove non esiste emigrazione italiana, hanno gia` anche funzioni simili, a non i risulta che si sia pensato di farne dei centri attivi di intervento sui problemi migratori; per farlo occorrerebbe tuttavia una nuova formazione del personale.

      il tutto potrebbe essere l’occasione per un ripensamente radicale delle forme della nostra presenza all’estero (e anche delle retribuzioni che costituiscono delle sacche di privilegio inaccettabili).

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  4. Il problema, e mi pare che su questo ci siamo trovati allora d’accordo, è la demenziale legge italiana sull’immigrazione, che consente di arrivare in Italia in modo legale solo aggirandola. Si potrebbe, forse, partire da qui…

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    1. gia`, la Legge Bossi – Fini…

      ovviamente se l’Europa fosse civile, come vuol fa credere di essere, istituirebbe dei check point per rifugiati nei posti piu` adatti e li selezionerebbe piu` o meno alla partenza, respingendo chi non ha titolo per entrare.

      questo sarebbe poi un dovere politico minimo verso i rifugiati che fuggono da guerre gestite, provocate, alimentate oppure armate da noi (praticamente tutte….).

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