ritorno per le strade di Siem Reap, e poi visita al Museo Nazionale di Angkor – 279 – Cambogia 2009 18

il 21 maggio di dieci anni fa iniziava la mia quinta giornata a Siem Reap (a non contare la sera dell’arrivo), e io mi sono limitato quasi soltanto a tornare a passeggiare per le sue strade, come avevo fatto il primo giorno.

non basta: ho proprio ripercorso gli stessi luoghi, a cominciare dal mercato, per finire nei parchi e più tardi nella città dell’oltrefiume, la meno turistica.

forse ero stanco, dopo la incredibile abbuffata di monumenti nei tre giorni per Angkor e dintorni; forse la bronchite presa la prima notte si faceva sentire.

comunque, eccomi a fare altre foto nella giornata, che in parte ho già utilizzato in video precedenti (quelle del mercato, per esempio), e in parte vi ripropongo qui.

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ho un’idea mia della fotografia che ritengo fatta per il 90% dall’inquadratura, cioè dalla posizione che assume lo sguardo di chi osserva e fotografa per trasmettere quel che vede e dalla interpretazione della realtà che questa prospettiva comunica.

questo fa sì che spesso un singolo clic fotografico possa contenere anche decine di fotografie, cioè di interpretazioni, diverse di ciò che è osservato.

una foto spesso si rivela, riguardandola, una miniera di informazioni che non potevano essere tutte colte al momento dello scatto: è il tema del vecchio film di Antonioni, Blow up.

per questo, nei miei montaggi video che nessuno guarda, ahha, e in questi post fuggiti come la peste perfino dai miei affezionati abbonati, a volte ritorno sugli stessi oggetti o soggetti, esplorandolo da più lati, come per arrivare meglio alla loro identità.

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questo primo video di oggi su Siem Reap è quasi una rivisitazione più sintetica dei video del primo giorno, alla ricerca di qualcosa che era sfuggito.

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invece quest’altro sintetizza la visita al Museo Nazionale di Angkor, un’occasione per vedere diversi pezzi originali asportati dai loro luoghi naturali per essere rinchiusi in questo edificio così estraneo alla cultura locale.

ma l’immagine dell’uomo eroe, colto in stato di eccitazione sessuale con una visibile erezione, suggerisce che siamo ancora ben lontani dal capire lo spirito della civiltà khmer e ci limitiamo ad osservarla superficialmente come un oggetto semplicemente estetico.

è quello che di solito i musei si propongono e che anche quello di Angkor, a Siem Reap, realizza pienamente.


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