piccolo lessico politico per coglioni – 394

ribaltone: qualunque nuova maggioranza, ovviamente diversa dalla precedente, che nasce in Parlamento se ha un indirizzo politico e dei ministri sgraditi.

inciucio: qualunque maggioranza che si forma in parlamento, se non è la propria.

poltrone: i normali incarichi che vengono attribuiti secondo le regole, se per caso non vengono dati ai propri politici, ma a qualcun altro.

maggioranza reale, a volte chiamata anche popolo (come se la parte di popolo contraria non fosse popolo anche lei): quella immaginaria data non dalle elezioni, che la Costituzione prevede si svolgano ogni 5 anni, ma dai sondaggi commissionati a centri privati di propria scelta.

sciacallata: serve per descrivere la situazione quando il proprio leader si frega da solo.

. . .

commento, se qualcuno non avesse ancora capito:

non era un ribaltone il governo Lega 5Stelle? è forse normale che un partito, la Lega, vada alle elezioni come parte di un’alleanza di destra e poi rompa le linee e si allei col più duro avversario della destra tradizionale (almeno a parole), per fare un governo assieme?

non era un inciucio anche quel governo?

non è una poltrona anche quella di Di Maio vice-premier o ministro dell’Interno?

e come mai per il Partito Democratico, che si accoda a questo lessico e a questa propaganda ripugnanti, le presidenze delle commissioni parlamentari della Lega sono poltrone, che le vengono rinfacciate come una colpa?

legittimamente le occuperanno per il tempo definito (due anni, fino al 2020, in base ai regolamenti) e se ne serviranno per fare guerriglia parlamentare contro il governo: queste non sono poltrone, ma le regole della democrazia, ragazzi.

. . .

sciacallata: non parlo soltanto di Salvini, parlo di Di Maio, che fa il gianburrasca e si inventa pretesti per coprire le sue ambizioni personali di capo politico inetto e succube di Salvini.

ma sono gradassate che costeranno care anche a lui: se tirerà troppo la corda, i 5Stelle finiranno a pezzi, due stelle a sinistra e tre a destra.

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non mi impressiono: voglio vederlo il Giggino a fare il Salvini della situazione e a cambiare idea adesso.

 


7 risposte a "piccolo lessico politico per coglioni – 394"

  1. La cosa veramente triste sai qual è? Che credono tutti di essere furbi.
    Non pensavo che l’avrei mai detto, ma sto rimpiangendo Andreotti: almeno lo sapevi, d’avere a che fare con un uomo tanto intelligente quanto subdolo.

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    1. hai presente quella specie di regola di Murphy della saggezza? che quanto meno uno sa, tanto più presume di sapere; viene semplicemente confermata tutti i giorni.
      la novità è che oggi venuta meno la disapprovazione sociale e uno non si vergogna più di far sapere quanto è scemo: i media hanno reso il chiacchiericcio conformista e stupido pubblica opinione, cacciando dal circolo della comunicazione quella documentata, troppo difficile.

      io direi, in ogni caso di non rimpiangere gli anni Settanta e Ottanta quando la gente veniva ammazzata per le strade e sui treni, giusto per non dimenticare e mantenere il senso delle proporzioni.
      e non lo dico soltanto per qualche doloroso ricordo del passato (ci persi anche degli amici e io mi salvai per puro caso due volte), ma soprattutto per la preoccupazione che possa qualcosa del genere o anche di molto peggio…

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      1. Che per altro è ormai legge consolidata da numerosi studi.

        Questo senza dubbio, ma io non evocherei il fantasma degli anni di piombo che, nel tempo, ha consentito numerose oscenità. Anche perché esistono varie forme di violenza, e Salvini l’ha sicuramente agita, anche se non a quel livello.

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        1. quanto agli anni di piombo, tutt’altro che un fantasma per chi li ha vissuti, caro gaber, e meglio per chi non li ha vissuti.
          non credere sia stato bello trovarsi dentro una guerra realmente combattuta, anche se in un campo di battaglia lontano – Vietnam, Laos, Cambogia -, con tutta la durezza dello scontro che ne derivava.
          non insisto sul concetto di avere sfiorato la morte due volte in quegli anni: in piazza Loggia il 28 maggio 1974 per un ritardo all’appuntamento con degli amici che lì ci morirono, e poi l’anno dopo, in una galleria ferroviaria dell’Appennino, nella quale, quella volta, l’ordigno predisposto per la strage venne scoperto in tempo.

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