la grafologia e lo stampatello di Salvini: “a testa altra” – 411

non fermatevi sul lapsus divertente di questo breve video, Salvini che torna a casa a testa altra; ascoltate quella voce torbida, impastata, lenta.

e poi guardate questo dettaglio di una foto del suo discorso al Senato di ieri.

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è il foglio sul quale ha steso gli appunti per dire le fesserie che ha detto (inutile dettagliarle, credo): scritto rigorosamente in stampatello.

su questi indizi, eccovi un’analisi psicologica del Truce.

. . .

sullo stampatello ha molto da dire la grafologia, che si occupa del significato del modo col quale scriviamo:

cristina  04/01/2019 @ 07:58
A scuola ho un incarico di sostegno in una classe prima media. Una delle due ragazze che seguo scriveva gli appunti in stampatello, impiegando più tempo a scrivere e quindi spesso perdendo il filo del discorso. L’ho invitata a scrivere in corsivo e lei, dopo una prima fase di rifiuto causata principalmente dalla paura di scrivere male ha iniziato a scrivere in corsivo. Ora scrive sempre in corsivo ed è soddisfatta del risultato. Questo, a mio parere sta contribuendo a migliorare la sua autostima.

Marilena Cremaschini  04/01/2019 @ 09:09
Come avevi già capito il suo stampatello era un sistema protettivo per nascondere le sue paure, per non far capire le sue debolezze e per non sentirsi giudicare male dai compagni, a quell’età anche una critica sulla scrittura può pesare come un macigno.
Il corsivo inoltre da modo al cervello d sviluppare più le capacità di adattamento e di problem solving, perché è una modalità di scrittura personale, personalizzante, creativa e adattiva, tutti noi abbiamo il nostro modo personale di esprimerci, per questo abbiamo un modo personale di scrivere.

Marilena Cremaschini  29/05/2019 @ 06:55
In America, per una facilità di comprensione nella lettura del manoscritto, si insegna lo stampatello, ma questo sistema toglie tutta la personalizzazione del corsivo, che è anche creatività della mente che pertanto viene limitata.
Ecco perché è molto importante non smettere mai di scrivere, e di scrivere in corsivo, se si vuole mantenere una mente attiva e più lucida, non per nulla il disegno e la scrittura fatta in corsivo se è possibile sono i metodi usati per fermare la degenerazione delle cellule del cervello delle malattie neurodegenerative, come quelle di tipo senile.

. . .

come se questo non bastasse già, dallo stesso sito ecco diverse altre osservazioni su che cosa può indicare, almeno in alcuni casi, l’uso costante dello stampatello nella scrittura in un adulto:

Mentre il corsivo è la scrittura più espressiva della personalità, lo stampatello ricopre uno schema piuttosto prestabilito e chi lo sceglie ha una profonda necessità di mascherarsi dietro uno stile quasi indefinito, per estrema riservatezza o per nascondere qualche cosa.

il lapsus freudiano sul ritorno a casa con una testa altra è una conferma di questa ipotesi.

Fase tipica dell’adolescenza dove il singolo ragazzo perde la sua individualità e specialità per assomigliare a quella del gruppo e rafforzare così il suo senso di appartenenza ad esso.
Ecco che le forme di adeguamento al gruppo servono per compensare carenze affettive e danno all’adolescente il senso sicuro di sentirsi di far parte di qualcosa di più grande di lui.
Lo stampatello riduce la possibilità di lettura della personalità, mettendo un filtro tra sé e gli altri facendolo sentire più solido e forte di come in realtà si sente dentro.
Scrivere in stampatello evita il bisogno di assumere un ruolo all’interno di un determinato contesto sociale di appartenenza, evita di prendersi delle responsabilità.
La scrittura in stampatello, con le sue forme rigide e schematiche, denota una tendenza a rispettare le regole in modo meticoloso ed avere delle forme altrettanto impostate ed abitudinarie nel modo di vivere.
Si ritiene che l’eccesso di rigidità sia interiore che esteriore sia dovuto a figure genitoriali con alte aspettative o ad una forma di educazione eccessivamente esigente che comportava l’assunzione di responsabilità spesso inadeguate od eccessive per la giovane età del figlio.
In tali casi la rigorosità deriva da una eccessiva idealizzazione marcata di sé, un modo di vedersi con superiorità e distacco dal resto del mondo, forse di tipo compensatorio, cioè tendente a compensare una carenza di sicurezza interiore dovuta ad una mancanza di cura, affetto, disponibilità e riconoscimento dei propri pregi patita durante l’infanzia.
Infatti chi scrive in stampatello ha alti livelli di aspettative anche da parte degli altri e diventa spesso intrattabile o difficile da gestire nelle relazioni (sia sentimentali, che professionali, che all’interno della stessa famiglia): ipercritici sia verso gli altri che verso se stessi mettono a dura prova il partner soprattutto nei primi periodi quando non c’è ancora quella piena fiducia.
Nel caso in cui lo stampatello permanga anche nella scrittura dell’ adulto si possono manifestare gli stessi timori, insicurezze e bisogno di legarsi a qualcuno che rappresenta un punto di forza.
Chi scrive ha scelto lo stampatello perché non ama far vedere la propria scrittura, quindi si maschera, si nasconde usando una scrittura diversa dal suo solito che è il corsivo nel quale si sente troppo esposto e rappresentato.
Le motivazioni possono essere molte: riservatezza, timidezza, chiusura, protezione del sé, desiderio di distacco dagli altri, insicurezze, incapacità a gestire le contestazioni, volontà di non entrare in discussione o in contatto con gli altri usando l’argomento che lo tocca personalmente (la sua scrittura) e che lo fa sentire nudo davanti al pubblico criticante.

. . .

sono considerazioni di ordine generale, indipendenti dal caso particolare di Salvini, ma non sembrano fare perfettamente al caso nostro?

e confermano la domanda: come fa la maggior parte degli italiani medi di destra, un terzo di quelli che rispondono ai sondaggi, ad affidarsi a un personaggio simile?

vero che nel resto del mondo non sembra siamo messi molto meglio, fra i Trump, i Johnson e i Bolsonaro…

davvero una parte così importante dell’umanità è afflitta da un tale cupio dissolvi, da una tale voglia segreta di autodistruzione cieca e selvaggia da volersi mettere nelle mani di imbroglioni mentalmente instabili, inaffidabili, grossolani, incompetenti, forti soltanto di una arroganza mal costruita che nasconde una fragilità e una insicurezza che sono le stesse di chi li vota?


6 risposte a "la grafologia e lo stampatello di Salvini: “a testa altra” – 411"

  1. Io confermo questa analisi. Accontentiamoci che il nostro eroe non utilizzi uno stampatello stile runico/nazifascista.
    Anni fa ero entrato anch’io nel tunnel del maiuscolo, dopo decenni di tastiera. Mi sono imposto un corso di rieducazione al corsivo scritto in occasione di un mio cambio mansioni lavorative. Presi la cosa sul serio e regolarmente la mia signora alla sera mi sottoponeva al supplizio del dettato. Poi prendevo appunti fiume anche inutili in riunioni in cui partecipavo con il solo scopo di esercitare la mano.Oggi posso dire di esserne uscito anche se la mia calligrafia rimane quella di una gallina.

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    1. ecco, credo che la chiave di volta, per alcuni che ricorrono allo stampatello maiuscolo o comunque allo stampatello anche minuscolo possa essere in quello che dici alla fine: una grafia illeggibile per gli altri.

      in questo caso il ricorso allo stampatello è un atto di rispetto degli altri.

      aggiungo che occorrerebbe distinguere ancora però tra chi usa lo stampatello maiuscolo e chi quello minuscolo: i tratti psicologici sottostanti sono indubbiamente molto diversi.

      io scrivo in corsivo, ma negli anni ho reso il mio corsivo molto leggibile e prossimo allo stampatello minuscolo, ad esempio; in origine la mia grafia era molto disordinata.

      un ulteriore elemento di valutazione sono le dimensioni della scrittura e la forza del tratto; insomma i fattori che differenziano l’analisi di chi usa questa grafia sono molteplici.

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  2. Ho fermato la lettura a metà. Per me è un racconto dell’orrore, perché io scrivo in stampatello.

    (Anche se il mio stampatello assomiglia ormai ad un corsivo semplificato, anche se lo uso perché il mio corsivo è davvero incomprensibile ed anche perché, come si vede anche in questo commento, io utilizzo molto il corsivo per sottolineare certi concetti)

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    1. ostia, ke pakka (per me…); ti rendi conto che hai distrutto con una sola battuta tutta la credibilità del mio post?

      in ogni caso da quel sito io ho selezionato tutto quello che convergeva col lapsus “a testa altra”, con la voce torpida e con le altre caratteristiche del soggetto, che mi risultano alquanto diverse dalle tue, per quel poco che posso giudicare da lontano.

      ci sono altre interpretazioni possibili della scrittura a stampatello e occorre vedere caso per caso…

      servisse ulteriore conforto grafologico, puoi sempre mandarmi una paginetta scritta su un foglio bianco senza righe e magari con i due tipi di scrittura 😉 – a livello assolutamente dilettantesco mi piace studiare le grafie (figurati che spasso correggere i temi e analizzare alche le scritture, quando insegnavo).

      anche soltanto da come la descrivi, la tua grafia sembra indicare tratti di notevole originalità, ma questo lo sapevamo già.

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        1. se è per questo, tranqui: anche io posso ritrovarmi in alcuni passaggi, anche se non ho mai scritto a stampatello salvo che a tre anni.
          è la famosa sindrome del ginocchio della lavandaia (Jerome K: Jerome, Tre uomini in barca, per non dir del cane): conosci? lui consulta una enciclopedia medica e scopre di avere tutte le malattie descritte lì dentro, salvo il ginocchio della lavandaia. 🙂
          sdrammatizziamo, dai.

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