morte di Severino: epitafio scritto da un nichilista – 24

è morto il Padre Pio della filosofia italiana, il gran maestro dei giochi di parole di un linguaggio che si crede onnipotente e che non sa stare al suo (infimo) posto.

non ho cambiato la mia pessima opinione sul suo Essere che è, ma non c’è: cose rispettabili, forse, se le diceva il fondatore di tutte le filosofie reazionarie duemilacinquecento anni fa, ponendo le basi del pensiero antiscientifico.

da nichilista convinto penso che il non-Essere, almeno lui, c’è in questo mondo e se ne può parlare; su tutto il resto rispetto il divieto dei maestri del non sapere-il-Tutto e di sapere di non sapere mai abbastanza.

diamo comunque atto positivamente all’uomo Severino di avere scelto almeno una sepoltura discreta e senza clamori.

alberto ruggieri-kv-U31601288805975wIE-656x492@Corriere-Web-Sezioni

. . .

autocitazioni sul filosofo Severino:

https://corpus0blog.wordpress.com/2016/08/31/713-06-il-caso-brescia-visto-da-un-bresciano-anomalo-29-agosto-2006-cor-pus-354/
[…] Bortocal Samstag, 16. Sep, 2006 @ 06:14:24
caro Gaetano,
devo confessarti che quel tuo “post” sul tuo sito lo avevo evitato come la peste in grazia dell’apparizione dello spaventapasseri Severino (il che ti fa capire che io poi mi sento passero: lui inchiodato nel campo delle ripetizioni con le sue braccia spalancare, e io passerotto che vorrebbe piluccare qua e la`, ma che e` tenuto lontano dal suo fantasma minaccioso: e si` che anche lo spaventapasseri e` fatto di paglia e che vi sono passerotti piu` spregiudicati che vanno proprio a spiluccargli addosso e in altre parole se lo mangiano). […]

https://corpus0blog.wordpress.com/2018/06/30/nonnolibero-jimmidiceno-essere-o-non-essere-28-giugno-2008-bortocal-26-30-491/ 30 giugno 2008
[…] Parmenide, ancor oggi forse il più citato dei filosofi (in particolare da quell’altro pomposo ripetitivo e inconcludente che è Severino)[…]
ma la lettura integrale del post è consigliabile, data l’attinenza.

https://corpus0blog.wordpress.com/2019/12/24/severamente-cretino-wp-143-18-aprile-2010-360/ domenica 18 aprile 2010 – 20:47
L’ipoteticità delle leggi scientifiche significa ad esempio che un corpo, abbandonato a sé stesso, da un momento all’altro, invece di cadere verso il basso potrebbe andare verso l’alto.
Emanuele Severino, Il Corriere della Sera

– commenti:
rebirth010 18 aprile 2010 alle 20:57
se le leggi scientifiche sono ipotetiche (alla faccia del metodo…) significa anche che siamo liberi di credere che la terra sia piatta, che il sole ruota attorno ad essa, che il cervello femminile è sottosviluppato e quindi inferiore, che i fossili sono una truffa, che l’energia liberata dalla materia non è E=mc (al quadrato)…
ci mancava solo questa… sob sob
bortocal 18 aprile 2010 alle 21:04
Severino qui confonde falsificabilità delle teorie scientifiche con ipoteticità delle medesime.
le teorie scientifiche, e quindi anche le leggi che le descrivono, possono sempre essere dimostrate sbagliate e sostituite da teorie più adeguate a spiegare i fenomeni.
questo ovviamente non significa che i fenomeni possano capricciosamente variare a loro piacimento, ma semplicemente che troveranno una spiegazione più complessa.
se penso che Severino passa per il maggiore filosofo italiano!
vincenzo 20 Mag 2010 alle 21:46
volevo fare una piccola precisazione concettuale:
se una teoria è falsificabile vuol dire che non ha l’universalità e la necessità che competono ad un sapere non ipotetico,
ne segue logicamente (e non cretinamente) che ogni teoria scientifica in quanto falsificabile è ipotetica,
oltretutto ad una teoria scientifica si chiede di funzionare e non di essere vera.
grazie per l’ascolto

bortocal 3 giugno 2010 alle 20:21
caro vincenzo, ti leggo e rispondo in ritardo: due settimane in Cina senza accesso ai blog.
sono in radicale dissenso con quasi tutto il tuo commento e temo di dovermi dilungare per spiegare perché:
1. “se una teoria è falsificabile vuol dire che non ha l’universalità e la necessità che competono ad un sapere non ipotetico”.
tutte le teorie sono per loro natura falsificabili, e se una teoria pretende di non esserlo, è chiaramente soltanto una mistificazione da ciarlatani (parlo anche delle fedi religiose, per essere chiaro).
2. l’unico “sapere” con caratteri di “universalità e necessità” è quello ad impianto deduttivo di tipo matematico, che comunque non è una forma di conoscenza del mondo.
3. il fatto che “ogni teoria scientifica in quanto falsificabile è ipotetica” non permette certo di dire che gli asini volano.
e se qualcuno dice che gli asini possono volare in quanto le verità scientifiche non sono assolute è – temo – un cretino che confonde la critica alla scienza con i fatti.
un punto di accordo, finalmente, ed è questo: “ad una teoria scientifica si chiede di funzionare e non di essere vera”.
vorrei che fossimo d’accordo anche su un passaggio successivo:
“ad un sistema logico matematico si chiede di essere coerente e non di essere vero”.
in poche parole ciò che è assolutamente “vero” (o meglio: coerente) non è reale e ciò che è reale non può pretendere verità assoluta.

https://bortocal.wordpress.com/2011/10/29/318-contro-severino-in-difesa-del-nichilismo/ 29 ottobre 2011
da leggere integralmente, anche nella discussione molto interessante che ne seguita.

https://bortocal.wordpress.com/2012/11/15/554-il-crepuscolo-di-severino-il-nichilista/ 15 novembre 2012
da leggere pure integralmente.

https://bortocal.wordpress.com/2012/12/06/594-dellinutilita-di-scrivere-libri-e-dellarte-del-bla-bla/ 6 dicembre 2012
[…] ma se queste cose vengono dette, come sembra, da chi le scrive senza neppure capirne il senso, per puro gusto della forzatura linguistica esaltata, se poi si pensa che la filosofia consista nella violazione delle regole del linguaggio cioè del pensiero, questo è semplice culto del bla bla.
– ogni giudizio è soggettivo, naturalmente, ma se si vogliono misurare i guasti che, dopo Heidegger in Germania, ha fatto il suo più casareccio e provinciale imitatore Severino, occorre pur protestare contro le menti italiche degli istituti universitari filosofici deviate ad esercizi funambolici di pensiero di questo genere, e chiedersi come mai la nostra università veleggia nelle parti basse dei confronti internazionali.
colpisce l’assoluta mancanza di aggiornamento scientifico, l’assenza completa dal dibattito culturale vivo che si colloca non nelle rimasticature neoparmenidee a duemilacinquecento anni di distanza, ma nell’intersezione fra categorie filosofiche e scoperte dell’astrofisica, della fisica, enigmi della quantistica, teoria del multiverso, intreccio fra principio antropico e principio misantropico nell’interpretazione del mondo.
e invece rieccoci con questi bamboleggiamenti della s-ragione fine a se stessa.[…]

https://bortocal.wordpress.com/2013/01/05/7-borforismi-quantistici-anomala-recensione-di-anton-zeilinger-la-danza-dei-fotoni-1-la-filosofia-sperimentale/5 gennaio 2013
[…] Il grido di allarme delle ultime grandi voci della tradizione filosofica contro il predominio della tecnica (ma parlo di Heidegger, non certo del suo scimmiottatore Severino) era perfettamente giustificato – almeno dal punto di vista dei privilegi castali da difendere.
La tecnica e il metodo scientifico hanno suonano da tempo le campane a morto per la filosofia fatta di ciance e di parole che si parlano addosso da sole.
La filosofia tradizionale sopravvive in ridotte sempre più serrate, ma da tempo è scivolata di rango ed oggi è soltanto una forma di letteratura: ed essendo fatta di brutta anzi pessima letteratura, occupa per l’esattezza il terreno che una volta avremmo definito della letteratura popolare; solo che ha mantenuto il sussiego e la pretenziosità di una volta, per cui non ci viene che da ribattezzarla come “letteratura filosofica impopolare”.[…]

https://corpus15.wordpress.com/2016/06/08/s-cacciari-277/ 8 giugno 2016
[…] Il mio maestro Severino sostiene che presto o tardi diventeremo tutti identici, prevarrà la globalizzazione e saremo tutti parte di un’unica marmellata planetaria.
Per conto mio, credo che se si lascia tutto al caso non si sa dove si finisce e non è detto che l’epilogo sia positivo.

una volta, pero`, che Cacciari dice che il suo maestro e` Severino, tutto diventa chiaro. […]


10 risposte a "morte di Severino: epitafio scritto da un nichilista – 24"

  1. “L’ipoteticità delle leggi scientifiche significa ad esempio che un corpo, abbandonato a sé stesso, da un momento all’altro, invece di cadere verso il basso potrebbe andare verso l’alto.”
    Questa frase spiega perché i filosofi non dovrebbero parlare di scienza.

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      1. Sì, ma i filosofi non capiscono quello che dicono gli scienziati (e spesso vale anche il viceversa): quella frase non dimostra che Severino non conoscesse l’epistemologia, significa che non capiva la fisica.

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  2. Questi discorsi mi ricordano che quando studente di un istituto tecnico soffrivo del fatto di non riuscire a capire certi testi e mi sentivo intelletualmente e profondamente inferiore a chi quei testi li aveva scritti. Poi nei decenni ho scoperto che molti di quei testi, con pazienza, li potevo capire e che altri non li avrei mai potuti capire. Questi ultimi non li potevo capire perchè la mia cultura era profondamente diversa dagli autori ma anche perchè una buona parte di quei testi erano scritti, coscientemente o meno, per non essere capiti.
    Illuminante fu Luciano De Crescenzo quando disse che il Parmenide in realtà non lo aveva letto nessuno, neppure il capo redattore della Bompiani(?) ma che molti si riempivano la bocca di citazioni di quel dialogo.
    Quando poi incontrai la critica d’arte fu la rivelazione totale di quanta fuffa circoli anche ai piani alti della cultura.

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    1. temevo un poco il tuo commento, sapendo che sarebbe arrivato, ed è un sollievo capire che siamo sostanzialmente d’accordo.

      per la cronaca, Parmenide l’ho letto, mi sono laureato in greco antico con una tesi di argomento filosofico e allora mi proposero di fare l’assistente di Filosofia Antica alla Statale di Milano…

      e quando Parmenide parla dell’Essere, in uno dei 19 frammenti che ci sono rimasti del suo poema, riesce ancora a farsi capire 2.500 anni dopo, Severino invece no, ed era nostro contemporaneo:

      19 E come l’essere potrebbe esistere nel futuro? E come potrebbe essere nato?
      20 Infatti, se nacque, non è; e neppure esso è, se mai dovrà essere in futuro.
      21 Cosí la nascita si spegne e la morte rimane ignorata.
      22 E neppure è divisibile, perché tutto intero è uguale;
      23 né c’è da qualche parte un di piú che possa impedirgli di essere unito,
      24 né c’è un di meno, ma tutto intero è pieno di essere.
      25 Perciò è tutto intero continuo: l’essere, infatti, si stringe con l’essere.
      26 Ma immobile, nei limiti di grandi legami
      27 è senza un principio e senza una fine, poiché nascita e morte
      28 sono state cacciate lontane e le respinse una vera certezza.
      29 E rimanendo identico e nell’identico, in sé medesimo giace,
      30 e in questo modo rimane là saldo. Infatti, Necessità inflessibile
      31 lo tiene nei legami del limite, che lo rinserra tutt’intorno,
      32 poiché è stabilito che l’essere non sia senza compimento:
      33 infatti non manca di nulla; se, invece, lo fosse, mancherebbe di tutto.

      dal fr. 7

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        1. no, non conoscevo questo piccolo capolavoro di Buzzati: citazione azzeccatissima: ecco, mi pare che Severino si collocasse esattamente allo stadio penultimo di quel tipo di scrittura.

          per il resto non prendere come cosa seria certe mie autoironie un po’ paradossali.

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    1. ci sono molte cose in giro che sono troppo difficili da capire anche per me.
      ma Severino non rientra tra queste: non perché io riesca a capire quello che dice, ma perché riesco a capire che dice cose senza senso; qua e là nei post che ho citato ho fatto qualche esempio, anche clamoroso.
      dovrei avere l’umiltà di dire che ci sono persone ben più capaci di me, come Cacciari, che invece dicono di capirlo e che anzi lo considerano un maestro.
      ma che cosa dovrei fare? piegarmi al principio di autorità e dire che lo scemo sono io?
      no, grazie, non fa per me.
      ci sono casi in cui capisco benissimo quando uno usa le parole a vanvera, dopotutto l’analisi delle parole è proprio la mia specializzazione professionale, per dir così.
      con questo, lungi da me l’idea di pormi a mia volta come maestro e di chiedere che si abbia fiducia nella mia critica.
      ma se uno dice che “L’ipoteticità delle leggi scientifiche significa ad esempio che un corpo, abbandonato a sé stesso, da un momento all’altro, invece di cadere verso il basso potrebbe andare verso l’alto”, cioè per una volta che parla (relativamente) chiaro dice una sciocchezza enorme, io sono autorizzato a pensare che sciocchezze simili si nascondano anche dietro frasi più involute che non significano NIENTE.
      frasi come queste: “L’individuo è l’ente che non (in) si può dividere (dividuo) ulteriormente, giacché esso è ogni cosa (ente, essente) nel suo esser distinta da ogni altra. La Totalità, includente ogni individuo, è dunque ogni cosa nel suo esser legata ad ogni altra cosa, sì che Totalità e individuo consistono nei medesimi enti: ogni ente è la Totalità (l’Eterno), ovverosia è anche un individuo (una parte, un tempo)”.
      questi non sono concetti difficili, sono parole accostate senza senso alcuno.
      ma fanno paura, intimidiscono: chi ha il coraggio di dire che il re è nudo?

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