dove si deve dare ragione a Renzi – 95

per una volta Renzi, l’aspirante autocrate incapace, la spara giusta.

la California ha fatto bene anche a lui.

ma dev’essere per questo che i media principali tengono nascosta la notizia;

forse giusto per far sapere anche a lui che ai padroni dei media questa idea non piace.

quindi mi sbilancio io a favore di Renzi, per una volta, e per dovere di coerenza con le mie idee e di obiettivita`.

tanto sono sicuro che a non essere coerente con questa sua idea sara` Renzi.

e comunque, onore al merito, se invece vorra` smentirmi.

. . .

intanto resta il fatto che la California deva avergli schiarito le idee, se dice al Messaggero:

Compito della politica è ora affrontare i problemi che derivano dalla rivoluzione digitale e i costi in termini di perdita di posti di lavoro.

tanto per cominciare, ecco una ammissione importante.

gia`, perche` c’era da sentirsi marziani, anche su questo stesso blog, a sostenerlo…

invece ora lo dice anche il Messaggero, se si tratta di tirare la volata a Renzi:

La Silicon Valley da terra promessa per noi europei si è trasformata nel luogo dove sorgono i problemi. Almeno per coloro – come i tassisti alle prese con Uber – che temono di perdere o veder ridimensionato il proprio lavoro. I cipputi sono spariti mentre computer e robot vengono gestiti da due o tre ingegneri in camice bianco. La risposta di Trump, che punta a riportare dentro i confini americani l’industria manufatturiera, rischia di non bastare perchè in moltissimi processi produttivi la manodopera è più che dimezzata.

e presto potrebbero quasi non essere necessari neppure loro, aggiungo io.

. . .

dice Renzi al riguardo:

Le invenzioni, dalla stampa all’automobile, hanno avuto sempre ricadute sociali.

certo: sono spariti gli amanuensi e i cocchieri.

ma queste erano ricadute modeste: ora rischiano di sparire una buona parte dei lavoratori…

ma non strappiamoci i capelli, dice Renzi, la cosa va gestita.

Dobbiamo intervenire, ma non possiamo farlo da soli, aspettiamo dall’Europa e dall’Ocse una proposta che possiamo condividere insieme senza creare nuovi squilibri.

d’accordo anche su questo, se non e` un alibi per scantonare.

ma come, secondo lui?

. . .

Garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo 1 della nostra Costituzione che parla di lavoro non di stipendio.

Contesto la risposta grillina al problema.

neppure io ne sono pienamente convinto: eppure sono stati i grillini, al tempo di Casaleggio, che ci capiva, a sollevare per primi il problema.

Serve un lavoro di cittadinanza.

Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione.

bene, d’accordissimo.

reddito-cittadinanza

. . .

ma occorre capire se queste sono soltanto battute polemiche di circostanza contro l’unica proposta sinora sul tappeto, oppure se vogliono delineare davvero una proposta concreta.

naturalmente servirebbe anche dire dove si prendono i soldi, considerando che il salario di cittadinanza e` anche piu` caro del reddito di cittadinanza, visto che occorre mettere nel conto anche strumenti di lavoro e materiali, anche per semplici servizi.

ma che cosa volete che siano queste inezie?

se fino a oggi il reddito di cittadinanza era irrealistico e populista, da domani invece il lavoro di cittadinanza non trovera` obiezioni

(tanto e` semplice propaganda, ma almeno azzeccata, questa volta).

. . .

comunque prendo l’idea per buona, mi piace e la condivido.

sfidiamo Renzi ad essere coerente con se stesso.

lo so che e` una bella impresa,

ma io qui me lo segno quello che ha detto, per poterglielo ricordare o anche soltanto rinfacciare piu` avanti.

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8 thoughts on “dove si deve dare ragione a Renzi – 95

  1. l’inconscio e` in agguato nei lapsus, e non e` politically correct, lui…

    e` possibile scrivere qui sotto, in un commento di risposta a Raimondo Bolletta: l’attuale fase di destrutturazione (…) destinata ad esiti catastrofoci.

    gia` che c’ero potevo anche scrivere castratofroci…, no? 😦

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  2. Difficile capire bene quanta ironia ci sia in questo tuo pezzo e quanto sia una apertura di credito benevola. Francamente mi sembra solo uno slogan un po’ loffio che come al solito ha la pretesa di annullare quello dell’avversario con l’espediente retorico dell’inversione degli elementi del discorso. Sarà che negli anni settanta io fui traumatizzato dalla lettura dei limiti dello sviluppo e da tutto il dibattito che si accese allora tra i migliori intellettuali ma sentire ora i discorsi di Renzi come fossero improvvise illuminazioni di un novello Paolo sulla via di Damasco mi rattrista. L’intervista di ieri sera da Fabio Fazio mi ha raggelato, una faccia tosta così non ce la togliamo di torno facilmente e farà altri danni. Tornando al merito e cioè sulla questione degli effetti della digitalizzazione e della robotizzazione penso che non ci sia nulla di sorprendente: l’uomo cerca di affrancarsi dal lavoro faticoso, dal sudore della fronte, dal dolore della schiena, dalla privazione del cibo. Negli anni settanta mi colpirono due concetti che venivano portati avanti da Visalberghi con cui collaboravo in una scuola sperimentale: necessità di una formazione pre-professionalizzante perché la modernità avrebbe portato a variare nel corso della vita prestazioni e professioni, diffusione di buona cultura perché gli uomini avrebbero avuto più tempo libero da spendere. Questa mentalità giustificava all’epoca anche la diminuzione della natalità perché ci sarebbe stato meno bisogno dei rimpiazzi nella produzione. A Renzi non solo manca la consapevolezza degli effetti positivi o negativi dei suoi tre anni di governo ma manca proprio la cultura storica ed economica per capire i grandi processi che governano la civiltà umana. Forse se invece di andare in California a imparare nuovi slogan immaginifici fosse andata in una buona biblioteca magari con una bibliografia suggerita dal suo amico Letta ne sarebbe uscito rinnovato e più promettente per tutti.

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    1. ciao Raimondo,

      hai colto bene il tono a meta` strada fra ironia ed abbocco che ho voluto dare a questo post.

      ho cercato di mettermi nei panni di quelli che credono in buona fede a Renzi, ma non ho potuto fare a meno di ironizzarci su.

      aggiungo qui due cose che ieri sera non sono riuscito piu` a inserire nel post perche` mi e` saltata la connessione.

      Berlusconi, tramite Brunetta, ha anticipato di 15 giorni Renzi e senza neppure andare in California: indubbiamente migliore, tecnicamente.

      non e` sensibilita` sociale, ovviamente, ma studio scientifico dell’elettorato e dei modi migliori per fregarlo.

      si da` il caso che la poverta` e` in crescita in Italia e dunque inventarsi proposte per raccattare voti alle prossime elezioni tra chi vive attorno a livelli di poverta` e` decisivo.

      finora destra e sinistra hanno lasciato libero campo a Grillo qui, ma ora si accorgono di dover correre ai ripari.

      la propaganda anti-immigrati della destra non porta ciccia per gatti, anche se fa sempre comodo indicare la causa della disoccupazione nella concorrenza tra poveracci e non nella concentrazione plutocratica della ricchezza e della tecnologia.

      rimane totalmente in ombra, sia per Berlusconi sia per Renzi, con che fondi dovrebbe essere finanziato il salario di cittadinanza: nella proposta di Brunetta sono previsti 3 mesi di lavoro, seguiti da 3 mesi di sussidio di disoccupazione; e gli altri sei mesi?

      quanto a Renzi ha puntato tutto sulla classe media con gli 80 euro, e sui ceti benestanti con l’abolizione delle tasse sulla prima casa, e ha sbagliato clamorosamente strategia.

      ora non e` piu` credibile, e` comunque un uomo bruciato, e le sue convulsioni sono patetiche.

      l’unica vera alternativa che abbiamo e` se dopo il PD governera` la destra (come credo) oppure Grillo; e sara` una bella corsa per loro accreditarsi presso la nuova America…

      . . .

      anche io sono un figlio mentale dei Limiti dello sviluppo, il testo decisivo del 1973 che ha cambiato la cultura degli anni Sessanta.

      e credo che l’attuale fase di destrutturazione dei ruoli sessuali classici sia pure una figlia di quel pensiero e abbia come scopo il controllo delle nascite nella forma meno traumatica possibile, anche se destinata ad esiti catastrofici se il calo delle nascite connesso si limita all’Occidente (come sta succedendo).

      l’attuale fase di automazione non solo del pensiero, ma anche di molte professioni tipicamente intellettuali (medici e avvocati, in prima linea, ad esempio), non ha precedenti storici confrontabili; non credo possa essere analizzata riferendosi semplicmente ad altre precedenti.

      e non e` neppure vero, secondo me, che nasce dal bisogno umano di liberarsi della fatica, dato che al contrario lascia sopravvivere soprattutto proprio i lavori piu` pesanti fisicamente che per vari motivi non possono essere delegati alle macchine.

      no, nasce dalla concentrazione mai vista della ricchezza, dalla speculazione finanziaria e dalla massimizzazione del profitto in forme inaudite: singoli individui piu` ricchi di stati interi; corporation piu` potenti di popoli interi; realta` virtuale, con i suoi rapporti di forza che scalza quasi la vecchia realta` analogica.

      leggevo che il costo di un robot, a conti finiti, viene ad essere circa un decimo di quello dell’operaio.

      a questo punto perfino la delocalizzazione in paesi di bassi salari potrebbe essere rimessa in discussione: meglio far rientrare le fabbriche robotizzate a casa, dove ci sono i tecnici per gestirle.

      ma in nessun caso il lavoro tecnico di controllo potra` rimpiazzare in eguale misura quello fisico che viene sostituito.

      noi due, Raimondo, abbiamo alle spalle la stessa formazione e perfino lo stesso lavoro e ho conosciuto anche io, pur se da lontano, le tesi di Visalberghi, e mi ci sono ispirato a lungo nella mia professione.

      ma oggi la realta` ha superato ogni nostra immaginazione del secolo scorso e quelle tesi, secondo me, sono diventate in ampia parte inadeguate, e sono troppo ottimistiche.

      le alternative? non ne ho, sul piano di una politica dell’educazione.

      non credo che il problema possa essere affrontato in campo soltanto educativo senza una azione politica di ridimensionamento del potere dei feudo-tecnocrati.

      serve uno scontro con loro, e non e` nepopure detto, pero`, che lo si vinca.

      siamo nella fase della confusione di cui parlava di recente anche Prodi.

      e tuttavia, se devo pensare ad una alternativa, oggi la vedo piuttosto in un futuro di piccoli produttori autonomi in parte sganciati dal mercato, che lo erodono dai margini con l’auto-consumo.

      e tuttavia anche questo esige uno scontro, e questa prospettiva viene tuttora contrastata per via legale; mi diceva mia nuora, che e` croata, che in quel paese e` stato vietato per legge di tenere liberamente degli orti: servono autorizzazioni e occorre pagare balzelli, per costringere la gente a usare i supermercati.

      potrebbe essere un modello di quello che ci aspetta.

      scusa della risposta prolissa, ma hai messo troppa carne interessante al fuoco.

      comunque sulle “qualita`” umane di Renzi siamo d’accordo: un tipico caso di “quando lo conosci, lo eviti”: a me impressiona il suicidio di un Partito Democratico che corre all’autodistruzione con lui.

      non e` neppure la prima volta che succede a sinistra, c’e` storicamente sempre qualcosa di malato nella sinistra italiana, dopo Crispi, Mussolini, Craxi…, tutti figli della sinistra che hanno guidato la destra.

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