un anno di infelice Cirinna`: una prostituzione di legge chiamata matrimonio o unione civile – 221

dopodomani cade il primo anniversario della Legge Cirinna`.

sara` per questo che mi scrive il Patronato ACLI?

una mail intitolata UNIONI CIVILI E CONVIVENZE: DIRITTI PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI.

no, niente di nuovo in vista, per me: resto ostinatamente e convintamente single, dopo il divorzio.

e anche l’anniversario della legge e` solamente un caso.

pero` buona occasione per un primo bilancio ragionato.

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nella lettera delle ACLI trovo la conferma provata delle mie critiche alla legge Cirinna` sulle convivenze civili, che mi e` costata un anno fa una dura discussione e quasi l’incrinatura di una amicizia.

sia chiaro, le ACLI non intendono in alcun modo criticare la legge: scrivono soltanto per informare delle prestazioni sociali i loro aderenti, reali o potenziali (io devo essere considerato tra questi, immagino, chissa in base a quale banca dati, dato che non sono iscritto alle ACLI).

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ecco dunque che, a partire dal 5 giugno 2016, i cittadini italiani sono ufficialmente distinti in tre categorie (o meglio quattro, come vedremo) a seconda del modo in cui intendono regolare la loro vita sessuale dal punto di vista legale.

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1) nel primo gruppo stanno coloro che la conducono in modo rigorosamente eterosessuale nell’abito di un contratto di tipo matrimoniale (civile o religioso, dato che anche questo ha gli stessi effetti).

da questo contratto derivano alcuni diritti rispetto allo stato: 

pensione ai superstiti,  trattamento di reversibilità, assegni al nucleo familiare, assistenza al familiare disabile e permessi mensili ex Legge 104, compreso il congedo straordinario per assistere i parenti disabili dell’altro, somma dei due redditi personali in un unico reddito dell’unione che puo` dare diritto all’integrazione al trattamento minimo, all’assegno sociale o alle maggiorazioni sociali.

quest’ultimo, in realta`, e` un diritto solo per modo di dire, anzi in fondo e` ben maggiore il danno che il vantaggio, per la maggior parte dei casi.

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2) nel secondo gruppo stanno le unioni civili tra le persone dello stesso sesso, che sono equiparate alle unioni matrimoniali eterosessuali in tutto, salvo che nel penultimo punto: infatti nell’unione civile i parenti di ciascuno dei due componenti non diventano parenti dell’altro; e quindi, niente da fare: se c’e` una vecchia mamma da assistere in una coppia omosessuale, ciascuno deve pensare singolarmentre alla propria.

non ci sono suocere nelle coppie omosessuali.

questa discriminazione sull’assistenza ai parenti disabili che senso avra`?

difficile capirlo, considerando che si tratta comunque di situazioni veramente molto particolari.

ma e` come per altre cose scombiccherate di questa legge realizzata abbastanza male.

invece i redditi si sommano, questo si`, anche nelle unioni civili; questo non e` un grande vantaggio, anzi semmai una penalizzazione, come nei matrimoni etero, ma forse aiuta a spiegare come mai il bilancio della legge Cirinna` e` assolutamente deficitario e dopo un anno da questa esaltata approvazione le unioni civili in tutta Italia sono state poche centinaia.

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3) la terza categoria, molto penalizzata rispetto alla seconda, e` invece quella delle convivenze di fatto (etero o omosessuali che siano, purche` sempre rigorosamente di coppia):

queste attribuiscono il diritto di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali in caso di malattia o ricovero, la possibile manifestazione di volontà per la donazione degli organi e sulle esequie, il diritto di abitare la casa comune, o di nominare un tutore, curatore o amministratore di sostegno, ma niente di piu`.

inoltre tutti questi diritti hanno un prezzo ben preciso: la convivenza e lo spostamento della residenza.

la legge Cirinna` non ammette relazioni a distanza, amicizie intense che tuttavia non passano il tempo sotto lo stesso tetto; e lo spostamento della residenza in diversi casi presenta penalizzazioni anche pesanti.

non tutti sono nelle condizioni di farlo.

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4) cosi` si rientra appunto nell quarto gruppo di cittadini italiani, assieme a:

i timidi refrattari,

gli innamorati di se stessi,

gli amanti delle relazioni multiple effimere con uno o piu` sessi,

quelli che eroticamente hanno un triangolo stabile o anche qualche altro poligono piu` complesso,

i preti, i frati e le suore che sono ufficialmente single a vita e sposati con un dio evidentemente di vedute molto larghe, visto che li accetta tutti senza inutili esclusivismi,

i deviati che si soddisfano solo clandestinamente e in modo perverso,

i poligami di fatto,

i poligami insoddisfatti, poligami del vorrei ma non posso perche` le radici crisiane dell’Occidente non lo consentono;

o alla fine semplicemente quelli che pensano, come me, che mescolare l’amore e il piacere sia un modo sicuro per distruggere l’amore e non vogliono proprio regolare in alcun modo i loro sentimenti dal punto di vista legale…

(le diverse categorie possono poi sommarsi e confondersi fra loro quasi in ogni forma di combinazione possibile)

questo quarto gruppo e` quello dei paria dal punto di vista sessuo-legale: coloro che sono privi di qualunque diritto assegnato agli altri.

ma sono gli anarchici che rifiutano il potere e se la sono cercata, no?

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in sostanza credo che chiunque possa vedere come l’intera regolamentazione delle prestazioni sociali in base alle scelte della vita sentimentale, che la legge Cirinna` ha ribadito e confermato,​ e` assurdamente pasticciata e ricondotta al privilegiamento delle forme di convivenza di coppia.

tutti gli extra legem che per scelta o per sfiga non trovano con chi convivere o non hanno la minima intenzione di farlo, sono terra di nessuno, sono totalmente privi di diritti.

legge-cirinnà-coppie-di-fatto-unioni-civili

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ma e` l’idea stessa di collegare fra loro benefici economici e vita sentimentale e sessuale che e` totalmente dissennata, secondo me.

stortura capace da sola di trasformare in una specie di prostituzione di massa regolata dallo stato le relazioni affettive ed erotiche, che vengono perversamente mescolate al calcolo degli interessi economici.

ed ecco che si arriva ai matrimoni di comodo e ai divorzi di comodo, e perfino alle separazioni fasulle, e si e` riusciti felicemente ad estendere anche alle unioni omosessuali il mondo colorito del denaro mescolato al sesso che era finora una felice prerogativa del matrimonio.

e alla legge Cirinna`, di cui felicemente festeggeremo dopodomani il primo anniversario nella storia delle occasioni perse.

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