l’euro e l’ideologia – 368

 

gran parte della mia vita e` stata passata a combattere ideologie e fanatismi, cioe` a sbattere la testa contro il muro.

sono ideologia, cioe` idee irrigidite e schematizzate, trasformate in catechismi:

l’ideologia contro la quale si batteva Marx, vedi ad esempio L’ideologia tedesca, una delle sue prime opere, prima di potere rendersi conto che sarebbe diventato a sua volta ideologia e ben peggiore.

diciamo pure che con quest’opera, pubblicata postuma soltanto nel 1932, Marx pose con diligenza e scrupolo le basi stesse dell’ideologia marxista, riducendo il materialismo ad economicismo…

. . .

occorre invece fare una analisi materialistica dell’ideologia.

materialistica, ho detto: non economica, come nelle caricature ideologiche marxistiche del materialismo.

. . .

le radici dell’ideologia sono indistruttibili.

sono le stesse del fanatismo e delle religioni, e dipendono dalla limitatezza del cervello umano.

ogni forma di riduzione della complessita` del pensiero, ogni impoverimento schematico delle analisi fino ai limiti della caricatura e del grottesco hanno dalla loro la potenza inesauribile della poverta` delle nostre connessioni nuronali rispetto alla complicatezza esplosiva delle cose.

la differenza tra l’ideologia e il fanatismo da un lato e la stupidita` pura dall’altro sta nel fatto che in quelli vi e` qualche ideologo o fanatico o ideologo fanatico che e` un po’ meno cretino.

e usa la semplificazione sloganistica come metodo per controllare chi e` ancora piu` stupido di lui.

. . .

qui, su questa piattaforma, conosco un blogger di ultra-sinistra: talmente ultra- da essere perfettamente un blogger di destra.

soltanto che sviluppa diligentemente tutti gli argomenti della destra attraverso il faticoso equilibrismo di un linguaggio para-marxista, peraltro fossilizzato.

vale la pena di parlarne perche` non e` un caso isolato, ma quasi una intera fetta della mia generazione e di qualche altra venuta dopo.

questo blogger combatte da tempo l’Unione Europea, con un’insistenza tale da far pensare che sia organicamente al servizio di Putin.

non lo turba per nulla il fatto di essere dalla stessa parte della barricata dei neo-nazisti tedeschi (NPD), dei populisti tedeschi di destra (Alternative fuer Deutschland), e dei populisti italiani di destra (Salvini e Meloni) oppure color non-so (Grillo).

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un suo ultimo post collega una politica di aumenti salariali decisa dal governo polacco di ultradestra col fatto che in Polonia non c’e` l’euro; e quindi coglie l’occasione per attaccarlo, come nei desiderata tanto di Putin quanto di Trump.

indifferente al ridicolo, prosegue citando paesi dell’Europa orientale, alcuni anche di area euro, dove sta comunque avvenendo lo stesso;

il che non basta a fargli capire che il dominio mondiale dei cleptocrati non dipende dalle monete che un paese adotta, ma ha radici piu profonde e complesse.

la formuletta dell’euro al servizio della finanza e` come  un abracadabra magico del pensiero, che mette i cuori in pace.

ha la stessa funzione della cioccolata: serve perfino come antidepressivo, anche.

. . .

Grottesco esempio di capovolgimento dell’evidenza che è l’appartenenza all’unione europea che ha determinato il decollo di questi paesi.

e` il mio commento a lui, e riceve questa risposta (non da lui, che non si sporca mai le mani a rispondere, ma da un suo lettore): 

Anonimo   8 ottobre 2017 at 19:15

l’unione europea non è la zona euro.

Anonimo  8 ottobre 2017 at 19:32

UE diverso da UEM.

purtroppo non riesco piu` a rientrare nel sito per rispondere, e lo faccio qui:

ma certo! come ho fatto a non accorgermene? infatti l’euro non  niente a che fare con l’Unione Europea, come e` noto.
e che dire di quei paesi dell’Europa orientale che hanno lo stesso sviluppo economico della Polonia anche avendo adottato l’euro?

. . .

parafrasiamo Schiller: Contro l’ideologia anche gli dei combattono invano.

lui, nell’originale, diceva: Contro la stupidita` anche gli dei combattono invano.

poi c’e` la stupidita` alimentata dai furbi, invece; e questa si puo`anche combattere, combattendo i furbi.

 


6 risposte a "l’euro e l’ideologia – 368"

  1. Certo l’incapacità dell’umanità ad un razionale rapporto con sé stessa ed con il pianeta, come tu sottolinei, è tragicamente evidente.
    Cio non toglie che, con un minimo di pensiero, si possa tentare di porre, almeno teoricamente, e questa mi pare la tua battaglia quotidiana, un qualche freno di buon senso alla catastrofe annunciata.
    Poichè qui da noi sono i fatti storici di cui ho sopra detto che rendono la vita delle persone peggiore, da quelli parto; sono il capitalismo e la sue politiche gli attori pricipali dei danni socio ambientali che peraltro mi colpiscono molto da vicino, non tenerne conto mi sembra una pesante omissione.

    819
    TRANQUILLI

    Senza allarmi,
    Attendono, digerendo pranzi,
    Le catastrofi annunciate.

    Non scuote l’eterna masticanza
    La rottura dei cieli
    Che, furiosi, rovesciano fiumi.

    Davanti al televisore, scolata la birra,
    Della secca che spinge a solcare il mare
    Nessuno vuol sentire.

    Occhiali neri e protezione solare,
    Dalla spiaggia non vedono
    L’onda di plastica che il mare porta.

    Che ci vuoi fare…

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    1. se potessi usare il lessico marxiano, direi che l’economia (che Marx vedeva come “struttura”) e` invece a sua volta “sovrastruttura”, cioe` semplice manifestazione, di una struttura ancora piu` profonda.

      in altra parole il capitalismo e` stato lo strumento col quale la specie umana ha tentato l’impresa di espandersi biologicamente e di moltiplicarsi, realizzando un proprio input strutturale, una tendenza programmata, che ha nel suo genoma, il “crescete e moltiplicatevi”, che non e` biblico, ma cromosomico.

      i danni ambinetali sono voluti dalla specie, non lasciamoci fuorviare: i capitalisti sono soltanto gli esecutori

      quanto a questo blog, ogni tanto gli do un’occhiata e mi soddisfa abbastanza: ma non riesco a dargli nessun altro significato ne` scopo che un poco di soddisfazione narcisistica: in fondo e` un’operazione creativa, nonostante tutto, ma non credo che possa cambiare proprio niente.

      fa di piu`, per la salvezza dell’umanita`, chi rallenta anche di poco la crescita degli 80 milioni l’anno.

      "Mi piace"

  2. Gira e rigira i problemi di base quelli sono.

    C’é la globalizzazione… sostanzialmente liberalizzazione mondiale del capitale e del conseguente commercio.

    Nulla cade dal cielo, questo avviene perchè il sistema economico capitalistico (coloro che lo dirigono sono comunque persone in carne, ossa e conto in banca), tolto di mezzo il comunismo dal mondo, ha potuto accedere a merci, ed in particolare alla “merce” lavoro, a prezzi decine di volte inferiori, moltiplicando dunque i profitti ad un livello stratosferico.

    Questo ha ovviamente e volutamente messo in crisi in tutto l’occidente il mondo del lavoro subordinato e non.
    La manifattura locale occidentale (non multinazionale quindi) per diventare nuovamente competitiva, supportata alla grande dai governi nazionali guidati dai propri rappresentanti, ha dato il via alla cosidetta austerità ed alle cosidette riforme che, fuori dalla presa per il culo, significano taglio dei salari e dei servizi pubblici conquistati in due secoli di lotte dai lavoratori salariati.

    Ecco la competitivita ritrovata (la strada l’ha aperta in Europa quindici o ché anni fa il socialista Schroeder con i mini Job (7 milioni 400 mila leggo, 375 poi diventati 450 Euro/ mese), che in italia hanno il corrispondente in precariato vario, voucher e stage).

    Ovvio che a favorire tale cambiamento peggiorativo delle masse salariate occidentali non secondaria è stata la apertura decennale della immigrazione che ora a saturazione avvenuta e risultati ottenuti vede da parte di tutti gli stati occidentali sforzi per fermarla (ammesso che ci riescano). In tutto il fenomeno immigratorio in corso i diritti umanitari delle persone sono e saranno del tutto secondari e strumentali visto che si pagano ora torturatori legali o meno come i turchi, i libici e quant’altri servano a fermarli quale che sia il modo.

    Se si riducono i livelli di benessere di imponenti masse è ovvio che anche la democrazia deve essere ridotta o messa sotto tutela… è quanto sta avvenendo (eclatante in tal senso il fallito tentativo del PD di riforma costituzionale e l’attuale legge elettorale in gestazione).

    Altrettanto ovvio che politicamente sorgano, in mancanza d’altro e finchè sarà ancora possibile – pavento l’avvento di regimi sostanzialmente fascisti -, opposizioni dalla sera alla mattina, M5S, Podemos, Syriza, Corbyn, nuove destre più o meno sociali in aumento etc.

    Ulteriormente ovvio che dai media degli attuali regimi cleptocratici vengano demonizzate con le peggiori accuse vere o false che siano.

    Italia, Germania, Europa, Stati Uniti, occidente tutto, sono, in questa fase storica in termini socio-economico- politici.
    Se non si inquadrano i fatti in questo contesto la lettura diventa per forza ideologica parteggiando a priori per l’uno o contro l’altro.

    PS1: Pare proprio, e sempre in più lo sostengono, che l’euro, impedendo la svalutazione competitiva precedente, sia per molti paesi un fattore importante a favore della svalutazione del lavoro in funzione della competività internazionale.

    PS2: Mio figlio, laureato, per poter lavorare ha accettato uno stage a 400/euro mese. Vedi sopra….

    PS3. Mia moglie affinchè abbia meno ritorno di pensione s’è beccata 6,5 anni in più di lavoro, paga ferma da 9 anni e liquidazione posticipate di due. Vedi sopra…

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    1. caro silvano,

      un commento cosi` mi costringe a molte riflessioni e temo che non riusciro` ad essere sintetico.

      se vogliamo fare analisi globali, che siano globali davvero; e se vogliamo provare a capire i meccanismi fondamentali che ci hanno portato a questa situazione, occorre fare attenzione ad altri fattori, ben piu` importanti della mera economia del capitale: fattori che Marx non vedeva e che i marxisti hanno continuato ad ignorare per decenni dopo di lui.

      e non basta soltanto far entrare nell’analisi altri fattori, occorre anche metterli in una gerarchia di importanza.

      il fattore piu` importante di tutti e`, in tutta evidenza, la crescita demografica.

      gli esseri umani sul pianeta erano circa 800 milioni nel 1750, ed erano diventati un miliardo e 600 milioni nel 1900: il doppio in 150 anni, anzi, con numeri non arrotondati, un pochino di piu`.

      oggi gli esseri umani sono piu` di 7 miliardi e mezzo: quasi dieci volte quelli che erano nel 1750, e quasi cinque volte quel che erano poco piu` di un secolo fa.

      logico che Marx non abbia colto bene questo processo, che ai suoi tempi era ancora modesto: ma e` qualcosa di cosi` imponente che verrebbe da chiamarlo disumano, se non l’avessero fatto appunto gli uomini.

      ma e` da qui che ogni analisi deve partire: sostenere questo sforzo immane che cosa ha comportato? come e` avvenuto? come ha potuto svolgersi qualcosa che appare quasi miracoloso? e che esiti potra` avere una crescita che pure ha calato il suo ritmo, che ha raggiunto il massimo nel 1964 (il 2,19% di incremento annuale), ma era ancora di piu` dell’1,1% nel 2008?

      cifra che sembra irrisoria, ma che nella situazione attuale significa comunque circa 80 milioni di esseri umani in piu` ogni anno.

      questo incremento significa necessariamente un crescente aumento di energia e quasi sicuramente di anidride carbonica: per cui dobbiamo fare entrare nella nostra analisi quell’altro grande convitato di pietra che e` il riscaldamento globale.

      il piu` importante effetto della globalizzazione: quello che durera` per secoli, anche se la globalizzazione dovesse crollare domani mattina.

      la potenza di quella che chiamiamo globalizzazione e` il mix di ricerca scientifica, processo tecnologico, innovazione agricola, sviluppo del capitale, arricchimento progressivo delle elite, che ha sostenuto questo processo.

      e` possibile, ma vorrei dire e` certo, che questo sviluppo abbia raggiunto (per non dire superato da tempo) i limiti naturali.

      limite naturale: ecco un concetto che Marx ignorava completamente e che non ha mai preso in considerazione nelle sue analisi economiche, e allo stesso modo non ha mai considerato le ricchezze naturali come un fattore della vita economica; e le sue analisi, proprio per questo, oggi appaiono irrimediabilmente sbagliate da un punto di vista globale.

      ciononostante, in questo momento, la causa principale dell’impoverimento, pur sempre relativo, delle masse, non sta – almeno apparentemente – tanto in questo, quanto nel processo di mostruosa concentrazione della ricchezza.

      se circa la meta` della ricchezza mondiale non fosse oggi nelle mani dell’1% della popolazione, gli esseri umani starebbero molto meglio, no?

      no: perche` in realta` i beni essenziali disponibili per loro sarebbero sempre gli stessi: la produzione agricola non aumenterebbe affatto.

      aumenterebbeo i consumi di beni superflui: ma pare che questo sia impossibile senza un parallelo aumento dei profitti, della distruzione dell’ambiente, dell’inquinamento.

      l’arricchimento delle elites e` dunque soltanto un’astuzia della storia per limitare i consumi di massa ed impedire il suicidio della specie umana?

      insomma, via via che la popolazione cresce, ciascun individuo deve comunque consumare almeno un pochino di meno, se vogliamo mantenere un bilancio energetico planetario anche soltanto vagamente sostenibile.

      io, da qualche tempo, non ho risposte ma solo domande.

      credo che il problema centrale sia quello demografico che, combinandosi col riscaldamento globale, non lascia scampo per il futuro; penso che la specie umana sia condannata.

      ma poi sinceramente so anche quanto sia imprevedibile e a volte persino sarcastico il futuro, sia individuale sia collettivo.

      certo, da tempo, sentendo le urla di dolore di coloro che non riescono a comperarsi il terzo o quarto smartfone, mi domando: ma in che mondo stanno vivendo? conoscono davvero la poverta` possibile?
      immaginano che cosa sia morire di fame, di carestia, di infezioni?

      il nostro mondo e` alla fine e c’e` chi non riesce ad occuparsi altro che di qualche modesto calo del proprio benessrre che soltanto anticipa e preannuncia catastrofi immani.

      che dire ancora? a questo punto mi fermo, piuttosto.

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    2. In fondo, al solito, siamo comunque non troppo distanti…..

      782
      ESPANSIONE

      Siamo virus patogeni,
      dell’ingordigia.
      Devastato tutto ciò su cui
      L’occhio si posa.

      L’universo teme il contagio
      Fugge, scappa
      In cerca di spazi più lontani,
      Ci teme, ha paura,
      Aumenta ogni distanza.

      Paventa le termiti
      L’universo.

      754
      FRUTTO AVVELENATO

      Il vivere è
      Ingurgitare quel che serve all’oggi,
      Per noi uomini anche al domani.

      È perenne cercare, scovare, acchiappare.

      Risultato e meta finali del conoscere,
      Lo so, la sintesi è brutale,
      È lo spolpare il mondo.

      Il frutto avvelenato
      Sta nell’assenza di ogni limite.

      756
      PIÙ LEGGERE

      Le parole sono più leggere del fumo,
      Più inconsistenti di fiato nel gelo.

      Un nulla che fa vibrare l’aria,
      Una debole onda nello stagno.

      Se non raccolte,
      Poco in là,
      Sono dissolte.

      "Mi piace"

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