Salvini? la strage di Mirandola e i Blues Brothers – 237

un immigrato irregolare appicca il fuoco a Mirandola al comando della Polizia municipale e provoca la morte di due persone, con decine di feriti e intossicati.

era clandestino e doveva essere rimpatriato; di chi è la colpa se era ancora qui?

del ministro dell’Interno, evidentemente, che non sa fare di meglio che proclami su twitter.

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così sappiamo che, secondo lui, era “probabilmente minorenne” (non é vero!), che lo ha fatto “per vendetta” (gli era stato notificato un decreto di espulsione della questura di Roma il 14 maggio).

ma, fanno sapere dal Ministero dell’Interno, aveva espresso l’intenzione di chiedere asilo.

ma come? il Marocco è un paese da cui si fugge per pericolo di vita immediato ad opera di un regime oppressivo?

Altro che aprire i porti, bisogna azzerare l’immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: a casa tutti: tweet del ministro.

mandare a casa tutti per la colpa di uno non è propriamente civiltà giuridica, ma andiamo oltre: perché Salvini non lo fa, visto che continua a dirlo?

“Ora lo aspetta il carcere”: comunicato del Ministero: il minimo e l’ovvio, parrebbe, per quel che ha fatto

“Aveva dato quattro identità diverse, non è minorenne e grazie al decreto Salvini, va a casa sul primo barcone, troppo comodo l’aereo per certi infami. Grazie al decreto sicurezza questo si può espellere”: tweet del ministro, in versione The blues brothers, e si mettesse d’accordo col suo ministero.

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uno provoca la morte di due persone e noi lo rimandiamo a casa senza processo?

ma, notate bene, come, secondo il Capitone: sul primo barcone.

è una novità l’esistenza di barconi che riportano a casa migliaia di clandestini che si sono rotti le palle di stare ad ascoltare le puttanate di Salvini.

ma ora è più chiaro perché Salvini non riesce a rimpatriare i clandestini: sta sul molto, tra un comizio e l’altro, ad aspettare i barconi, l’aereo è troppo comodo e soprattutto farebbe capire che mancano gli accordi con i paesi d’origine per i rimpatri.

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“Una preghiera e un abbraccio alle famiglie delle vittime”, ultimo tweet ministeriale che non si nega a nessuno, ammesso che i parenti abbiano piacere di essere abbracciate dal viscidone.

una farsa.

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sull’immigrazione io non sto con la Chiesa: non sono per l’accoglienza indiscriminata di tutti i migranti: pietà e solidarietà umana, sì; ma le leggi dello stato non rispondono a criteri religiosi, ma agli interessi collettivi.

i migranti vanno trattati umanamente, anche se clandestini, ma questo non significa necessariamente accoglierli.

quelli che vanno accolti, come prevedono la Costituzione e le leggi internazionali richiamate dall’Onu, sono i profughi in fuga per pericolo immediato di vita a seguito di guerre o persecuzioni politiche di regimi tirannici; gli altri no.

né Salvini né la Chiesa cattolica fanno questa distinzione: la Chiesa vuole accoglierli tutti, Salvini vuole respingerli tutti, mettendoci fuori dal contesto dei paesi civili.

e l’opposizione a Salvini cade nel tranello di gridare: accogliamoli tutti, e fa il suo gioco.

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si tratta invece di creare corridoi umanitari legalizzati per chi è effettivamente profugo e corridoi di immigrazione legalizzata (quella di cui abbiamo bisogno per far funzionare le nostre fabbriche più dure, dove i nostri ragazzi vanno malvolentieri).

e di un sistema di rimpatri efficiente per gli altri.

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purtroppo la confusione regna sovrana; e questo fiasco clamoroso di un ministro che non lavora passa sotto silenzio nel clamore della propaganda che finisce a suo favore, se non fosse che dopo un anno della stessa solfa senza costrutto mi pare che la gente si stia stufando di fare il tifo per un Godot che non arriva mai.

Il giovane marocchino ritenuto responsabile dell’incendio di Mirandola non poteva essere espulso dall’Italia, almeno prima dell’entrata in vigore dell’ultimo decreto Sicurezza.

lo fanno sapere quelli che difendono Salvini da questo fiasco clamoroso e taciuto, prova provata che sta attizzando l’odio e il risentimento, ma senza risultato.

ma come , il primo decreto sicurezza non bastava?

è il DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113, cioè è di più di sei mesi fa.

e bisogna subito già farne un altro?

come mai?

ci servono altri proclami di un ministro incapace?

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che cosa spiega l’attuale modo balordo di fare opposizione a Salvini, il grottesco Capitone che si è reso ampiamente ridicolo a suon di programmi gradassi, di marcire in galera, di rosari e vangelo sul palco, di arroganza perfino al cubo rispetto a quella di Renzi?

solo una ostinata ed ottusa volontà di non imparare da 25 anni di lotta a Berlusconi, o la malafede di un Partito Democratico che spera di andare a nuove elezioni per accordarsi con la destra classica di nuovo, come ha sempre fatto da Veltroni in poi, cioè da quando è nato.

presentare Salvini come un nuovo dittatore fascista significa dare peso ad una recita che più inconsistente non si può: non che le pulsioni autoritarie manchino, ma vanno contrastate punto per punto.

la persecuzione della docente di Palermo per il libero lavoro in classe dei suoi alunni è, ad esempio, una vergogna senza nome: senza neppure il nome di Salvini, intendo, un ritorno ai decenni bui della censura politica.

ma l’Italia è viva.

togliamoci Salvini dagli occhi, per favore, è la solita arma di distrazione di massa.

 


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