l’emergenza climatica europea – 534

parliamo di clima, l’unico tema davvero importante di questi tempi; e un pochino anche di Europa, per distogliere lo sguardo dalle cloache di casa nostra.

tre punti per questo post:

1. le mozioni del Parlamento Europeo sul clima

2. nuovi equilibri politici in Europa e la crisi del Partito Popolare Europeo

3. unione di tutti gli uomini di buona volontà per provare a impedire il collasso climatico.

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1. le mozioni del Parlamento Europeo sul clima

il Parlamento Europeo ha dichiarato ieri l’emergenza climatica, con alcune mozioni; un motivo non da poco per sentirsi orgogliosi di essere europei.

la prima mozione chiede alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio  siano in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, come previsto dall’accordo di Parigi.

una seconda mozione esorta a presentare alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici una strategia per raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 e ad includere nel Green Deal europeo l’obiettivo della riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030.

la Commissione europea ha già proposto l’obiettivo di emissioni nette-zero entro il 2050, ma il Consiglio europeo non l’ha ancora approvato poiché Polonia, Ungheria e Cechia sono contrarie.

in questo contesto si propone anche di intervenire sul trasporto aereo e marittimo per realizzare le riduzioni necessarie si chiede ai paesi membri del Fondo verde internazionale per il clima di raddoppiare quantomeno i loro contributi, visto che gli impegni dei paesi sviluppati non raggiungono l’obiettivo di 100 miliardi di dollari all’anno a partire dal 2020.

infine, si chiede con urgenza a tutti i Paesi europei di “eliminare gradualmente tutte le sovvenzioni dirette e indirette per i combustibili fossili entro il 2020”.

qui sopra ho riassunto le utili informazioni di
https://www.huffingtonpost.it/entry/ursula-gia-perde-voti_it_5ddfba64e4b0913e6f7a100a?utm_hp_ref=it-homepage

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2. nuovi equilibri politici in Europa e la crisi del Partito Popolare Europeo

ma proprio questa dichiarazione dimostra che la vera emergenza climatica europea è politica.

su questa dichiarazione, infatti, il parlamento si è spaccato, anzi soprattutto si è spaccata la maggioranza che regge la von der Leyen.

è stata appena confermata come presidente della Commissione Europea (senza il commissario inglese) con una maggioranza che comprende Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici Europei (ma non proprio tutti, si astengono i francesi e qualche tedesco), Liberali e Riformisti e una parte (questa volta, soltanto) del Movimento 5Stelle, cane randagio nel Parlamento Europeo, dopo che i Verdi hanno rifiutato la sua richiesta di entrare in quel gruppo; ma con una significativa astensione dei Verdi, questa volta.

https://www.huffingtonpost.it/entry/nessun-assegno-in-bianco-per-ursula_it_5dde9195e4b0913e6f7762b0

la von der Leyen ha avuto una ottantina di voti più della maggioranza necessaria, ma la votazione successiva sull’emergenza climatica ha visto una ottantina di deputati del suo partito, il Partito Popolare Europeo, votarle contro.

con questo, la mozione è passata in maniera netta egualmente: 429 a favore e 225 contrari; ma il segnale di un Partito Popolare Europeo spaccato in due sul clima prefigura di fatto uno spostamento di equilibri politici veri in Europa; infatti a favore hanno votato non soltanto i Verdi, ma anche la Sinistra Unitaria Europea.

sullo sfondo quindi una possibile spaccatura del Partito Popolare Europeo, che da tempo appare nelle cose, ma che potrebbe pericolosamente portare, nel tempo, la destra a governare l’Unione Europea: non in questo parlamento, comunque, che del resto non prevede la possibilità di elezioni anticipate e che durerà fino al 2024.

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ma questa spaccatura del mondo popolare europeo di ispirazione vagamente cristiana è una cosa triste e corrisponde anche ad una crisi della chiesa cattolica europea o meglio occidentale, che appare oggi tendenzialmente avversa al papato Bergoglio: una crisi grave, fra chi intende ancorare il messaggio cattolico alla specifica tradizione europea (non a caso Ratzinger scelse come nome Benedetto, il fondatore col monachesimo della tradizione cristiana propriamente europea) e chi invece intende la chiesa in un’ottica universale e non eurocentrica, richiamandosi alla difesa dei valori sociali e ambientali universali (e non a caso si è dato il nome di Francesco).

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3. unione di tutti gli uomini di buona volontà per provare a impedire il collasso climatico.

ridete pure, lettori miei abituali (quanti siete?), che mi conoscete come ateo convinto, ma mi rattrista questa sordità climatica, per così dire, di una metà o più dei cattolici europei – forti soprattutto nell’area dell’Europa meno occidentalizzata e meno sensibile ai valori democratici, formata da Italia ed Europa orientale settentrionale ex-comunista; in questo quadro è coerente l’opposizione nostra dei berlusconiani, di Fratelli d’Italia e della Lega, cioè di metà del nostro paese.

mi domando come sia possibile spaccarsi politicamente su un tema tanto delicato e sul destino prossimo non solo nostro personalmente (su questo piano sono abbastanza vecchio per sentirmene meno toccato come individuo), ma dei nostri figli e nipoti, e in ultima analisi della nostra stessa cultura e civiltà.

io non credo che serva contrapporsi in un clima – ! – da stadio su una questione simile: credo che l’ascolto attento delle reciproche ragioni sia fondamentale; mi piacerebbe essere letto di più da chi non la pensa come me sul problema, per una discussione serena.

a partire da questa constatazione che ho fatto altre volte: dividersi sull’importanza dell’elemento antropico nella devastazione climatica in corso è senza senso; anche io credo che possa dipendere anche da fattori naturali esterni la fioritura stessa di questa epoca straordinaria della storia umana che ha posto anche le basi per una catastrofe senza precedenti.

ma questo dibattito affascinante, perché la verità è sfuggente e troppo complessa, ha qualcosa a che fare con la necessità, comunque, di fare qualcosa per fermare il riscaldamento, da qualunque causa o insieme di cause sia generato?

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intanto Bill Gates fa sapere al mondo che una combinazione di intelligenza artificiale di celle solari può produrre quantità enormi di energia senza emissioni.

lasciatemi essere incerto, che non sia l’ennesima battuta di uno che qualche mese fa proponeva di oscurare il Sole per raggiungere lo stesso obiettivo di fermare il riscaldamento globale.

però rinuncio ad ogni pregiudizio (ma non al mio senso critico): vediamo, discutiamo, siamo in gravissimo pericolo, uniamo tutti gli sforzi e lasciamo da parte solo coloro che hanno deciso che non gli importa se il pianeta brucia, tanto loro si salveranno lo stesso o moriranno prima, pensano.

ogni fede e ogni mancanza di fede si unisca per una ricerca comune, ogni razzismo e intolleranza sia messo da parte: chi crede nell’uomo e chi chiama Dio questa stessa fede, assieme.


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