MPS: 33,3 euro a testa da pagare – 583

titola Repubblica:

Banche, lo Stato entra in Mps   Risparmiatori tutelati al 100%

titola bortocal:

Banche, lo Stato entra in Mps   Speculatori tutelati al 100%

a volte occorre la sintesi.

ieri sera ho scritto un post difficile e tormentato per fare il punto con me stesso su questa situazione.

questa qui sopra e` la sintesi.

. . .

io qui non dico che il titolo vero e` il mio, e il titolo falso quello di Repubblica.

lo lascio decidere ai miei venti lettori, se ci sono ancora in questo festoso clima natalizio che neppure la strage oscura di Berlino riesce a spezzare…

ma intanto da oggi ciascun italiano ha visto assumere a suo nome un debito di 33 euro per il salvataggio di chi ha gestito male una banca e di chi ci ha speculato sopra.

dov’e` finito il principio capitalistico del rischio, che e` l’unico che poi giustifica l’interesse come strumento finanziario?

. . .

la capacita` dello stato di tirare fuori dal cappello un coniglio da 20 miliardi di euro per salvare una banca mandata al fallimento da decenni di gestione clientelare che fa capo al Partito Democratico e` sorprendente.

la smentita sui guasti del bicameralismo perfetto anche.

ma quando si tratta di difendere i propri interessi bastano meno di 24 ore per fare approvare un provvedimento ai due rami del parlamento.

e ad aumentare il deficit dello stato di una cifra spropositata,

pari al doppio di quella che sarebbe servita per introdurre forme di salario sociale per combattere la poverta` che colpisce oramai una fetta consistente e crescente degli italiani.

prendiamo atto del trasparente carattere ferocemente di classe di questo stato.

per oggi non dico di piu`.

. . .

del resto sono assolutamente convinto che quelle che vengono diffuse in queste ore sono bugie di ogni genere, difficilmente decifrabili.

occorre mantenere alta l’attenzione e cercare di capire.

restano fermi i due punti che definivo ieri sera per chiarire le idee anche soltanto a me stesso:

la difesa a spese della collettivita` degli interessi di speculatori rimasti fregati e di corrotti che li hanno coinvolti nei loro maneggi finanziari finiti male e` contraria alle leggi europee e non prevista dalle leggi italiane in vigore fino a ieri.

e` una novita` che avanza in nome di non si sa bene quale buonismo.

e solleva interrogativi inquietanti:

va agitata bene la domanda successiva:

e che cosa faremo con le altre banche che dovessero entrare in crisi anche loro?

. . .

si legge anche stamattina che lo stato diventa azionista del Monte dei Paschi di Siena.

sarebbe positivo, ma non ci credo del tutto;

potrebbe essere una bufala per tenerci buoni.

.

si legge che il provvedimento e` stato concordato con l’Unione Europea.

potrebbe essere, ma ne dubito:

leggo subito dopo dei trucchetti messi in atto per aggirare le norme europee.

Il decreto legge contempla la conversione delle obbligazioni subordinate in azioni e la possibilità che la banca interessata da una ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato offra obbligazioni non subordinate in cambio delle azioni frutto della conversione.

Il Tesoro può acquistare tali azioni. 

In altre parole, le obbligazioni subordinate saranno convertite in azioni.

E queste azioni potranno a loro volta essere scambiate dai risparmiatori privati con la banca con obbligazioni non subordinate. 

Risultato: chi oggi possiede un’azione subordinata, più rischiosa perché coinvolta in caso di problemi dell’istituto, ne riceverà una di pari valore non subordinata, cioè sicura.

.

pero` si dice nell’articolo di Repubblica il contrario di quello che sta scritto nel titolo:

cioe` sembrerebbe che anche qualche creditore del Monte ci debba rimettere qualcosa.

.

insomma, l’informazione dice tutto e il contrario di tutto.

occorre aspettare che l’inchiostro di seppia sparso a piene mani si depositi sul fondo, per vederci chiaro.

. . .

da subito comunque emerge l’essenziale: 20 miliardi vengono tolti ai famosi consumi e aggiunti ad una montagna di debiti a rischio di venirci addosso ogni momento.

il regalo di Natale ai soliti noti fatto dal governo Gentiloni, col miracoloso immediato appoggio di Berlusconi, elimina ancora una volta il principio della responsabilita` delle scelte.

e carica la collettivita` dell’onere di rispondere degli errori dei singoli,

visto che quei miliardi che ora lo stato investe dovremo pagarli tutti in qualche modo.

sono circa 30 euro a testa per il 2017, che dovranno pagare tutti,

anche quelli che vivono con meno di 400 euro al mese.

anzi, probabilmente soprattutto loro.

download

Annunci

16 thoughts on “MPS: 33,3 euro a testa da pagare – 583

  1. @ fla fine dei primi 10 commenti e si deve ripartire in cima.

    pare che abbiano un ruolo molto importante in India per sostenere i piccoli contadini o in paesi del Terzo Mondo. in ogni caso, la loro giusta dimensione e` proprio questa. nessun sostegno dal basso alle grosse aziende: se la cavino da se` e con le banche.

    l’inventore bengalese del moderno microcredito Muhammad Yunus ha anche vinto il Nobel per la Pace nel 2006.

    Mi piace

    1. ops, hai ragione a sgridarmi, dovevo dire: La banca d’Italia fece, semplicemente, un grave errore di valutazione….

      semplicemente nel senso che non sono emersi dalle indagini interessi illegali in questa scelta, in linea con quel che si faceva nel mondo in quegli anni.

      l’errore resta grave, non intendevo sminuirlo.

      ma errare humanum est; e` perseverare che e` diabolicum:

      chi altro diceva nel 2006-2008 che il sistema economico era sull’orlo di una crisi per l’eccesso del debito, oltre a qualche economista marginale (e al sottoscritto nel suo blog)?

      ma hai presente adesso Renzi che per tre anni e` andato avanti a non fare niente, lasciando precipitare la situazione, mentre diceva che il sistema bancario italiano era solido e che i veri problemi ce li avevano le banche tedesche?

      grrr

      Mi piace

    1. non posso dirti molto, come non specialista.

      a quel che ho letto, i guai del Monte dei Paschi, a parte quelli generali dell’uso clientelare delle risorse tipico negli anni passati nel sistema bancario italiano, ha una causa aggiuntiva molto specifica che consiste nell’acquisto avvenuto nel 2007, giusto alla vigilia dell’inizio della grande crisi finanziaria di questo secolo, della Banca Antonveneta per oltre 10 miliardi di euro, una cifra risultata esorbitante e che ha prosciugato le risorse del Monte.

      la Banca d’Italia, che doveva vigilare su quella acquisizione, la vide con favore e la sostenne; era guidata allora da Draghi, oggi presidente della Banca Centrale Europea.

      sul punto ci sono state anche inchieste della magistratura, ma non hanno riscontrato aspetti penali: si e` trattato di un grave errore di valutazione, del quale e` facile rendersi conto col senno di poi, ma che diventa comprensibile se si pensa all’euforia un po’ folle dei tempi che hanno preceduto il grande crollo del 2008.

      la Banca d’Italia continua ad avere compiti di vigilanza sulle banche, che condivide con la Banca centrale Europea.

      andando a ripassare su wikipedia, per rispondere alla tua domanda, vedo che il MPS supero` nel 2010 lo stress test sulle banche europee, cioe` venne valutato in grado di fare fronte ad una eventuale crisi.

      ovvio che venga da sorridere…: chiuse il bilancio 2011, solo un anno dopo, con una perdita di 4,69 miliardi di euro.

      nel 2012 venne approvato un piano di ristrutturazione con 4.600 licenziamenti, chiusura di filiale, razionalizzazione dei costi e prima richiesta di 3,4 miliardi allo stato italiano (Monti bonds, rimborsati entro il 2015, esclusi gli interessi che invece sono stati liquidati alllo stato con una quota del 4% della banca).

      vi furono feroci proteste dei dipendenti…

      ma la crisi della banca continuo` e nel 2014 venne varato un aumento di capitale di 5 miliardi, ma molto graduale, e a fine anno la banca non supera, questa volta, gli stress test dell’Unione Europea; ecco un nuovo aumento di capitale di 3 miliardi.

      e` abbastanza evidente che sono gli anni del governo Renzi, che lasciano marcire la situazione senza decisioni nette.

      a luglio di quest’anno vengono pubblicati i risultati nettamente negativi degli stress test europei e viene varato un piano urgente di ricapitalizzazione per 5 miliardi, che dovevano essere coperti da privati.

      ma i privati si sono fermati alla meta` della cifra necessaria; di qui le decisioni attuali.

      la scelta di lasciar fallire la banca, rimborsando soltanto i piccoli correntisti fino a 100.000 euro, prevista dalle nostre leggi attuali, non viene mai presa in considerazione.

      se leggi questo articolo di oggi di Mario Seminerio, capisci subito perche`.
      http://phastidio.net/2016/12/23/salvataggio-mps-unanalisi/

      A chi sarà offerta la conversione da nuove azioni a nuove obbligazioni “non subordinate”? Ai risparmiatori al dettaglio, definiti tali a termine Mifid? Oppure a tutti i possessori delle vecchie obbligazioni subordinate Tier 2, che il comunicato del governo considera “sottoscritte per lo più da clientela retail”? Questo è dirimente. Facciamo un esempio pratico: Generali possiede circa 400 milioni di euro di subordinati MPS. Assai verosimile che la stragrande maggioranza di essi siano di tipo Tier 2, e siano presenti nelle gestioni separate della compagnia, cioè nelle polizze, sottoscritte da clientela retail. Cosa sarà offerto a Generali? Di avere nuovi bond “non subordinati” di nuova emissione in cambio delle azioni di nuova emissione derivanti da conversione? In altri termini, se ci sono due possessori del famigerato Upper Tier 2 2018, uno dei quali è un piccolo risparmiatore e l’altro è un fondo pensione/fondo comune/assicurazione, ci sarà discriminazione sullo stesso titolo tra soggetti differenti?

      e` evidente che, dato il forte intreccio di interessi finanziari tra istituzioni diverse, la perdita completa di valore delle obbligazioni subordinate del Monte dei Paschi di Siena rischia di aprire voragini multiple nei bilanci di altre istituzioni finanziarie italiane: si tratta della terza banca italiana, non di una piccola banca locale, questa volta…

      quindi ci si e` inventati la difesa dei consumatori per difendere in realta` soprattutto queste altre istituzioni.

      ma, come dice anche Seminerio, niente e` realmente chiaro fino ad oggi nelle scelte concrete, a parte quella di far intervenire lo stato: quelle rese note finora sono formule molto ambigue, e in realta` le scelte vere seguiranno nei prossimi giorni, e sara` una partita tutta da vedere….

      col fiato in gola, sinceramente…

      Liked by 2 people

  2. ecco… una volta abbiamo avuto una discussione sul rischio finanziario forse riferito ai titoli di stato. Eri contrario ma vedo che hai cambiato idea. Gli interessi pagati, più alti sono più coprono il rischio di fallimento. Nel senso che rischia di più può anche aspettarsi di rimanere col cerrino in mano. Ma non è più così. Oggi basta investire senza preoccuparsi di nulla.

    Però se ne hanno salvata una le altre perché non possono buttarsi in mare e gridare aiuto?

    Mi piace

    1. ciao flavius.

      non ricordo quella discussione, adesso, e forse sara` difficile ricostruirla nei dettagli anche a te.

      non giuro sulla mia coerenza nel tempo, pero` preferirei pensare che possa esserci stato qualche equivoco.

      qui pero` quando dico che gli interessi coprono il rischio dell’investimento di capitale non sto esponendo un mio personale punto di vista, faccio soltanto riferimento all’opinione diffusa e codificata da certe teorie economiche da strapazzo.

      nel campo degli interessi finanziari io resto ferocemente un “integralista islamico”, se mi passi la battuta.

      ti dico anche che da sempre nei miei rapporti privati quando mi capita di prestare del denaro a qualcuno non chiedo MAI degli interessi.

      si presta per amicizia, per simpatia per un progetto, per mille altri motivi, e queste devono restare le uniche gratificazioni che si ricavano dal prestito.

      le culture dove si presta ad interesse sono frutto di visioni del mondo davvero miserabili se l’unica gratificazione che il creditore ricava e` il denaro.

      considero il pagamento degli interessi immorale ed ingiusto, credo che la giustificazione in base al rischio sia fasulla, dato che il rischio e` un aspetto generale ineliminabile di ogni attivita` umana e della vita stessa.

      qui poi mi scappa da ridere perche` il rischio di chi specula e investe a rischio per avere interessi piu` alti viene in Italia cancellato dallo stato a spese di tutti, e dunque l’interesse non ha neppure quella giustificazione fasulla, ma e` semplice rapina.

      Mi piace

      1. sono passati anni ma mi era rimasta impresso questo tuo rifiuto del rischio. Magari si è trattato di un fraintendimento. Ad ogni modo salvare una banca oggi significa salvarne 10 domani.

        Mi piace

        1. non capisco bene che cosa intendi che io intendessi (!?) con rifiuto del rischio.

          mi pare di avere espresso anche qui sopra un rifiuto di principio dell’idea che il rischio possa essere la giustificazione dell’interesse, cioe` della logica capitalistica, nella prospettiva di un’etica della societa` conviviale (come la chiamava Ivan Ilich).

          non credo che il rifiuto del rischio de me espresso allora potesse essere diverso, qualche anno fa; non mi pare che le mie valutazioni sul capitalismo siano sostanzialmente cambiate in questi ultimi anni.

          a proposito, ti cito uno studio molto interessante (anche per altri motivi), di Pier Luigi Fagan, blogger su questa piattaforma, che scrive anche sul rapporto tra lo spirito del capitalismo e le radici barbariche della cultura anglosassone: “queste genti sanguinarie e prive di civiltà (da civis-civitas), che detestavano la natura e adoravano l’oro”, “sino ad Hobbes – quello dell’homo homini lupus –, il primo antropologo degli anglosassoni che non parlava dell’uomo in generale ma proprio e specificatamente dei ed a i suoi conterranei al tempo della Guerra Civile.

          Genti pugnaci, divise in clan, riottose a stare vicine le une alle altre e quindi idiosincratiche al concetto di società tanto quanto gelose di quello di libertà, da cui la tendenza individualista ben sposata poi con il protestantesimo ma a loro modo abituate a prender decisioni in assemblea comune, determinate a dominare la natura con loro non certo prosperosa madre e quindi a sviluppare scienza e poi tecnica ma anche produrre e commerciare come unico possibile contratto sociale,

          “Società” è per loro una ancestrale costrizione che mal sopportano e storicamente hanno prodotto una rete di concetti e giudizi, di credenze e verità condivise, di ideali e prescrizioni comportamentali che vanno da tutt’altra parte, rassegnandosi infine a stare assieme solo per seguire i codici della produzione, scambio e dell’accumulazione egoista, cioè producendo assieme sforzo economico che poi si ripartiscono individualmente per godersi la loro sacra “libertà”. Già quando si massacravano in faide, convennero infine ad un sistema diciamo “giuridico” esclusivamente basato sul fatto che una vita umana aveva un prezzo, si veda il guidrigildo longobardo. Non ci doveva ammazzare, non in base ad imperativi etici o paura della punizione divina ma perché costava troppo. Con questo contratto sociale (solo genti del Nord potevano inventarsi un concetto come il “contratto sociale”, mai ad un mediterraneo che nasce e da sempre è in una società, sarebbe venuto in mente di dover giustificare la socialità con un “contratto”) vanno alla grande fino a che la ricchezza sale, tendono all’homo homini lupus quando la ricchezza scende, perché è solo la ricerca di questa che li tiene “assieme”.

          bello eh? e come descrive bene la logica del capitalismo che gli anglosassoni sono riusciti a far diventare quasi natura umana universale…

          e qui verrebbe in mente, per contrappasso almeno morale, il modo feroce col quale il poeta anglosassone per eccellenza, Shakespeare (se non era invece siciliano…;)) fa critica feroce di questa mentalita` nel Mercante di Venezia, attribuendola invece all’ebreo…

          Mi piace

          1. ho come l’impressione che sono una specie di musa ispiratrice per te… un po’ così:
            https://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwj__tbPm4vRAhVGyRQKHXjfBbUQjRwIBw&url=http%3A%2F%2Fwww.fflux.it%2Fmr-bean-musa-ispiratrice-rodney-pike%2F&psig=AFQjCNGa5ANqaP01ra0VZMXl1mwIEXmi4w&ust=1482613444977108

            ad ogni modo è vero che rifiuti il rischio come giustificazione dell’interesse. Vale anche il viceversa? Cioè l’interesse come giustificazione del rischio? Non lo so… per esempio volevi comprare dei titoli di stato greci quando anni fa avevano interessi altissimi. Forse in quel periodo ci fu quella discussione. Volevi aiutare a pagare le pensioni greche, ma sotto sotto ammetti che per qualche istante pensasti di lucrare sugli interessi 😀 .

            Buone Feste!

            Mi piace

            1. 🙂 🙂 🙂 mi spiace per te (anche se forse non dovrei dispiacermi), ma non assomigli per nulla a quella musa ispiratrice ne` nella prima ne` nella seconda versione.

              del resto devo anche pensare che tu sia rimasto all’oscuro della interpretazione che ho dato di quel celebre ritratto (e in seguito ho visto che questa lettura si ritrova anche presso qualche specialista):
              https://corpus15.wordpress.com/2016/04/15/i-discendenti-di-leonardogay-206/

              a parte gli scherzi, effettivamente i commenti utili sono quelli che costringono ad approfondire e che creano una discussione impegnativa…

              mi hai fatto sorridere sopra anche perche` mi hai ricordato che effettivamente qualche anno fa stavo per buttare un migliaio di euro in una speculazione sul debito pubblico greco, giusto per vedere come andava a finire e anche per guadagnarci, ovviamente; ma poi la cifra minima richiesta era 15.000 euro e allora questo non sarebbe stato piu` un gioco.

              si`, credo che la spiegazione contraria funzioni: cioe` l’interesse, se sufficientemente elevato, puo` giustificare il rischio.

              ovviamente non ho mai pensato di diventare uno speculatore alla Soros, forse semplicemente perche` non ne ho mai avuto le capacita`.

              ma Oscar Wilde ha gia` dato a suo tempo una celebre spiegazione di questi comportamenti in uno dei suoi celebri aforismi: posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.

              dunque posso ammettere di non essere completamente coerente; per difendere alcune mie evidenti contraddizioni provero` a dire che non sono un fanatico e che accetto anche nella mia vita qualche piccola defaiilance che ritengo umana.

              ma so gia` che non sarai affatto d’accordo… 😦

              e forse hai ragione.

              Mi piace

              1. ecco… io direi che l’interesse può considerarsi come la percentuale di rischio. 1% di interesse annuo = 1% probabilità che qualcosa vada storto in 1 anno. Se si dimostra che si è fatto il possibile per evitare il fallimento allora il fallimento può essere accettato. Altrimenti si presta denaro a interesse nullo e in tal caso dev’essere restituito.

                Non ti preoccupare per la Grecia… potrai ritentare in futuro. Con la Grecia, con l’Italia, con l’Inghilterra, con gli Usa … a voglia quanta scelta 😀

                Mi piace

                1. 🙂 no no, non potro` ritentare piu`: come gia` sai sono tornato alla mia passione per l’indebitamento estremo in nome di qualche ristrutturazione e credo davvero che il debito, per le sue dimensioni, mi accompagnera` fino alla fine dei miei giorni, sempre che io non riesca a fregarlo prima e a dissolvermi prima di essere riuscito a finire di pagarlo, ahhah.

                  il tuo rapporto matematico fra interesse e rischio e` molto elegante, ma non mi convince.

                  oltretutto secondo me e` assolutamente sproporzionato a favore del creditore: se fosse applicato in questo momento il MPS dovrebbe pagare interessi del 70-80% annuo!

                  normalmente la gente presta i soldi alla banca e allo stato nel presupposto che siano solidi e che sia assolutamente certo di riaverli indietro; eppure si aspetta un interesse lo stesso.

                  in realta` tutto il sistema si regge esclusivamente sulla disinformazione del pubblico pagante; se i risparmiatori sapessero che mettere i soldi in banca e` rischioso, lo farebbero ancora?

                  e con quali interessi?

                  ben piu` alti di quelli che gli sono offerti.

                  e tu vorresti che prestino il denaro gratis?

                  no, secondo me le banche non possono funzionare in altro modo che come funzionano, con tassi di interesse che sono collegati, come ogni altra merce, al meccanismo di mercato fra domanda e offerta.

                  ad esempio, in questo momento c’e` poca liquidita`, ma ci sono ancora meno persone desiderose di farsi prestare denaro dalle banche.

                  inoltre le banche, che hanno accumulato enormi debiti in sofferenza, sono diventate molto piu` burocratiche e prudenti nel concedere un prestito: io ci ho messo un anno esatto a farmi aprire un mutuo.

                  quindi la platea di coloro che richiedono finanziamenti e` ulteriormente ridotta.

                  questo fa si` che in questo momento gli interessi sui prestiti concessi siano bassissimi, ma anche quelli sui depositi, diventati praticamente negativi.

                  questo meccanismo agisce positivamente, perche` in questo momento funziona da incentivo al debito.

                  altri meccanismi piu` rigidi non sarebbero economicamente efficaci.

                  per sottrarsi alla logica capitalistica del prestito ad interesse, occorre invece creare una rete alternativa extra-bancaria di microcredito solidale e interpersonale, che aggiri il sistema delle banche, secondo me.

                  Mi piace

                    1. non e` cosi` utopico come sembra, detto da me: sono esperienze certamente marginali, ma esistono gia` le iniziative del microcredito, ad esempio…

                      buone feste a te!

                      Mi piace

                    2. le iniziative di microcredito possono aiutare qualche startup. Ci sarebbe qualche dubbio sulla possibilità che possano sostenere aziende già avviate che devono combattere sul mercato.

                      Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...